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	<title>VolontariatOggi.info&#187; CSVnet</title>
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	<description>Il webmagazine del volontariato edito dal Cnv</description>
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		<title>Chiuso a Genova l&#8217;Anno europeo delle attività di volontariato che promuovono la cittadinanza attiva</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 09:46:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Anno europeo delle attività di volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Celivo]]></category>
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		<category><![CDATA[Danilo Giovanni Festa]]></category>
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		<description><![CDATA[GENOVA. È tempo di fare sintesi per il mondo del volontariato e del terzo settore. Giunti ormai alla fine dell’Anno europeo delle attività di volontariato che promuovono la cittadinanza attiva, l’esigenza è quella di tirare le somme, non per chiudere un capitolo, ma per dare continuità al percorso intrapreso. È ciò che si è iniziato a fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6245" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/2012/01/24/la-sintesi-dellanno-europeo/ascoli_103842/" rel="attachment wp-att-6245"><img class="size-medium wp-image-6245" title="ascoli_103842" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/01/ascoli_103842-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Ugo Ascoli</p></div>
<p><strong>GENOVA</strong>. È tempo di fare sintesi per il mondo del volontariato e del terzo settore. Giunti ormai alla fine dell’<strong>Anno europeo delle attività di volontariato che promuovono la cittadinanza attiva</strong>, l’esigenza è quella di tirare le somme, non per chiudere un capitolo, ma per dare continuità al percorso intrapreso. È ciò che si è iniziato a fare in occasione della conferenza di chiusura dell’Anno Europeo del Volontariato 2011 tenutasi domenica 22 gennaio a Genova, organizzata dal <strong>Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali</strong> in collaborazione con l&#8217; <strong>Osservatorio Nazionale per il Volontariato</strong>, il <strong>Comune di Genova</strong>, <strong>CSVnet</strong> &#8211; e <strong>Celivo</strong>, il CSV della provincia di Genova.<span id="more-6244"></span></p>
<p>A darsi appuntamento a <strong>Palazzo Ducale</strong> sono stati professori, addetti ai lavori e volontari, tutti intenzionati a porre le basi necessarie a non disperdere i successi raggiunti, assicurandone così un ulteriore sviluppo. Tanti i traguardi tagliati, alcuni i punti su cui ancora lavorare: è questa l’immagine dell’anno trascorso che hanno dipinto i partecipanti alla tavola rotonda “<em><strong>Quale welfare? Il contributo originale del volontariato italiano</strong></em>” moderata dal presidente del Celivo (Centro di Servizi al Volontariato di Genova) <strong>Luca Cosso</strong>.</p>
<p>A ricordare alcuni dei risultati ottenuti dall’Italia sul fronte europeo è stato <strong>Danilo Giovanni Festa</strong>, direttore generale del Terzo Settore e Formazioni sociali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. “<em>Le proposte avanzate dal nostro paese di fronte al Consiglio d’Europa</em> -ha detto- <em>sono state approvate nella loro totalità, confluendo così nel documento conclusivo sul ruolo delle attività di volontariato nella politica sociale emanato dal Consiglio lo scorso 3 ottobre. Si tratta di aspetti come il riconoscimento della specificità della Protezione Civile, il riconoscimento della natura gratuita del volontariato, la creazione di una task force europea attiva dal prossimo anno formata da volontari che interverranno nelle aree di maggior emergenza, la promozione di scambi europei tra giovani volontari per favorire l’incontro ed il confronto</em>”.</p>
<p><strong>Trattato di Lisbona</strong> e strategia Europa 2020 sono due delle direttrici seguite dall’Europa nell’Anno dedicato al volontariato. Di questi due filoni ha parlato <strong>Piervirgilio Dastoli</strong>, presidente del Consiglio Italiano del Movimento Europeo. “<em>L’Unione europea</em> -afferma- <em>ha il compito ad impegnarsi nel dare effettiva attuazione agli obiettivi posti dal Trattato di Lisbona, tra cui l’economia sociale di mercato, la protezione dei diritti dell’infanzia e molti altri; si tratta di sfide che, se realizzate a pieno, saranno in grado di garantire un modello avanzato di cittadinanza attiva a cui sia autorità pubbliche che singoli cittadini saranno chiamati a partecipare. Una corsia preferenziale per l’Europa è rappresentata dalla strategia denominata Europa 2020; una delle caratteristiche principali di questo piano, di gran lunga superiore a quelli precedenti, è l’importanza attribuita in esso al concetto di società inclusiva</em>”.</p>
