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	<title>VolontariatOggi.info&#187; Centro nazionale per il volontariato</title>
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	<description>Il webmagazine del volontariato edito dal Cnv</description>
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		<title>FOTO &#8211; Oscar Luigi Scalfaro e Maria Eletta Martini</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:38:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6365" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/01/luigiscalfaro-mem.jpg"><img class=" wp-image-6365 " title="luigiscalfaro-mem" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/01/luigiscalfaro-mem.jpg" alt="" width="600" height="376" /></a><p class="wp-caption-text">Oscar Luigi Scalfaro e Maria Eletta Martini - 1992</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> E&#8217; morto l&#8217;ex Presidente della Repubblica <strong>Oscar Luigi Scalfaro</strong>, qua ritratto insieme a <strong>Maria Eletta Martini</strong>, presidente onorario e fondatore del Centro Nazionale per il Volontariato di cui ricorre il trigesimo dalla morte in questi giorni, in un appuntamento dedicato ai volontari che si tenne a Roma nel 1992. <em>&#8220;Scalfaro abbiamo avuto modo di incontrarlo per una video intervista nel 2005</em> -racconta il presidente di Auser, <strong>Michele Mangano</strong>- <em>per raccogliere dalla sua voce testimonianze e ricordi su alcuni passaggi salienti della storia recente del  nostro Paese, in modo particolare la nascita e la stesura della Carta Costituzionale&#8221;</em>. <span id="more-6364"></span></p>
<p><em>&#8220;Ci colpì la sua tensione morale ed etica</em> -prosegue Mangano- <em>il rispetto per le istituzioni, la Costituzione che contribuì a scrivere sentita come guida della propria vita, la sua anima sempre giovane&#8221;.</em> Auser ricorda con affetto le sue considerazioni di Scalfaro sulla vecchiaia e sul rapporto con le giovani generazioni:<em> &#8220;Gli anziani devono essere una lampada accesa per guidare i più giovani verso il domani in un momento come questo  della nostra storia di così grande miseria politica&#8221;.</em></p>
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		<title>Il trigesimo di Maria Eletta Martini</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 16:46:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[FIRENZE. A un mese dalla morte di Maria Eletta Martini, verrà celebrata a Firenze una S.Messa di suffragio, su iniziativa di un suo gruppo di amici fiorentini e dell&#8217;Associazione culturale Adesso diretta dal deputato Pd Antonello Giacomelli. La funzione sarà celebrata lunedì 30 gennaio nella chiesa della Madonna della Tosse, in largo Adone Zoli, alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6341" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/01/maria-eletta-martini.jpg"><img class="size-medium wp-image-6341" title="maria-eletta-martini" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/01/maria-eletta-martini-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Maria Eletta Martini</p></div>
<p><strong>FIRENZE.</strong> A un mese dalla morte di <strong>Maria Eletta Martini</strong>, verrà celebrata a Firenze una S.Messa di suffragio, su iniziativa di un suo gruppo di amici fiorentini e dell&#8217;<em>Associazione culturale Adesso</em> diretta dal deputato Pd <strong>Antonello Giacomelli</strong>. La funzione sarà celebrata lunedì 30 gennaio nella chiesa della Madonna della Tosse, in largo Adone Zoli, alle ore 18, da don <strong>Silvano Nistri</strong>. <span id="more-6339"></span></p>
<p>Al termine della S. Messa un ricordo di Maria Eletta, già presidente del Centro Nazionale per il Volontariato, sarà affidato alle parole di <strong>Giuseppe Matulli</strong>.</p>
<p>Un&#8217;altra messa si terrà sabato 28 gennaio 2011 (alle ore 16) nella Chiesa di San Marco, a Lucca, e sarà celebrata dal Vescovo di Prato, Mons. <strong>Gastone Simoni</strong>.</p>
