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	<title>VolontariatOggi.info&#187; Legge</title>
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	<description>Il webmagazine del volontariato edito dal Cnv</description>
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		<title>Una &#8220;ghigliottina&#8221; per il volontariato internazionale</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 16:11:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terzo Settore]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Olivero]]></category>
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		<description><![CDATA[ROMA. Nel silenzio e nella distrazione generale lo scorso 12 luglio il Consiglio dei Ministri ha varato il D.L. n°107/11 con il quale azzera, di fatto, il volontariato impegnato nei Paesi in via di sviluppo, dopo che già aveva ulteriormente tagliato i fondi a quello impegnato in Italia. E’ bastato introdurre nel decreto di proroga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4276" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/07/bambini-cifa.jpg"><img class="size-medium wp-image-4276" title="bambini-cifa" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/07/bambini-cifa-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">ph. Cifa Onlus (cc flickr)</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> Nel silenzio e nella distrazione generale lo scorso 12 luglio il Consiglio dei Ministri ha varato il D.L. n°107/11 con il quale azzera, di fatto, il volontariato impegnato nei Paesi in via di sviluppo, dopo che già aveva ulteriormente tagliato i fondi a quello impegnato in Italia. E’ bastato introdurre nel decreto di proroga delle missioni militari all’estero due articoli che eliminano le figure dei volontari e dei cooperanti previsti nella Legge 49/87 sulla cooperazione internazionale. <span id="more-4275"></span></p>
<p>Si tratta dei commi 14 e 15 dell’articolo 3 del nuovo D.L. n°107/11 che prevedono l’abrogazione degli articoli 32 e 34 della Legge citata, ovvero di quelle norme che regolano l’invio di cooperanti italiani in progetti di sviluppo nei Sud del mondo, eliminando al contempo i benefici e le garanzie di cui godono e andando a colpire, in particolar modo, le coperture previdenziali e assicurative dei volontari cooperanti.</p>
<p><em>&#8220;Questo provvedimento di modifica</em> -dichiara <strong>Andrea Olivero</strong>, portavoce del Forum del Terzo Settore- <em>messo in atto all’insaputa degli organismi che avrebbero dovuto essere coinvolti, ha delle conseguenze che non possiamo accettare. Ancora una volta il Governo ha agito senza ascoltare la voce dei diretti interessati, con un’azione che rischia di mandare all’aria la lunghissima tradizione della cooperazione internazionale, e abbandonando a se stessa quella vastissima risorsa che lavora per il nostro Paese e per i Paesi in via di Sviluppo, che si chiama volontariato&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Tra il tra il 2008 e il 2011</em> -dichiara <strong>Sergio Marelli</strong>, coordinatore della Consulta Relazioni Internazionali del Forum-<em> i finanziamenti previsti per le iniziative di cooperazione allo sviluppo sono passati da 94 milioni di euro a poco più di 11. Un sacrificio assurdo e inutile, che fa risparmiare al paese solo pochi milioni di Euro, attuato in un momento in cui già scarseggiano principi morali ed etici, cultura della responsabilità e senso di solidarietà con i più deboli&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Chiediamo alle forze politiche di maggioranza e opposizione</em> -conclude Olivero- <em>che in sede di approvazione parlamentare i due commi 14 e 15 vengano ritirati e che vengano aperti dei tavoli di confronto con le parti interessate&#8221;.</em></p>
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		<title>A rischio la legge 266 sul volontariato</title>
