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	<title>VolontariatOggi.info&#187; Commissione Europea</title>
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	<description>Il webmagazine del volontariato edito dal Cnv</description>
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		<title>Imposta sulle transazioni finanziarie in tutta Europa. Così la Commissione sfida la crisi</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 08:46:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Algirdas Šemeta]]></category>
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		<description><![CDATA[BRUXELLES. La Commissione europea ha presentato una proposta destinata a introdurre un’imposta sulle transazioni finanziarie in tutti i 27 stati membri dell’Unione europea. L&#8217;imposta si applicherebbe a tutte le transazioni di strumenti finanziari tra enti finanziari per le quali almeno una controparte della transazione abbia sede all’interno dell’Ue. Lo scambio di azioni e obbligazioni sarebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5072" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/09/europa.jpg"><img class="size-medium wp-image-5072" title="europa" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/09/europa-300x237.jpg" alt="" width="300" height="237" /></a><p class="wp-caption-text">ph. loungerie</p></div>
<p><strong>BRUXELLES.</strong> La Commissione europea ha presentato una proposta destinata a introdurre un’imposta sulle transazioni finanziarie in tutti i 27 stati membri dell’Unione europea. L&#8217;imposta si applicherebbe a tutte le transazioni di strumenti finanziari tra enti finanziari per le quali almeno una controparte della transazione abbia sede all’interno dell’Ue. Lo scambio di azioni e obbligazioni sarebbe tassato con un’aliquota dello 0,1%, mentre per i derivati il tasso sarebbe dello 0,01%. In tal modo sarebbe possibile riscuotere un gettito di 57 miliardi di euro ogni anno. La Commissione ha proposto che l’imposta entri in vigore il primo gennaio 2014. <span id="more-5071"></span></p>
<p>La decisione di proporre una nuova imposta sulle transazioni finanziarie ha una duplice motivazione. <em>&#8220;Innanzitutto</em> -spiega la Commissione- <em>questa imposta farebbe sì che il settore finanziario fornisca il giusto contributo per far fronte ai costi della crisi economica, di cui è peraltro concausa, in un contesto di risanamento di bilancio negli Stati membri. Il peso delle imponenti misure di salvataggio del settore finanziario a carico del contribuente è stato sopportato dalle amministrazioni pubbliche e in generale dai cittadini europei. Inoltre attualmente il settore finanziario è meno tassato rispetto ad altri. L’imposta genererebbe un gettito fiscale supplementare del settore finanziario a sostegno delle finanze pubbliche&#8221;</em>.</p>
<p>In secondo luogo, prosegue la Commissione, <em>&#8220;un approccio coordinato a livello Ue contribuirebbe a rafforzare il mercato unico dell’Unione. Ad oggi dieci Stati membri hanno già introdotto, seppur in forme diverse, un’imposta sulle transazioni finanziarie. La proposta prevede l’introduzione di nuove aliquote fiscali minime e l’armonizzazione delle relative disposizioni fiscali in seno all’UE. L’imposta contribuirà in tal modo a ridurre le distorsioni della concorrenza nel mercato unico, scoraggerà attività di negoziazione ad alto rischio e integrerà gli interventi di regolamentazione volti a prevenire future crisi. Un’imposta sulle transazioni finanziarie a livello UE rafforzerebbe la posizione dell’UE, favorevole alla promozione di norme comuni per l’introduzione di un’imposta analoga a livello mondiale, in particolare tramite la piattaforma del G20&#8243;</em>.</p>
