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	<title>VolontariatOggi.info&#187; Ong</title>
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	<description>Il webmagazine del volontariato edito dal Cnv</description>
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		<title>Le Ong contro il Governo. Scontro sull&#8217;8 per mille</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 17:12:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA. E’ partito dal web l’appello degli operatori della cooperazione e della solidarietà internazionale al seguito &#8220;dello scippo dei 145 milioni del fondo 8 per mille a gestione statale che il Governo Monti -dicono- ha deciso di dirottare a usi diversi da quelli previsti per legge&#8221;. Il sito bandiong.it ha lanciato la mobilitazione a partire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6352" class="wp-caption alignleft" style="width: 209px"><a href="http://www.flickr.com/photos/friendsofeurope/6244406141"><img class="size-medium wp-image-6352" title="mariomonti" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/01/mariomonti-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">ph. FriendsofEurope (cc flickr)</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> E’ partito dal web l’appello degli operatori della cooperazione e della solidarietà internazionale al seguito <em>&#8220;dello scippo dei 145 milioni del fondo 8 per mille a gestione statale che il Governo Monti</em> -dicono- <em>ha deciso di dirottare a usi diversi da quelli previsti per legge&#8221;</em>. Il sito <a>bandiong.it</a> ha lanciato la mobilitazione a partire da Twitter ed ha raccolto le adesioni di 80 Ong italiane oltre che di decine operatori del settore. ActionAid, Cipsi, Link2007, Cini e altre reti regionali hanno rilanciato l’appello. <span id="more-6351"></span></p>
<p>Le Ong criticano la scelta dell’esecutivo di aver dirottato i fondi dell’ 8 per mille a copertura dei costi dell’emergenza carceraria, della protezione civile e dei &#8220;Buoni Vacanza&#8221; cancellando di fatto i fini previsti dalla legge 222/85 (fame nel mondo, beni culturali, assistenza rifugiati, calamità naturali) per i quali le Ong avevano presentato centinaia di proposte progettuali già a marzo 2011.</p>
<p>Il prossimo 15 marzo scadrà il termine per la presentazione di nuovi progetti, quelli per concorrere alla ripartizione dei fondi a gestione statale del 2012. Gli operatori chiedono <em>&#8220;assicurazioni preventive da parte del Governo sul rispetto dei termini di legge e della volontà dei contribuenti che hanno destinato a questi fini una parte delle loro tasse non firmando a favore delle chiese&#8221;</em>.</p>
<p>Le Ong esortano inoltre il Senato a procedere all’analisi di un disegno di legge che prevede norme più stringenti per il rispetto della destinazione dei fondi 8 per mille a diretta gestione statale.</p>
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		<title>L&#8217;oppressione della libertà in Azerbaigian nella primavera che &#8220;non sbocciò&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 11:59:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5703" class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><img class="size-full wp-image-5703" title="Jabbar_Savalan" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/11/Jabbar_Savalan.jpg" alt="" width="270" height="203" /><p class="wp-caption-text">Jabbar Savalan</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> Amnesty International ha diffuso oggi un rapporto, dal titolo <em>&#8220;La primavera che non sbocciò. La soppressione della libertà in Azerbaigian&#8221;,</em> in cui denuncia la repressione del dissenso ordita dalle autorità nel marzo di quest’anno. Attraverso un’ondata di intimidazioni, arresti e provvedimenti restrittivi nei confronti dei mezzi d’informazione indipendenti, le Organizzazioni non governative e i partiti di opposizione, le autorità azere hanno cercato di stroncare le proteste contro la corruzione, per le riforme e per i diritti umani.<span id="more-5702"></span></p>
<p>Da marzo, giovani attivisti ed esponenti dell’opposizione sono stati imprigionati sulla base di accuse pretestuose; giornalisti e difensori dei diritti umani hanno ricevuto minacce e intimidazioni. Amnesty International sollecita l’immediato rilascio di 17 prigionieri di coscienza, condannati in relazione alle proteste.</p>
