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	<title>VolontariatOggi.info&#187; Acri</title>
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	<description>Il webmagazine del volontariato edito dal Cnv</description>
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		<title>Volontariato e welfare: diminuiscono le risorse ma cresce la voglia di coesione</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 11:42:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4946" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/09/volwelfare.jpg"><img class="size-medium wp-image-4946" title="volwelfare" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/09/volwelfare-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a><p class="wp-caption-text">Un momento del seminario</p></div>
<p><strong>MONTECATINI TERME.</strong> Di fronte a circa duecento rappresentanti del volontariato toscano, si è aperto stamani al Vittoria Congressi di Montecatini il seminario &#8220;Volontariato e politiche di welfare in Toscana&#8221; promosso da Cesvot. Dopo i saluti del presidente della delegazione di Pistoia <strong>Marcello Magrini</strong>, che si è impegnato a<em> &#8220;riportare l&#8217;iniziativa sui territori&#8221;</em>, è intervenuta il presidente del Coge Toscana, <strong>Fiorenza Anatrini</strong>. <em>&#8220;In Toscana abbiamo contribuito alla progettazione sociale e allo sviluppo del volontariato&#8221;</em>, dice. <em>&#8220;Oggi ci sono meno risorse, perché minori sono le risorse bancarie&#8221;</em>. <span id="more-4939"></span></p>
<p>L&#8217;accordo con Acri e Terzo settore, per l&#8217;Anatrini, <em>&#8220;ha permesso una stabilizzazione fino al 2014. Ma non ci possiamo illudere, né dobbiamo dare niente per scontato. Spero sia costituita presto anche la consulta del volontariato, chiamata fra l&#8217;altro a nominare rappresentanti all&#8217;interno del comitato di gestione&#8221;</em>. Dopodiché, riferendosi alla crisi, manifesta insofferenza. <em>&#8220;Niente sarà uguale a prima&#8221;</em>, chiude la presidente del Coge.</p>
<p>E la crisi è al centro anche dell&#8217;intervento di <strong>Eleonora Vanni</strong>, presidente Copas (Conferenza permanente delle autonomie sociali della Regione Toscana).<em> &#8220;Ci troviamo in un momento in cui si sgretolano gli elementi fondamentali della coesione sociale. Dobbiamo considerare questa fase di crisi cone una transizione &#8216;positiva&#8217; </em>-prosegue Vanni- <em>nella quale recuperare quel ruolo di promotori di una cittadinanza partecipata, rilanciando così anche la nostra funzione sociale e politica&#8221;</em>.</p>
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		<title>Come sostenere il volontariato</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 10:26:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Sensi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3985" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/06/villaggiosolidale1.jpg"><img class="size-medium wp-image-3985" title="villaggiosolidale" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/06/villaggiosolidale1-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a><p class="wp-caption-text">Un convegno di Villaggio Solidale </p></div>
<p>Il contributo economico al volontariato non passa solamente dal quel quindicesimo degli utili che le fondazioni di origine bancaria veicolano ai Centri di Servizio tramite i comitati di gestione regionali. I modi in cui le associazioni di volontariato vengono sostenute dal mondo del credito sono molti e vi sono esperienze innovative che si stanno sperimentando in tutta Italia. Di questi temi si è parlato al convegno intitolato <strong><em>«Al servizio del volontariato»</em></strong> che si è svolto il 18 febbraio scorso a Villaggio Solidale. Il convegno è stato moderato da <strong>Stefano Ragghianti</strong>, presidente della Fondazione Volontariato e Partecipazione ed esperto di non profit. La domanda di fondo è stata la seguente: di cosa ha bisogno il volontariato? In apertura il docente universitario e presidente della Fondazione Fortes di Siena <strong>Andrea Volterrani</strong> ha ricordato come ormai buona parte del totale nazionale dei fondi per le politiche sociali passi attraverso i Centri di Servizio e il volontariato. <span id="more-3984"></span></p>