<p>Il gettito dell’imposta sarebbe condiviso tra Ue e Stati membri. Parte dell’imposta sarebbe impiegata come risorsa propria dell’Ue, riducendo così in parte i contributi nazionali.<em> &#8220;Gli Stati membri</em> -fa sapere la Ce- <em>avrebbero la facoltà di incrementare i propri introiti applicando un tasso più elevato alle transazioni finanziarie&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Con la sua proposta l&#8217;Unione europea</em> -ha detto <strong>Algirdas Šemeta</strong>, commissario per la Fiscalità e l’unione doganale, l&#8217;audit interno e la lotta antifrode- <em>assumerà il ruolo di precursore nell’applicazione globale di un’imposta sulle transazioni finanziarie. Il nostro progetto è solido e concreto. Sono fermamente convinto che quest’imposta possa soddisfare le aspettative dei cittadini europei, chiedendo un giusto contributo al settore finanziario. Sono fiducioso sul fatto che i nostri partner in seno al G20 riconoscano l’utilità di questo percorso&#8221;</em>.</p>
<p>In seguito alla crisi, il debito pubblico in tutti e 27 gli Stati membri dell’Ue è balzato dal 60% del Pil nel 2007 all’80% negli anni successivi. Il settore finanziario ha goduto di un importante sostegno finanziario a livello governativo. Durante la crisi gli Stati membri dell’Ue hanno stanziato 4.600 miliardi di euro per misure di salvataggio in favore del settore finanziario, che negli ultimi anni ha beneficiato anche di una tassazione ridotta. Il settore finanziario può contare su un vantaggio fiscale di circa 18 miliardi di euro all’anno in ragione dell’esenzione dei servizi finanziari dal pagamento dell’Iva. Una nuova imposta nel settore finanziario farebbe sì che gli enti finanziari partecipino ai costi della ripresa economica e scoraggino il trading ad alto rischio e scarsa produttività.</p>
<p>L’imposta sulle transazioni finanziarie mira a tassare l’85% delle transazioni finanziarie tra enti finanziari, mentre cittadini e imprese sarebbero esenti da tale imposta. I prestiti ipotecari, i prestiti bancari, i contratti di assicurazione e altre attività finanziarie tipicamente svolte da persone fisiche o da piccole imprese non rientrano nell’ambito di applicazione della proposta.</p>
<p>La Commissione ha iniziato a valutare l’ipotesi di tassare il settore finanziario a livello di Ue già da diversi anni. Il 29 giugno 2011, nell’ambito del quadro finanziario pluriennale, la Commissione ha annunciato l’intenzione di proporre l’istituzione di un’imposta sulle transazioni finanziarie come risorsa propria per il bilancio dell’Ue (IP/11/799, MEMO/11/468). La decisione è stata presa in seguito a un’analisi dei diversi strumenti fiscali volti ad una partecipazione del settore finanziario alla ripresa dell’economia dell’Ue. Parallelamente, fin dal 2009 la Commissione ha preso in esame le modalità per introdurre un’imposta sulle transazioni finanziarie a livello mondiale con i suoi partner internazionali in seno al G20.</p>
<p>La proposta sarà discussa dagli Stati membri nel quadro del Consiglio dei ministri dell’Ue, mentre la Commissione parteciperà al vertice del G20 previsto per novembre.</p>
<p><strong>Leggi il testo integrale della proposta e lo studio che analizza i diversi strumenti fiscali: <a href="http://ec.europa.eu/taxation_customs/taxation/other_taxes/financial_sector/index_en.htm" target="_blank">link</a></strong><br />
<strong>Sito web di Algirdas Šemeta, commissario UE per la Fiscalità e l’unione doganale: <a href="http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/semeta/index_en.htm" target="_blank">link</a></strong></p>
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		<title>Esce la Comunicazione, così la Commissione europea rilancia il volontariato</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 16:11:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Sensi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Anno europeo delle attività di volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[BRUXELLES. Un &#8220;European Skills Passport&#8221; per valorizzare le competenze che i giovani apprendono nel fare volontariato e la nascita a partire dal 2012 degli &#8220;European Voluntary Humanitarian Aid Corps&#8220;, corpi civili di volontari in tutto il mondo. Sono due delle azioni che la Commissione europea ha lanciato ieri, a tre mesi dalla conclusione dell&#8217;Anno europeo dedicato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4886" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/09/commissione-europea.jpg"><img class="size-full wp-image-4886" title="commissione-europea" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/09/commissione-europea.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a><p class="wp-caption-text">E&#39; arrivata la comunicazione della Commissione sul volontariato</p></div>