<p><em>&#8220;Il giro di vite ha mandato un messaggio chiaro e calcolato: esprimere pubblicamente il dissenso e cercare di mobilitare l’opinione pubblica contro il governo non è tollerato&#8221;</em> ha affermato <strong>Natalia Nozadze</strong>, ricercatrice di Amnesty International sull’Azerbaigian.<em> &#8220;L’Unione europea e gli altri partner internazionali dell’Azerbaigian devono usare ogni opportunità per sollecitare il rilascio dei prigionieri di coscienza e la fine della soppressione delle proteste pacifiche, delle opinioni critiche e dell’opposizione politica&#8221;.</em></p>
<p>A marzo e aprile, centinaia di persone sono scese in piazza nella capitale Baku per chiedere riforme democratiche e maggiore rispetto per i diritti umani. Ispirati dalle proteste di massa del Medio Oriente e dell’Africa del Nord, gli attivisti dell’opposizione hanno usato i social media per organizzarsi e diffondere informazioni. Le autorità azere hanno reagito impedendo le proteste, prendendo di mira e arrestando blogger e attivisti.</p>
<p>All’indomani delle manifestazioni, 14 tra attivisti ed esponenti dei partiti di opposizione sono stati giudicati colpevoli di <em>&#8220;organizzazione e partecipazione a disordini pubblici&#8221;</em> e condannati a pene fino a tre anni di carcere. Amnesty International ritiene non vi siano prove che i condannati abbiano fatto qualcosa di più e di diverso dall’aver esercitato in modo legittimo il loro diritto alla libertà di espressione e di associazione nel tentativo di organizzare proteste pacifiche nel centro di Baku.</p>
<p>Quel giro di vite ha inasprito ancora di più l’approccio repressivo delle autorità. I mezzi d’informazione che si esprimono criticamente nei confronti del governo subiscono denunce civili e penali per diffamazione, mentre dal 2009 le emittenti straniere non possono piu’ trasmettere il loro segnale.</p>
<p><strong>Ganimat Zahib</strong>, direttore del quotidiano Azadlig, vicino all’opposizione, ha detto ad Amnesty International: <em>&#8220;Il governo sta stringendo il cappio nei confronti di ogni forma di comunicazione, limitando l’accesso alle informazioni e alla stampa cartacea e la distribuzione degli organi di stampa indipendenti, lasciando in questo modo l’opinione pubblica al buio. Ci affidiamo sempre di più ai social media per riempire il vuoto di un dibattito informato&#8221;.</em></p>
<p>Il governo sta attualmente esaminando proposte di legge che potrebbero restringere l’accesso degli utenti di Internet alle informazioni online e introdurre il reato di <em>&#8220;disinformazione&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;L’effetto cumulativo di queste pratiche, insieme alla consolidata impunità delle autorità, ha instillato un clima di paura e di autocensura nella società azera che si è fermata, se non addirittura ha fatto un passo indietro, nel cammino verso una democrazia stabile&#8221;</em> ha commentato Nozadze. <em>&#8220;In un paese ricco di petrolio, 20 anni di indipendenza, prosperità economica e relativa stabilità non si sono tradotti in maggiori libertà fondamentali per i cittadini. Nel frattempo, il consolidamento di un potere autoritario dell’ultimo decennio è stato ignorato ampiamente dal mondo esterno&#8221;</em> ha aggiunto. <em>&#8220;Le autorità azere devono invertire questa tendenza e i loro partner internazionali devono rendere chiaro che non faranno accordi con chi compie violazioni dei diritti umani&#8221;.</em></p>
<p><strong>Alcuni casi -</strong> A febbraio, <strong>Jabbar Savalan</strong>, studente di Storia e attivista dell’opposizione, è stato arrestato per aver condiviso su Facebook articoli critici nei confronti del governo e per aver usato i social media per promuovere proteste sul modello di quelle in corso in Medio Oriente e Africa del Nord. Durante la custodia di polizia, è stato picchiato e costretto a confessare il presunto possesso di marijuana, imputazione che gli è costata oltre due anni di carcere. Amnesty International lo considera prigioniero di coscienza.</p>
