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	<title>VolontariatOggi.info&#187; Convegno nazionale</title>
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	<description>Il webmagazine del volontariato edito dal Cnv</description>
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		<title>Democrazia e cambiamenti sociali: ruolo del volontariato e del terzo settore</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 09:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PISA. Un convegno nazionale che sta organizzando sul ruolo che il volontariato e il terzo settore hanno e potranno avere per lo sviluppo della democrazia nel nostro paese. La organizza UniTS (Università del Terzo Settore) in collaborazione con Anpas, Auser, Cesvot, Convol, CNCA, CSVNet, Fondazione Fortes, Forum Terzo Settore, Labsus e MOVI con varie istituzioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5787" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-5787" title="haring-pisa" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/11/haring-pisa-150x112.jpg" alt="" width="150" height="112" /><p class="wp-caption-text">Keith Haring a Pisa</p></div>
<p><strong>PISA.</strong> Un convegno nazionale che sta organizzando sul ruolo che il volontariato e il terzo settore hanno e potranno avere per lo sviluppo della democrazia nel nostro paese. La organizza UniTS (Università del Terzo Settore) in collaborazione con Anpas, Auser, Cesvot, Convol, CNCA, CSVNet, Fondazione Fortes, Forum Terzo Settore, Labsus e MOVI con varie istituzioni, tra cui Regione Toscana, Provincia e Comune di Pisa, vi invita a partecipare. Titolo: &#8220;Democrazia e cambiamenti sociali: ruolo del volontariato e del terzo settore&#8221;. <span id="more-5786"></span></p>
<p>Il convegno vuol essere un momento di riflessione e confronto sui forti segnali di volontà di partecipazione e di cambiamento che ci giungono dalla società civile italiana. Questo periodo è caratterizzato dalla gravità della crisi economico-finanziaria che fa vacillare alcuni principi della stessa democrazia alla base dello sviluppo sociale dal dopoguerra. I principi a cui il volontariato si riferisce sono gli stessi su cui si basa la democrazia: solidarietà, giustizia sociale e uguaglianza. Tali principi, che hanno segnato la sua storia, trasformando alcuni “volontariati” in scuole di democrazia, costituiscono gli indispensabili presupposti delle innovazioni e dei cambiamenti sociali oggi più che mai necessari. Le reti di volontariato hanno una responsabilità di interpretazione delle nuove istanze della società civile, di una nuova cittadinanza attiva anche in chiave europea, su cui ridisegnare il proprio ruolo e quello dell’intero terzo settore quali interlocutori autonomi delle istituzioni sui cambiamenti connessi a welfare, ma anche ai beni comuni. Un ruolo che crediamo potrà essere strategico soprattutto in questo momento di crisi e di crescente deficit democratico.</p>
<p>Il convegno avrà luogo a Pisa il 20 gennaio 2012 presso la Sala del Consiglio della Provincia di Pisa in Piazza Vittorio Emanuele II 14 (orario 9.30-18). La partecipazione è gratuita, ma occorre registrarsi entro il 9 gennaio 2012. (<a href="http://www.uniterzosettore.it" target="_blank">uniterzosettore.it</a>).</p>
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		<title>Un convegno a Palermo su come si comunica l&#8217;emergenza</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 12:20:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PALERMO. L’associazione di volontariato Radioamatori Uniti del Mediterraneo -in collaborazione con il CeSVoP le Facoltà di Ingegneria, di Scienze della formazione e di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell’Università degli Studi di Palermo- organizza per il 14 giugno (ore 9-14), il convegno nazionale &#8220;Saper comunicare l’emergenza&#8221;. L’incontro si svolgerà nell’Aula del Consiglio della Facoltà di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>PALERMO.</strong> L’associazione di volontariato Radioamatori Uniti del Mediterraneo -in collaborazione con il CeSVoP le Facoltà di Ingegneria, di Scienze della formazione e di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell’Università degli Studi di Palermo- organizza per il 14 giugno (ore 9-14), il convegno nazionale<em> &#8220;Saper comunicare l’emergenza&#8221;.</em> L’incontro si svolgerà nell’Aula del Consiglio della Facoltà di Ingegneria in Viale delle Scienze (edificio 7) a Palermo. &#8220;Gestire bene la comunicazione nei momenti critici è fondamentale. Non solo nelle fasi di intervento per le grandi catastrofi -si legge nella presentazione- ma anche nelle situazioni di bisogno che caratterizzano la vita quotidiana&#8221;. <strong>Info:</strong> <a href="http://www.cesvop.org" target="_blank">www.cesvop.org</a></p>
