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Sfollati da Boko Haram, arrivati gli aiuti umanitari

ROMA. È atterrato sabato in Camerun l’aereo cargo umanitario messo a disposizione dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per l’organizzazione umanitaria italiana INTERSOS. Il cargo è arrivato a Maroua, nella regione dell’Estremo Nord del Camerun, per trasportare aiuti e beni di prima necessità destinati alle migliaia di famiglie sfollate fuggite dalle violenze del gruppo armato Boko Haram.
Grazie a questo volo, gli operatori INTERSOS potranno dare aiuto immediato a 2505 famiglie sfollate e 380 comunità ospitanti all’interno del distretto di Mayo Sava. Il materiale che verrà distribuito si compone di beni di prima necessità e kit d’emergenza: 8 cisterne per acqua potabile, 1500 taniche sempre per l’acqua e 500 set per cucina, teli di plastica come ripari per famiglie, zanzariere per difendersi dalla malaria, materiale  igienico per ridurre i rischi di epidemie e migliorare le condizioni di vita di queste famiglie a cui non è rimasto altro. Da quando i massacri e le razzie delle milizie armate di Boko Haram si sono estese oltre la Nigeria e si sono intensificati anche nei villaggi nel nord del Camerun, vicini alla frontiera, oltre 96.000 persone hanno dovuto abbandonare le proprie case fuggendo nelle zone più interne nella regione, per scampare alle violenze.
“Le famiglie sfollate sono fuggite senza poter portare nulla con loro, vivono accampate nei villaggi che le ospitano, sotto ripari precari: donne, bambini, anziani esposti al freddo della notte, alla sabbia, al rischio di malaria” racconta Marco Rotelli, Segretario Generale INTERSOS, di ritorno dalla missione in Camerun. “Sono migliaia le persone che non hanno accesso ai servizi vitali, l’acqua inizia a scarseggiare sia per la popolazione locale che per gli sfollati. Le devastazioni prodotte dalle incursioni sanguinare delle milizie di Boko Haram impediscono le attività agricole e commerciali, e stanno privando queste famiglie dei mezzi di sostentamento. Con l’arrivo della stagione delle piogge questa situazione non potrà che peggiorare.
Siamo davvero riconoscenti alla Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo per aver immediatamente accettato di collaborare con noi a questa importante operazione umanitaria. Grazie a questo contributo saremo in grado di intensificare l’azione a beneficio dei più deboli, in particolare donne e bambini.”INTERSOS lavora in 18 paesi nel mondo, come il Sud Sudan e la Somalia, per portare aiuto e dare protezione a chi fugge da guerre, persecuzioni e disastri naturali. Gli operatori umanitari INTERSOS stanno lavorando nel nord del Camerun per identificare i bisogni delle migliaia di sfollati in arrivo nella regione, per  garantire assistenza e beni di prima necessita alle famiglie in fuga e portare aiuto alla popolazione locale. Nel sud del Camerun, che accoglie oltre 137.000 rifugiati dalla Repubblica Centrafricana, gli operatori INTERSOS stanno portando avanti un progetto di tutela e assistenza dei bambini rifugiati maggiormente a rischio, orfani, soli, vittime di violenza per garantirne la protezione e l’inserimento scolastico e sociale.

@VolontariatOggi

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