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	<title>VolontariatOggi.info&#187; Elisabetta Laganà</title>
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	<description>Il webmagazine del volontariato edito dal Cnv</description>
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		<title>Appello per una mobilitazione del volontariato della giustizia</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 13:37:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di ELISABETTA LAGANA' *] ROMA. La cifra della detenzione ha superato la quota 67.000 presenze. Numeri giganteschi impossibili ormai da contenere, se si considera che ad ogni numero corrisponde una persona. Questo carcere è ridotto a contenitore di tutti i disagi sociali, dai tossicodipendenti, agli immigrati, ai malati fisici e psichici. Il sovraffollamento crea grossi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_926" class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><a href="http://www.flickr.com/photos/funky64/4253885474/"><img class="size-medium wp-image-926" style="margin: 2px 4px;" title="Foto di Funky64 - carcere" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/Foto-di-Funcy64-carcere-300x199.jpg" alt="" width="270" height="179" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Funky64 </p></div>
<p>[di <strong>ELISABETTA LAGANA'</strong> *] <strong>ROMA. </strong>La cifra della detenzione ha superato la quota <strong>67.000 presenze</strong>. Numeri giganteschi impossibili ormai da contenere, se si considera che ad ogni numero corrisponde una persona. Questo carcere è ridotto a contenitore di tutti i disagi sociali, dai tossicodipendenti, agli immigrati, ai malati fisici e psichici. Il <strong>sovraffollamento crea grossi problemi di gestione degli istituti di pena</strong>, rendendo pressoché invivibile il carcere non solo per i detenuti, ma anche per gli stessi operatori penitenziari. In questa situazione è quasi impossibile assolvere alla funzione assegnata dalla Costituzione: la rieducazione dei detenuti.<span id="more-904"></span></p>
<p>Questo carcere peggiora la condizione di marginalità ed esclusione delle persone che vi entrano. Il <strong>piano di edilizia penitenziaria</strong>, prevedendo il contributo di soggetti privati, apre la strada alla privatizzazione della gestione delle carceri. Inoltre la costruzione di nuovi padiglioni negli istituti esistenti significherà sottrarre luoghi alle attività trattamentali, già ridotte al minimo, diminuendo gli spazi destinati alle relazioni esterne (incontri con le famiglie, ecc) già fortemente ridotti, con un aggravio per la salute mentale della persona detenuta e l’allentamento della sua rete affettiva esterna.</p>
<p>Non va dimenticato infatti il <strong>drammatico record dello scorso anno</strong> di detenuti suicidi nelle carceri italiane: e dall’inizio di quest’anno sono stati registrati già <strong>22 suicidi</strong>. Di questa situazione va sicuramente imputata la responsabilità alla legislazione in materia di droghe, di recidiva e di immigrazione, alle nuove leggi orientate alla logica della &#8220;tolleranza zero&#8221;, ma anche alla mancata applicazione di quelle in vigore (regolamento penitenziario del 2000, leggi Smuraglia, Gozzini, sulle detenute madri, difficoltà del passaggio dalla sanità penitenziaria al SSN).</p>
<p>Se le proposte sulla messa alla prova e sulla detenzione domiciliare del <strong>Ministro Alfano</strong> diventeranno legge, i risultati deflattivi saranno comunque inferiori alle aspettative promesse. Sarebbe quindi necessario costituire immediatamente un<em> “Piano sociale straordinario per le carceri”</em> di sostegno al reinserimento sociale per coloro che escono o che potrebbero uscire dal carcere, attraverso la formazione, il sostegno lavorativo, l’attivazione del terzo settore e dell’associazionismo.</p>
<p>Deve quindi <strong>realizzarsi una nuova e diversa attenzione delle istituzioni centrali e territoriali</strong>, per sostenere e finanziare questo Piano, che dovrebbe chiamare in causa anche gli Enti Locali. Il Piano diverrebbe un investimento per garantire, allo stesso tempo, <strong>maggiore sicurezza ai cittadini e concrete opportunità per i detenuti</strong>.</p>
<p>Sulla scorta di queste considerazioni, la <strong>Conferenza Nazionale del Volontariato della Giustizia</strong> auspica un pronto ed efficace intervento da parte del Governo Italiano e di tutte le istituzioni per affrontare la grave situazione e <strong>proclama lo stato di mobilitazione nazionale del volontariato impegnato nella giustizia</strong>.</p>
<p>Rivolgiamo quindi a tutto il volontariato un <strong>appello per una mobilitazione</strong> che realizzi strategie e forme di pacifica manifestazione fino all’autosospensione dal servizio da porre in atto per sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare il Governo e le istituzioni preposte a trovare le adeguate soluzioni al problema entro l’ estate.</p>
<p><em><strong>* Presidente Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia</strong></em></p>
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		<title>Carcere: perplessità del CNVG sul &#8220;servizio anti suicidi&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 10:26:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Dap]]></category>