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		<title>Zamberletti: &#8220;Il volontario è il più intelligente degli egoisti&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 12:15:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1146" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/zamberletti.jpg"><img class="size-medium wp-image-1146" style="margin: 2px 4px;" title="zamberletti" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/zamberletti-300x192.jpg" alt="" width="240" height="154" /></a><p class="wp-caption-text">Giuseppe Zamberletti al convegno sulla povertà</p></div>
<p><strong>CAPO RIZZUTO (Crotone).</strong> <em>&#8220;Il tema di oggi, quello della lotta alla povertà e all&#8217;esclusione, rappresenta per noi l&#8217;inizio di un percorso da approfondire&#8221;, </em>commenta <strong>Giuseppe Zamberletti</strong> (presidente del Centro nazionale per il volontariato), intervenuto al convegno &#8216;Più povertà, meno solidarietà&#8217;. Zamberletti ritiene che la povertà sia spesso <em>&#8220;il risultato dell&#8217;esclusione sociale. Ci sono politiche di respingemento speculative</em> &#8211; aggiunge -. <em>Ed esiste la necessità di avere un intermediario sociale in grado affrontare questo problema. Penso a tutti i problemi connessi. Penso al fatto che a un immigrato regolare, l&#8217;acquisto di una casa cosata il 40% in più di un italiano&#8230;&#8221;.</em> <span id="more-1145"></span></p>
<p><strong>Giuseppe Zamberletti</strong> prosegue dicendo che <em>&#8220;il volontariato è il più grande fenomeno di inclusione. Il volontariato organizzato</em> &#8211; prosegue il presidente del Cnv &#8211; <em>è una nostra specificità, e rappresenta la vera ricchezza di questo paese. Ora, come Centro nazionale per il volontariato, dobbiamo approfondire anche il suo valore economico. Dobbiamo fare una ricerca seria sul Pil, su quello che il volontariato è in grado di dare al paese. Perché è proprio grazie al volontariato che è possibile contenere la spese e far accellerare la politica di sviluppo&#8221;.<br />
</em><br />
<em>&#8220;Il volontariato ha voce flebile perché la società, fatta esclusione per i casi di emergenza, ha smesso di occuparsi di lui. Questo ruolo sfugge spesso alla istituzioni. Noi del Cnv</em> &#8211; dice Zamberletti &#8211; <em>vorremmo riuscire a creare una solidarietà nazionale del sistema facilitando la &#8216;diffusione&#8217; delle organizzazioni di volontariato. Come dico sempre, il volontariato è &#8216;sentinella&#8217; preziosa per le istituzioni. Che devono capire che il volontariato, che è un valore prezioso, va lasciato agire in libertà, in modo trasparente e nell&#8217;interesse dei cittadini. Le istituzioni devono saper ascoltare e far parlare. Perché il volontariato permette alle istituzioni di non sbagliare anche dove è facile commettere degli errori&#8221;.</em></p>
<p>Per Zamberletti è necessario riprendere la strada della cooperazione. <em>&#8220;Anche per difendere le iniziative con l&#8217;aggregazione dei cittadini, che possono agire in difesa di fronte ai fenomeni di criminalità organizzata. Perché nulla, più di un volontariato organizzato, può difendere anche le istituzioni&#8221;. </em>La propriotà, per Zamberletti, è rafforzare la capacità di &#8216;rappresentare&#8217; aprendo un dialogo forte con le istituzioni.</p>
<p><em>&#8220;Il volontario</em> &#8211; conclude Zamberletti &#8211; <em>è il più intellegente degli egoisti. Aiutando gli altri, aiuta anche se stesso. Sa che la sua solitudine ha un peso insopportabile. E aiutare gli altri lo arricchisce&#8221;.<br />
</em><br />
Quindi, in conclusione, Zamberletti ritiene che il volontariato debba partecipare a una strategia complessiva capace di <em>&#8220;mettere insieme le filiere delle organizzazioni di volontariato. Il tutto per migliorare il rapporto con le istituzioni. Raggiungeremmo così obiettivi colossali</em> &#8211; aggiunge Zamberletti -. Q<em>uesto è l&#8217;inpegno del Cnv: portare al fronte l&#8217;esercito dei volontari che se ne sta nelle retrovie&#8221;.</em></p>
<p>In conclusione, il presidente del Cnv ha ringraziato i <strong>446 iscritti</strong> a questo convegno nazionale: <em>&#8220;Possiamo dirlo: è stato un successo. Sia per il Cnv sia per la Misericordia di Isola Capo Rizzuto&#8221;.</em></p>
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		<title>Petrucci: &#8220;E&#8217; necessario definire un progetto collettivo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 12:07:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CAPO RIZZUTO (Crotone). &#8220;Se non raccogliamo gli stimoli, che si inseriscono in un dibattito già aperto, rischiamo di perdere l&#8217;occasione che si presenta al mondo del volontariato in un momento chiave come questo&#8221;. A dirlo è Patrizio Petrucci, vicepresidente del Centro nazionale per il volontariato e presidente Cesvot. &#8220;Quello che non emerge con forza &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1143" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/Petrucci.jpg"><img class="size-medium wp-image-1143" style="margin: 2px 4px;" title="Petrucci" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/Petrucci-300x217.jpg" alt="" width="240" height="174" /></a><p class="wp-caption-text">Convegno sulla povertà</p></div>