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		<title>Cev: direttore costretto alle dimissioni</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 16:03:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BRUXELLES. La presidenmte del Cev Eva Hambach ha comunicato le dimissioni del direttore Martijn Pakker con una e-mail inviata a tutti i membri del Centro europeo del volontariato. &#8220;Voglio condividere con voi una cattiva notizia, e sono molto dispiaciuta. Oggi -si legge nella e-mail- ho dovuto ricevere le mie dimissioni del direttore del Cev Martijn [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6211" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/01/EvaHambach.jpg"><img class="size-medium wp-image-6211" title="EvaHambach" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/01/EvaHambach-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" /></a><p class="wp-caption-text">EvaHambach - ph. veto.be</p></div>
<p><strong>BRUXELLES.</strong> La presidenmte del <a href="http://www.cev.be/" target="_blank">Cev</a> <strong>Eva Hambach</strong> ha comunicato le dimissioni del direttore <strong>Martijn Pakker</strong> con una e-mail inviata a tutti i membri del Centro europeo del volontariato. <em>&#8220;Voglio condividere con voi una cattiva notizia, e sono molto dispiaciuta. Oggi</em> -si legge nella e-mail- <em>ho dovuto ricevere le mie dimissioni del direttore del Cev Martijn Pakker. Il contratto, di comune accordo, cessa immediatamente. Mi dispiace darvi questa notizia all&#8217;inizio di un nuovo anno, ma aabbiamo compreso che è la migliore soluzione nell&#8217;interesse di tutti&#8221;.</em> <span id="more-6210"></span></p>
<p>Il Cev, lo ricordiamo, fu costituito a Lucca nel 1989. Sebbene esistessero già in Europa organismi di collegamento tra le associazioni dei vari paesi, la nuova intuizione di <strong>Giuseppe Bicocchi</strong> -allora vicepresidente del Centro nazionale per il volontariato- fu quella di creare anche un luogo di incontro dei Centri nazionali.</p>
<blockquote><p><em>Nota di Redazione: per una cattiva interpretazione della e-mail inviata dal presidente Cev, abbiamo erroneamente interpretato che ad aver rassegnato le dimmissione fosse Eva Hambach. Ci scusiamo con i lettori.</em></p></blockquote>
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		<title>Volontariato: Bertolucci eletta presidente della Consulta regionale della Toscana</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 10:42:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Consulta regionale del volontariato della Toscana]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6169" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/01/mapi.jpg"><img class="size-medium wp-image-6169" title="mapi" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/01/mapi-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Maria Pia Bertolucci</p></div>
<p><strong>FIRENZE.</strong> Il vicepresidente del Centro Nazionale per il Volontariato, <strong>Maria Pia Bertolucci</strong>, è stata eletta all&#8217;unanimità presidente della Consulta regionale del volontariato della Toscana.<em> &#8220;Non abbiamo bisogno di conflitti né di competizione, perché la sfida che abbiamo davanti può essere superata solo lavorando insieme&#8221;</em> ha detto la Bertolucci. <strong>Vareno Cucini</strong> (Anpas) è stato nominato vicepresidente vicario, mentre i due vicepresidenti eletti sono <strong>Isa Mancini</strong> (Avis) e <strong>Giovanni Forconi</strong> (Auser). <span id="more-6168"></span></p>
<p>Per il volontariato toscano, uno spazio di rappresentanza come questo mancava ormai da troppo tempo. Nonostante i ripetuti sforzi dell&#8217;ex presidente <strong>Mario Fineschi</strong> -destinati al mantenimento delle funzioni di un organo che è poi decaduto con la fine della precedente legislatura- negli ultimi anni la Consulta non è riuscita a restare fedele al proprio mandato.</p>
