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	<title>VolontariatOggi.info&#187; Norina Ventre</title>
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	<description>Il webmagazine del volontariato edito dal Cnv</description>
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		<title>Brancaccio: &#8220;Grazie a Saviano. Un giorno le battaglie civili non avranno bisogno di scorte&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 12:16:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CAPO RIZZUTO (Crotone). “E’ possibile pensare ad una Calabria, ad un sud, ad un&#8217;Europa &#8216;diverse&#8217;. Che resistono alle pressioni, alle minacce, alle difficoltà. Questi posti sono pieni di gente come Norina Ventre. Siamo dalla stessa parte&#8221;, dice dal palco del convegno nazionale sulla povertà Giuseppe Brancaccio, membro dell’osservatorio regionale sulle povertà della Regione Campania. &#8220;E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1098" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/BRANCIACCIOISOLA.jpg"><img class="size-medium wp-image-1098" style="margin: 2px 4px;" title="BRANCIACCIOISOLA" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/BRANCIACCIOISOLA-300x255.jpg" alt="" width="240" height="204" /></a><p class="wp-caption-text">Giuseppe Brancaccio al convegno sulla povertà</p></div>
<p><strong>CAPO RIZZUTO (Crotone).</strong> <em>“E’ possibile pensare ad una Calabria, ad un sud, ad un&#8217;Europa &#8216;diverse&#8217;. Che resistono alle pressioni, alle minacce, alle difficoltà. Questi posti sono pieni di gente come Norina Ventre. Siamo dalla stessa parte&#8221;,</em> dice dal palco del convegno nazionale sulla povertà <strong>Giuseppe Brancaccio</strong>, membro dell’osservatorio regionale sulle povertà della Regione Campania. <em>&#8220;E sono grato a <strong>Roberto Saviano</strong>, che non si è lasciato intimidire&#8221;.</em><span id="more-1097"></span></p>
<p><em>&#8220;Pensando a lui e alle nostre terre</em> &#8211; aggiunge &#8211; <em>lavoriamo affinché nessuno, un giorno, abbia bisogno della scorta per fare delle battaglie civili”. </em>Bracaccio ha continuato così il suo intervento: <em>“Conosciamo una forte degradazione nella vita quotidiana: dovunque ci sia denaro pubblico c&#8217;è qualcuno a presidiare. La prima grande battaglia è quella di non accontentarci di essere onesti, ma di cominciare a far circolare in modo collaborativo l&#8217;idea di premiare le soluzioni più efficaci. Questo può renderci forti nella contrattualizzazione politica”.</em></p>
<p>Brancaccio ha poi spaziato sui concetti di sicurezza e <strong>precarietà</strong>, del peso della <strong>criminalità organizzata</strong>, della <strong>penetrazione sociale</strong>, soffermandosi sul fenomeno del controllo sociale della <strong>camorra</strong>, che supera le associazioni. <em>“Qui &#8216;povertà&#8217; significa strumentalizzazione delle debolezze&#8221;</em>, ha continuato. <em>&#8220;Possiamo avere un grande ruolo se insieme eroderemo il terreno di controllo rappresentando le istanze dei più deboli. Come? In prima istanza partendo dal basso. Ma guardando in alto. Norina ci insegna che è possibile disobbedire. In secondo luogo, poi, dovremmo promuovere e sostenere le microreti”.</em></p>
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		<title>Mamma Africa: &#8220;Ero sola, ma credo nell&#8217;unità del volontariato&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 11:41:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CAPO RIZZUTO (Crotone). Toccante l’intervento di Norina Ventre, meglio conosciuta come Mamma Africa, l’anziana donna della Piana di Gioia Tauro che durante i fatti di Rosarno si è prodigata per portare aiuto agli immigrati. “E’ la prima volta che mi metto a disposizione per parlare pubblicamente, grazie per l&#8217;invito&#8221; ha detto. &#8220;Sono una semplice cattolica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1087" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/NORINAISOLA2.jpg"><img class="size-medium wp-image-1087" style="margin: 2px 4px;" title="NORINAISOLA2" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/NORINAISOLA2-300x258.jpg" alt="" width="240" height="206" /></a><p class="wp-caption-text">Norina Ventre a Capo Rizzuto</p></div>