<p>Numeri che confermano l’importanza del volontariato, ma anche i rischi che questo settore sta correndo nel contesto di crisi del welfare. In questo senso, ed è un <em>leitmotiv</em> che ha accompagnato tutto Villaggio Solidale, è di fondamentale importanza che il volontariato eserciti non solo l’azione, ma anche il pensiero. <em>«Deve pensare</em> -ha detto Volterrani- <em>qual è il futuro dei territori in cui opera, pensare ad un contesto in cui non ci sia più una divisione fra chi eroga risorse e chi le utilizza. È l’inizio di una nuova stagione perchè è nei momenti di crisi in cui si costruisce perchè siamo costretti a pensare con risorse scarse»</em>. Le forme originali di sostegno al volontariato sono state al centro del convegno. Il presidente della Banca Popolare Etica <strong>Ugo Biggeri</strong> ha raccontato la specificità del rapporto fra la sua banca e il volontariato. <em>«Banca Etica non è vicina al volontariato, ma è espressione diretta del volontariato. Ha 35.000 soci che sono riferibili al questo mondo direttamente o indirettamente. Essa stessa è in maniera originale strutturata in maniera simile, è una banca a tutti gli effetti ma ha un’interazione forte fra l’anima di intermediazione finanziaria e l’anima di volontariato»</em>. Biggeri ha ricordato un elemento che è stato centrale nel dibattito: il credito considera, anche dal punto di vista della vigilanza, con preoccupazione il volontariato perchè in generale le sue strutture giuridiche  sono deboli dal punto di vista delle garanzie che possono offrire all’istituzione finanziaria.</p>
<p>Ma sorprendentemente l’esperienza di Banca Etica insegna che invece il volontariato dal punto di vista degli impieghi è abbastanza sicuro. La Banca impiega un terzo delle risorse nel volontariato e ha delle sofferenze lorde che sono pari allo 0,8 %, le nette allo 0,4%. <em>«In pratica</em> -ha ricordato Biggeri- <em>sono più sicure delle imprese»</em>. Secondo il presidente di Banca Etica servono modalità più innovative di patrimonializzazione e di rafforzamento finanziario del volontariato. <em>«La stessa legge di istituzione delle Onlus</em> -ha ricordato- <em>parlava di titoli di solidarietà che non sono mai partiti, ma il concetto che c’era dietro è importante soprattutto in questa fase di crisi. Ma si possono pensare anche altre cose: ci sono diverse esperienze in cui si fanno fondazioni di comunità che possono risolvere in qualche modo i bisogni finanziari su tematiche mirate e specifiche. C’è poi bisogno di dare più credito in tutti i sensi e mettere in campo strumenti (come l’anticipo del 5 per mille, ma non solo) e pensare a qualche modalità di rafforzamento del volontariato, altrimenti la strada sarà quella della costituzione di imprese classiche per fare attività economiche, ma che senza la rete sociale non starebbero in piedi e verrebbero snaturate»</em>.</p>
<p>Sulla stessa lunghezza d’onda l’amministratore delegato di Banca Prossima, <strong>Marco Morganti</strong>. <em>«Banca Prossima</em> -ha ricordato Morganti- <em>ha oggi, a poco più di tre anni dall’inizio delle proprie attività, 13.000 clienti e quasi due miliardi di euro tra raccolta e impieghi, con un’ottima qualità del credito (deterioramento del credito dello 0,4% vs il 5,5% della media nazionale). Creiamo valore sociale. L’art. 4 del suo Statuto dice che Banca Prossima ha come fine la creazione di valore sociale. Il volontariato è un mondo vivo immerso nell’intangibile, a partire dalla funzione che esprime sul territorio. Se non si prende in esame questo aspetto si rimane ancorati alle tradizionali logiche bancarie: fare prestiti solo alle associazioni che il più possibile assomiglino a realtà for profit e il più possibile abbiano un patrimonio a garanzia delle loro attività. Una banca che vuole realmente incontrare la dimensione del volontariato deve ragionare diversamente, a partire dal proprio approccio culturale. Questo Banca Prossima lo capisce: da noi operano oltre 270 specialisti, i nostri Responsabili di Relazione, scelti per le loro competenze professionali e perché nella vita privata operano tutti nel Terzo Settore. Questo è un nostro segno distintivo»</em>. Morganti ha anche parlato della capacità di lettura degli aspetti intangibili. <em>«Vogliamo