<p>Dopo il vuoto di rappresentanza, che non può certo trovare supplenza nelle funzioni della Conferenza permanente delle autonomie sociali (Copas), ora le associazioni e le federazioni regionali possono contare di nuovo su un luogo rappresentativo di confronto capace di creare una legittima interlocuzione tra il mondo del volontariato e gli enti e le istituzioni pubbliche.</p>
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		<title>Maria Eletta Martini, un esempio. Il valore di una testimonianza pura</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 10:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Costa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La vita terrena di Maria Eletta Martini si è conclusa insieme all’Anno europeo del volontariato, quasi a siglare un impegno e una passione che hanno profondamente segnato la sua vita e quella della sua amata Lucca, diventata grazie a lei, dagli anni ’80,la capitale non solo italiana del volontariato. Con Maria Eletta se ne va [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6158" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/01/mem-scv.jpg"><img class="size-medium wp-image-6158" title="mem-scv" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/01/mem-scv-300x232.jpg" alt="" width="300" height="232" /></a><p class="wp-caption-text">Maria Eletta Martini</p></div>
<p>La vita terrena di <strong>Maria Eletta Martini</strong> si è conclusa insieme all’Anno europeo del volontariato, quasi a siglare un impegno e una passione che hanno profondamente segnato la sua vita e quella della sua amata Lucca, diventata grazie a lei, dagli anni ’80,la capitale non solo italiana del volontariato. Con Maria Eletta se ne va una protagonista limpida e forte di quella generazione intrepida di donne democratico-cristiane che hanno segnato la storia del paese nella politica e nelle istituzioni, sapendo essere testimoni ed esempi credibili e coerenti nella vita pubblica e privata. <span id="more-6157"></span></p>
<p>Ho avuto la fortuna di conoscerla nei primi anni del mio impegno politico, subito dopo la laurea, quando nel ’75 curai per la Discussione, diretta allora da Bartolo Ciccardini, un supplemento sulle donne e la politica. Tra le intervistate, Maria Eletta mi colpì per la chiarezza e la finezza della sua analisi storica che coniugava la presa di coscienza delle donne e la nascita della democrazia, l’una forza dell’altra, senza separatismi ma consapevole della specificità del protagonismo femminile.</p>
<p>Alla radice della sua scelta di impegno politico -mi diceva- prima di tutto l’insegnamento di suo padre, <strong>Ferdinando Martini</strong>, un cattolico democratico che nel ’46 sarebbe stato il primo sindaco eletto dopo il fascismo, e poi la sua militanza tra i giovani di Azione cattolica, in una Lucca ricca di fermenti spirituali, culturali e sociali.</p>
<p>La sua Lucca, la sua casa, quella casa dove Maria Eletta ieri si è spenta, circondata dalla sua bella famiglia, e che per oltre mezzo secolo è stata il riferimento, direi il perno degli incontri politici di Lucca, un luogo al contempo accogliente e riservato, come era lei. Staffetta partigiana durante la guerra, Maria Eletta si era iscritta alla Democrazia Cristiana nel 1946 e aveva partecipato attivamente alle prime elezioni amministrative del dopoguerra nel ’46 nonché alla sensibilizzazione delle donne per esercitare finalmente quel diritto al voto che avevano conquistato nel dicembre, per esprimersi nel referendum sulla repubblica ed eleggere l’Assemblea costituente.</p>
<p>A 26 anni tenne comizi per la Dc in una città “bianca”, atipica nella rossa Toscana, costruendo quella capacità di confrontarsi con fermezza ma senza pregiudizi per una convivenza civile fondata sul reciproco rispetto, la forza delle proprie convinzioni ma anche una grande volontà di trovare forme avanzate di sintesi politica.</p>
<p>Non stupisce che Maria Eletta abbia sempre avuto in <strong>Aldo Moro</strong> un riferimento umano e politico, ma anche che ne sia stata una interlocutrice ascoltata e stimata, soprattutto nel passaggio del compromesso storico. La sua esperienza politica si è intrecciata con quella amministrativa: è stata consigliere comunale a Lucca dal 1951 al 1963, e poi di nuovo dal 1990 al 1993, mentre si concludeva la sua lunga e importante esperienza di deputato alla camera, di cui è stata vicepresidente con la presidenza Ingrao e poi Iotti dal 1978 all’83.</p>