<p><strong>Bakhtiyar Hajiyev</strong>, attivista dell’opposizione e cofondatore di un gruppo Facebook, sorto per promuovere una protesta virtuale l’11 marzo contro la corruzione e l’oppressione governativa, è stato arrestato per tre volte a partire dal novembre 2010 per aver evaso gli obblighi di leva e per non aver rispettato l’obbligo di firma presso la polizia. Durante la custodia di polizia, è stato preso a pugni, strangolato e minacciato di stupro, denunce su cui non e’ in corso alcuna indagine. Il 18 maggio di quest’anno, è stato condannato a due anni di carcere per evasione degli obblighi di leva. Amnesty International lo considera prigioniero di coscienza.</p>
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		<title>Réportage dal Pakistan</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 12:49:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1227" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/09/pakistan.jpg"><img class="size-medium wp-image-1227" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/09/pakistan-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Foto United Nations Photo (cc flickr)</p></div>
<p>[di don <strong>PAOLO CRISTIANO</strong> e <strong>ROBERTO PIETROLUCCI</strong>*] <strong>CHARSADDA (Pakistan).</strong> Fa ancora molto caldo nella grande pianura attorno a Peshawar, eppure l’acqua non si è ancora del tutto asciugata. Di giorno la temperatura sfiora i 40 gradi. Alcuni campi sono screpolati o riarsi dal sole, altri sono una grande palude. Ora il fiume Indus dalle acque celesti e il più torbido Kabul scorrono tranquilli fino alla loro confluenza, ma i raccolti sono rovinati e i <strong>contadini temono di non poter gettare le sementi per l’anno prossimo</strong>. Uno scenario desolante si stende a perdita d’occhio nella città di Nowshera: molte case di semplici mattoni sono state <strong>invase dalla piena</strong> che ha superato i due metri d’altezza e ha rovinato tutto. I muri sono sfondati, i mobili marci.<span id="more-1226"></span> Tutti gli abitanti vivono in tendopoli piccole e grandi. Superati i primi giorni di emergenza, quando la popolazione si è dovuta rifugiare sui luoghi più alti, come le colline o il manto autostradale, ora si sono formate piccole e grandi tendopoli.</p>
<p>L’esercito e alcune ONG le gestiscono e forniscono un po’ di cibo, ma <strong>l’assistenza si ferma qui.</strong> Gli sfollati sono costretti a mangiare con le mani, a razionare l’acqua, a conservare con cura i pochi abiti rimediati. Non è facile vivere in una grande distesa di fango e di polvere, dopo aver perso ogni cosa.</p>
<p>Lo hanno raccontato con le lacrime agli occhi gli <strong>abitanti di una tendopoli a Charsadda</strong> (vicino Nowshera), 500 persone, per lo più bambini. Non hanno potuto festeggiare la fine del Ramadan a casa, come vuole la tradizione. Una nutrita delegazione della Comunità (una cinquantina di persone provenienti da tutto il Pakistan e da Roma) ha trascorso una giornata insieme a loro, distribuendo un kit di aiuti tenda per tenda. Siamo arrivati con un camion dalla capitale Islamabad, distante circa 130 Km; <strong>portavamo piatti, posate, bicchieri, secchi e caraffe per l’acqua, materassini e sacchi a pelo per rendere un po’ più dignitosa la permanenza nei campi.</strong></p>
<p>I bambini hanno ritrovato il sorriso quando ognuno di loro ha ricevuto una dose abbondante di dolci e succhi di frutta vitaminici per le festività islamiche. Bambine e ragazze si sono fatte decorare le mani con l’hennè da alcune donne della Comunità perché anche questo aiuta a ritrovare la normalità e il senso della festa. Gli adulti non vedevano l’ora di parlare, di raccontare, di abbracciare questi estranei che non parlano neanche la loro lingua: questa infatti è la regione dell’etnia Pashtun, e pochi conoscono l’urdu o l’inglese. <strong>Gli uomini sono commossi,  le donne pregano con le mani rivolte al cielo e ringraziano Allah.</strong></p>
<p>La <strong>distribuzione richiede tempo</strong>, i bambini ci seguono curiosi da una tenda all’altra, poi sono convocati in uno spazio riparato per giocare, cantare e ballare insieme. Si forma un enorme girotondo animato dai giovani della Comunità. Alcuni vogliono imparare qualche parola in italiano. Nell’aria si diffondono le canzoni della Scuola della Pace.</p>
