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	<title>VolontariatOggi.info&#187; Franco Frattini</title>
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	<description>Il webmagazine del volontariato edito dal Cnv</description>
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		<title>Tremonti e Frattini a Monaco con la Sant&#8217;Egidio. Critiche ai banchieri e alla democrazia &#8220;esportata&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 09:45:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Welfare]]></category>
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		<description><![CDATA[MONACO DI BAVIERA. Gli incontri per la pace cambiano il mondo? “E qual’è l’alternativa?”, risponde con una domanda l&#8217;Arcivescovo di Monaco-Frisinga Cardinale Rehinard Marx al meeting promosso dalla Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con la diocesi bavarese. A Monaco intervengono anche i ministri Giulio Tremonti (&#8220;Un errore dei governi lasciar fare le regole ai banchieri&#8221;) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4773" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/09/tremonti.jpg"><img class="size-medium wp-image-4773" title="tremonti" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/09/tremonti-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">ph. UK in Italy (cc flickr)</p></div>
<p><strong>MONACO DI BAVIERA.</strong> Gli incontri per la pace cambiano il mondo? <em>“E qual’è l’alternativa?”</em>, risponde con una domanda l&#8217;Arcivescovo di Monaco-Frisinga Cardinale <strong>Rehinard Marx</strong> al meeting promosso dalla Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con la diocesi bavarese. A Monaco intervengono anche i ministri <strong>Giulio Tremonti</strong> (<em>&#8220;Un errore dei governi lasciar fare le regole ai banchieri&#8221;</em>) e <strong>Franco Frattini</strong> (<em>&#8220;La democrazia non si esporta&#8221;</em>). Così, mentre Marx non si fa <em>&#8220;illusioni sulla difficoltà dei processi di cambiamento&#8221; </em>e invita a non essere <em>&#8220;fatalisti, ma impegnati per la pace e la giustizia&#8221;</em>, Tremonti interviene sulla crisi. <em>&#8220;La politica </em>-ha detto il ministro del tesoro- <em>ha fatto due errori fondamentali nell’affrontare la crisi economica: ha ceduto alle banche come sistema, affidando ai banchieri la scrittura delle regole e ha pensato che si fosse di fronte ad un ciclo economico piuttosto che davanti a un cambiamento epocale&#8221;</em>. <span id="more-4772"></span></p>
<p><em>&#8220;Non siamo di fronte a una rivolta, ma ad una rivoluzione&#8221; </em>ha aggiunto <strong>Tremonti</strong> paragonando la situazione finanziaria internazionale alla Francia del 1789. Per il Ministro italiano il cambiamento è avvenuto troppo rapidamente: in soli vent’anni la visione<em> &#8220;globalizzazione, mercato e denaro, è stata capace di soppiantare quella di &#8216;liberté, egalité, fraternité&#8217;. Davanti a questa discontinuità epocale il rischio di avere davanti dei secoli bui è reale, a meno di non intervenire con prontezza&#8221;</em>. Da ultimo Tremonti ha detto che <em>&#8220;il mondo finanziario è entrato in una sorta di anomia, un mondo in cui l’unica regola è che non ci sono regole&#8221;</em>, mentre il bene comune non può che avere alla sua base un rispetto delle regole e investimenti per servizi e beni di pubblica utilità.</p>
<p><em>&#8220;E’ stata un’illusione pensare che un partenariato di convenienza con un dittatore avrebbe garantito a noi la sicurezza&#8221;,</em> ha detto invece il ministro degli esteri <strong>Franco Frattini</strong>. <em>&#8220;Non abbiamo alternative alla convivenza&#8221;</em>, spiega. Frattini loda la Turchia<em> &#8220;che ha avuto un grande coraggio nel restituire i beni confiscati alle minoranze religiose&#8221;</em>. La libertà di religione ha una proiezione sociale forte ed è componente essenziale della democrazia. A questo riguardo il ministro ha osservato che <em>&#8220;la democrazia non si esporta&#8221;.</em></p>