<p>Così come l’esperienza politica si è sempre alimentata nel confronto e nell’elaborazione condivisa con altri due importanti interlocutori della sua formazione e cultura politica: il mondo femminile, attraverso la fedele presenza nel Cif, di cui è stata anche vicepresidente nazionale. E il volontariato, in cui riconosceva l’incarnazione di quei principi della promozione effettiva della persona umana, della solidarietà e della sussidiarietà che erano alla base della sua cultura politica e democratica.<br />
Due fronti sui quali, negli anni ’70, si affermava un conflitto ideologico che avrebbe lungamente influenzato per almeno un ventennio la cultura e la società italiane. Come era nello stile di Maria Eletta, su entrambi i fronti lei si spese innanzitutto per capire, dialogare e innovare, prima di tutto culturalmente. Perchè l’onorevole Martini è stata una vera studiosa dei fenomeni sociali e politici, amava indagarli, comprendere in profondità le correnti che li ispiravano, entrare in relazione con le nuove soggettività e movimenti che li animavano.</p>
<p>Ricordo il suo impegno costante nella collaborazione con <em>Donna e società</em>, il trimestrale del Movimento femminile della Democrazia cristiana, diretto da <strong>Giuliana Ricca</strong>, dove si confrontavano esponenti politiche e intellettuali, un gruppo di donne che aveva una concezione alta della politica come servizio alla comunità, esigente sui valori e orientata al bene comune.</p>
<p>Maria Eletta, anche dalle pagine di <em>Cronache e Opinioni</em>, diretto da <strong>Luciana Piccinini</strong>, organo del Cif, spesso anticipava questioni che poi si sarebbero imposte al dibattito pubblico, come dimostra anche la ricca elaborazione di proposte di legge su grandi temi: da quella sul diritto di famiglia al tribunale per i minori e la famiglia (un disegno incompiuto!) alla attiva collaborazione al testo di legge della Falcucci sui consultori familiari, che insieme dovevano costituire un “trittico” di politiche integrate per attuare il dettato costituzionale sulla famiglia, come comunità fondata sulla solidarietà e la pari responsabilità tra i coniugi e verso i figli, ma anche sostenuta da servizi e istituzioni che ne prevenissero i conflitti e la accompagnassero nel suo insostituibile ruolo, garantendo quello che poi la Convenzione Onu sui diritti dei bambini avrebbe definito il prevalente interesse dei minori.</p>
<p>E di qui la legge sulle adozioni insieme a <strong>Rosa Jervolino</strong>, centrata sul diritto dei bambini a una famiglia o a una comunità familiare. Proprio negli anni del massimo scontro ideologico sulla famiglia che culminò nel referendum sul divorzio (che Maria Eletta non avrebbe voluto), le donne della Dc insieme a personalità illuminate come <strong>Carlo Alfredo Moro</strong> e <strong>Giampaolo Meucci</strong>, elaboravano una strategia che assumeva il ruolo della famiglia come cellula fondamentale della società ma ne riconoscevano le fragilità e creavano le condizioni per una sua più effettiva tutela e promozione, in una logica avanzata di corresponsabilità tra uomini e donne.</p>
<p>Ricordo la sua paziente mediazione con la gerarchia ecclesiastica, purtroppo non compresa e osteggiata, per evitare che nei consultori pubblici fosse di fatto resa insignificante la presenza di medici credenti, laddove si voleva estendere l’obiezione di coscienza anche alla certificazione della volontà della donna di abortire. Un particolare che dice molto della sua costante attenzione a salvaguardare le ragioni del dialogo e della collaborazione, evitando steccati e spaccature che avrebbero pesato a lungo nel confronto tra donne.</p>