<p><strong>BRUXELLES</strong>. Un <strong>&#8220;European Skills Passport</strong>&#8221; per valorizzare le competenze che i giovani apprendono nel fare volontariato e la nascita a partire dal 2012 degli &#8220;<strong>European Voluntary Humanitarian Aid Corps</strong>&#8220;, corpi civili di volontari in tutto il mondo. Sono due delle azioni che la <strong>Commissione europea</strong> ha lanciato ieri, a tre mesi dalla conclusione dell&#8217;Anno europeo dedicato alle attività di volontariato che promuovono la cittadinanza attiva.<span id="more-4883"></span><br />
I piani della commissione europea per incrementare ulteriormente il riconoscimento del volontariato e la sua promozione sono stati resi noti ieri, insieme alla Comunicazione, intitolata &#8220;<strong><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/09/COMM_PDF_COM_2011_0568_F_EN_COMMUNICATION1.pdf">Commission&#8217;a Communication on EU Policies and Volunteering</a></strong>&#8220;, e prevedono, appunto, queste due proposte concrete.</p>
<p>Significativo il fatto che la Commissione abbia per la prima volta adottato un documento politico dedicato esclusivamente al volontariato. Dimostra il segno che in sede europea sta lasciando l&#8217;Anno dedicato.</p>
<p>La vice presidente della Commissione <strong>Viviane Reding</strong>, che guida il settore &#8220;<em>Justice, Fundamental Rights and Citizenship</em>&#8221; ha sottolienato come ci sono &#8220;<em>100 milioni di volontari oggi nell&#8217;Unione Europea, i quali stanno dando una mano a rendere l&#8217;Europa e il mondo a diventare migliore. L&#8217;Anno europeo del volontariato vuole sottolineare queste conquiste e incoraggia tutti a collegarvicisi, aiutando anche i volontari e le organizzazioni a fare sempre meglio</em>&#8220;.</p>
<p>Nonostante che la Commissione europea riconosca l&#8217;importanza del volontariato nel contribuire agli obiettivi di inclusione sociale, non esiste ancora una cornice legale per queste  attività e le competenze dei volontari spesso sono poco riconosciute. A questo proposito è importante che la Commissione si stia impegnando per superare questi ostacoli  con azioni che valgano per tutti gli Stati membri.</p>
<p>Nella sua Comunicazione, la Commissione enumera diverse strade per l&#8217;Ue e i suoi Stati membri per iniziare a utilizzare pientamente il grande potenziale offerto dalle attività di volontariato.</p>
<p>Per questo, fra le varie azioni, verranno lanciati dal 2012 i Corpi Umanitari Volontari per sostenere in qualche modo le azioni umanitarie dell&#8217;Unione. Anche il &#8220;Passaporto europeo&#8221; va in questa direzione: assicurerà il riconoscimento di qualifiche professionali valide in tutta l&#8217;Unione e permetterà la creazione di un registro delle capacità e competenze che i volontari acquisiscono. Il passaparto utilizzerà lo stesso schema del curriculum europeo.</p>
<p>La Commissione ha annunciato, inoltre, di volere estendere ad altre aree il Servizio Volontario Europeo dopo la sua felice esperienza quindicinale. Infine, un altro passaggio importante della Comunicazione della Commissione è stata la proposta di azioni concrete per gli Stati membri per fare un migliore uso del potenziale del volontariato, così come l&#8217;appello ad allargare gli orizzonti nazionali per incoraggiare il volontariato oltre frontiera.</p>
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		<title>Lotta alle discriminazioni, l&#8217;Ue premia i giornalisti</title>
		<link>http://www.volontariatoggi.info/2011/08/23/lotta-alle-discriminazioni-lue-premia-i-giornalisti/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 15:21:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Daina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Diversità]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ue]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea]]></category>