<p>“<em>Perché le proposte emerse dai dibattiti svolti nell’anno trascorso possano trovare la propria concretizzazione a livello europeo e nei singoli stati</em> -continua Dastoli- <em>è però necessario che l’Ue cambi rotta. La linea da seguire non può essere infatti quella del solo rigore finanziario, a servire sono anche misure per la crescita. A questo proposito, l’Italia ha di fronte a sé un’importante opportunità: quella di portare le sue istanze di fronte ai membri dell’Ue a partire dall’1 luglio 2014, quando cioè spetterà al nostro paese la presidenza di turno nel Consiglio dei Ministri europeo. È allora importante che la società civile inizi fin da subito a riflettere sulle priorità da affrontare, per arrivare a porre sul tavolo del Governo italiano un memorandum dei punti da sostenere in quell’occasione</em>”.</p>
<p>A mettere d’accordo volontari ed esperti è stato un aspetto unanimemente condiviso, cioè che il volontariato non possa assumere un ruolo sostitutivo rispetto al pubblico. Il primo ad affrontare questo tema è stato <strong>Ugo Ascoli</strong>, docente di Sociologia Economica dell’Università Politecnica delle Marche. “<em>Di fronte al crescente problema della povertà non si può auspicare ad un intervento del volontariato che vada a sostituirsi a quello statale</em> -ha dichiarato-. <em>È necessario ricostruire una “regia del pubblico”, lasciando che il volontariato possa occuparsi prevalentemente dei settori della formazione e dell’educazione dei giovani. Una delle maggiori priorità oggi è cercare di ripensare alle modalità di fare e promuovere l’attività di volontariato, in modo da coinvolgere anche quei ragazzi e quelle ragazze che rientrano nella fascia di età che va dai 15 ai 29 anni, per lo più afflitti dal problema della disoccupazione</em>”. Per Ascoli, volontariato non è quindi sinonimo di sostituzione del pubblico, ma di creazione di “capitale sociale”.</p>
<p>“<em>I volontari</em> -conclude- <em>devono essere soggetti impegnati nella produzione e nella moltiplicazione del “capitale sociale”, vale a dire nel rafforzamento della fiducia tra le persone. Questo è possibile attraverso la promozione delle piccole organizzazioni di volontariato, l’impegno in attività di micro welfare e in servizi di prossimità</em>”.</p>
<p>Sulla stessa linea di Dastoli anche <strong>Renzo Razzano</strong>, componente del gruppo di lavoro Volontariato europeo e internazionale a confronto. “<em>Spesso a prevalere è purtroppo una concezione antiquata di welfare – sostiene Razzano -. Frequentemente del volontariato si parla infatti solo come di soggetto erogatore di servizi, spesso in sostituzione agli enti pubblici, e non come di esercizio di diritti di cittadinanza per una democrazia partecipata. Il principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 118 della Costituzione pone le basi per una nuova concezione di volontariato: è giunto il momento di dare ad esso concretezza, per garantire una piena espressione della cittadinanza attraverso l’attività volontaria</em>”.</p>
<p>Sui fronti che necessitano ancora di molto lavoro si è espresso invece <strong>Fausto Casini</strong>, coordinatore della Consulta del Volontariato del Forum del Terzo Settore. “<em>È innanzitutto necessario smantellare quel modo di pensare al volontariato come ad una forza da mettere in campo esclusivamente nei momenti di maggiore difficoltà</em> -afferma Casini-. <em>Il volontariato non è un’attività di emergenza, bensì una presenza costante di presidio paziente del territorio. Tra le priorità è importante annoverare anche la questione della rappresentanza del volontariato, da risolvere attraverso un maggior riconoscimento delle reti nazionali, l’abbattimento degli ostacoli burocratici che spesso impediscono un pieno sviluppo del volontariato, il rinnovamento dei modelli di comunicazione che il terzo settore deve usare per ricreare una dinamica di fiducia tra le persone, la promozione della volontariato tra i giovanissimi all’interno delle scuole, nonché l’incremento dei posti per il servizio civile volontario fino a 60/ 70 mila unità ogni anno</em>”.</p>
<p>Qualche critica è stata invece formulata da <strong>Marco Musella</strong>, preside della facoltà di Scienze Politiche dell’Università Federico II di Napoli. “<em>Il volontariato deve tenersi lontano dalle lusinghe provenienti dalla domanda di supplenza che cresce all’acuirsi della crisi in atto</em>  -ha dichiarato Musella-; <em>solo così potrà evitare di caricarsi sulle spalle responsabilità che non gli spettano, rischiando di rimanerne schiacciato. Altro rischio da cui tenersi lontani è la passività di chi dipende sempre da risorse altrui, pubbliche o private che siano, e l’atteggiamento di chi lavora solo per progetti, finendo per lasciar scandire la propria attività solo dalla presenza altalenante di risorse disponibili. Perché il volontariato possa dare oggi il suo contributo originale è auspicabile che affini le sue capacità di auto – misurazione, sia per comunicare meglio agli altri il proprio ruolo, sia per auto–valutare il percorso fatto</em>”.</p>