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		<title>Le rimesse dei migranti e gli impegni dell&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 07:57:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Sensi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politiche sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Frattini]]></category>
		<category><![CDATA[Manovra]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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		<description><![CDATA[ROMA. Reale o propagandistica che sia, l&#8217;ultima uscita sotto forma di proposta di emendamento da parte della Lega Nord di tassare le rimesse dei migranti per &#8220;fare cassa&#8221; smentisce il percorso che il governo italiano ha fatto in questi anni per facilitare l&#8217;invio del denaro dei lavoratori di origine straniera nei paesi d&#8217;origine. L&#8217;emendamento pare proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1440" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/11/euro_soldi_web-400x300.jpg"><img class="size-medium wp-image-1440" title="euro_soldi_web--400x300" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/11/euro_soldi_web-400x300-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Calano le donazioni per il terzo settore</p></div>
<p><strong>ROMA</strong>. Reale o propagandistica che sia, l&#8217;ultima uscita sotto forma di proposta di emendamento da parte della Lega Nord di tassare le <strong>rimesse </strong>dei migranti per &#8220;fare cassa&#8221; smentisce il percorso che il governo italiano ha fatto in questi anni per facilitare l&#8217;invio del denaro dei lavoratori di origine straniera nei paesi d&#8217;origine.<span id="more-4663"></span> L&#8217;emendamento pare proprio un tentativo da parte degli &#8220;imprenditori morali&#8221; che ci governano, di approfittare di un momento difficile, in cui da parte governativa si brancola nel buio, per fare un po&#8217; di casa (molto poca) e crearsi un po&#8217; di consenso.</p>
<p>Non potrebbe che essere così per varie ragioni. Il nuovo balzello prevederebbe un prelievo sui trasferimenti di denaro all&#8217;estero da parte di cittadini stranieri privi di matricola Inps e codice fiscale. In sostanza andrebbe a colpire, nella mente dell&#8217;ideatore, coloro che non hanno un lavoro regolare. Sarebbe un imposta di bollo da applicare ad ogni transazione con un prelievo del 2% ed ognuno di esso dovrebbe essere minimo 3 euro e quindi verrebbero acettate solo transazioni da 150 euro.</p>
<p>Non considerando che provvedimenti come questi faciliterebbero l&#8217;invio illegale -o forse sarebbe meglio dire &#8220;informale&#8221;- delle rimesse dei migranti nei paesi d&#8217;origine, tenendo a riferimento gli ultimi dati annuali sull&#8217;ammontare dei flussi, si potrebbe raccogliere una cifra molto bassa (intorno ai 100 milioni di euro).</p>
<p>Nel 2010 per la prima volta le rimesse degli immigrati residenti in Italia sono calate a causa della crisi: ogni straniero ha inviato in media al suo paese 1508 euro all&#8217;anno, erano 1734 nel 2009 secondo i dati della <strong><a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/">Fondazione Leone Moressa</a></strong> di Venezia. Le rimesse rappresentano oltre lo 0,41% del Prodotto interno lordo. Per i Paesi cosiddetti &#8220;in via di sviluppo&#8221; sono spesso la maggior fonte di entrate e sono frutto del lavoro, molte volte in condizioni indegne e con minori tutele, dei migranti nei paesi &#8220;sviluppati&#8221;.</p>
<p>Già qualche mese fa un deputato della Lega Nord, Gianluca Buonanno, aveva proposto di tassarle dell&#8217;1%.</p>
<p>Chissà che ne pensa di queste proposte il Ministro Franco Frattini che da diversi anni ha impegnato il governo italiano in sede internazionale a ridurre i costi dell&#8217;invio di denaro. Il Governo italiano, ma i giornali in questi giorni non ne parlano, ha infatti cercato di lavorare in un&#8217;altra direzione, avendo aderito ad un&#8217;iniziativa internazionale, denominata 5&#215;5, per ridurre del 5% i costi dimezzandoli in 5 anni. Un&#8217;iniziativa a cui il Ministro Frattini ha sempre detto di credere molto anche per far apparire un maggior impegno per i Paesi in via di sviluppo in un contesto di drastici tagli alla cooperazione. Le rimesse, peraltro, sono già &#8220;tassate&#8221; dal momento che le agenzie di money transfer trattengono, sottoforma di commissioni ed altri costi, in media il 10% secondo la Banca Mondiale.</p>