		<link>http://www.volontariatoggi.info/2010/10/18/a-rischio-la-legge-266-sul-colontariato/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 12:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1364" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/10/montagna-266.jpg"><img class="size-medium wp-image-1364" title="montagna-266" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/10/montagna-266-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">ph. syntheticpanda (cc flickr)</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> Il Forum del Terzo Settore, la Consulta Nazionale del Volontariato presso il Forum, la Convol &#8211; Conferenza Permanente Presidenti Associazioni e Federazioni Nazionali di Volontariato e Csv.net &#8211; ossia l’intero panorama delle organizzazioni che in Italia rappresentano il mondo del volontariato e del privato sociale &#8211; esprimono profonda preoccupazione e dissenso in merito alle <strong>ipotesi di modifica della legge quadro del volontariato (n. 266/91) attraverso l’art. 5 del Progetto di legge n. C41 (territori montani).</strong> Preoccupa fortemente che le norme che si stanno definendo utilizzino risorse ordinarie, già destinate al volontariato, per altre attività, anche se significative.<span id="more-1362"></span></p>
<p>Il fronte di impatto maggiore è l’abnorme ampliamento del numero di fruitori dei Centri di servizio per il volontariato, istituiti dall’art.15 della Legge 266/91 per sostenere l’attività delle organizzazioni del volontariato (oggi circa 40.000 tra iscritte e non iscritte ai registri regionali).</p>
<p>In particolare <strong>la modifica prevede</strong>: di aggiungere a chi gestisce i Csv e a chi usufruisce dei loro servizi, oltre alle organizzazioni di volontariato, anche tutte le onlus, le cooperative sociali, le associazioni sportive dilettantistiche, le associazioni bandistiche, i cori amatoriali, le filodrammatiche, le associazioni dilettantistiche di musica e danza popolare; di destinare almeno il 10% delle risorse ai Csv che operano in territori montani e di consentire che la quota eventualmente eccedente le loro attività di servizio venga utilizzata per acquistare attrezzature, materiali e mezzi il cui utilizzo sia strettamente connesso alle attività di natura sociale.</p>
<p>Si tenga inoltre presente che sul sistema di attuazione dell’art. 15 della legge 266/91 ci sono stati <strong>due accordi tra i soggetti coinvolti</strong> (Acri in rappresentanza delle Fondazioni, Forum del Terzo settore, Consulta Volontariato, Convol &#8211; Conferenza Permanente Presidenti Associazioni e Federazioni Nazionali di Volontariato, CSVnet, Consulta CoGe), nell’ottobre 2005 e nel giugno 2010, che hanno già individuato forme per ottimizzare il sistema, anche di fronte alle conseguenze dell&#8217;attuale crisi economica.</p>
<p>Un <strong>altro elemento di preoccupazione</strong> riguarda l’estensione della tipologia di progetti finanziabili dall’Osservatorio nazionale del Volontariato, con un bando per le organizzazioni di volontariato iscritte ai registri regionali del volontariato (oggi circa 22.000) per finanziare progetti innovativi sulle emergenze sociali. La modifica prevede che alle emergenze sociali, vocata area di azione dei progetti, vengano <strong>aggiunti interventi nei territori montani e nelle aree territorialmente marginali</strong>.</p>
<p>Riguardo al metodo, sorprende che <strong>su modifiche di tale impatto</strong> &#8211; che intervengono su uno strumento di sostegno destinato specificatamente al volontariato, ampliandolo a moltissimi altri soggetti senza modificare l’entità delle risorse disponibili &#8211; <strong>non si interpellino le organizzazioni che il mondo del volontariato collettivamente rappresentano</strong>.</p>
<p><em>&#8220;Spiace constatare come ancora una volta si tentino di modificare alcuni articoli della legge sul volontariato non affrontandola direttamente, ma attraverso modifiche singole inserite in provvedimenti normativi che si occupano di altri temi&#8221;</em> scrive il Forum in un comunicato sottoscritto da <strong>Andrea Olivero</strong> (portavoce), <strong>Fausto Casini</strong> (responsabile della Consulta Volontariato presso Forum Terzo Settore), <strong>Emma Cavallaro</strong> (presidente ConVol), <strong>Marco Granelli</strong> (presidente CSVnet).</p>
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		<title>Carcere: proposta di legge per ridurre il sovraffollamento</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 15:05:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Margara]]></category>