<p>Anche <strong>Renzo Razzano</strong> non ha mancato di sottolineare una delle problematicità riscontrate per l’Italia in questo <strong>Anno europeo del volontariato</strong>: la scarsa capacità di relazionarsi con gli altri paesi e con le loro esperienze. “<em>Il volontariato italiano -ha sostenuto Razzano &#8211; deve impegnarsi maggiormente nella conoscenza e nel confronto con il resto dell’Europa. Si è troppo convinti dell’unicità della nostra esperienza, è opportuno ampliare gli orizzonti per capire che i valori fondanti sono comuni e che è fondamentale rafforzare il senso di cittadinanza europea</em>”.</p>
<p>A concludere l’intervento di <strong>Stefano Tabò</strong>, presidente di CSVnet, sull’importanza dei Centri Servizi per il Volontariato. “<em>I Centri Servizi come quelli che la nostra rete unisce</em>  -afferma- <em>svolgono un ruolo di sostegno, sviluppo e promozione del volontariato nel suo insieme. Le prospettive che li riguardano sono numerose: dalla raffigurazione e lettura del volontariato e del terzo settore attraverso l’impiego dei dati in loro possesso, alla rappresentanza del volontariato stesso; i Centri Servizi affiancano infatti il mondo del volontariato, aiutandolo a fare sintesi delle esperienze promosse e supportandolo nell’interlocuzione con gli enti pubblici</em>”.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://www.volontariatoggi.info/author/laura-gianni/">Laura Gianni</a> </strong></p>
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		<title>Volontari: cittadini europei. A Genova si chiude l&#8217;Anno</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 16:27:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Anno europeo delle attività di volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[CSVnet]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Cecilia Guerra]]></category>

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		<description><![CDATA[GENOVA. Si svolgerà domenica 22 gennaio al Palazzo Ducale di Genova la conferenza di chiusura dell&#8217;Anno europeo del Volontariato. Il titolo della conferenza, promossa fra gli altri da CSVnet, la rete dei Centri di Servizio al Volontariato italiani, è &#8220;Volontari: cittadini Europei&#8220;. Si svolge nella città in cui è ancora viva l’immagine dei tanti, soprattutto giovani, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6010" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/2011/12/15/il-forum-del-terzo-settore-a-guerra-cancellare-la-delega-assistenziale-e-aprire-una-seria-e-partecipata-riforma-del-welfare/guerra/" rel="attachment wp-att-6010"><img class="size-medium wp-image-6010" title="guerra" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/12/guerra-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il sottosegretario al Welfare Maria Cecilia Guerra</p></div>
<p><strong>GENOVA</strong>. Si svolgerà domenica 22 gennaio al Palazzo Ducale di Genova la conferenza di chiusura dell&#8217;Anno europeo del Volontariato. Il titolo della conferenza, promossa fra gli altri da <strong>CSVnet</strong>, la rete dei Centri di Servizio al Volontariato italiani, è &#8220;<strong>Volontari: cittadini Europei</strong>&#8220;. Si svolge nella città in cui è ancora viva l’immagine dei tanti, soprattutto giovani, accorsi non più di due mesi fa per dare il proprio contributo nelle zone colpite dall’alluvione.<span id="more-6215"></span></p>
<p>Sono la testimonianza di un’Italia che sa mobilitarsi nell’emergenza ma che ogni giorno, attraverso migliaia di volontari, mette a sistema capacità ed esperienze per fare con gli altri e per gli altri. Per questo Genova ospiterà la Conferenza di chiusura dell’Anno Europeo del Volontariato, in programma domenica 22 gennaio 2012, dalle ore 9.00 alle 14.00, presso la Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale.</p>
<p>La Conferenza -promossa dal<strong> Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali</strong> (Organismo Nazionale di Coordinamento dell&#8217;AEV per l&#8217;Italia), in collaborazione con <strong>Comune di Genova</strong>, <strong>Osservatorio Nazionale per il Volontariato</strong>, <strong>CSVnet</strong> &#8211; Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (Segreteria tecnica ONC per l&#8217;AEV) e <strong>Celivo</strong>, il CSV della provincia di Genova &#8211; ha come principale obiettivo quello di condividere le azioni e i percorsi messi in campo nel 2011 da tutte le organizzazioni di volontariato nazionali e tracciare un bilancio di questo anno anche in vista della VI Conferenza Nazionale del Volontariato.</p>