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		<title>Frattini alla Sant&#8217;Egidio per un accordo &#8220;internazionale&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 20:50:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Frattini]]></category>
		<category><![CDATA[Sant'Egidio]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà internazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA. Il 25 gennaio il ministro degli esteri Franco Frattini si è recato in visita presso la sede della Comunità di Sant’Egidio ed è stato accolto dai rappresentanti della comunità cattolica di Trastevere, nota per il suo impegno per la pace, per i diritti civili e le tante attività umanitarie e di solidarietà internazionale, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1815" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/01/franco-frattini.jpg"><img class="size-medium wp-image-1815" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/01/franco-frattini-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Franco Frattini</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> Il 25 gennaio il ministro degli esteri <strong>Franco Frattini</strong> si è recato in visita presso la sede della <strong>Comunità di Sant’Egidio</strong> ed è stato accolto dai rappresentanti della comunità cattolica di Trastevere, nota per il suo impegno per la pace, per i diritti civili e le tante attività umanitarie e di solidarietà internazionale, come la cura dell’Aids in Africa. Nel corso dell’incontro è stato firmato l’accordo relativo alle sedi e alle attività di carattere internazionale in Italia e all’estero della Comunità di Sant’Egidio.<span id="more-1805"></span></p>
<p>Il Ministero degli Esteri – si legge nel testo dell’accordo – riconosce che Sant’Egidio <em>“è un ente internazionale, autorevole ed indipendente da qualsiasi tendenza politica e particolarismo nazionale”.</em></p>
<p>Il riconoscimento è dettagliatamente illustrato nella lunga enumerazione di azioni che caratterizzano da decenni l’impegno di Sant’Egidio nel mondo:<em> “opera per la prevenzione delle crisi umanitarie e delle guerre interne ed esterne promuovendo colloqui e trattative per la pacificazione dei conflitti, come pure sperimentando la mediazione tra le parti intesa alla soluzione non contenziosa e comunque non violenta degli stati di belligeranza, dichiarati o di fatto che siano; svolge interventi di diplomazia riservata affinché specifici dossier trovino una soluzione adeguata al rispetto del principio di umanità, con particolare riguardo alla detenzione di singoli, alla esecuzione delle condanne ed alla cattura di ostaggi; è attivamente partecipe della lotta alla povertà ed è promotrice di vasti programmi di aiuto e di intervento nel campo della cooperazione, nonché in quello sanitario, sociale e dei diritti umani, in special modo nei Paesi in via di sviluppo”</em>.</p>
<p>Grazie all’accordo il Ministero si impegna a facilitare<em> “le attività a vocazione internazionale della Comunità a favore della pace e della solidarietà da svolgersi in Italia o all’estero, con impegno formale a rispettare sempre la piena indipendenza, l’imparzialità e terzietà, nonché l’autonomia d’intervento della Comunità”.</em></p>
<p>Il Ministro si è poi intrattenuto con la Comunità di Sant’Egidio conversando su argomenti di stretta attualità. E’ stato affrontato in particolare il tema della tutela e protezione dei cristiani in Medio Oriente, sottoposti a minacce ed intimidazioni.</p>
