Si chiude a Roma il Festival dello sviluppo sostenibile 2019 organizzato da ASviS

 

ROMA. Si chiude a Roma il Festival dello sviluppo sostenibile 2019. Con 1059 eventi organizzati su tutto il territorio nazionale, decine di milioni di persone raggiunte dai media tradizionali e social, decine di migliaia di partecipanti e migliaia di relatori, il Festival si conferma anche quest’anno la più grande manifestazione italiana sui temi della sostenibilità e un unicum nel panorama internazionale. Il Festival, quest’anno dal 21 maggio al 6 giugno, è organizzato dall’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS) che con i suoi oltre 230 aderenti è la più grande rete di organizzazioni della società civile mai creata in Italia, con il contributo di partner istituzionali e aziendali.

Giunto alla sua terza edizione, il Festival si conclude oggi alla Camera dei Deputati con un evento durante il quale, come ogni anno, l’ASviS consegna alle istituzioni e presenta al Paese i risultati e i principali messaggi emersi durante i 17 giorni dedicati alla diffusione della cultura della sostenibilità e alla conoscenza dell’Agenda 2030. Dalle università alle imprese, dai piccoli comuni alle grandi città, dalle scuole al mondo dello sport e della cultura: l’Agenda 2030 è sempre più riconosciuta come la guida per conseguire la sostenibilità economica, sociale, ambientale e istituzionale. Lo dimostra l’eccezionale partecipazione di quest’anno che ha visto coinvolti milioni di cittadini in tutte le regioni, centinaia di imprese e di organizzazioni della società civile.

L’interesse per queste tematiche è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi tre anni, da quando cioè l’ASviS ha iniziato le sue attività di diffusione della cultura della sostenibilità e di conoscenza dell’Agenda 2030 e dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile, il piano d’azione sottoscritto nel 2015 da 193 Paesi, Italia inclusa. D’altra parte, secondo una recente indagine di Eumetra, tre italiani su quattro ritengono prioritari i temi dell’Agenda 2030. Il 78% degli intervistati pensa che di queste questioni debba occuparsene in primis il Governo e tutti gli italiani (77%), i centri di ricerca (74%) e le imprese (72%), soprattutto quelle grandi. Oltre il 70% riferisce che curarsi di questi temi sia una prova della serietà di un’azienda, tanto che il 67% sarebbe disposto a pagare un prezzo più alto i prodotti delle imprese che mirano agli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Durante il Festival l’importanza e l’urgenza di adottare un nuovo modello di sviluppo per portare il Paese sul sentiero della sostenibilità è stato espresso in modo trasversale da diverse istituzioni e settori della società italiana che sono intervenuti: il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è impegnato ad avviare la cabina di regia “Benessere Italia” per il coordinamento delle politiche pubbliche orientate all’Agenda 2030; il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha sottolineato il ruolo delle banche centrali verso la decarbonizzazione dei sistemi energetici e che, più in generale, affronti l’emergenza climatica; le associazioni imprenditoriali hanno indicato al Governo le azioni da intraprendere per accelerare la transizione alle sviluppo sostenibile e chiesto un tavolo ad hoc per disegnare le politiche in questo campo; i sindacati, le associazioni ambientaliste e del settore privato hanno definito un decalogo per una transizione energetica equa; le organizzazioni per la parità di genere hanno chiesto che venga istituita a Palazzo Chigi una commissione per l’empowerment femminile; le università hanno elaborato il manifesto per lo sviluppo sostenibile negli atenei e centinaia di scuole hanno coinvolto gli studenti in progetti per sensibilizzarli ai temi della sostenibilità.

Possiamo dire che il motto di questa edizione del Festival ‘Mettiamo mano al nostro futuro’ sia riuscito a richiamare l’attenzione di gran parte della popolazione italiana e a rafforzare il messaggio principale secondo cui ognuno è responsabile del cambiamento e nessuno può sentirsi escluso dalla più grande sfida dei nostri tempi – commenta Pierluigi Stefanini, Presidente dell’ASviS – . Chiediamo che l’Agenda 2030 venga considerata lo strumento centrale per orientare l’azione dell’esecutivo, un modello verso cui indirizzare i programmi di tutte le forze politiche, un patrimonio condiviso che guardi al lungo periodo, oltre le maggioranze di Governo”.

Durante i giorni del Festival, milioni di italiani hanno dimostrato di essere sensibili alle tematiche connesse allo sviluppo sostenibile: oltre 20 milioni di persone sono state coinvolte attraverso i social media, centinaia di migliaia hanno seguito in diretta streaming gli eventi del Festival; sono state raggiunti oltre 100 milioni di spettatori attraverso la campagna istituzionale trasmessa dalle reti RAI in collaborazione con il Dipartimento Informazione Editoria della Presidenza del Consiglio e la Responsabilità Sociale RAI; lo spot del Festival è stato proiettato negli stadi durante l’ultima partita di campionato della Serie A, negli aeroporti e sui treni; sono intervenuti migliaia di relatori; sono state coinvolte centinaia di scuole e decine di università si sono mobilitate; sono 1.044 gli articoli e i servizi radio TV che hanno diffuso i contenuti emersi nel corso del Festival, contro i 660 dello scorso anno.

Gli eventi organizzati dall’ASviS, i 17 eventi nazionali alla cui organizzazione l’Alleanza ha contribuito, oltre all’impegno di molte città, hanno determinato un’attenzione mediatica senza precedenti, soprattutto da parte del servizio radiotelevisivo pubblico, a conferma del ruolo fondamentale che l’informazione svolge per contribuire alla crescita culturale del Paese –  sottolinea il Portavoce dell’ASviS, Enrico Giovannini -. Il Paese, così come l’Europa, ha bisogno di risposte immediate per fronteggiare le più grandi e complesse sfide dei nostri tempi, le quali possono essere affrontate solo in una logica integrata. La società italiana è pronta a fare la sua parte per cambiare paradigma di sviluppo e migliorare il benessere di tutti. Ma l’Italia, come l’Europa, resta in una condizione di non sostenibilità economica, sociale e ambientale: per questo chiediamo che vengano accolte le proposte dell’Alleanza per accelerare il processo di cambiamento e assicurare la giustizia intergenerazionale, come sottolineato anche dalle manifestazioni dei giovani in tutto il mondo”.

@VolontariatOggi

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