<p><strong>CAPO RIZZUTO (Crotone).</strong> Toccante l’intervento di <strong>Norina Ventre</strong>, meglio conosciuta come <em>Mamma Africa</em>, l’anziana donna della Piana di Gioia Tauro che durante i fatti di Rosarno si è prodigata per portare aiuto agli immigrati. <em>“E’ la prima volta che mi metto a disposizione per parlare pubblicamente, grazie per l&#8217;invito&#8221;</em> ha detto.<span id="more-1086"></span></p>
<p><em>&#8220;Sono una semplice cattolica che fa il suo dovere. Faccio piccole cose. Basterebbe volersi bene gli uni gli altri e volerne specialmente ai più bisognosi. Non c&#8217;è niente di più straordinario in tutto questo&#8230;”</em> prosegue Norina, intervenuta al convegno nazionale <strong>“Più solidarietà, meno povertà”</strong> (dal 27 al 29 maggio 2010) che, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è organizzato dal Centro nazionale per il volontariato in collaborazione con la Misericordia di Isola Capo Rizzuto nell’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale.</p>
<p>La donna ha poi raccontato la sua esperienza durante i tragici giorni di Rosarno: <em>“Ho fatto una mensa nella mia piccola campagna con tavoli e sedie trovati qua e là. Ho raccolto gli extracomunitari offrendogli un piatto di pasta calda, un pezzo di pane. Durante quelle terribili giornate, le istituzioni non esistevano affatto</em> – ha detto commossa – <em>gli immigrati si mettevano in fila per mangiare qualcosa, ma quando alla fine non c&#8217;era più nulla per quelli che stavano in fila, rimaneva solo lo sconforto. C’era e c&#8217;è tanto, tanto bisogno. Ma non abbiamo visto affatto le istituzioni&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Non vedevano. Non sapevano. Siamo abbandonati in Calabria”.</em> Mamma Africa &#8211; che, con un lamento, ha dichiarato di essersi sentita <em>&#8220;sola&#8221;</em> &#8211; ha concluso la sua testimonianza auspicando che <em>“tutte le associazioni possano rimanere unite per portare un contributo concreto e reale per i più bisognosi. Dobbiamo essere tutti uniti”.</em></p>
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		<title>Il bisogno di convivere</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 12:03:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di RITA CUTINI*] Rosarno 2010. Norina Ventre, 85 anni, calabrese, è detta &#8220;Mamma Africa&#8221;. Volontaria dell’Unitalsi, anima dell’associazione vedove di Oppido, dopo i terribili &#8220;giorni di Rosarno&#8221;, parlando con realismo del popolo di immigrati che da diversi anni vive nella sua terra calabra e da cui non si sente affatto minacciata, ha dichiarato al Tg1: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_984" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/Scuola-ditaliano-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-984" style="margin: 2px 4px;" title="Scuola d'italiano 2" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/Scuola-ditaliano-2-300x225.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Foto Misericordia Isola Capo Rizzuto</p></div>
<p>[di <strong>RITA CUTINI*</strong>] Rosarno 2010. <strong>Norina Ventre</strong>, 85 anni, calabrese, è detta <em>&#8220;Mamma Africa&#8221;</em>. Volontaria dell’Unitalsi, anima dell’associazione vedove di Oppido, dopo i terribili &#8220;giorni di Rosarno&#8221;, parlando con <strong>realismo</strong> del popolo di immigrati che da diversi anni vive nella sua terra calabra e da cui non si sente affatto minacciata, ha dichiarato al Tg1: <em>&#8220;Sono poveri ragazzi, venuti qui a spaccarsi la schiena nella raccolta; senza pane, senza coperte, senza un tetto e un fuoco che riscaldi&#8221;</em>. E poi ha concluso: <em>&#8220;Non voglio morire prima di vedere un centro di accoglienza in questa città&#8221;</em>.<span id="more-983"></span></p>
