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	<title>VolontariatOggi.info&#187; Enrico Rossi</title>
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	<description>Il webmagazine del volontariato edito dal Cnv</description>
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		<title>I primi risultati del progetto toscano per l&#8217;autonomia dei giovani</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 14:45:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giovani]]></category>
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		<description><![CDATA[FIRENZE. Duemila i giovani toscani che hanno chiesto alla Regione un contributo sull’affitto di una abitazione per uscire dal nucleo familiare di origine. La notizia viene dal presidente Enrico Rossi che questa mattina ha firmato un protocollo d’intesa con molte realtà giovanili toscane (30 strutture giovanili di altrettante realtà produttive, sociali, di categoria, sindacali, del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6450" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/2012/02/10/i-primi-risultati-del-progetto-toscano-per-lautonomia-dei-giovani/enrico-rossi/" rel="attachment wp-att-6450"><img class="size-medium wp-image-6450" title="Enrico-Rossi" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/02/Enrico-Rossi-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi</p></div>
<p><strong>FIRENZE</strong>. Duemila i giovani toscani che hanno chiesto alla Regione un contributo sull’affitto di una abitazione per uscire dal nucleo familiare di origine. La notizia viene dal presidente <strong>Enrico Rossi</strong> che questa mattina ha firmato un protocollo d’intesa con molte realtà giovanili toscane (30 strutture giovanili di altrettante realtà produttive, sociali, di categoria, sindacali, del terzo settore, degli enti locali) per istituire il “<strong>tavolo Giovani Sì</strong>“, strumento di collegamento permanente fra Regione Toscana ed eterogeneo mondo, pubblico e privato, delle politiche giovanili.<span id="more-6449"></span></p>
<p>E’ stata l’occasione per fornire i primi dati su quel progetto (“Giovani Sì. Progetto per l’autonomia dei giovani“) che si pone l’obbiettivo di “garantire dinamismo e opportunità all’universo giovanile toscano in termini di sviluppo delle capacità individuali, emancipazione e partecipazione sociale”.</p>
<p>Fra i diversi “fronti” già aperti sul progetto regionale, è da pochi giorni scaduto il primo bando per i contributi sull’affitto di abitazioni per ragazze e ragazzi under 34: più di 1.300 le domande presentate (in termini numerici significano circa 2.000 giovani coinvolti) per concorrere ai contributi regionali (compresi fra i 150 e i 350 euro al mese fino a un massimo di tre anni). A marzo le graduatorie. E subito dopo un nuovo bando.</p>
<p>Da poche settimane sono inoltre aperti gli sportelli di Fidi Giovani nel contesto di un’altra linea progettuale (il “Fare Impresa“) che prevede l’erogazione di prestiti garantiti (250 mila euro) e abbattimento interessi, per quei giovani intenzionati a iniziare una attività imprenditoriale: sono già state presentate più di 60 richieste per un totale di oltre 6 milioni di euro. A questo si aggiungono 30 pratiche, già avviate, per nuovi insediamenti imprenditoriali in agricoltura.</p>
<p>C’è anche la linea dei tirocini (“<em>di qualità e retribuiti</em>”, precisa Rossi sottolineando i meccanismi inseriti nella legge per evitare usi distorti di questo sostegno al lavoro dei giovani): a oggi sono oltre mille i giovani che ne usufruiscono con un sempre crescente numero di aziende interessate a farsi coinvolgere (la Regione sostiene con 200 euro al mese e con una durata che può arrivare anche a 24 mesi, tirocini e stage retribuiti con borse di studio).</p>
<p>Altri 1.000 giovani stanno per essere avviati nel Servizio civile regionale aggiungendosi agli altrettanti già all’opera in tante esperienze (terzo settore, cultura, ambiente, enti pubblici) nell’intera Toscana. Sono infine aperti bandi per cofinanziare in accordo con le Università 200 assegni di ricerca.</p>
<p>Il “tavolo” ha l’obiettivo di favorire l’attuazione di un progetto i cui contenuti e le cui novità sono inserite nel portale www.giovanisi.it con cinque obiettivi: promuovere l’emancipazione dei giovani dalla famiglia di origine, potenziare le opportunità legate allo studio/formazione, costruire percorsi per l’inserimento nel mondo del lavoro, facilitare l’avvio di imprese, accrescere le opportunità di esperienze formative e lavorative all’estero.</p>