		<category><![CDATA[Elisabetta Laganà]]></category>
		<category><![CDATA[Polizia penitenziaria]]></category>
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		<description><![CDATA[[di ELISABETTA LAGANA' *] ROMA. Nei giorni scorsi una circolare del Dap ha deciso di predisporre un servizio di “Unità di ascolto di polizia penitenziaria” per contrastare il rischio suicidario tra i detenuti nelle carceri. Nella circolare, il Dap dichiara necessario indirizzare ogni sforzo per arginare l’attuale impellente emergenza, riconoscendo tuttavia che non spetterebbe ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_389" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/02/carcere.jpg"><img class="size-medium wp-image-389" style="margin: 2px 5px;" title="carcere" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/02/carcere-300x199.jpg" alt="" width="210" height="139" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Funky64</p></div>
<p>[di <strong>ELISABETTA LAGANA'</strong> *] <strong>ROMA.</strong> Nei giorni scorsi una <strong>circolare del Dap</strong> ha deciso di predisporre un servizio di <em><strong>“Unità di ascolto di polizia penitenziaria”</strong></em> per contrastare il rischio suicidario tra i detenuti nelle carceri. Nella circolare, il Dap dichiara necessario indirizzare ogni sforzo per arginare l’attuale impellente emergenza, riconoscendo tuttavia che non spetterebbe ai poliziotti penitenziari il compito di valutare se un detenuto è a rischio suicidio. <span id="more-388"></span></p>
<p>Ma la decisione si motiva a causa delle note carenze delle figure professionali istituzionalmente deputate all’assistenza psicologica del detenuto. Tale <em>“unità di ascolto” </em>sarà composta, come indicato nella circolare, da <em>“personale di polizia penitenziaria e dell’area educativa, ed integrato da appartenenti al volontariato” .</em></p>
<p>I contenuti di questa circolare suscitano <strong>alcune riflessioni</strong>.</p>
<p>Se già <strong>manca parecchio personale in organico</strong>, come è possibile che con lo stesso personale esistente si possano svolgere nuove funzioni? La soluzione sembra un gioco di prestigio.</p>
<p>Ogni <strong>formazione del personale</strong>, indubbiamente, costituisce un elemento positivo e andrebbe perseguita: naturalmente, rivestono un ruolo cruciale i contenuti formativi. L’idea dell’ascolto è anch’essa totalmente condivisibile; è, del resto, uno dei motivi fondanti del volontariato: è una dimensione umana, etica e psicologica. Ma in carcere, spesso, <strong>ascoltare dovrebbe significare essere in grado di dare risposte.<br />
</strong><br />
Anche se ogni situazione è evidentemente unica, tuttavia <strong>andrebbero analizzate le ragioni dei suicidi o dei tentativi</strong>: si potrebbe vedere che forse, come elemento comune, vi sia proprio la dimensione di rottura di appartenenza al corpo sociale, di perdita della speranza di un futuro o di un nuovo progetto di vita, di frattura dei legami esistenziali che fondano la propria identità. Se le ragioni della detenzione in molti casi si motivano nella mancata messa in atto di risposte concrete ai bisogni dei detenuti, di mancata possibilità di misure alternative alla detenzione, quale potrà essere il peso di <strong>un ascolto che non sa dare risposte?</strong></p>
<p>Quando a tali bisogni non vengono date risposte, il soggetto si trova in balia del proprio <strong>fallimento</strong> o ricerca meccanismi sostitutivi nel mondo sotterraneo della istituzione, disgraziatamente <strong>scuola di criminalità</strong>.</p>
<p>Vi sono poi <strong>perplessità legate alle modalità di funzionamento della proposta</strong>. L&#8217;istituzione di un servizio di ascolto, composto da personale di polizia penitenziaria e dell’area educativa ed integrato da appartenenti al volontariato richiede riflessioni e approfondimenti.</p>
<p>Quali sono in tale organizzazione le reciproche responsabilità e ruoli dei vari componenti? In merito inoltre all’acquisizione da parte del personale di conoscenze e competenze specifiche nell’ambito di idonei percorsi formativi, evidentemente vediamo con estremo favore ogni percorso formativo: pensiamo infatti, da sempre, che l’<strong>operare in carcere richieda notevoli competenze e capacità personali e collettive. Ma quali sono i contenuti di tale formazione</strong>? In quale considerazione, per esempio, sarà tenuta l’esperienza e, soprattutto, la specificità del ruolo del volontariato?</p>
<p>Come già espresso in precedenti comunicati, <strong>ribadiamo che per una efficace azione sul problema dei suicidi sia indispensabile anche il potenziamento dei presidi psicologici e psichiatrici</strong>, che garantiscano una presenza ed una continuità di ascolto, oltre al necessario coinvolgimento della salute mentale del territorio (che dovrebbe immediatamente allertarsi ed agire).</p>
<p>La <strong>generosità del volontariato non deve divenire azione suppletiva</strong>. Ne va del fondamento etico del proprio compito.</p>
<p><em>* Presidente <a href="http://www.volontariatogiustizia.it" target="_blank">CNVG &#8211; Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia</a></em></p>
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