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		<description><![CDATA[MILANO. Se il quarto potere si schiera in difesa delle diversità e dei più deboli, l&#8217;Unione europea apprezza e risponde con un premio. Da 8 anni la Commissione europea assegna tre riconoscimenti ai giornalisti, provenienti da uno dei 27 Paesi membri, che si siano occupati, su uno o più articoli on-line o su carta stampata, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4516" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-08-2455797-alle-17.18.31.jpg"><img class="size-medium wp-image-4516" title="Schermata 08-2455797 alle 17.18.31" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-08-2455797-alle-17.18.31-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a><p class="wp-caption-text">I giornalisti premiati</p></div>
<p><strong>MILANO.</strong> Se il quarto potere si schiera in difesa delle diversità e dei più deboli, l&#8217;Unione europea apprezza e risponde con un premio. Da 8 anni la Commissione europea assegna tre riconoscimenti ai giornalisti, provenienti da uno dei 27 Paesi membri, che si siano occupati, su uno o più articoli on-line o su carta stampata, della lotta alle discriminazioni sociali o della tutela alle differenze culturali, onorando per questo i valori comunitari. <span id="more-4515"></span></p>
<p>A livello europeo, i premi aggiudicati consistono in voucher da 5 mila euro per il vincitore, da 3.500 euro per il secondo classificato e da 2.500 euro per il terzo. Lo stesso concorso viene proposto anche a livello nazionale. Qui, chi conquista il podio si meriterà 1.000 euro. In entrambi i casi, i buoni devono essere spesi per attività ben determinate: viaggi; conferenze o seminari su discriminazione e diversità; corsi di formazione o di lingua straniera; apparecchiature multimediali o altri strumenti professionali. Ultima alternativa: la somma vinta, in parte o tutta, può anche essere devoluta a un&#8217;organizzazione non governativa attiva nella lotta contro le discriminazioni.</p>
<p>Gli articoli in gara, al massimo tre per ciascun partecipante, devono essere stati pubblicati tra il 18 settembre 2010 e il 10 novembre 2011, la data ultima entro cui è possibile inviare il proprio elaborato. La candidatura va fatta online compilando un modulo apposta scaricabile dal sito <a href="http://journalistaward.stop-discrimination.info" target="_blank">journalistaward.stop-discrimination.info</a>.</p>
<p><em><strong>Chiara Daina (Redattore Sociale)</strong></em></p>
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		<title>Eurobarometro: sono quasi 100 milioni i volontari in Europa</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 21:26:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA. Il contributo del volontariato alla formazione del Prodotto interno lordo dei paesi dell&#8217;Unione europea varia tra lo 0,5% e oltre il 5%. Da 92 a 94 milioni di adulti (nel corso della tappa italiana dell&#8217;Aev 2011 si è parlato di 100 milioni di persone) sono coinvolti in attività di volontariato nell&#8217;Unione europea (il 23% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4160" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/07/gente.jpg"><img class="size-medium wp-image-4160" title="gente" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/07/gente-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">ph. niko.chan (cc flickr)</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> Il contributo del volontariato alla formazione del Prodotto interno lordo dei paesi dell&#8217;Unione europea varia tra lo 0,5% e oltre il 5%. Da <strong>92 a 94 milioni</strong> di adulti (nel corso della tappa italiana dell&#8217;Aev 2011 si è parlato di 100 milioni di persone) sono coinvolti in attività di volontariato nell&#8217;Unione europea (il 23% di tutti i cittadini europei di età superiore ai 15 anni). Nella maggioranza dei paesi, i volontari più attivi sono quelli occupati. Esiste anche un legame tra il grado di istruzione e la propensione al volontariato: è più probabile che le persone meglio istruite si dedichino al volontariato. Sono alcuni dei dati Eurobarometro 73, il servizio della Commissione europea che misura e analizza le tendenze dell&#8217;opinione pubblica in tutti gli Stati membri e nei paesi candidati. <span id="more-4159"></span></p>