<p>“<em>Si tratta di un cammino su cui continueremo a lavorare</em> – affermano i promotori &#8211; <em>intrapreso già nel 2009 con la realizzazione del Manifesto del Volontariato Italiano per l’Europa, frutto di un lavoro che ha coinvolto le più grandi reti del volontariato italiano ed europeo sui principali aspetti del processo di costruzione dell’Europa e sul ruolo del volontariato come elemento fondante per lo sviluppo della società civile e per il consolidamento della vita democratica</em>”.</p>
<p>La mattinata sarà aperta da <strong>Danilo Giovanni Festa</strong>, DG Terzo settore e Formazioni sociali – Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, a cui seguiranno i saluti istituzionali di <strong>Lorena Rambaudi</strong>, Assessore Politiche Sociali, Regione Liguria; <strong>Marta Vincenzi</strong>, Sindaco di Genova; <strong>Roberta Papi</strong>, Assessore Politiche Socio Sanitarie, Comune di Genova e <strong>Giorgio Bornacin</strong>, On. Senatore della Repubblica.</p>
<p>Successivamente avrà luogo la tavola rotonda, moderata dalla giornalista Rai <strong>Daniela De Robert</strong>, con gli esperti e i rappresentanti delle reti del volontariato, dal titolo “Quale welfare? Il contributo originale del volontariato italiano”.</p>
<p>Parteciperanno: <strong>Ugo Ascoli</strong>, Docente di Sociologia Economica Università Politecnica delle Marche; <strong>Marco Musella</strong>, Preside Facoltà Scienze Politiche Università Federico II Napoli; <strong>Piervirgilio Dastoli</strong>, Presidente CIME (Consiglio Italiano del Movimento Europeo); <strong>Emma Cavallaro</strong> – Presidente ConVol e Coordinatrice Gruppo di lavoro AEV 2011; <strong>Stefano Tabò</strong> – Presidente CSVnet, <strong>Fausto Casini</strong> – Coordinatore Consulta del Volontariato presso il Forum del Terzo Settore. La chiusura sarà affidata a <strong>Maria Cecilia Guerra</strong>, Sottosegretario di Stato, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
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		<title>Dopo l&#8217;autoconvocazione del 2009 il volontariato torna in assemblea. Aspettando Napolitano</title>
		<link>http://www.volontariatoggi.info/2011/11/24/dopo-lautoconvocazione-del-2009-il-volontariato-torna-in-assemblea-aspettando-napolitano/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 07:32:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Anno europeo delle attività di volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[ConVol]]></category>
		<category><![CDATA[CSVnet]]></category>
		<category><![CDATA[Forum del terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA. A due anni dall&#8217;autoconvocazione del volontariato è stata organizzata da Forum Terzo Settore, Consulta del Volontariato presso il Forum, ConVol e CSVnet la giornata internazionale del volontariato, scelta per realizzare un momento d&#8217;incontro e di riflessione &#8220;su come il volontariato -dicono gli organizzatori- possa e debba essere soggetto attivo del cambiamento, necessario per superare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5854" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-5854" title="Il-Presidente-della-Repubblica-Giorgio-Napolitano-nella-Giornata-internazionale-del-volontariato-2009" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/11/Il-Presidente-della-Repubblica-Giorgio-Napolitano-nella-Giornata-internazionale-del-volontariato-2009-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Volontariato al Quirinale nel 2009</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> A due anni dall&#8217;<a href="http://www.volontariatoggi.info/2009/12/11/assemblea-del-volontariato-italiano-si-apre-una-nuova-stagione/">autoconvocazione del volontariato</a> è stata organizzata da Forum Terzo Settore, Consulta del Volontariato presso il Forum, ConVol e CSVnet la giornata internazionale del volontariato, scelta per realizzare un momento d&#8217;incontro e di riflessione <em>&#8220;su come il volontariato</em> -dicono gli organizzatori- <em>possa e debba essere soggetto attivo del cambiamento, necessario per superare la crisi, rispondere ai bisogni delle persone e avviare una ricostruzione sociale frutto di una progettazione comune&#8221;</em>. <span id="more-5853"></span></p>
<p>L&#8217;evento, in programma a Roma il 5 dicembre 2011 all&#8217;Auditorium Conciliazione, si inserisce nell&#8217;ambito delle celebrazioni per il 150esimo anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia e del 2011, Anno Europeo delle attività di volontariato che promuovono la cittadinanza attiva.</p>