<p>Alla stessa logica “strategica” sul piano sociale e istituzionale risponde la sua appassionata azione perché fosse riconosciuto e “legittimato” il ruolo fondamentale del volontariato, fatto da singoli e da associazioni, come servizio gratuito e solidale alla persona e alla società. Una grande sfida in tempi in cui tutto doveva essere a gestione pubblica, ovvero diretta, dello stato o degli enti locali, marginalizzando quello che poi avremmo chiamato “cittadinanza attiva” e “privato sociale”.</p>
<p>Fu dunque una vera e propria rivoluzione culturale, quella che vide Maria Eletta impegnata a metà anni ’80, a realizzare a Lucca con <strong>Giuseppe Bicocchi</strong> il <em>Centro nazionale per il volontariato</em>, che ben presto divenne il luogo centrale dell’incontro e dialogo tra le diverse realtà di impegno sociale e civile, laico e cattolico. Da qui prese l’avvio quella elaborazione che nel 1991 darà vita, con Nicola Lipari relatore e la costante collaborazione con personalità come monsignor Nervo, alla legge 266, che riconosceva la libertà dei singoli e delle associazioni di esercitare queste attività e regolava i rapporti tra il volontariato e le istituzioni.</p>
<p>È interessante notare come Maria Eletta, fino agli ultimi suoi scritti del 2003 abbia tenuto a distinguere la “filantropia” ottocentesca e paternalistica dal volontariato fondato sulla uguaglianza, da un lato, e le complesse attività di economia sociale del Terzo settore dalla natura etico sociale del volontariato, pur impegnato in servizi per i nuovi bisogni sociali dall’altro.<br />
Ma c’è un aspetto ulteriore della ricca personalità di Maria Eletta che vorrei ricordare: la sua capacità di vivere una profonda fede cristiana in una dimensione laica della politica che si alimentava alla Parola, ma agiva nella sua libera responsabilità, volendo però sempre mantenere un contatto diretto con il mondo cattolico e la gerarchia, offrendo ascolto e pretendendo rispetto per sé e la parte politica che rappresentava. In questo senso ha avuto un ruolo fondamentale durante la segreteria della Dc di <strong>De Mita</strong>, un periodo in cui l’ho conosciuta più profondamente perché impegnata nella Spes e poi, dopo la fondazione del Ppi, durante la segreteria di <strong>Mino Martinazzoli</strong>, quando lei dal dipartimento delle Cultura mi chiamò come responsabile delle politiche per lo spettacolo.</p>
<p>L’ultima immagine che ho di lei, già sofferente per la sua malattia, è quella del videomessaggio che inviò al Comitato nazionale per le celebrazioni dei 60 anni del voto alle donne, dove –con mia grande commozione– mi chiese di affiancarla. Poi è iniziato il suo calvario, protetto amorevolmente dalla sua splendida famiglia.</p>
<p>Il vuoto che lascia è enorme ma resta la via che ci ha indicato: il valore della persona, della solidarietà, del servizio, della cultura, della fede, della dignità della donna. E soprattutto il valore di una testimonianza pura: quella di chi ha saputo uscire con dignità, umiltà e coerenza dalla vita politica, non chiedendo nulla se non di continuare a donarsi. Come hanno fatto altre grandi donne democratico cristiane. Grazie, Maria Eletta.<strong></strong></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.volontariatoggi.info/author/silvia-costa/"><strong>Silvia Costa</strong></a></p>
<p><em>Articolo pubblicato sul quotidiano “Europa” del 30 dicembre 2011</em></p>
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		<title>A 89 anni muore Maria Eletta Martini, &#8220;madre&#8221; del volontariato italiano</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 07:45:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LUCCA. La &#8220;madre&#8221; del volontariato italiano è morta alle 7 di stamani nella casa natale di Lucca, a San Marco, all&#8217;età di 89 anni. Maria Eletta Martini era nata il 24 luglio 1922. La sua ultima apparizione pubblica risale ormai al marzo 2007, nel corso della conferenza regionale del volontariato Toscano che il Cnv -da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6102" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/12/02.jpg"><img class="size-medium wp-image-6102" title="02" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/12/02-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" /></a><p class="wp-caption-text">Lucca, 1984 - M.E. Martini al III Convegno sul volontariato</p></div>
