10 febbraio 2012

Francesco Azzarà è libero. Ora Emergency vuole sentire la sua voce

Francesco Azzarà

ROMA. “Alte autorità sudanesi ci hanno annunciato la liberazione di Francesco. Stiamo aspettando le conferme e soprattutto di sentire la sua voce”. Così si legge sulla homepage del sito di Emergency. E anche Gino Strada comferma su PeaceReporter la notizia della liberazione di Francesco Azzarà, il volontario dell’associazione rapito in Darfur quattro mesi fa. ”Stiamo aspettanto le conferme, e soprattutto stiamo aspettando di parlarci”. [Leggi...]

Emergency su Lampedusa: “scontri, conseguenza di una politica criminale”

ph. psicologiaclinica (cc flickr)

LAMPEDUSA. In queste ore di scontri e tensioni che vedono ancora una volta Lampedusa campo di battaglia e l’esasperazione, sia dei lampedusani che dei migranti, protagonista, Emergency ha scelto di far sentire la sua voce. Una voce che proviene direttamente “dal fronte”, dove Emergency è presente con le sue cliniche mobili, testimone di una situazione che si colloca ai limiti dell’umano. Pochi dubbi sulle responsabilità di tutto questo: l’associazione presieduta da Cecilia Strada punta il dito contro il Governo e la sua “politica criminale”. [Leggi...]

Francesco Azzarà: in Calabria uno striscione in tutti gli eventi sportivi

ph. Emergency

REGGIO CALABRIA. La foto di Francesco Azzarà, il volontario di emergency rapito in Sudan, sarà esposta durante tutte le iniziative sportive in Calabria. La decisione è stata presa dal presidente regionale del Coni calabrese, Mimmo Praticò, per esprimere solidarietà e vicinanza alla famiglia di Azzarà. [Leggi...]

Parte la kermesse di Emergency, pensando a Francesco

Cecilia e Gino Strada in una conferenza stampa

FIRENZE. “Nel 2010, Emergency ha speso in Afganistan 4.786.429,66 euro. Fanno 9 euro al minuto. E con questi soldi, nel 2010, ha curato in quel Paese 341.082 persone, in 3 Centri chirurgici, nei 28 posti di primo soccorso, nel Centro di maternità che fa nascere più di 10 bambini al giorno. L’aria condizionata per i soldati degli Stati Uniti costa 26mila euro al minuto. Curare bene e gratis chi ne ha bisogno: costa 9 euro al minuto. Tremila volte meno”. Numeri che fanno riflettere quelli dati da Cecilia Strada alla vigilia del decimo incontro nazionale di Emergency, una sei giorni ricca di appuntamenti che si svolgerà da oggi fino all’11 settembre a Firenze. [Leggi...]

Ecco come spenderemmo 14 miliardi. Emergency verso il decimo incontro nazionale

ph. Emergency

Questo mese do i numeri. E no, non è il caldo. Do i numeri, poi voglio darvi anche una data, e un indirizzo. Se aveste 14 miliardi di euro, come li spendereste? È la cifra che, secondo i calcoli di un generale dell’esercito americano, gli Stati Uniti spendono ogni anno per l’aria condizionata dei soldati impiegati nelle missioni militari in Afganistan e Iraq. Fanno 26.636 euro al minuto. [Leggi...]

Silenzio sul sequestro dell’operatore di Emergency. L’appello: “liberate Francesco Azzarà”

ph. dazebaonews

MILANO. Alle 17 del 14 agosto, un operatore di Emergency è stato prelevato a Nyala, capitale del sud Darfur, mentre si trovava in auto diretto verso l’aeroporto della città. Francesco Azzarà, 34 anni, è alla sua seconda missione a Nyala come logista del Centro pediatrico che Emergency ha aperto in città nel luglio del 2010. L’associazione ha immediatamente attivato in Darfur e a Khartoum tutti i contatti a sua disposizione e ha altresì informato il ministero degli Affari Esteri italiano. Mentre un team sta seguendo gli sviluppi della situazione ed è in costante contatto con la famiglia, le autorità sudanesi e quelle italiane. [Leggi...]

L’insostenibile pesantezza del modello dominante

La copertina del Rapporto 2011

Per dirla con il sociologo Edgar Morin: «Salvarsi dalla catastrofe è improbabile, perciò ci spero» (“La Stampa”, 27 marzo 2011). È un po’ questo il senso dei colori della copertina del Rapporto sui diritti globali di quest’anno: un blu intenso e predominante ci dice delle difficoltà di un mondo alle prese con la crisi globale, con la disumanità delle guerre, dei terrorismi e delle violazioni dei diritti, con la devastazione ambientale che sembra conoscere ripensamenti troppo lenti e timidi; ma c’è anche un punto di verde che si affaccia e reclama un’incerta speranza, che allude a un orizzonte di futuro possibile, più degno e giusto per tutti. C’è il colore cupo del cimitero liquido che inghiotte a migliaia nel Mediterraneo e nel Canale di Sicilia uomini, donne e bambini in fuga e c’è il pallido verde del sogno di una vita desiderabile negli interstizi della Fortezza Europa. C’è lo scuro della privazione della libertà e del domani, della fame, della sete, della rapina delle risorse, del sottosviluppo e c’è il tenue ma tenace verde della liberazione e della rivolta che s’impongono al mondo e rovesciano i tiranni. [Leggi...]