<p>I canti svegliano da un sonno accaldato il piccolo <strong>Mansùr</strong>, nato meno di un mese fa nella tenda dalla giovane madre cui l’alluvione ha portato via tutta la famiglia. Mansùr (il Vittorioso, è il significato del suo nome) ce l’ha fatta a superare i suoi primi giorni di vita in queste condizioni. Con cura sua mamma gli ha cucito degli abitini ritagliati da una camicia e una gonna. Ma lui e gli altri bambini hanno bisogno di vestiti, zanzariere, medicine per le infezioni della pelle. Abbiamo registrato tutte le necessità più urgenti e torneremo a portare il necessario nei prossimi giorni.</p>
<p>Le loro famiglie hanno bisogno di una speranza per il futuro, <strong>chiedono di non essere dimenticati</strong>, di non essere abbandonati lì. Sperano che le scuole riaprano un giorno e si riempiano di nuovo dei loro figli. Sperano che i campi tornino a produrre quel minimo necessario con cui sono sempre andati avanti. Noi torneremo tra qualche giorno con altri aiuti e soprattutto con la promessa di non abbandonarli, ma di essere al loro fianco per la ricostruzione.</p>
<p><em><strong>* della Comunità di Sant&#8217;Egidio, che sta portando aiuti ai profughi dell&#8217;alluvione.</strong></em></p>
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		<title>Piemonte chiama mondo 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 10:59:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TORINO. Per il quarto anno consecutivo le 21 Organizzazioni Non Governative che aderiscono al Consorzio delle ONG Piemontesi promuovono, in collaborazione con enti locali, associazioni, parchi, università e molti altri enti piemontesi impegnati in progetti di cooperazione internazionale e di educazione per una cittadinanza mondiale, l’iniziativa “Piemonte chiama mondo 2010”. Per tutto il mese di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_778" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/04/Piemonte-chiama-mondo-2010.jpg"><img class="size-medium wp-image-778" style="margin: 2px 4px;" title="Piemonte chiama mondo 2010" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/04/Piemonte-chiama-mondo-2010-300x246.jpg" alt="" width="240" height="197" /></a><p class="wp-caption-text">Piemonte chiama mondo 2010</p></div>
<p><strong>TORINO.</strong> Per il quarto anno consecutivo le 21 Organizzazioni Non Governative che aderiscono al <a href="http://www.ongpiemonte.it/" target="_blank">Consorzio delle ONG Piemontesi</a> promuovono, in collaborazione con enti locali, associazioni, parchi, università e molti altri enti piemontesi impegnati in progetti di cooperazione internazionale e di educazione per una cittadinanza mondiale, l’iniziativa <em><strong>“Piemonte chiama mondo 2010”. <span id="more-767"></span><br />
</strong></em></p>
<p>Per tutto il mese di maggio in diverse località piemontesi si svolgeranno oltre <strong>50 iniziative pubbliche</strong> per parlare di temi legati alla cooperazione e alla solidarietà internazionale, degli squilibri tra Nord e Sud del mondo e dei diritti umani: convegni, seminari, mostre e serate con musica.</p>
<p>Si parlerà in più occasioni di <strong>agricoltura</strong>, di <strong>salute</strong>, di <strong>diritti dell&#8217;infanzia</strong> e delle <strong>donne</strong> tra Nord e Sud del mondo, e si discuterà di pace, di conflitti, di partecipazione giovanile e di turismo responsabile, in Italia e all&#8217;estero. Non mancheranno eventi per affrontare le questioni ambientali e l’accesso all&#8217;acqua come bene comune. E nell&#8217;ambito di <em>Torino Capitale dei Giovani 2010</em> sono previste due giornate con workshop sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e sul citizen journalism, il giornalismo partecipativo.</p>
<p>Da ormai 4 anni, il Consorzio delle Ong Piemontesi coordina la comunicazione degli eventi organizzati nell’arco di un mese dalle Ong socie e i loro partner, per valorizzare in modo unitario l’impegno che queste associazioni dedicano ogni giorno &#8211; per tutto l’arco dell’anno e, molte di loro, da più di mezzo secolo &#8211; alla costruzione di una cultura di pace, tolleranza e solidarietà in Piemonte e in Italia, oltre che alla realizzazione di progetti di cooperazione internazionale a fianco di centinaia di partner nel resto del Mondo.</p>