<p>Importanti rappresentanti del mondo accademico e delle Istituzioni si incontreranno per discutere e confrontarsi sulle tematiche che interessano il presente ma soprattutto il futuro del volontariato. Alla giornata è stato invitato a partecipare il Presidente della Repubblica, <strong>Giorgio Napolitano</strong>.</p>
<p>Coordina della giornata sarà il giornalista Rai <strong>Giovanni Anversa</strong>. In apertura di ogni sessione, una lettura dell&#8217;attrice <strong>Daniela Morozzi</strong>. Interverrano <strong>Fulvio Conti</strong> (Università di Firenze), <strong>Francesco Paolo Casavola</strong> (Corte Costituzionale), Fausto Casini (Consulta del volontariato presso il Forum), <strong>Emma Cavallaro</strong> (ConVol), <strong>Stefano Tabò</strong> (CSVnet), <strong>Giuseppe Merisi</strong> (Caritas Italiana), <strong>Elsa Fornero</strong> (Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, in attesa di conferma), <strong>Andrea Olivero</strong> (Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore).</p>
<p>La sessione pomeridiana, che racconterà le esperienze del volontariato, sarà invece condotta da <strong>Daniela De Robert</strong>, giornalista Rai. In chiusura il teatro sociale di <strong>Salvatore Striano</strong> (gruppo teatrale Enrico Maria Salerno, legge “Il giovane criminale” di Jean Genet).</p>
<p>Il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato sarà presente anche con<em> &#8220;Dammi spazio&#8221;</em>, il progetto per la promozione del volontariato fra i giovani. Nell&#8217;ambito del momento dedicato ai giovani, previsto nel pomeriggio, <em>&#8220;Dammi Spazio&#8221;</em> valorizzerà l&#8217;impegno dei ragazzi per una cultura della solidarietà, e presenterà il manifesto e il bando di concorso voluto dal Miur e da CSVnet che andrà a concretizzarsi nel corso dell&#8217;anno scolastico 2011-2012.</p>
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		<title>Tabò è il nuovo presidente di CSVnet. &#8220;La sfida? Mettere a frutto le risorse&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 21:06:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Csv]]></category>
		<category><![CDATA[CSVnet]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Granelli]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Tabò]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA. Ormai è ufficiale: con 20 voti su 35, Stefano Tabò è stato eletto presidente di CSVnet ereditando così la carica di Marco Granelli. A darne notizia è il sito ufficiale del Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato. Cinquant&#8217;anni, genovese, già fondatore e presidente del Celivo (Csv di Genova) Tabò è attivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5542" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/11/stefanotabo%CC%80.jpg"><img class="size-medium wp-image-5542" title="stefanotabò" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/11/stefanotabo%CC%80-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a><p class="wp-caption-text">Stefano Tabò, presidente CSVnet</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> Ormai è ufficiale: con 20 voti su 35, <strong>Stefano Tabò</strong> è stato eletto presidente di CSVnet ereditando così la carica di <strong>Marco Granelli</strong>. A darne notizia è il sito ufficiale del Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato. Cinquant&#8217;anni, genovese, già fondatore e presidente del Celivo (Csv di Genova) Tabò è attivo nel mondo del volontariato già dagli anni settanta, svolgendo attività in più associazioni nel campo educativo, nel settore della protezione civile, nell&#8217;ambito dell&#8217;assistenza sociale sanitaria. Inoltre, dal 1998, è direttore della Fondazione Auxilium di Genova, che opera nei settori della grave marginalità. <span id="more-5541"></span></p>
<p><em>“Abbiamo bisogno di riscoprire un&#8217;appartenenza al Coordinamento Nazionale</em> &#8211; ha detto il neopresidente &#8211; <em>improntata su valori rigenerati ed ampie vedute. Mezzi, capacità, intelligenze devono essere messe a disposizione per consolidare CSVnet e i suoi organi, per la diffusione di convinzioni e saperi, per la produzione di risultati tangibili e misurabili”.</em></p>
<p>Il tutto guardando alle difficoltà attuali che il nostro Paese sta vivendo e al ruolo che il Volontariato è chiamato ad interpretare <em>“CSVnet e i CSV devono porsi come luoghi di supporto degli autonomi processi di espressione del mondo del volontariato, come soggetti che possano agevolare la crescita qualitativa e quantitativa del volontariato stesso”</em> prosegue Tabò.</p>