<p>Le attività di volontariato si svolgono in molti settori differenti. In oltre la metà dei paesi dell&#8217;Unione europea, la maggior parte dei volontari è attiva nel campo dello sport, dell&#8217;esercizio fisico e delle attività all&#8217;aperto. Altri ambiti diffusi sono la previdenza sociale e la sanità, le organizzazioni religiose e caritatevoli, le organizzazioni culturali, il divertimento e il tempo libero, le organizzazioni educative, la formazione e la ricerca.</p>
<p>Benché circa il 23% dei cittadini europei di età superiore ai 15 anni sia impegnato in attività di volontariato, le statistiche suggeriscono che vi sono grandi differenze nel livello di volontariato tra i paesi membri dell&#8217;Unione europea. Comunque, ogni Stato presenta una diversa definizione di volontariato e delle relative modalità di misura, sicché è assai difficile effettuare dei confronti a livello internazionale.</p>
<p>Anche se non sono disponibili dati di confronto internazionale sul volontariato, negli ultimi 10 anni si è registrata una tendenza generale all&#8217;aumento del numero dei volontari attivi e delle organizzazioni di volontariato nell&#8217;Unione europea.</p>
<p>In materia di volontariato, non esistono a livello comunitario leggi specifiche, principalmente a fronte della diversa natura del volontariato e della complessità e diversità del settore del volontariato negli Stati dell&#8217;Unione europea.</p>
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		<title>I tagli penalizzano il welfare, l&#8217;Aev può favorire il cambiamento</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 17:08:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Pittella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Anno europeo delle attività di volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Pittella]]></category>
		<category><![CDATA[Tour europeo]]></category>
		<category><![CDATA[Welfare]]></category>

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		<description><![CDATA[BRUXELLES. Si spera che l&#8217;Anno europeo fornisca l’impulso necessario a mettere in moto le modifiche, soprattutto a livello nazionale, per rendere più facile per le organizzazioni di volontariato e per i volontari continuare a dare il loro prezioso contributo alla società, all&#8217;economia e ai privati, lasciandoli fare il loro lavoro e per farlo meglio che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4104" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/07/gianni-pittella.jpg"><img class="size-medium wp-image-4104" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/07/gianni-pittella-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">ph. ALDEADLE (cc flickr)</p></div>
<p><strong>BRUXELLES.</strong> Si spera che l&#8217;Anno europeo fornisca l’impulso necessario a mettere in moto le modifiche, soprattutto a livello nazionale, per rendere più facile per le organizzazioni di volontariato e per i volontari continuare a dare il loro prezioso contributo alla società, all&#8217;economia e ai privati, lasciandoli fare il loro lavoro e per farlo meglio che mai. <span id="more-4102"></span></p>
<p>In Italia la prestazione volontaria costituisce ormai impropriamente l’ossatura dell’assistenza e dei servizi offerti al cittadino in settori primari come il pronto soccorso, la cura degli anziani, dei malati, degli emarginati, attività che viene per giunta scarsamente riconosciuta e tutelata.</p>
<p>Si tratta di rimuovere i tanti ostacoli legislativi nel campo del diritto del lavoro, delle norme fiscali o delle tutele assicurative ma anche contrastare in questo momento i tagli al settore pubblico che stanno penalizzando prima di tutto proprio la dotazione del welfare e la spesa sociale.</p>
<p>Dobbiamo uscire da questa logica emergenziale da “protezione civile” permanente. Lo Stato non deve ritirarsi dal fornire un certo livello di servizi di base pensando di caricare queste responsabilità sulle spalle dei volontari, che invece devono essere visti come complementari, arricchenti e non sostitutivi delle prestazioni dell’amministrazione pubblica che rimangono un diritto fondamentale e universale di ogni cittadino.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Europa: politiche di integrazione dei Rom</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 10:24:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[Rom]]></category>