<p><strong>CAPO RIZZUTO (Crotone).</strong> <em>&#8220;Se non raccogliamo gli stimoli, che si inseriscono in un dibattito già aperto, rischiamo di perdere l&#8217;occasione che si presenta al mondo del volontariato in un momento chiave come questo&#8221;.</em> A dirlo è <strong>Patrizio Petrucci</strong>, vicepresidente del Centro nazionale per il volontariato e presidente Cesvot. <em>&#8220;Quello che non emerge con forza &#8211; aggiunge &#8211; è che i cambiamenti della società, in questi anni, hanno cambiato anche il mondo del volontariato. Il volontariato è in crisi perché non individua più l&#8217;obiettivo della propria azione. Non c&#8217;è un disegno progettuale collettivo. Se non recuperiamo questo aspetto ci frammenteremo&#8221;.</em><span id="more-1139"></span></p>
<p>Petrucci ha chiuso la tavola rotonda del convegno nazionale<strong> “Più solidarietà, meno povertà” </strong>(dal 27 al 29 maggio 2010), che sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica è organizzato dal Centro nazionale per il volontariato in collaborazione con la Misericordia di Isola Capo Rizzuto nell’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale.</p>
<p><em>&#8220;Non manca la potenzialità. Mancano le idee&#8221;,</em> aggiunge Petrucci. <em>&#8220;E prevale l&#8217;individualismo. Quindi come possiamo pensare di coinvolgere i più giovani?&#8221;.</em> Sul fatto che sia possibile cambiare direzione,<em> &#8220;si avverte la difficoltà di assumere un ruolo nonostante esista con forza la voglia di cambiamento. La fiducia nel volontariato e la voglia di cambiamento penso possa permettere di ridefinire un nuovo progetto comune. In questi giorni abbiamo parlato della povertà così com&#8217;è oggi. Ma non c&#8217;è nessuno che si domanda cosa accadrà domani&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Se il volontariato non si presenterà con un progetto forte, sarà schiacciato dal Terzo settore&#8221;</em>, aggiunge Petrucci. <em>&#8220;Nel mondo del volontariato abbiamo reti, ma anche contenitori. Dobbiamo riflettere e andare a sintesi velocemente. Dobbiamo riunirci, riflettere e scegliere in fretta la strada migliore. Il contenitore in cui discutere è proprio il Centro nazionale per il volontariato. Capace di fare sintesi di questa progettualità di cui abbiamo un grande bisogno. Lavoriamo quindi per migliorare questa società che sembra andare alla deriva&#8230;&#8221;.</em></p>
<p>Alla tavola rotonda hanno partecipato <strong>Antonella Stasi</strong> (vicepresidente Regione Calabria), <strong>Giovanni Lattarulo</strong> (Regione Toscana), <strong>Marco Granelli</strong> (presidente CSVnet), <strong>Renzo Razzano</strong> (vicepresidente Cev), <strong>Angela Napoli</strong> (Commissione Antimafia), <strong>Gianfranco Belcaro</strong> (Anima), <strong>Carlo Borgomeo</strong> (presidente Fondazione per il Sud), <strong>Stanislao Zurlo</strong> (presidente della Provincia di Crotone) e <strong>Carolina Girasole</strong> (sindaco Isola Capo Rizzuto).</p>
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		<title>L&#8217;analisi &#8220;più fine&#8221; della povertà</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 12:02:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CAPO RIZZUTO (Crotone). &#8220;Povertà, famiglie, immigrazione e volontariato al sud&#8221; è il titolo del quarto gruppo di lavoro che si è svolto nelcorso del convegno nazionale sulla povertà. Secondo il relatore Vittorio Cotesta (Università Roma 3) negli ultimi quattro anni &#8220;non è cambiato nulla&#8221;. &#8220;E&#8217; vero, c&#8217;è la crisi&#8221;, aggiunge. &#8220;Ma non è rilevata dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1141" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/cotesta.jpg"><img class="size-medium wp-image-1141" style="margin: 2px 4px;" title="cotesta" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/cotesta-300x210.jpg" alt="" width="240" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Vittorio Cotesta al convegno sulla povertà</p></div>
<p><strong>CAPO RIZZUTO (Crotone).</strong> <em>&#8220;Povertà, famiglie, immigrazione e volontariato al sud&#8221;</em> è il titolo del quarto gruppo di lavoro che si è svolto nelcorso del convegno nazionale sulla povertà. Secondo il relatore <strong>Vittorio Cotesta</strong> (Università Roma 3) negli ultimi quattro anni <em>&#8220;non è cambiato nulla&#8221;. &#8220;E&#8217; vero, c&#8217;è la crisi&#8221;,</em> aggiunge. <em>&#8220;Ma non è rilevata dai dati, che analizzano i dati precedenti al 2009. Per questo credo sia necessario fare della povertà un&#8217;analisi più fine&#8221;.</em><span id="more-1122"></span></p>