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		<title>300 milioni per i giovani della Toscana. Andorlini: “Riportiamoli al centro della scena sociale”</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 10:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Barghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giovani]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5765" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-5765" title="giovanisi-enricorossi" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/11/giovanisi-enricorossi-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /><p class="wp-caption-text">Enrico Rossi e i giovani al Dire e Fare</p></div>
<p><strong>LUCCA.</strong> Con la partenza dell&#8217;iniziativa per facilitare il distacco dei giovani dal nucleo familiare di origine, entra veramente nel vivo il progetto <a href="http://www.giovanisi.it/" target="_blank">Giovanisì</a>, ideato dalla Regione Toscana per promuovere l&#8217;autonomia dei giovani toscani e partito operativamente a giugno coi tirocini lavorativi. Il responsabile di questo percorso, <strong>Carlo Andorlini</strong>, spiega com&#8217;è nata questa idea. <em>“L&#8217;intento del progetto, fortemente voluto dal Presidente della Regione Enrico Rossi</em> -raconta Andorlini- <em>è quello di intervenire nel momento più delicato della vita di un giovane oggi, momento che, purtroppo, ormai si ripete più di una volta nella vita delle persone: quello dell&#8217;uscita. Uscita dall&#8217;università, uscita da casa, uscita da una precedente esperienza lavorativa: sono tutte situazione di estrema esposizione della gioventù, che nel passaggio da un contesto noto ad uno completamente diverso rischia di andare a sbattere muri contro insormontabili”</em>.<span id="more-5764"></span></p>
<p>Il progetto Giovanisì nasce mettendo insieme trasversalmente le politiche regionali che hanno potenzialmente al centro gli under 35: dal lavoro, alla casa, alla formazione. Un contenitore, insomma, che muoverà 300 milioni di euro, provenienti in gran parte dal Fondo Sociale Europeo e per il resto da fondi regionali e, in minima parte, ministeriali. Tre gli obiettivi principali: dare una scossa per riportare i giovani al centro della scena sociale, rafforzare le politiche di integrazione e rimandare l&#8217;immagine di una Regione impegnata nell&#8217;affrontare i problemi.</p>
<p><em>“Non si tratta di una iniziativa in grado di rivoluzionare il futuro delle persone</em> -precisa Andorlini- <em>ma dà delle risposte precise a delle richieste impellenti”.</em> E poiché un altro tema che sta o dovrebbe stare a cuore dei giovani che lottano in un mercato del lavoro sempre più difficile è l&#8217;aiuto all&#8217;imprenditoria, a dicembre partirà l&#8217;ultima azione, quella dedicata proprio all&#8217;incentivo delle startup giovanili. Il tutto per riuscire a riportare una delle categorie oggi più colpite dalla crisi alla dimensione della cittadinanza, che sola le permette di esprimersi e realizzarsi nel confronto con le strutture sociali e amministrative.</p>
<p><em>“L&#8217;ufficio predisposto dalla Regione a questo fine conta una decina di persone</em> -conclude Andorlini-<em> il cui scopo principale, oltre all&#8217;attuazione delle azioni, è la mediazione coi cittadini e la ricezione delle istanze”.</em> Il funzionamento di Giovanisì infatti si caratterizza per il suo essere in progress: ad ogni azione viene associata la raccolta di schede di valutazione che permetteranno di capire, per ogni singola fase, fino a che punto l&#8217;azione è stata efficace e cosa eventualmente cambiare nella fase successiva.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.volontariatoggi.info/author/michele-barghini/"><strong>Michele Barghini</strong> </a></p>
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		<title>Welfare e tagli: la sfida della Cooperazione sociale toscana</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 08:55:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5103" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/10/edificare.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-5103" title="edificare" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/10/edificare-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">ph. loungerie (cc flickr)</p></div>