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		<description><![CDATA[BRUXELLES. I 10-12 milioni di Rom europei continuano a subire discriminazione, esclusione e a vedere negati i propri diritti. È indispensabile quindi una migliore integrazione economica e sociale, ma si deve agire in modo concertato a tutti i livelli per affrontare le molteplici cause dell&#8217;esclusione. La Commissione europea propone quindi un quadro europeo per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2808" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/04/rom.jpg"><img class="size-medium wp-image-2808" title="rom" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/04/rom-300x253.jpg" alt="" width="300" height="253" /></a><p class="wp-caption-text">ph. Francesco Paraggio (cc flickr)</p></div>
<p><strong>BRUXELLES.</strong> I <strong>10-12 milioni di Rom</strong> europei continuano a subire discriminazione, esclusione e a vedere negati i propri diritti. È indispensabile quindi una migliore integrazione economica e sociale, ma si deve agire in modo concertato a tutti i livelli per affrontare le molteplici cause dell&#8217;esclusione. La Commissione europea propone quindi un <strong>quadro europeo per le strategie nazionali di integrazione dei Rom</strong>, che contribuirà a orientare le politiche nazionali sui Rom e a mobilitare i fondi europei disponibili per le iniziative di inclusione.<span id="more-2807"></span></p>
<p>Il quadro si appoggia su quattro pilastri: accesso all&#8217;istruzione, all&#8217;occupazione, all&#8217;assistenza sanitaria e all&#8217;alloggio. Ogni Stato membro deve fissare i suoi obiettivi nazionali di integrazione in funzione della popolazione Rom presente sul suo territorio e della sua situazione di partenza.</p>
<p><em>&#8220;Negli ultimi anni, malgrado qualche buona intenzione manifestata dai responsabili politici nazionali, troppo poco è cambiato nelle condizioni di vita della maggior parte dei Rom&#8221;</em>, ha affermato la Vicepresidente <strong>Viviane Reding</strong>, Commissaria UE per la Giustizia. <em>&#8220;Gli Stati membri hanno la responsabilità comune di mettere fine all&#8217;esclusione dei Rom dalle scuole, dall&#8217;occupazione, dall&#8217;assistenza sanitaria e dagli alloggi. È una sfida importante. Per questo motivo stiamo fissando obiettivi per l&#8217;integrazione dei Rom e abbiamo bisogno di un impegno esplicito da parte di tutte le capitali, le regioni e le città dell&#8217;Europa per metterli in pratica. È ora di andare oltre le buone intenzioni e intraprendere azioni concrete. Lo scopo principale per me è che gli Stati membri contribuiscano a garantire che tutti i bambini Rom completino almeno la scuola primaria&#8221;</em>.</p>
<p>I Rom in Europa vivono in condizioni socioeconomiche notevolmente peggiori di quelle del resto della popolazione. Un&#8217;indagine condotta in sei paesi dell&#8217;UE (Bulgaria, Ungheria, Lettonia, Lituania, Romania e Slovacchia) ha rivelato che solo il <strong>42% dei bambini Rom completa la scuola primaria</strong>, rispetto a una media europea del 97,5%. Per l&#8217;istruzione secondaria, la frequenza dei Rom è stimata ad <strong>appena il 10%.</strong> Nel mercato del lavoro i Rom presentano tassi di occupazione più bassi e una maggiore discriminazione. Per quanto riguarda la situazione abitativa, spesso non hanno accesso a servizi essenziali come l&#8217;acqua corrente o l&#8217;elettricità. Anche dal punto di vista sanitario esiste un divario: la speranza di vita dei Rom è di 10 anni inferiore alla media dell&#8217;UE, che è di 76 anni per gli uomini e 82 anni per le donne.</p>