<p>Le <strong>Ong del COP sono infatti impegnate, attualmente, in oltre 90 paesi</strong> in Africa, Medio Oriente, in America Latina, in Asia e in Europa dell’Est tentando di portare un contributo, a fianco dei loro partner, per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni locali, per promuovere la pace e il rispetto dei diritti umani, per proteggere l’ambiente…, e proprio sulla base di queste esperienze realizzano in Piemonte attività di educazione alla cittadinanza mondiale in scuole di ogni ordine e grado, organizzano eventi pubblici, collaborano con l’Università e altri enti per attività di ricerca e formazione dei giovani e, infine, offrono la loro collaborazione a quegli Enti Locali che con sempre maggiore convinzione decidono di impegnarsi in modo diretto in quella che viene definita<em> “cooperazione decentrata”</em>, ovvero la promozione di rapporti duraturi di amicizia e solidarietà tra territori del Nord e del Sud del Mondo, attraverso la collaborazione e lo scambio di esperienze tra soggetti omologhi (città con città, parchi con parchi, scuole con scuole, e via dicendo).</p>
<p>Il <a href="http://www.ongpiemonte.it/" target="_blank">COP &#8211; Consorzio delle Ong Piemontesi</a> nasce nel 1997 e dal 2004 collabora in particolare con la Regione Piemonte nell’ambito del <em>“Programma per la Sicurezza Alimentare e la Lotta alla Povertà in Africa Sub-sahariana”</em> per fornire assistenza tecnica agli Enti Locali e ai Parchi piemontesi che vi sono impegnati (il Programma vede la partecipazione di circa 800 soggetti piemontesi di varia natura).</p>
<p><em>“Piemonte chiama mondo 2010”</em> è su <a href="http://www.facebook.com/pages/PIEMONTE-chiama-MONDO/116644951695231?v=photos&amp;ref=ts#!/pages/PIEMONTE-chiama-MONDO/116644951695231?ref=nf" target="_blank">Facebook</a>.</p>
<p>c.s.</p>
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		<title>Haiti: raccolti 1,5 milioni di euro. Le donazionioni sono l&#8217;unico aiuto possibile</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 17:10:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA. Sono molte, moltissime le persone che in queste ore stanno contattando enti e associazioni organizzate per offrire la propria disponibilità a partire per Haiti come volontari. Purtroppo questo non è possibile. Almeno non in queste prime ore. Perché alla grave emergenza in corso e agli effetti catastrofici del terremoto si aggiunge il rischio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_329" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><strong><strong><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/01/Haiti2.jpg"><img class="size-medium wp-image-329" style="margin: 2px 7px;" title="Peacekeeping - MINUSTAH" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/01/Haiti2-300x199.jpg" alt="" width="210" height="139" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">United Nations Development Programme</p></div>
<p><strong> </strong><strong>ROMA.</strong> Sono molte, moltissime le persone che in queste ore stanno contattando enti e associazioni organizzate per offrire la propria <strong>disponibilità a partire</strong> per Haiti come volontari. Purtroppo <strong>questo non è possibile</strong>. Almeno non in queste prime ore. Perché alla grave emergenza in corso e agli effetti catastrofici del terremoto si aggiunge il rischio di epidemie e il problema &#8216;sicurezza&#8217; per chi sbarca sull&#8217;isola con i generi di prima necessità (cibo compreso). Nell&#8217;immediato futuro sarà forse possibile organizzare gli aiuti, coinvolgendo anche tutti coloro che oggi chiedono a gran voce di partire. Il nostro Paese si è sempre contraddistinto per la grande <strong>generosità</strong> dimostrata di fronte alle emergenze. Ma è altrettanto vero che una volta esaurita la spinta mediatica, spesso anche le passioni si raffreddano. Un disastro come quello che ha colpito Haiti non si risolverà in pochi giorni. Non in pochi mesi. Quindi tenete vivo il vostro desiderio. <strong>E nel frattempo, se lo desiderate, donate</strong>. Ecco cosa ha scritto <a href="http://www.agire.it" target="_blank">Agire</a>, l&#8217;Agenzia Italiana per la risposta alle emergenze che raggruppa alcune tra le più importanti e autorevoli organizzazioni non governative presenti in Italia. <span id="more-327"></span><em><br />
</em></p>
<p><em>&#8220;Nelle ultime ore la generosità degli italiani ha consentito ad <strong>Agire</strong> di raccogliere oltre un milione e mezzo di euro per assistere la popolazione di Haiti colpita da un disastro naturale che trova pochi precedenti nella storia&#8221;</em>, si legge in un comunicato.</p>