<p><strong>FIRENZE.</strong> Quali prospettive di sviluppo per il welfare e la Cooperazione sociale toscana in tempi di tagli trasversali da parte del governo? Da questo interrogativo prenderà le mosse l&#8217;incontro<em> &#8220;Il futuro della Cooperazione sociale: un impegno, una sfida&#8221;</em>, in programma mercoledì 5 ottobre all&#8217;Auditorium di Sant&#8217;Apollonia a Firenze, a partire dalle 9.30. La tavola rotonda è organizzata dai settori sociali delle tre centrali aderenti all&#8217;Alleanza delle Cooperative Italiane -Legacoop, Agci e Confcooperative- per festeggiare i primi vent&#8217;anni delle cooperative sociali, nate ufficialmente nel novembre del &#8217;91, quando venne promulgata la legge 381 che ne definì gli scopi e l&#8217;ordinamento. <span id="more-5102"></span></p>
<p>Da allora, con 538 cooperative aggregate, la Cooperazione sociale toscana è arrivata a contare 19.874 soci, 22.041 addetti (di questi, ben 16.079 sono donne) e un fatturato annuo di 681 milioni di euro. Risultati che oggi devono confrontarsi con i tagli del governo.<em> &#8220;Coniugare il welfare al futuro richiede adesso un particolare sforzo di analisi e creatività: c&#8217;è da fare i conti con un governo nazionale che azzera il Fondo per gli immigrati, per i servizi all’infanzia e per la non autosufficienza e porta il Fondo per le politiche sociali dai 929 milioni del 2008 ai 273 del 2011&#8243;</em>, afferma <strong>Eleonora Vanni</strong>, responsabile regionale di Legacoopsociali.</p>
<p>L&#8217;incontro, che sarà presieduto dal responsabile regionale di Agci Solidarietà, Federico Pericoli, avrà inizio alle 9.30 con i saluti del portavoce regionale dell’Aci, <strong>Alessandro Giaconi</strong>. Alle 10, la responsabile regionale di Legacoopsociali, <strong>Eleonora Vanni</strong>, illustrerà la relazione di apertura. In seguito, alle 10.20, si terrà l’intervento del presidente della Regione Toscana, <strong>Enrico Rossi</strong>.</p>
<p>Alle 11, si svolgerà la tavola rotonda Lavoro, coesione sociale, democrazia economica: tre buoni motivi per coinvolgere la cooperazione sociale nel welfare locale. Interverranno <strong>Luca Righi</strong>, professore di Diritto Amministrativo all’Università di Pisa, <strong>Luca Bagnoli</strong>, professore di Scienze Aziendali all’Università di Firenze, <strong>Alessandro Petretto</strong>, professore di Economia Pubblica all’Università di Firenze e <strong>Giorgio Del Ghingaro</strong>, responsabile welfare e sanità Anci Toscana e sindaco di Capannori. I relatori saranno moderati dal giornalista <strong>Raffaele Palumbo</strong>. Le conclusioni, prima del termine dei lavori, alle 13.30, saranno affidate a <strong>Paolo Moroso</strong>, Presidente di Federsolidarietà.</p>
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		<title>Sanità toscana, Scaramuccia lancia allarme: &#8220;il problema non è la spesa, ma la tenuta&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 15:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4964" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/09/volwelfare5.jpg"><img class="size-medium wp-image-4964" title="volwelfare5" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/09/volwelfare5-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a><p class="wp-caption-text">Scaramuccia, Corsinovi e Petrucci</p></div>
<p><strong>MONTECATINI TERME.</strong> E&#8217; di origini piemontesi, ma dimostra di aver imparato a conoscere bene la Toscana. <strong>Daniela Scaramuccia</strong> è nata a Ivrea e cresciuta a Tavagnasco. Oggi è assessore alla salute della Regione governata da <strong>Enrico Rossi</strong>. Intervenendo al seminario &#8220;Volontariato e politiche di welfare in Toscana&#8221; promosso da Cesvot -avrebbe dovuto esserci anche il governatore Rossi, che si giustifica- lusinga il volontariato e lancia l&#8217;allarme: <em>&#8220;non si può andare avanti così&#8221;</em>. <span id="more-4957"></span></p>
<p><em>&#8220;Della Toscana mi ha colpito il volontariato, così ben radicato. Un elemento che è parte determinante della realtà locale&#8221;</em>, aggiunge la Scaramuccia. <em>&#8220;Si tratta di una ricchezza che è anche peculiarità della regione. Il volontariato? E&#8217; parte integrante del nostro sistema. Ma siamo di fronte a un cambiamento epocale: il nostro problema non è il costo dei servizi, bensì il Pil. I soldi non ci sono&#8221;. </em></p>