<p><strong>LUCCA.</strong> La &#8220;madre&#8221; del volontariato italiano è morta alle 7 di stamani nella casa natale di Lucca, a San Marco, all&#8217;età di 89 anni. <strong>Maria Eletta Martini</strong> era nata il 24 luglio 1922. La sua ultima apparizione pubblica risale ormai al marzo 2007, nel corso della conferenza regionale del volontariato Toscano che il Cnv -da lei fondato insieme a <strong>Giuseppe Bicocchi</strong> nel 1984 e di cui è stata presidente fino al 2008, assumendo dal 2009 la carica di presidente onorario- organizzò in collaborazione con la Regione Toscana. Oltre ad aver contribuito alla genesi della legge 266 del 1991, organizzando a Lucca con il Centro Nazionale per il Volontariato i primi convegni nazionali, Maria Eletta Martini, a lungo parlamentare Dc, fu anche staffetta partigiana nella seconda Guerra mondiale. I funerali si terranno domani, venerdì 30 dicembre, nella chiesa di San Marco (ore 15).<span id="more-6096"></span></p>
<p><em>&#8220;Con Maria Eletta Martini se ne va una parte pezzo della nostra storia&#8221;</em>. Le prime parole di cordoglio arrivano dall&#8217;attuale presidente del Cnv, nonché ex Ministro e padre della protezione civile moderna, <strong>Giuseppe Zamberletti</strong>. <em>&#8220;Maria Eletta era una donna estremamente sensibile ai temi del volontariato. La sua storia è stata segnata dalla forte passione civile e sociale. Già organizzando i primi convegni nazionali aveva voluto fare di Lucca la capitale del volontariato italiano. Ma non è tutto. Perché se consideriamo le sue radici valoriali, possiamo riconoscere nel volontariato il centro e l&#8217;origine della sua cultura, che non ha trascurato neppure nelle sue attività parlamentari. Al volontariato si è sempre dedicata con grande impegno. Ed è grazie alla sua attenzione che si deve la nascita non solo del Cnv, ma anche di grandi progetti. A Maria Eletta va inoltre il merito di aver saputo cogliere le sfide della contemporaneità. Ci mancherà&#8221;</em>.</p>
<p>Suo padre, <strong>Ferdinando Martini</strong>, fu il primo sindaco di Lucca e senatore. Maria Eletta, insieme alle sorelle, raccontò la sua storia perché i nipoti &#8220;sapessero&#8221;. Un racconto pieno di fatti e sentimenti che nel 2003, a cinquant&#8217;anni dalla morte, prese forma nel libro edito dalla Maria Pacini Fazzi col titolo di <em>&#8220;Nonno Nando&#8221;</em>. La stessa casa editrice, nel 1997, ha stampato anche l&#8217;ultimo libro della Martini, <em>&#8220;Anche in politica cristiani esigenti&#8221;</em>, che ritrae in copertina una giovanissima Maria Eletta durante una comizio tenuto a Camaiore nell&#8217;aprile 1948.</p>
<p>Maria Eletta Martini era solita ricordare alle persone più care episodi della sua giovinezza. Nelle sue storie non c&#8217;erano solo i lunghi trasferimenti a piedi per raggiungere la scuola in cui ha insegnato, giovanissima, dopo il diploma ottenuto al liceo classico Machiavelli di Lucca e quella laurea in lettere conseguita all&#8217;Università di Pisa. No, nelle sue storie c&#8217;era anche la guerra. Raccontava delle invasioni tedesche, del suo impegno partigiano, dell&#8217;occupazione della casa-madre nel quartiere San Marco. Poi c&#8217;era la politica, che l&#8217;appassionò a tal punto da farla iscrivere alla Dc nel 1946. C&#8217;erano i racconti delle lunghe discussioni con <strong>Aldo Moro</strong> di fronte a un caffè.</p>
<p>Membro e dirigente delle organizzazioni giovanili cattoliche, dal 1951 al 1963 (prima) e dal 1990 al 1993 (poi) è stata consigliere comunale a Lucca. Nel 1984 Maria Eletta Martini ha fondato insieme a Giuseppe Bicocchi il Centro Nazionale per il Volontariato e per dieci anni, dal 1991 -anno della legge sul volontariato- ha fatto parte dell&#8217;Osservatorio Nazionale per il Volontariato su nomina del Presidente del Consiglio dei ministri.</p>
