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	<title>VolontariatOggi.info&#187; Operatori umanitari</title>
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	<description>Il webmagazine del volontariato edito dal Cnv</description>
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		<title>I confini dell&#8217;umanitario</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 14:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_809" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/04/Foto-di-Emergency.jpg"><img class="size-medium wp-image-809" style="margin: 2px 4px;" title="Foto di Emergency" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/04/Foto-di-Emergency-300x201.jpg" alt="" width="240" height="161" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Emergency</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> <a href="http://www.intersos.org" target="_blank">Intersos</a> esprime soddisfazione e gioia per il ritorno dei tre operatori italiani e per la liberazione dei sei colleghi afgani di <a href="http://www.emergency.it/">Emergency</a>. In una articolata nota afferma che <em>“era evidente fin dall’inizio che gli operatori umanitari di Emergency, <strong>Marco Garatti, Matteo dell’Aira</strong> e <strong>Matteo Pagani</strong>, non potessero essere collegati ad alcuna operazione terroristica. La loro storia e quella di Emergency sono li&#8217;a dimostrarlo”</em>. Intersos propone ora una riflessione sul tema dell’attivita&#8217;umanitaria <em>“dopo quanto e&#8217;avvenuto e quanto e stato affermato da parte di  politici, media ed Emergency”.</em><span id="more-808"></span></p>
<p>I principi umanitari irrinunciabili. <em>“Quello che è successo ha riportato all’attenzione i principi fondamentali su cui si fonda un’organizzazione umanitaria”</em>. Principi irrinunciabili: l’umanità, la neutralità, l’imparzialità nel soccorso, l’indipendenza, senza i quali <em>“si potrà parlare di azione meritoria, caritatevole, ma non umanitarià&#8221;.</em> Troppo spesso si tenta di metterli in discussione: <em>“politici, lobby militari, ‘intellettuali’,  perfino le pubbliche istituzioni tendono a disconoscere o confondere”. “E’ necessario che anche la politica capisca la specificita&#8217; e  il valore straordinario dell’aiuto umanitario svolto con neutralità e imparzialità”.</em></p>
<p>Una doverosa chiarezza. Per Intersos, quanto è accaduto deve ora <em>“indurre le organizzazioni umanitarie ad approfondire la riflessione sul significato della nostra presenza nei contesti di grave crisi e sul mandato umanitario”.</em> Il documento si sofferma sul principio della neutralità che <em>“non può essere interpretata a piacimento, vivendola solo soggettivamente senza farla percepire come tale anche da tutti i contendenti”</em> e continua affermando che<em> “anche se è bene che un’organizzazione umanitaria lasci ad altre organizzazioni a questo specificamente votate, il compito della denuncia, è possibile e talvolta doveroso denunciare istituzioni o persone&#8230; in particolare nei casi di violazione sistematica e su larga scala dei diritti umani”.</em> In questi casi, osserva Intersos, <em>“si devono mettere nel conto gli effetti, che possono significare anche l’espulsione dal paese”.</em></p>
<p>La nota di Intersos continua sottolineando che occorre fare delle scelte, talvolta dolorose. <em>“L’attività umanitaria richiede chiare e coerenti scelte. Purtroppo, non si puo essere al tempo stesso soccorritori delle vittime e accusatori di istituzioni o poteri locali, voler fare gli umanitari e i cronisti di guerra per denunciarne i crimini. Sarebbe anche desiderabile, ma l’esperienza insegna che occorre scegliere”.</em> Normalmente, <em>“si sceglie il sacrificio del silenzio, decidendo di restare strettamente fedeli ai principi umanitari, osservando una neutralità che permetta di potere agire il più ampiamente possibile a fianco delle vittime”</em>. Si può e talvolta si deve decidere diversamente <em>“dopo avere attentamente pesato i benefici e gli effetti negativi” per le popolazioni soccorse “e avere previsto tutte le possibili conseguenze”,</em> pronti ad assumerle. La nota chiarisce che rispetto alle istituzioni e le autorità del paese che ospita l’organizzazione umanitaria, esse vanno rispettate <em>“anche se non piacciono”, “sapendo che ogni Stato ha le sue leggi e le sue disposizioni per l’ordine pubblico o cio&#8217; che considera tale”. “Si può scegliere di non farlo, se vi sono ragioni per manifestare il proprio rifiuto, ma non si puo&#8217; pensare di poterlo fare senza conseguenze”.</em></p>
<p>Intersos conclude invitando a <em>“guardare al mondo umanitario senza pregiudizi politici e fuori da insensate divisioni per logiche di appartenenza”.</em></p>
<p>c.s.</p>
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