<p>L&#8217;assessore ricorda come il sistema sanitario nazionale sia fra i più economici al mondo.<em> &#8220;Quindi il problema non è la spesa, e neppure la crescita. Ora il problema è la &#8216;tenuta&#8217;. Abbiamo una rete familiare, sociale e di volontariato che mantiene accettabile la situazione. Ma non crogioliamoci sugli allori&#8221;</em> spiega la Scaramuccia alle associazioni toscane. <em>&#8220;Quest&#8217;anno abbiamo per la prima volta meno risorse dell&#8217;anno precedente. Il sanitario, insieme al volontariato, diventa poi il collettore di tutti i problemi di cui nessuno riesce a farsi carico. Il problema è serio&#8221;</em>.</p>
<p>Per la Scaramuccia <em>&#8220;non si può andare avanti cosi. I tagli ripetuti stanno &#8216;fiaccando&#8217; le nostre possibilità. E&#8217; la rete sociale che fa la differenza. Non credo nella definizione delle priorità. Almeno in questo settore. Sono consapeole di un possibile miglioramento </em>-aggiunge- <em>ma è importante lavorare insieme. Sono due le barriere da superare: la fiducia reciproca fra volontariato e istituzioni e la capacità di mettersi in discussione&#8221;</em>.</p>
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		<title>Il Forum toscano incontra Enrico Rossi</title>
		<link>http://www.volontariatoggi.info/2010/02/26/il-forum-toscano-incontra-enrico-rossi/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 12:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terzo Settore]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Forum del terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Salvadori]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[FIRENZE. Il Forum toscano del Terzo Settore incontrerà domenica 28 febbraio il candidato alla presidenza della Regione Toscana Enrico Rossi in Piazza dei Ciompi 11, a Firenze. All&#8217;incontro sarà presentre anche l&#8217;assessore regionale alle politiche sociali, Gianni Salvadori. Quella che segue è la lettera aperta che il forum consegnerà a Rossi. &#8220;Il Forum Toscano del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_517" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/02/Gianni-Salvadori-e-Enrico-Rossi-a-Filigrane.jpg"><img class="size-medium wp-image-517" style="margin: 2px 5px;" title="Gianni Salvadori e Enrico Rossi a Filigrane" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/02/Gianni-Salvadori-e-Enrico-Rossi-a-Filigrane-300x200.jpg" alt="" width="240" height="160" /></a><p class="wp-caption-text">Salvadori e Rossi in una foto di Gianluca Ermanno</p></div>
<p><strong>FIRENZE.</strong> Il <strong>Forum toscano del Terzo Settore</strong> incontrerà domenica 28 febbraio il candidato alla presidenza della Regione Toscana <strong>Enrico Rossi</strong> in Piazza dei Ciompi 11, a Firenze. All&#8217;incontro sarà presentre anche l&#8217;assessore regionale alle politiche sociali, <strong>Gianni Salvadori</strong>. Quella che segue è la lettera aperta che il forum consegnerà a Rossi.<span id="more-516"></span></p>
<p><em>&#8220;Il Forum Toscano del Terzo settore</em> &#8211; si legge nel testo &#8211; <em>è <strong>attivo in Toscana dal 2000</strong> e rappresenta le maggiori realtà dell’associazionismo, della cooperazione e del volontariato. Ne fanno parte: Acli, Agesci, Arci, Anpas, Avis, Auser, CNCA, CNV (Centro Nazionale Volontariato), Federsolidarietà-Confcooperative, Legacoop (ANTSC), Legambiente, Libera, MCL, Movimento Consumatori Toscano, Confederazione italiana delle Misericordie, Uisp ed altre associazioni hanno già chiesto di farne parte. Il Forum ha rapporti con gli enti locali e in particolar modo con la Regione Toscana, con cui ha stipulato un Protocollo d’intesa nel 2003. Scopo del Forum è di farsi <strong>portavoce delle esigenze e delle richieste del terzo settore</strong> che rappresenta. Il terzo settore svolge attività fondamentali per il benessere dei cittadini. C’è una straordinaria complessità di offerte. Da servizi irrinunciabili  che si misurano con situazioni difficili e che interessano tutte le categorie di persone, ad attività via via più semplici che riguardano l’intrattenimento e la socialità, ma che sono spesso fondamentali per definire la cultura diffusa e l’identità di un territorio. Esiste una rivendicazione che attraversa, in maniera trasversale, le strutture che operano nel terzo settore. E’ la richiesta alle istituzioni di essere attente e tutelare gli interventi sociali intendendo con questo termine un ampio settore che comprende attività socioculturali, sociosanitarie, ambientali, ricreative, sportive.</em></p>
