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SPECIALE #VOXPOPULI | Francesco Marsico: “ricostruire spazi di dialogo mite e concreto con le persone”

LUCCA. “I processi in corso nel nostro Paese vanno indagati per non fare errori di prospettiva”. L”intervento del responsabile Area Nazionale di Caritas Italiana Francesco Marsico a Lucca -alla Summer School “Vox populi – per una pedagogia del bene e un rimedio al rancore” organizzata dal 7 al 9 settembre 2018 dal Centro Nazionale per il Volontariato (Cnv) e dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione- è partito da una sfida: il nostro Paese subisce processi di lunga durata che riguardano formazione, diseguaglianze, mercato del lavoro che hanno completamente cambiato il Paese. La crisi economica ha causato 5 milioni di poveri assoluti, il 9% della popolazione. “Abbiamo compreso bene questi fenomeni?”.

Marsico ha snocciolato una serie di dati fondamentali per capire la situazione sociale dell’Italia: quelli sulla formazione, che mostrano indici molto arretrati rispetto alla media europea; quelli sui neet, sulle migrazioni, sulla mobilità sociale, sulle competenze digitali, la partecipazione culturale, la lettura di libri o quotidiani. Commentando il fenomeno delle povertà, Marsico ha osservato come la sua rappresentazione implichi tre tecniche: rimozione del fenomeno, stigmatizzazione e spettacolarizzazione.

Citando il libro “La Repubblica Grigia” di Fulvio De Giorgi, Marsico ha ricordato quanto nella storia italiana ci siano stati tanti maestri di pedagogia civile. “Soggetti -ha detto- che in maniera responsabile costruivano partendo dai valori costituzionali forme di alfabetizzazione che educavano le persone ad un’idea diversa, costituzionale, solidale e ispirando a quei valori la coscienza civile del Paese”. “Don Milani aveva scelto di stare dalla parte dei poveri, oggi quanti fanno scuola ai poveri?”.

Rispetto alla percezione distorta degli italiani su fenomeni sociali, in particolare quelli delle migrazioni, Marsico ha proposto una riflessione importante. “Dobbiamo far crescere la consapevolezza che il Paese reale è stato segnato da processi di costruzione di alcuni sentimenti sociali come il rancore che non vanno rimossi, ma compresi”.

“Il volontariato -ha aggiunto- deve riprendere un tema importante: costruire una nuova cultura della partecipazione al tempo della vulnerabilità. Spesso i gruppi dirigenti del volontariato hanno riproposto gli schemi inefficaci del passato sia in tema di liderismo sia di linguaggi e di stili”.

“Ma, si è domandato, perché i soggetti della solidarietà sembrano non essere non del tutto attrattivi verso i mondi delle povertà e delle fragilità?”.

“Dobbiamo creare -ha concluso Marsico-, anche nelle parrocchie,  spazi alternativi di dialogo con le persone con un stile mite e concreto, evitando le retoriche e sapendo ricostruire tessuti sociali, culturali in grado di invertire il ciclo. Sarà un lavoro lungo, ma è l’unico che si può affrontare nei prossimi anni”.

@VolontariatOggi

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