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	<title>VolontariatOggi.info&#187; Copenaghen</title>
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	<description>Il webmagazine del volontariato edito dal Cnv</description>
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		<title>Lvia: &#8220;L&#8217;ambiente? Fondamentale per debellare la povertà&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 13:26:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TORINO. L’interesse suscitato dal vertice di Copenhagen, la Conferenza delle Nazioni Unite che disegna i nuovi orientamenti internazionali in tema di tutela ambientale e lotta ai cambiamenti climatici, indica un’accresciuta consapevolezza generale dell’ambiente come fattore importante di “sviluppo” -o “sotto-sviluppo”- di un paese. L’erosione delle terre, la desertificazione, le inondazioni e le siccità, l’utilizzo sconsiderato [...]]]></description>
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<div id="attachment_180" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><strong><strong><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2009/12/Lvia.jpg"><img class="size-medium wp-image-180" style="margin: 2px 7px;" title="Lvia" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2009/12/Lvia-300x236.jpg" alt="Lvia" width="210" height="165" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Un disegno per Lvia</p></div>
<p><strong>TORINO.</strong> L’interesse suscitato dal <strong>vertice di Copenhagen</strong>, la Conferenza delle Nazioni Unite che disegna i nuovi orientamenti internazionali in tema di tutela ambientale e lotta ai cambiamenti climatici, indica un’accresciuta consapevolezza generale dell’ambiente come fattore importante di <em><strong>“sviluppo”</strong></em> -o <em><strong>“sotto-sviluppo”</strong></em>- di un paese.<span id="more-179"></span></p>
<p>L’erosione delle terre, la desertificazione, le inondazioni e le siccità, l’utilizzo sconsiderato e illimitato delle risorse naturali, hanno in questi anni aggravato enormemente le <strong>condizioni di povertà di molti popoli</strong>, tanto che <strong>UN Habitat</strong>, il programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani, identifica una nuova tipologia di povertà quando parla di <em><strong>“Rifugiati ambientali”</strong></em> per definire i <em><strong>“nuovi poveri”</strong></em> che, soprattutto dai paesi in via di sviluppo, emigrano a causa delle conseguenze del degrado ambientale.</p>
<p>La <a href="http://www.lvia.it/" target="_blank"><strong>Lvia</strong></a>, associazione da oltre quarant’anni impegnata nella lotta alla povertà e nella cooperazione con molti paesi africani, promuove diversi interventi volti alla preservazione dell’ambiente: lotta alla desertificazione e rigenerazione delle terre, gestione e valorizzazione dei rifiuti, risorse idriche, energie alternative, pianificazione e gestione sostenibile del territorio, sono gli ambiti principali su cui si concentrano queste attività.</p>
<p>Spiega <strong>Italo Rizzi</strong>, direttore Lvia in <strong>Africa dell’Est</strong>: <em>&#8220;Soprattutto quando si lavora in comunità rurali povere, in ambienti marginali, è importante adottare un approccio che tenga conto del rapporto secolare che lega queste popolazioni al proprio ambiente. Un rapporto che fornisce una forte un’identità culturale e sociale di cui bisogna tener conto nella progettazione di uno sviluppo sostenibile del territorio che valorizzi e rafforzi le attività delle comunità più svantaggiate&#8221;.</em></p>
<p>E&#8217; quanto la Lvia sta facendo nel sud dell’Etiopia, dove l’utilizzo di tecniche di indagine e mappatura partecipata, realizzata insieme alle comunità locali, ha permesso di migliorare la pianificazione del territorio, di incoraggiare il dibattito e la ricerca e di sviluppare strategie di gestione ambientale. In qualche caso queste ricerche, oltre a migliorare le competenze delle amministrazioni hanno aumentato il livello di informazione e di conoscenza del sistema pastorale presso i policy makers. Il team Lvia ha lavorato soprattutto con le <strong>comunità pastorali</strong>, e ha prodotto una migliore comprensione delle percezioni sullo status dei pascoli, la qualità delle fonti d’acqua, gli spostamenti e le relative pressioni sugli ecosistemi locali.</p>
<p>Continua <strong>Italo Rizzi</strong>: <em>&#8220;Le comunità locali sono state coinvolte nell’interpretazione di immagini satellitari ad alta risoluzione. I pastori hanno dimostrato di sapere interpretare perfettamente le immagini e di associare l’informazione sull’ambiente pastorale, grazie alla loro profonda conoscenza del territorio. L’informazione digitalizzata è stata quindi inserita in una banca dati GIS (sistema di informazione geografica). Le mappe sono state successivamente realizzate e consegnate alle autorità locali e alle istituzioni tradizionali per supportare le decisioni di pianificazione e gestione delle risorse naturali. Questo lavoro ha raccolto l’interesse del governo e di istituzioni internazionali e grazie ad una migliore comprensione dei bisogni delle comunità e dello sfruttamento delle terre, permette di promuovere uno sviluppo locale sostenibile, rispettoso delle tradizioni locali e dell’ambiente&#8221;.</em></p>
<p>(c.s.)</p>
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