<p><strong>László Andor</strong>, Commissario UE per l&#8217;Occupazione, gli Affari sociali e l&#8217;Integrazione, ha dichiarato: <em>&#8220;La persistente esclusione della popolazione Rom è inaccettabile nell&#8217;Europa del ventunesimo secolo, basata sui principi dell&#8217;uguaglianza, della democrazia e dello Stato di diritto. Negli ultimi anni le condizioni di vita della maggioranza dei Rom e le loro relazioni con il resto della società non hanno fatto che peggiorare&#8221;,</em> concludendo che: <em>&#8220;per alcuni paesi sarà semplicemente impossibile raggiungere gli obiettivi di Europa 2020 senza una svolta sul piano dell&#8217;integrazione dei Rom&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;integrazione dei Rom potrebbe offrire notevoli vantaggi economici. Con un&#8217;età media di 25 anni contro i 40 anni dell&#8217;UE, i Rom rappresentano una percentuale crescente della popolazione in età lavorativa. In Bulgaria e Romania, uno su cinque giovani che entrano per la prima volta nel mercato del lavoro è di origine Rom. Secondo le ricerche della Banca mondiale, la completa integrazione dei Rom potrebbe apportare un beneficio di circa 0,5 miliardi di euro l&#8217;anno alle economie di alcuni paesi, aumentando la produttività, tagliando le spese sociali e accrescendo le entrate fiscali.</p>
<p>L&#8217;UE ha già sottolineato più volte la necessità di una migliore integrazione dei Rom, da ultimo in una relazione dell&#8217;aprile 2010 (IP/10/407). La normativa dell&#8217;UE (in particolare la direttiva sulla parità di trattamento) obbliga già gli Stati membri a garantire alle minoranze etniche, come i Rom, parità di accesso all&#8217;istruzione, all&#8217;alloggio, all&#8217;assistenza sanitaria e all&#8217;occupazione.  Secondo una relazione pubblicata nel dicembre 2010 dalla task force della Commissione sui Rom, non esistono ancora misure energiche e proporzionate che affrontino i problemi sociali ed economici di gran parte della popolazione Rom nell&#8217;UE (MEMO/10/701). Occorre adesso fare un passo avanti e garantire che le politiche d&#8217;integrazione nazionali, regionali e locali si concentrino sui Rom in modo chiaro e specifico.</p>
<p>Sulla base di queste constatazioni, il quadro dell&#8217;UE sviluppa un&#8217;impostazione mirata per l&#8217;inclusione dei Rom, fissando <strong>obiettivi in quattro settori</strong>: istruzione (fare in modo che tutti i bambini Rom completino almeno la scuola primaria); occupazione (eliminare il divario tra i Rom e gli altri cittadini); sanità (ridurre il divario, ad esempio riducendo la mortalità infantile tra i Rom); alloggio (eliminare le disparità di accesso all&#8217;alloggio e a servizi pubblici come l&#8217;acqua e l&#8217;elettricità).</p>
<p>Gli Stati membri devono presentare strategie nazionali sui Rom entro la fine del 2011, specificando il modo in cui intendono contribuire al raggiungimento di questi obiettivi. Il quadro è in linea con gli obiettivi più ampi della strategia Europa 2020 in materia di occupazione, inclusione sociale e istruzione. La realizzazione di questi obiettivi è essenziale per aiutare gli Stati membri a raggiungere i fini generali di Europa 2020.</p>
<p>La Commissione propone inoltre soluzioni per un uso più efficace dei fondi dell&#8217;UE che possono favorire l&#8217;integrazione dei Rom. Gli Stati membri sono invitati a modificare i loro programmi operativi cofinanziati dai Fondi strutturali e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale in modo da sostenere meglio progetti destinati ai Rom.</p>
<p>Per concludere, affinché il quadro UE per le strategie nazionali produca una differenza tangibile per i Rom a livello locale, la Commissione intende istituire un solido meccanismo di monitoraggio per misurarne i risultati. L&#8217;Agenzia dell&#8217;Unione europea per i diritti fondamentali ha un ruolo fondamentale da svolgere, raccogliendo dati sulla situazione sociale ed economica dei Rom in collaborazione con altre organizzazioni. Gli Stati membri sono invitati a designare punti di contatto nazionali incaricati di gestire e monitorare l&#8217;attuazione delle strategie nazionali di integrazione dei Rom, e di riferire in proposito. La Commissione europea a sua volta pubblicherà relazioni annuali sui progressi compiuti negli Stati membri.</p>
<p><strong>Info.</strong><br />
<a href="http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=518&amp;langId=it">L&#8217;Unione europea e i rom</a></p>
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