<p>La Comunità di Sant’Egidio ribadisce con forza la sua <strong>preoccupazione per la situazione di molte comunità cristiane in Oriente</strong>, che segue da tanto tempo con amicizia e viva partecipazione. Invita tutti ad una maggiore attenzione sulle loro condizioni di vita e sul loro disagio. Auspica che sia sollevato il velo di indifferenza che spesso le circonda. Sente il dovere di richiamare ad uno <strong>sforzo di maggiore dialogo con il variegato mondo dell’Islam</strong>, perché prevalgano da tutte le parti le ragioni di una sempre più necessaria e doverosa coabitazione e collaborazione, in vista di un mondo più pacifico e sicuro. Si impegna a sostenere gli sforzi di chi comprende che in Medio Oriente il destino comune di cristiani e musulmani è vivere insieme.</p>
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		<title>Mani Tese: &#8220;Cancelliamo il debito di Haiti&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 10:12:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
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		<description><![CDATA[MILANO. In concomitanza con la Conferenza dei Donatori che si è svolta a Montreal, in Canada, Mani Tese e la CRBM hanno scritto al governo italiano, nelle persone dei ministri Franco Frattini e Giulio Tremonti, per chiedere che in quel contesto si adoperi per la totale cancellazione del debito di Haiti. Sebbene lo scorso giugno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_384" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/02/haiti2.jpg"><img class="size-medium wp-image-384" style="margin: 2px 5px;" title="haiti2" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/02/haiti2-300x201.jpg" alt="" width="210" height="141" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di IFRC</p></div>
<p><strong>MILANO.</strong> In concomitanza con la <strong>Conferenza dei Donatori</strong> che si è svolta a <strong>Montreal</strong>, in Canada, <a href="http://www.manitese.it" target="_blank">Mani Tese</a> e la <a href="http://www.crbm.org/" target="_blank">CRBM</a> hanno scritto al governo italiano, nelle persone dei ministri <strong>Franco Frattini</strong> e <strong>Giulio Tremonti</strong>, per chiedere che in quel contesto si adoperi per la totale cancellazione del debito di Haiti. <span id="more-358"></span></p>
<p>Sebbene lo scorso giugno al martoriato Paese centroamericano siano già stati rimessi debiti per l’ammontare di <strong>1,2 miliardi di dollari</strong>, rimangono da pagare altri <strong>800 milioni</strong>. Oltre la metà di quella somma è dovuta al <strong>Fondo Monetario Internazionale</strong> (IMF) e alla <strong>Banca Interamericana di Sviluppo</strong> (IDB).</p>
<p>Il governo italiano rappresenta una voce autorevole nel Consiglio dei direttori esecutivi del Fondo e dell&#8217;IDB. Nei prossimi cinque anni Haiti dovrà pagare <strong>almeno 100 milioni di dollari</strong> in servizio del debito all&#8217;IMF e IDB, la stessa somma che il Fondo Monetario ha annunciato di voler prestare al Paese per fare fronte all&#8217;emergenza attuale.</p>
<p>Per questa ragione Mani Tese e CRBM domandano al nostro esecutivo di attivarsi per far sì che le due istituzioni multilaterali cancellino il debito immediatamente e senza alcuna condizione.</p>
<p>Per contribuire alla ricostruzione di Haiti c’è bisogno della <strong>concessione di aiuti a perdere</strong> (Grants) e <strong>non di crediti di aiuto che il governo</strong> di Port-au-Prince dovrebbe poi restituire. Tale iniziativa costituirebbe un segnale importante alla comunità dei donatori internazionali per non aumentare il debito estero del Paese, una possibilità questa che anche altri Governi europei stanno valutando.</p>
<p><em>“Se la comunità internazionale vuole davvero aiutare i milioni di sopravvissuti alla tragedia di Haiti,  la cancellazione immediata e incondizionata di tutto il debito estero del Paese è un atto dovuto di giustizia sociale, economica, ambientale e climatica”</em> ha dichiarato <strong>Elena Gerebizza</strong> della CRBM. <em>“Se il governo italiano è intenzionato a dare un contributo efficace alla ricostruzione, deve impegnarsi a finanziare gli interventi di base necessari con grants e non con prestiti che riporterebbero Haiti nella spirale del debito”</em> ha concluso la Gerebizza.</p>
<p>c.s.</p>
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