<p><em>&#8220;La vera sfida</em> – conclude – <em>è quella di mettere a frutto la grande opportunità rappresentata dal contributo economico delle Fondazioni bancarie, anche se soggetti ad un vistoso ridimensionamento. Anche per questo i CSV devono collaborare di più mettendo insieme competenze e risorse economiche ed umane, convinti di creare così valore aggiunto”.</em></p>
<p><a href="http://www.volontariatoggi.info/2011/11/04/tabo-e-il-nuovo-presidente-di-csvnet-la-sfida-mettere-a-frutto-le-risorse/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Il nuovo presidente di CSVnet è stato eletto oggi, venerdì 4 novembre, dal nuovo consiglio direttivo, a sua volta nominato dall&#8217;assemblea del 21 e 22 ottobre scorsi: 36 rappresentanti provenienti dai CSV di tutte le regioni italiane, rinnovato per il 50% dei suoi componenti. Niente da fare, quindi, per i diretti concorrenti alla carica <strong>Francesca Danese</strong> e <strong>Patrizio Petrucci</strong>. Tabò e ai nuovi organi sociali compito di coordinare le azioni dei prossimi anni del sistema dei CSV: 75 su 78 in tutta Itala che aderiscono al CSVnet, con una rete complessiva di soci di oltre 20mila organizzazioni di volontariato.</p>
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		<title>Granelli, presidente uscente di CSVnet: &#8220;Di fronte a scenari instabili dobbiamo dimostrare solidità&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 12:04:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Csv]]></category>
		<category><![CDATA[CSVnet]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Granelli]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA. “Con questa assemblea si conclude un triennio di CSVnet, che ha visto un riconoscimento istituzionale sia dei Centri di Servizio per il Volontariato sia del Coordinamento nazionale&#8221; ha dichiarato il presidente Marco Granelli in occasione della relazione sul triennio 2009-2011. &#8220;Oggi, infatti, questa struttura è considerata come un soggetto importante, che fa parte del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_221" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2009/12/Marco-Granelli1.jpg"><img class="size-medium wp-image-221" title="Marco Granelli" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2009/12/Marco-Granelli1-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Marco Granelli (CSVnet)</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> <em>“Con questa assemblea si conclude un triennio di CSVnet, che ha visto un riconoscimento istituzionale sia dei Centri di Servizio per il Volontariato sia del Coordinamento nazionale&#8221;</em> ha dichiarato il presidente <strong>Marco Granelli</strong> in occasione della relazione sul triennio 2009-2011. <em>&#8220;Oggi, infatti, questa struttura è considerata come un soggetto importante, che fa parte del mondo del volontariato e che interloquisce con il resto del Terzo Settore, con le sue rappresentanze nazionali, con il mondo delle fondazioni, della politica e delle istituzioni&#8221;</em>. <span id="more-5477"></span></p>
<p>L&#8217;Assemblea dei soci di CSVnet si è svolta a Roma il 21 e 22 ottobre 2011. Erano presenti la quasi totalità dei CSV aderenti a CSVnet (73 su 75), con il 97% dei rappresentanti dei soci presenti (anche per delega). Percentuali che superano anche l&#8217;affluenza alla precedente Assemblea elettiva dell&#8217;ottobre 2008 (88% di rappresentanti presenti).</p>
<p>In merito al sistema dei CSV, Granelli ha aggiunto: <em>&#8220;Ora la prova di maturità di CSVnet sarà dimostrare di avere una struttura solida, ma soprattutto di essere un soggetto in grado di camminare con le proprie forze al di là delle leadership. Questo è il salto di qualità che CSVnet si è posto come obiettivo per questa assemblea, che ha determinato una scelta d&#8217;indirizzo sia sul piano politico che per il futuro dei CSV. Sarà una bella sfida per CSVnet: la nuova governance avrà il compito di coordinare le azioni del sistema dei CSV nel contesto di una grave crisi economica ma anche di scenari europei molto instabili&#8221;.</em> Si conclude così il secondo e ultimo mandato di Marco Granelli alla presidenza di CSVnet.</p>
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		<title>Verso la responsabilità</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 11:58:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Anno europeo delle attività di volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Cev]]></category>
		<category><![CDATA[CSVnet]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 266]]></category>
		<category><![CDATA[Renzo Razzano]]></category>