assicurare il massimo livello di servizio e una capacità nuova di far crescere le migliori iniziative, spesso penalizzate dai criteri convenzionali di valutazione bancaria: per qusto ci siamo dotati di uno strumento innovativo, un modello di rating che considera le peculiarità delle organizzazioni nonprofit (la reputazione, la capacità di fund raising, etc.). Banca Prossima attraverso questa innovazione è più inclusiva del 40% rispetto a Intesa Sanpaolo. E’ chiaro, è più complicato dare credito affrontando piccole e complesse situazioni come spesso sono quelle del volontariato, ma non è impossibile. A tal proposito, abbiamo creato un Fondo per lo sviluppo dell’impresa sociale al quale versiamo ogni anno almeno la metà dei nostri utili (per i primi dieci anni la totalità degli utili). Il Fondo ci consente di erogare credito ai progetti più belli ma più difficili. Sulle linee guida di utilizzo del Fondo è chiamato a esprimersi un Comitato di Solidarietà e Sviluppo formato da personalità appartenenti al mondo nonprofit: autorevoli, rigorose, indipendenti»</em>.</p>
<p><em>«Per la nostra esperienza in Banca Prossima sappiamo quanto è difficile per il sociale italiano finanziarsi attraverso le due fonti tradizionali dei fondi pubblici e delle banche; i primi eternamente in ritardo, le altre (come dicevo precedentemente) alla ricerca di garanzie modellate sull’economia e sull’impresa forprofit. Abbiamo così immaginato una ‘terza via’: la possibilità per i cittadini di prestare soldi alle organizzazioni nonprofit attraverso la piattaforma on-line di Terzo Valore. In modo diretto, senza intermediari. In un contratto a due in cui la fiducia di chi dà fa crescere la professionalità di chi riceve. In un rapporto nuovo, che aumenta la disponibilità finanziaria di entrambe le parti: chi dà può dare molto di più se sa che i soldi gli verranno restituiti, chi riceve scopre un bacino inesplorato di ‘finanziatori’ che condividono progetti al punto di sostenerli con i propri risparmi. La banca fa il suo lavoro: valuta la sostenibilità delle operazioni di credito e se ne fa garante con i cittadini che prestano. Il cittadino che sceglie di prestare denaro alle organizzazioni nonprofit sa che il capitale gli sarà comunque restituito nei tempi previsti. Con Terzo Valore, però, Banca Prossima è andata quasi oltre il proprio ruolo: crea e gestisce una piattaforma gratuita per dare risorse al Terzo Settore, e ‘porta a bordo’ i cittadini in una visione di sussidiarietà e di trasparenza che non ha precedenti. Questo è uno schema creativo che permette a tutti di generare valore sociale»</em>. Fra gli altri strumenti innovativi presentati da Banca Prossima anche «In.Volo» sperimentato insieme alla Fondazione Cariplo e il «prestito della speranza» con la Conferenza Episcopale Italiana.</p>
<p>Un altro campo di sperimentazione importante per il terzo settore ricordato dall’ad di Banca Prossima è relativo all’aumento delle tariffe postali.<em> «Banca Prossima ha studiato il problema e ha trovato una soluzione efficace: la creazione di una piattaforma di distributori privati alternativi a Poste Italiane. Questa piattaforma di logistica postale viene messa a disposizione a costo zero e dunque senza alcun utile per Banca Prossima; un servizio reso al mondo del Terzo Settore che ha già prodotto 5 milioni di spedizioni. Così speriamo che le Poste reagiscano, abbassando a loro volta le tariffe. Ancora una volta, questa è una logica di schemi creativi: l’unica che possiamo porci come modello di approccio al Terzo Settore»</em>.</p>
<p>Un rapporto da costruire su esperienze pilota, come ha confermato anche <strong>Massimo Giusti</strong>, presidente della Commissione Volontariato dell’Acri (l’Associazione Casse di Risparmio Italiane) che si è riunita a Lucca proprio nei giorni di Villaggio Solidale.</p>