<p><em>Queste attività sono molto apprezzate e praticate dai cittadini. Tutte le inchieste dimostrano lo straordinario consenso di cui godono questi interventi e le associazioni che li organizzano. Ma sono spesso vissute dalle istituzioni pubbliche come &#8216;un lusso&#8217;, un aspetto interessante ma superfluo. Basti solo pensare quanti anni ci sono voluti per arrivare a riconoscere l’esistenza di &#8216;un terzo settore&#8217;, con <strong>peculiarità diverse dal pubblico e dal privato</strong> nonostante che alcune associazioni siano attive da centinaia di anni.</em></p>
<p><em>La riprova dell’importanza del terzo settore la si ha proprio analizzando le <strong>difficoltà che emergono nei territori carenti di una vita associativa democratica</strong>. In quei luoghi si assiste ad un moltiplicarsi delle marginalità e contraddizioni. In realtà la presenza del terzo settore amplifica la dimensione, le competenze e la qualità dello spazio pubblico.</em></p>
<p><em>Questo mondo pone una domanda di protagonismo alle istituzioni che comporta una riforma della vita pubblica. Si sono moltiplicati i modi, i luoghi e gli attori della società civile. Non siamo contro i partiti, che devono riformarsi, ma hanno una funzione importantissima per i percorsi democratici di una comunità. Si deve, tuttavia, prendere atto che, in forme da definire, occorre trovare strumenti nuovi, che prevedano una cessione di sovranità alle associazioni su alcune materie e che non si limitino alla sola consultazione ma che prevedano un ruolo più forte e decisionale del mondo associativo. Si tratta di un tema delicato e difficile. L’obbiettivo non è quello di una difesa corporativa del terzo settore, ma di <strong>facilitare la partecipazione dei cittadini e aumentare la qualità dei servizi del welfare</strong>.</em></p>
<p><em>L’utilità del terzo settore emerge ancora con maggiore forza in periodi di crisi come quello attuale. Ci sono meno risorse economiche, aumentano le tensioni soprattutto tra i settori più fragili di popolazione, si moltiplica la richiesta di servizi sociali. Occorre saper gestire i conflitti, bisogna costruire nuovi modelli di comunità ancorati a valori condivisi, occorre rafforzare i legami sociali, i percorsi di partecipazione e gli interventi di solidarietà. Si combattono la precarietà e le paure anche scommettendo sulla qualità delle relazioni tra gli uomini. Per tutto questo il terzo settore può rappresentare una risorsa straordinaria. Esso va vissuto come uno strumento che fa crescere la qualità dello spazio pubblico e le offerte del welfare locale e non come mero fattore di risparmio economico.</em></p>
<p><em>Va inoltre sottolineato che la grande diffusione del terzo settore è una peculiarità toscana. Da noi infatti, come in nessun altra regione d’Europa, esiste un tessuto diffuso e tradizionale di associazioni in tutti i campi di intervento sociale, con orientamenti culturali e religiosi diversificati e con un pluralismo di riferimento politico. Convivono insieme e si rafforzano a vicenda piccoli gruppi di  interesse locale e grandi sistemi associativi, che sviluppano al loro interno volontariato, partecipazione, professionalità, impresa e che rappresentano un importante bacino di posti di lavoro. Non va sottovalutato che il terzo settore per sua natura ha bisogno di lavoro svolto da persone assai più che industria e agricoltura, che tendono a sostituire l’intervento umano con l’utilizzo di tecnologie. Per questi  motivi illustri economisti ipotizzano per il futuro il terzo settore come uno dei pochi ambiti capaci di produrre posti di lavoro.</em></p>
<p><em>Naturalmente <strong>sottolineare le potenzialità del terzo settore toscano non equivale a non vedere anche le criticità</strong>. Per svolgere un ruolo significativo nella società toscana le associazioni, a partire da quelle più estese e complesse, devono fare un salto di qualità. Il rinnovamento deve essere anzi una tendenza sempre presente nelle associazioni per renderle adeguate a rispondere alle sfide della società moderna, che è in rapido e spesso difficile processo di trasformazione. Nascono strumenti che possono aiutare questi percorsi. Segnaliamo con favore il fatto che sia nata a Siena una Fondazione dedicata al terzo settore e con cui il Forum ha aperto una proficua collaborazione&#8221;.</em></p>
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