		<category><![CDATA[Spes Lazio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il volontariato come atto di responsabilità. E’ questa la premessa «valoriale» che Renzo Razzano antepone anche ai concetti di gratuità e dono. Lui -che oltre ad essere vicepresidente del Cev (Centro europeo per il volontariato) è anche presidente di Spes (Centro di servizio per il volontariato del Lazio) e membro del consiglio direttivo e del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5474" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/10/renzorazzano.jpg"><img class="size-medium wp-image-5474" title="renzorazzano" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/10/renzorazzano-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Renzo Razzano</p></div>
<p>Il volontariato come atto di responsabilità. E’ questa la premessa «valoriale» che <strong>Renzo Razzano</strong> antepone anche ai concetti di <em>gratuità</em> e <em>dono</em>. Lui -che oltre ad essere vicepresidente del Cev (Centro europeo per il volontariato) è anche presidente di Spes (Centro di servizio per il volontariato del Lazio) e membro del consiglio direttivo e del comitato esecutivo di CSVnet- ritiene necessaria una revisione della legge 266, parla di una crisi della rappresentanza e confessa che dall’Anno europeo del volontariato si sarebbe aspettato molto di più. <span id="more-5473"></span></p>
<p><strong>Povertà, volontariato e invecchiamento. Tre temi per un percorso triennale. Quello degli «anni europei».  A luglio c’è stato il giro di boa dell’anno del volontariato con la tappa italiana del tour. Il significato di questo percorso, però, tende a sfuggire. Quali erano gli obiettivi iniziali?</strong><br />
La priorità era di porre nell’agenda politica europea il tema del volontariato. Non solo in termini di valori e di significato, ma anche per indicare nodi e problemi sia alla Commissione europea sia ai governi nazionali. Questo era l’impianto iniziale&#8230;</p>
<p><strong>Lasci capire che gli obiettivi non sono stati raggiunti, vero?</strong><br />
Purtroppo in italiana la dimensione europea è poco presente. Lo dimostrano le iniziative che si sono svolte sul territorio. Si è trattato di una sorta di «vetrina» dove mettere in mostra i nostri problemi. Lo abbiamo fatto dimostrando una scarsa capacità di collocarci all’interno di un orizzonte europeo. Ricordo che tempo fa abbiamo firmato un «Manifesto europeo del volontariato» che evidentemente nessuno si è letto. E come se non bastasse sembra proprio che ci sia confusione anche sulla condivisione degli obiettivi specifici italiani, attorno ai quali sembra esserci oggi un grande imbarazzo.</p>
<p><strong>Cosa doveva essere fatto?</strong><br />
Abbiamo sul tavolo questioni di grandi rilevanza ma che non vengono affrontate: ad esempio la revisione della legge 266 e la riforma del codice civile. Ma non è tutto. Alla fine questa scadenza non è stata utilizzata per indicare con chiarezza gli obiettivi del volontariato italiano.</p>
<p><strong>C’è poi un sistema di welfare in crisi. In questo contesto com’è percepita l’Europa? Per molti sono solo delle stelle gialle su una bandiera blu.</strong><br />
Esatto. E’ una realtà distante da noi. Viene ancora percepita come la «sommatoria» degli stati. Esistono poi contraddizioni e incertezze. Perché il volontariato italiano vede l’Europa o come un intralcio o come un orizzonte lontano dai nostri problemi quotidiani.</p>
<p><strong>Hai citato la legge quadro, che ora compie i vent’anni. La 266 prevede anche conferenze biennali del volontariato, assenti ormai dal 2007&#8230;</strong><br />
La conferenza nazionale è prevista per l’inizio del 2012. Quindi è già inserita nell’agenda politica. Non so cosa ne verrà fuori. Perché questa -come altre conferenze precedenti- non è percepita dal «corpo largo» del volontariato come una sua scadenza. Più che un luogo di confronto è piuttosto una palestra per le grandi organizzazioni.</p>
<p><strong>Vuoi dire che è necessario investire sul coinvolgimento della base associativa prima delle grandi reti?</strong><br />
Forse sarà solo una mia fantasia. Ma prima di organizzare la conferenza nazionale si dovrebbero fare le conferenze dei territori sui temi che vengono posti all’ordine del giorno in anticipo. La conferenza nazionale che organizzerà l’Osservatorio dovrebbe infatti essere il luogo in cui si raccolgono osservazioni, indicazioni e problemi. Ricordo l’ultima, quella di Napoli. E anche in quel caso non emersero grandi contenuti. Questo rimanda al problema non risolto della rappresentanza del volontariato, che in Italia è circoscritta alle grandi reti. Il volontariato diffuso, che rappresenta la stragrande maggioranza, in questi casi non c’è.</p>
<p><strong>Cosa fare, quindi, per invertire questa tendenza?</strong><br />