<p><em>&#8220;Tutti hanno rilevato che la povertà non è solo legata a questioni economiche. Ma questa è una dimensione che rimane, che dobbiamo tenere ben presente&#8221;</em> spiega Cotesta. <em>&#8220;L&#8217;altra dimensione è quella di &#8216;rete&#8217;. Ci sono poi quelle culturali e simboliche&#8230;&#8221;.</em> Si è quindi parlato di solitudine, della ricostruzione del capitale sociale, delle politiche sociali del crotonese.</p>
<p>La relazione è avvenuta nell&#8217;ambito del convegno nazionale<strong> “Più solidarietà, meno povertà” </strong>(dal 27 al 29 maggio 2010) che sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica è organizzato dal Centro nazionale per il volontariato in collaborazione con la Misericordia di Isola Capo Rizzuto nell’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale.</p>
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		<title>Povertà: la ricerca di un obiettivo comune</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 11:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Riccardo Guidi]]></category>

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		<description><![CDATA[CAPO RIZZUTO (Crotone). Nel gruppo di lavoro dal titolo &#8220;Possibili sviluppi di reti: volontariato, terzo settore, centri di servizi e istituzioni al sud&#8221;, si è parlato delle reti come elemento &#8220;positivo, ma con con giudizio&#8221;. Perché, come racconta dal palco Riccardo Guidi (direttore della Fondazione Volontariato e Partecipazione), &#8220;rappresentano anche dei pericoli&#8221;. Parlando del rapporto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1133" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/riccardoguidi.jpg"><img class="size-medium wp-image-1133" style="margin: 2px 4px;" title="riccardoguidi" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/riccardoguidi-300x195.jpg" alt="" width="210" height="137" /></a><p class="wp-caption-text">Riccardo Guidi al convegno sull apovertà</p></div>
<p><strong>CAPO RIZZUTO (Crotone).</strong> Nel gruppo di lavoro dal titolo &#8220;Possibili sviluppi di reti: volontariato, terzo settore, centri di servizi e istituzioni al sud&#8221;, si è parlato delle reti come elemento <em>&#8220;positivo, ma con con giudizio&#8221;.</em> Perché, come racconta dal palco <strong>Riccardo Guidi</strong> (direttore della Fondazione Volontariato e Partecipazione), <em>&#8220;rappresentano anche dei pericoli&#8221;</em>. Parlando del rapporto tra reti e istituzioni si è detto che è <em>&#8220;difficile, secondo l&#8217;esperienza, non uscire sconfortati da questo rapporto&#8221;. <span id="more-1121"></span><br />
</em></p>
<p>Gli elementi emersi dalla discussione svolta all&#8217;interno del gruppo di lavoro evidenziano come <em>&#8220;nelle reti sia importante una strategia, una bussola, un obiettivo per non perdersi. Per non andare alla deriva, per non dimenticare la peculiarità del volontariato&#8221;</em>, racconta Guidi. <em>&#8220;Se con gli altri attori della rete ci intendiamo sull’obiettivo</em> &#8211; aggiunge &#8211; <em>allora possiamo anche perdere un pezzo d’identità particolare, possiamo addirittura &#8216;sfruttarci&#8217;. Ma prima va trovato insieme agli attori della rete l’obiettivo comune&#8221;.</em></p>
<p>Quindi la domanda è: qual è la bussola per il volontariato nelle reti? <em>&#8220;Il volontariato dev&#8217;essere interpretato come presidio di cittadinanza, quando la cittadinanza rischia il paradosso dell’esclusione (immigrati) o dell&#8217;irresponsabilità (disabili)&#8221;.</em> E alla domanda su come è possibile stare all&#8217;interno delle reti, in rapporto con le istituzioni, si è parlato di<em> &#8220;una funzione critica&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Cercando l’aggregazione con altre forze del volontariato per pesare di più</em> &#8211; conclude Guidi -. <em>Con questa funzione critica il volontariato nelle reti e con le istituzioni alimenta l’estensione e la pratica dei diritti. In questo caso il volontariato è la benzina per le istituzioni della cittadinanza&#8221;.</em></p>
<p>La relazione è avvenuta nell&#8217;ambito del convegno nazionale<strong> “Più solidarietà, meno povertà”</strong> (dal 27 al 29 maggio 2010) che sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica è organizzato dal Centro nazionale per il volontariato in collaborazione con la Misericordia di Isola Capo Rizzuto nell’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale.</p>
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