<p>Dal 1963 fu deputato al Parlamento e dal 1978 al 1983 fu anche vicepresidente della Camera dei deputati sotto le presidenze di <strong>Pietro Ingrao</strong> e di <strong>Nilde Iotti</strong>. Eletta nuovamente nel 1987, nel corso della sua lunga carriera ha lavorato per le commissioni lavoro, giustizia, antimafia e sanità (di cui è stata presidente). Ma anche per servizi segreti, per gli esteri e gli affari europei. Vicepresidente nazionale del Centro Italiano Femminile, si era interessata alla tutela dei diritti umani e alla promozione delle fasce di emarginazione sociale. Fra le altre cose è stata relatore delle leggi sull&#8217;aborto e il divorzio, ha portato a conclusione la legge istitutiva del servizio sanitario nazionale e si è impegnata nelle leggi sull&#8217;adozione e l&#8217;obiezione di coscienza. E stata inoltre relatore della legge per la cooperazione ai paesi in via di sviluppo e delle normative Stato-Chiesa.</p>
<p><em>&#8220;Esemplare è il suo impegno per il bene comune. Ed è grazie a lei e a Giuseppe Bicocchi che si deve la genesi del Cnv&#8221;</em> dichiara il vicepresidente vicario del Centro, <strong>Maria Pia Bertolucci</strong>. <em>&#8220;Pensando a Maria Eletta, poi, è inevitabile porre l&#8217;accento sulle sue straordinarie capacità di sintesi. Quei due hanno portato il Centro in una dimensione nazionale, facendo di Lucca la capitale del volontariato. Un percorso di cui noi, oggi, siamo testimoni. Un lavoro, il loro, iniziato già alla fine degli anni Settanta. Un impegno in cui Maria Eletta ha creduto fino in fondo&#8221;.</em> Maria Pia Bertolucci ricorda inoltre l&#8217;ultimo atto concreto compiuto dalla Martini: cioè la firma per la costituzione della <em>Fondazione Volontariato e Partecipazione</em>, di cui il Cnv è il primo socio fondatore. <em>&#8220;Questo</em> -aggiunge la Bertolucci- <em>testimonia come le sue ultime preoccupazioni siano sempre state per il volontariato, per la partecipazione e per l&#8217;impegno e la passione civile&#8221;.</em> La firma dell&#8217;atto costitutivo avvenne nella casa di Maria Eletta, a San Marco, il 17 novembre 2008.</p>
<p>Fra i presenti, nel ruolo di presidente Cesvot, c&#8217;era anche <strong>Patrizio Petrucci</strong>, attuale vicepresidente del Cnv.<em> &#8220;Maria Eletta ha avuto una grande intuizione. Quella di pensare, in un momento particolarmente difficile, a un Cnv aperto”</em> dice Petrucci. <em>“Ne è testimone il rapporto personale che abbiamo avuto. Al tempo ero presidente nazionale Anpas. Con quel ruolo mi trovai a costruire insieme a Maria Eletta una strada di dialogo fino ad allora assente. Fu un rapporto costruttivo. Da quel momento sono nati grandi progetti. Non solo quel tipo di dialogo fu trasferito all&#8217;intero del Cnv, di cui cominciai a far parte. Ma il rapporto personale, fatto di reciproca stima, è perfino cresciuto nel tempo. Presi in mano il Centro in un momento di difficoltà, riconoscendo nella Martini un&#8217;interlocutrice politica di alto livello, aperta e chiara nelle discussioni. Nel segno della continuità, durante l&#8217;ultima Conferenza regionale del volontariato dedicai a lei parte della mia relazione. Anche perché c&#8217;era una sorta di unicità in quella sua capacità di intuire i cambiamenti&#8221;</em>.</p>
<p>Lei che era strettamente legata ad Aldo Moro, nel 1994 fu tra i fondatori del Partito Popolare Italiano insieme a <strong>Rocco Buttiglione</strong>, mentre nel 2001 ha partecipato alla fondazione del gruppo &#8220;La Margherita&#8221;. Il 2 giugno 2002 è stata insignita della massima onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dal Presidente della Repubblica <strong>Carlo Azeglio Ciampi</strong> per <em>&#8220;l&#8217;alto servizio reso al Paese durante la sua lunga carriera parlamentare&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.volontariatoggi.info/author/admin/"><strong>Gianluca Testa</strong></a></p>
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