<p>Le parole di Norina sono rimbalzate sui blog, nei commenti delle persone comuni e degli specialisti, nelle pagine dei giornali e nelle conversazioni a tavola. Il suo sereno e solido buon senso e la sua esperienza sul campo ne fanno una vera &#8220;esperta dei problemi di immigrazione&#8221;, e ha convinto molti che una strada per vivere insieme è possibile.</p>
<p>I <strong>media</strong> -per una volta almeno- hanno messo sotto i fari dell’attenzione generale la <strong>bella storia di una donna, un’anziana, nella quale ci siamo riconosciuti</strong>. In lei si è riconosciuta la <strong>società civile</strong>, quella parte non certo trascurabile che irrobustisce le fila del grande e variegato mondo del <strong>volontariato</strong>.</p>
<p>Del mondo, cioè, che fa della <strong>solidarietà</strong> la cifra del suo impegno responsabile nella vita del nostro paese. Sì, ci siamo riconosciuti nella sua <strong>sensibilità concreta</strong>, fattiva, nel suo modo di guardare in faccia le persone, il suo modo non spaventato o irrazionale di guardare in faccia anche i grandi temi, quelli che attraversano la Storia. Quella con S maiuscola. Tutti lo dicono: <strong>quello dell’immigrazione è un processo epocale</strong>. Ma la vicenda di Norina qualcosa ci insegna: i &#8220;processi epocali&#8221; non ci passano sopra la testa. E non si tratta solo di subirli o di temerli. Passano per le strade di Rosarno e per le strade dove viviamo, dove abitiamo, dove soffriamo e dove ci divertiamo. Ed è lì che vanno fatte scelte coraggiose, che vanno costruiti i percorsi, i ponti, i tessuti sociali di una vita insieme che non solo è possibile ma necessaria.</p>
<p><strong>La paura, l’irrazionalità, peggio ancora la violenza e il razzismo, non sono certo i metodi migliori per comprendere e governare i grandi fenomeni storici</strong>. Norina, la sua solidarietà, la sua accoglienza, la sua convinta e fattiva opera di incontro, si inserisce nel flusso degli avvenimenti storici senza subirli ma orientandoli. Li comprende con un intuito sicuro che guarda al futuro con scanzonata fiducia: <em>&#8220;Quando morirò, ho detto ai miei amici che voglio essere accompagnata da loro. E come?, mi hanno chiesto. Ballando, ho risposto io. Ta-dan, ta-dan, ta-dan&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Ta-dan.</strong> È il suono dei tamburi africani; e quelle che -lei spera- la porteranno nell’ultimo viaggio della sua vita, sono le spalle di nuovi cittadini, poveri ragazzi  venuti qui per cercare un futuro, per Norina figli inaspettati venuti da terre lontane.</p>
<p>I giornali hanno riportata la notizia che qualcuno, per rabbia, per stupidità, ha fracassato i tavoli della &#8220;mensa&#8221; di Norina. Il gesto vandalico sembra essere un inconsapevole commento iconico &#8220;dei giorni di Rosarno&#8221;. E ne rappresenta, meglio di qualsiasi altra spiegazione, la grave carica emblematica.</p>
<p>I tavoli spezzati di Norina -o di &#8220;Mamma Africa&#8221;, se si preferisce- sono un po’ il <strong>simbolo di una convivenza</strong>, di una allegra convivialità, vorrei dire ‘orrendamente spezzata’, che attende di essere presto ricostruita.</p>
<p>Eccoci. Siamo con Norina a ricostruire i tavoli della sua mensa. <strong>Tutta la società civile è con lei a ricostruire, insieme ai tavoli, quel clima di convivenza</strong>, di serena convivialità, di accoglienza e di fiducia nel futuro di cui si sente tanto la necessità. Oggi più che mai.</p>
<p><em><strong>* vicepresidente del Cnv &#8211; Comunità di Sant’Egidio</strong></em></p>
<p><em>Articolo pubblicato su <strong>Volontariato Oggi n. 1 &#8211; 2010</strong>. Te l&#8217;eri perso? Allora <a href="http://www.volontariatoggi.info/volontariato-oggi/archivio-arretrati"><strong>scaricalo</strong></a> o <strong><a href="http://www.volontariatoggi.info/volontariato-oggi/abbonamenti">abbonati</a></strong>.</em></p>
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