<p><em>&#8220;In molti casi</em> -prosegue il testo- <em>la voglia di offrire il proprio aiuto alle popolazioni colpite si è manifestata anche attraverso la disponibilità a recarsi sul luogo del disastro per portare assistenza in prima persona. Pur ringraziando e apprezzando lo slancio di generosità di centinaia di cittadini che ci hanno scritto, vorremmo però chiarire che in queste drammatiche situazioni è indispensabile che a partire sia solo il personale altamente qualificato che da anni opera in aree di disastri naturali. Questo per fare si che uno slancio di generosità personale non si trasformi in impedimento per una efficiente ed efficace gestione degli aiuti&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;L’aiuto più concreto e tangibile che ciascuno può dare al momento</em> -si legge in conclusione- <em>è quello di convincere amici, parenti e familiari che non lo abbiano già fatto a mandare un SMS da cellulari Tim e Vodafone al 48541 o chiamare lo stesso numero da rete fissa Telecom Italia per consentire alle Organizzazioni Non Governative di assicurare una risposta tempestiva, in grado di salvare il maggior numero di vite possibile. Grazie per la comprensione&#8221;.</em></p>
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		<title>A Befana regali solidali per la campagna &#8220;Libera l&#8217;acqua&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 11:53:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Terza pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Campagne]]></category>
		<category><![CDATA[Cipsi]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Libera l'acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Ong]]></category>
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		<description><![CDATA[ROMA. All&#8217;Epifania è possibile scegliere i regali solidali a sostegno della campagna “Libera l&#8217;acqua”, promossa dalle 45 associazioni e Ong che fanno parte di Solidarietà e Cooperazione Cipsi. Questi regali consentiranno di portare l’acqua a chi non ce l’ha in 15 paesi del mondo (Camerun, Eritrea, Etiopia, Kenya, Mozambico, Repubblica Democratica del Congo, Senegal, Uganda, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_274" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><strong><strong><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/01/Acqua.jpg"><img class="size-medium wp-image-274" style="margin: 2px 7px;" title="Acqua" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/01/Acqua-300x260.jpg" alt="Foto di Elisabetta 81" width="180" height="156" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Foto di Elisabetta 81</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> All&#8217;Epifania è possibile scegliere i regali solidali a sostegno della campagna <a href="http://www.cipsi.it/cipsi/master/index.asp?FRFX=1&amp;attivo=8&amp;Wscreen=1280" target="_blank">“Libera l&#8217;acqua”</a>, promossa dalle 45 associazioni e Ong che fanno parte di Solidarietà e Cooperazione <a href="http://www.cipsi.it" target="_blank">Cipsi</a>. <span id="more-272"></span></p>
<p>Questi regali consentiranno di <strong>portare l’acqua a chi non ce l’ha in 15 paesi del mondo</strong> (Camerun, Eritrea, Etiopia, Kenya, Mozambico, Repubblica Democratica del Congo, Senegal, Uganda, Argentina, Brasile, El Salvador, Haiti, Cambogia, Palestina e Sri Lanka) attraverso 18 progetti che consentiranno l’accesso all’acqua potabile e la tutela sanitaria e ambientale a <strong>oltre 400 mila persone</strong>. Una parte del ricavato di questi regali andrà a sostegno della campagna.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="265" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/EDiq2WIctWw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="265" src="http://www.youtube.com/v/EDiq2WIctWw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>La campagna <strong>“Libera l’Acqua”</strong> ha diverse finalità, tra cui: promuovere una nuova politica a difesa dell’acqua come “bene comune dell’umanità” e come “diritto inalienabile”; sensibilizzare a comportamenti responsabili da parte dei cittadini, delle istituzioni, del mondo produttivo e delle associazioni del Terzo Settore¸finanziare progetti per una corretta gestione solidale ed eco-compatibile della risorsa acqua nel mondo.</p>
<p>c.s.</p>
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