<p><em>«Abbiamo deciso di fare una commissione sul tema del volontariato</em> -ha detto Giusti- <em>perchè le fondazioni hanno messo in piedi un sistema di relazioni e finanziamenti al volontariato che va ben oltre l’esperienza del quindicesimo degli utili. Questo è un dato da affermare con forza, un’esperienza da sottolineare che è patrimonio trasversale di tutte le 88 fondazioni bancarie, dalle più piccole alle più grandi»</em>. Giusti ha ricordato come non esista alcuna legge che obbliga a costruire tali esperienze, <em>«ma -ha detto- saranno sempre più al centro dei lavori delle fondazioni e del volontariato. È innegabile che stiamo vivendo un mondo in evoluzione sotto gli aspetti del welfare e il ruolo del volontariato sarà sempre più importante al pari di quello delle fondazioni. Tali risorse non possono sostituirsi però alla spesa pubblica nè al patrimonio del volontariato»</em>. La soluzione, secondo il rappresentante dell’Acri, consiste <em>«nel mettere insieme relazioni specifiche per ogni territorio, relazioni che devono essere sempre più efficaci per le risposte da dare»</em>.</p>
<p>Giusti ha parlato anche di alcuni progetti «esemplari»: da territori di comunità di Forli, ai mezzi di trasporto di Cesena, dagli amministratori di sostegno promossi dalla Cariplo al progetto Case di Lucca sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio. Tutte esperienze accumunate dal fatto che le fondazioni sono facilitatori dei rapporti sul territorio. Al volontariato non si chiede solo di presentare il prorpio progetto, ma di relazionarsi al sistema locale, individuando il bisogno e la risposta migliore da dare al bisogno stesso. Giusti ha ricordato come <em>«il manuale perfetto degli interventi fra volontariato e fondazioni non esista». «Ci saranno</em> -ha detto- <em>buone prassi da declinare su ogni territorio. La grande sfida -ha concluso- consiste nella capacità di costruire relazioni che permettano di declinare le azioni per ogni territorio». </em></p>
<p>Uno di questi esempi si sta sperimentando a Lucca come testimoniato da <strong>Alberto Del Carlo</strong>, presidente della Fondazione Banca del Monte di Lucca. <em>«Quella delle barriere architettoniche</em> -ha detto Del Carlo- <em>è una questione attuale, un problema che non riguarda solo i disabili, ma tutta la società. Gli spazi senza barriere sono un aspetto saliente della qualità di vita nonché un dovere sociale. La Fondazione Banca del Monte di Lucca, che opera in via sussidiaria rispetto agli enti pubblici e già sostiene le associazioni locali, è particolarmente sensibile al tema della disabilità e a tutte le problematiche a essa connesse. È proprio in quest’ottica che è entrata a far parte del Consorzio Europeo per la tutela dei diritti dei disabili e ha promosso la Lega Europea per le città accessibili, per portare all’attenzione europea, e non solo, i diritti dei disabili sanciti dall’ONU, con un progetto concreto che si sta sviluppando anche a Lucca. La vera differenza, infatti, può farla soltanto un progetto di ampio respiro da realizzare attraverso lo stretto coordinamento tra la sfera locale, regionale, nazionale e internazionale, che è poi lo scopo che la Fondazione BML si è posta lavorando con le altre fondazioni europee»</em>.</p>
<p><em>Articolo pubblicato su <strong>Volontariato Oggi n. 1 – 2011</strong>. Te l’eri perso? Allora <a href="../2011/06/01/volontariato-oggi/archivio-arretrati"><strong>scaricalo</strong></a> o <strong><a href="../2011/06/01/volontariato-oggi/abbonamenti">abbonati</a></strong>.</em></p>
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		<title>Assemblea del volontariato italiano: &#8220;Si apre una nuova stagione&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 15:41:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_69" class="wp-caption alignleft" style="width: 262px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2009/12/Il-Presidente-della-Repubblica-Giorgio-Napolitano-nella-Giornata-internazionale-del-volontariato-2009.jpg"><img class="size-medium wp-image-69" style="margin: 2px 7px;" title="Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nella Giornata internazionale del volontariato 2009" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2009/12/Il-Presidente-della-Repubblica-Giorgio-Napolitano-nella-Giornata-internazionale-del-volontariato-2009-300x225.jpg" alt="Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nella Giornata internazionale del volontariato 2009" width="252" height="190" /></a><p class="wp-caption-text">Volonariato in udienza al Quirinale (foto G. Testa)</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> <em>&#8220;Vogliamo prendere la parola&#8221;. </em>Con queste battute il portavoce del Forum del Terzo Settore <strong>Andrea Olivero</strong>, il 5 dicembre scorso, ha chiuso l’<strong>Assemblea del Volontariato Italiano</strong> i cui lavori, nella giornata conclusiva, sono stati coordinati da Fausto Casini, coordinatore della Consulta per il Volontariato. <span id="more-67"></span></p>