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		<description><![CDATA[PADOVA. &#8220;Ristretti Orizzonti&#8221; e &#8220;Radicali Italiani&#8221; hanno elaborato una proposta di legge con il duplice obiettivo di ridurre il grave sovraffollamento delle carceri italiane e di garantire una maggiore sicurezza alla società e che prevede l’introduzione di una nuova “misura alternativa”, chiamata “Patto per il reinserimento e la sicurezza sociale”. Le premesse della proposta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_239" class="wp-caption alignleft" style="width: 178px"><strong><strong><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2009/12/Carcere.jpg"><img class="size-medium wp-image-239" style="margin: 2px 7px;" title="Carcere" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2009/12/Carcere-300x228.jpg" alt="(foto di Daniel Zanini)" width="168" height="128" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">(foto di Daniel Zanini)</p></div>
<p><strong>PADOVA.</strong> <a href="http://www.ristretti.it/" target="_blank">&#8220;Ristretti Orizzonti&#8221;</a> e &#8220;Radicali Italiani&#8221; hanno elaborato una proposta di legge con il duplice obiettivo di <strong>ridurre il grave sovraffollamento</strong> delle carceri italiane e di <strong>garantire una maggiore sicurezza</strong> alla società e che prevede l’introduzione di una nuova “misura alternativa”, chiamata “Patto per il reinserimento e la sicurezza sociale”. <span id="more-237"></span></p>
<p>Le premesse della proposta di legge sono queste: nelle carceri, a fronte di <strong>43.000 posti disponibili</strong>, sono rinchiusi circa <strong>66.000 detenuti</strong> (in condizioni di attestata incostituzionalità). Di questi, oltre <strong>20.000 stanno</strong> scontando pene inferiori ai 3 anni; il <em><strong>“Piano carceri”</strong></em>, più volte annunciato come di imminente approvazione, in realtà non è ancora stato presentato in Consiglio dei Ministri e, comunque, non può certo garantire in tempi brevi la creazione dei 20.000 posti mancanti; la recidiva criminale (cioè la commissione di nuovi reati dopo l’espiazione di una pena) è molto più elevata tra i detenuti che scontano l’intera condanna in carcere (si verifica nel 69% dei casi), rispetto a quelli che scontano la parte finale della pena in affidamento ai Servizi Sociali (19% dei casi).</p>
<p>La proposta, alla cui stesura ha collaborato <strong>Alessandro Margara</strong>, già Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Giudice di Sorveglianza di Firenze, prevede che i detenuti possano stipulare un “Patto” con le istituzioni, nel quale si impegnano a rispettare tutte le prescrizioni che gli saranno imposte, compresa quella di svolgere gratuitamente una attività risarcitoria (sull’esempio dei <em>“lavori socialmente utili”</em> già previsti dalla legge) e ottenendo <em>“in cambio”</em> di scontare la parte finale della condanna fuori dal carcere, sotto la supervisione del Servizio Sociale. Chi non rispetta le regole, così sottoscritte, <strong>torna in carcere</strong>.</p>
<p>Potranno accedere a questa <em><strong>“misura alternativa”</strong></em> i detenuti con pena residua fino a 3 anni (2 per i recidivi), purché abbiano già scontato in carcere almeno metà della condanna, e che abbiano un domicilio certo e un lavoro.</p>
<p>I <strong>detenuti stranieri</strong>, con pena residua fino a 3 anni (2 per i recidivi) invece, potranno chiedere di essere rimpatriati, sottoscrivendo l’impegno a lasciare l’Italia e a non rientrarvi per almeno 5 anni; in caso contrario tornerebbero in carcere a scontare la condanna “sostituita” dall’espulsione.</p>
<p>La proposta prevede anche il <strong>coinvolgimento degli enti locali</strong>, che dovranno collaborare con i Servizi Sociali della Giustizia, soprattutto per quanto riguarda l’inserimento lavorativo dei detenuti, utilizzando anche 20.000.000 di euro attinti dalla Cassa delle ammende.</p>
<p><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2009/12/patto_reinserimento.pdf" target="_blank">Scarica la proposta di legge (pdf) &gt;&gt;&gt;</a></p>
<p>(c.s.)</p>
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