Ho riscontrato questo problema anche nella mia regione. Come Centro di servizi, nel Lazio stiamo lavorando da anni per costituire una rappresentanza di livello regionale che sia capace di raccogliere tutte le associazioni. Lo facciamo con grande fatica. Perché è difficile far compiere il salto a queste organizzazioni, spesso non pronte ad affrontare le grandi tematiche generali. Purtroppo non vedo un impegno analogo sul resto del territorio nazionale.</p>
<p><strong>A proposito di norme: in più di una circostanza hai richiamato il «testo unico» che regoli il volontariato e il Terzo settore.</strong><br />
Si parla molto di questo tema, anche se le idee non sono convergenti. L’obiettivo sarebbe quello di realizzare un testo unico che riuscisse ad armonizzare la legislazione esistente in un quadro coerente. Sarebbe sbagliato, invece, avere una norma che portasse all’annullamento delle differenze. E’ ancora difficile capire come si svilupperà questa idea.</p>
<p><strong>Un dibattito tutto italiano che possiamo estendere anche all’Europa?</strong><br />
Questa situazione è molto radicata nella realtà italiana. Potrebbe essere interessante svilupparla se solo riuscissimo a capire che cosa accade oltre il confine nazionale. L’anno europeo, che sposta l’attenzione su una visione più ampia del volontariato, ci aveva offerto l’occasione giusta. E noi l’abbiamo persa. Del resto, all’estero, non ci sono le distinzioni che abbiamo noi.</p>
<p><strong>Di fronte al «dono» e alla «gratuità» rispondi invocando il concetto di «responsabilità». Una nuova concezione di percepire le priorità valoriali del volontariato?</strong><br />
Penso alla 266 e al fatto che non si avventura affatto su questo terreno. Non è una legge che definisce il volontariato, bensì i rapporti fra il volontariato e la pubblica amministrazione. Quando si affronta il tema della gratuità, spesso è implicita una premessa valoriale che, se vuoi, è patrimonio soprattutto di una parte del volontariato cattolico. La genesi del volontariato ha visto da una parte l’aggregazione delle comunità -con le Pubbliche assistenze e le Misericordie nate come forme di autodifesa- e dall’altro lo sviluppo di forme di beneficenza (cioè l’intervento di ‘chi ha’ rispetto a ‘chi non ha’). Questa dimensione di ‘responsabilità’ -che è nei fatti e che non mi sono inventato- riguarda soprattutto il volontariato nato in seno al tema dei diritti. Una dimensione che si sta affermando anche a livello europeo. Il volontariato di advocacy è in crescita un po’ ovunque.</p>
<p><strong>Si passerebbe quindi a un rapporto di reciprocità eliminando «discriminazioni» di livello?</strong><br />
Credo di sì. Vedi, la domanda è sempre la stessa: qual è la molla che spinge una persona a dare il proprio tempo? Credo che la risposta vada cercata nel desiderio di perseguire il bene comune, che di fatto significa assumersi delle responsabilità nel contesto sociale in cui si opera, ma anche nei confronti delle persone svantaggiate. Si tratta di un cammino comune.</p>
<p><strong>Un volontariato «responsabile» che è ancora molto legato al rapporto con le istituzioni. In ballo c’è anche il tema dei servizi&#8230;</strong><br />
Questo è uno degli effetti negativi della 266. Ecco perché a parer mio non è una legge sul volontariato: aver puntato quasi tutto sull’acquisizione di risorse pubbliche attraverso lo strumento delle convenzioni ha fatto venir meno l’autonomia del volontariato rispetto alle istituzioni stesse.</p>
<p><strong>L’azione del volontariato può riuscire a riequilibrare il dissesto che è causa di una crisi sociale, economica e valoriale?</strong><br />
Bilanciare? Magari. Forse lo può contrastare evitando la deriva. Ma la strada da fare è davvero lunga. Dobbiamo ancora acquisire una consapevolezza rispetto a questo ruolo. Salvo ad alcune associazioni generali, il volontariato è un fenomeno associativo che nasce attorno a un problema specifico. Questo contrasto è nei fatti e sul micro-tessuto sociale. Quindi, in termini di consapevolezza generale, c’è senz’altro da fare un passo in più.</p>
<p><strong>Il volontariato può assumere anche un ruolo politico?</strong><br />
Certo che sì. E di fatto già lo assume. Il volontariato è senza dubbio uno dei pochi elementi di democrazia partecipata. Solo che quando si disperde in mille rivoli è difficile realizzare la sintesi generale. Dovremmo avere il coraggio di farci portatori -anche come Csv- di questo problema. Potrebbe essere di grande aiuto.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.volontariatoggi.info/author/admin/"><strong>Gianluca Testa</strong></a></p>
<p><em>Articolo pubblicato su <strong>Volontariato Oggi n. 2 – 2011</strong>. Te l’eri perso? Allora <a href="../2011/10/11/2011/10/01/volontariato-oggi/archivio-arretrati"><strong>scaricalo</strong></a> o <strong><a href="../2011/10/11/2011/10/01/volontariato-oggi/abbonamenti">abbonati</a></strong>.</em><strong><em></em></strong></p>
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