<p>Tra gli interventi assai significativo quello di <strong>Mario Sepi</strong>, Presidente del Cese – Comitato Economico e Sociale Europeo, che ha posto l’attenzione alle tematiche legate all’Europa, ove si contano oltre 100 milioni di volontari, affermando che <em>&#8220;il capitale sociale dell’Unione Europea deve essere salvaguardato e il volontariato ha un ruolo fondamentale nella lotta alla povertà e all’esclusione sociale&#8221;.</em></p>
<p><strong>Carlo Borgomeo</strong>, Presidente della Fondazione per il Sud, riallacciandosi ad uno dei temi toccati dal <strong>Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano</strong> durante l&#8217;incontro col mondo del volontariato, ha evidenziato che <em>&#8220;il divario Nord Sud sta avendo segnali di vitalità importante anche se nel Sud sono più pericolosi i tentativi da parte della Pubblica Amministrazione di farne una stampella&#8221;.</em> Nel suo intervento, inoltre, il vicepresidente dell’Acri <strong>Antonio Miglio</strong> ha affermato: <em>&#8220;Vogliamo proseguire la collaborazione con il volontariato e il terzo settore perche li consideriamo partner strategici&#8221;.</em></p>
<p>Nel presentare il documento conclusivo, approvato poi all’unanimità dall’Assemblea, <strong>Marco Granelli</strong>, presidente di CSVnet, ha affermato che <em>&#8220;i CSV costituiscono un sistema diffuso e strutturato per la sua qualificazione ed è necessario che le loro risorse non siano messe in dubbio dalla crisi garantendo risorse adeguate e una loro diffusione sul territorio anche con strumenti efficacia efficienza e innovazione, come previsto dall’articolo 15 della legge 266&#8243;.</em></p>
<p>Il <em><strong>&#8220;Documento Conclusivo&#8221;</strong></em> assume interamente l’intervento del Presidente della Repubblica, esprime una forte richiesta di continuare il processo interno ed esterno avviato ed individua le priorità del lavoro comune del volontariato. Tra i punti che esso affronta: il processo di armonizzazione e <strong>semplificazione normativa</strong>, che prevede tra l’altro la stabilizzazione del <strong>5 x mille</strong>, l’istituzione del <strong>registro nazionale delle ODV</strong>, il consolidamento del <strong>servizio civile</strong>; la possibilità di di svolgere il proprio ruolo propositivo in tutte le <strong>politiche pubbliche</strong>; il rafforzamento del <strong>fondo per le politiche sociali</strong> e per gli altri fondi specifici tra cui quello per la non autosufficienza; l’avvio di interventi per l’<strong>integrazione delle persone disabili</strong>; l’impegno per il raggiungimento degli <strong>obiettivi del millennio</strong>; un deciso cambiamento della parte <em>&#8220;immigrazione&#8221;</em> del <strong>decreto Sicurezza</strong> e una politica di integrazione che riconosca il <strong>diritto di asilo e di cittadinanza</strong>.</p>
<p>Applaudito da tutta l’assemblea il punto che esprime <em>&#8220;netta contrarietà alla vendita all’asta degli immobili sequestrati alla mafia&#8221;.</em></p>
<p><strong>Andrea Olivero</strong> ha concluso così: <em>&#8220;Questi lavori segnano l’avvio di un nuovo percorso. Oggi si apre una stagione particolare: vogliamo prendere la parola ed affermare la nostra autonoma  politicità che è emersa forte da questi due giorni di lavori. Siamo autonomamente schierati. Accettiamo la sfida del Libro Bianco:  e vogliamo essere protagonisti del processo che disegna e con quest’obiettivo stiamo preparando un Libro Verde. Come ha detto ieri il Presidente Napolitano abbiamo una grande responsabilità: il  nostro lavoro è un elemento distintivo della qualità della nostra democrazia di cui siamo un soggetto fondamentale&#8221;.</em></p>
<p><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2009/12/5-12-09-Documento-Finale-Assemblea-Volontariato-Italiano-5-dic-2009.pdf" target="_blank"><strong>Scarica il &#8216;Documento finale&#8217; &gt;&gt;&gt;</strong></a><em><br />
</em></p>
<p>(c.s.)</p>
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