5 febbraio 2012

Gli orti di pace

Michela e Sara di Slow Food

BASTIA UMBRA. Si chiama “Mille orti in Africa” l’idea partita nel 2010 da Terra Madre, una delle iniziative di punta di Slow Food. L’intento è quello di dare il via ad un migliaio di coltivazioni locali in 26 paesi del continente africano. Non si tratta però di orti qualunque. Per essere annoverati tra quelli dell’iniziativa, gli orti in questione devono infatti essere coltivati secondo i metodi dell’agricoltura biologica, in grado di garantire il massimo rispetto dell’ambiente e tipologie di produzioni autoctone. [Leggi...]

Per una comunicazione di pace

Il direttore di Rainews Corradino Mineo

BASTIA UMBRA. Quale comunicazione di pace è possibile in un sistema informativo in cui la notizia della recente nascita del Sud Sudan non ha trovato quasi nessuno spazio presso le principali emittenti e testate nazionali? E quello del nuovo stato sudanese non è che un esempio della cecità dei media italiani in relazione a quella parte di pianeta che non sta abitualmente sotto i riflettori. È stato proprio il rapporto esistente (o inesistente) tra pace e informazione il tema al centro dell’incontro tenutosi a Bastia Umbra in occasione del meeting “1000 Giovani per la Pace” nelle giornate del 23 e 24 settembre. [Leggi...]

Giovani in prima fila per la pace

Giovani in marcia per la pace (ph CATARSI_Onlus cc flickr)

PERUGIA. “Investire sui giovani, scommettere sui giovani, chiamarli a fare la propria parte e dare loro adeguate opportunità. Questa è la strada giusta”. Sono state prese alla lettera le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, pronunciate nel messaggio di Capodanno, dalla Tavola della Pace e dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, promotori del meeting “1000 giovani per la Pace”. [Leggi...]

Tremonti e Frattini a Monaco con la Sant’Egidio. Critiche ai banchieri e alla democrazia “esportata”

ph. UK in Italy (cc flickr)

MONACO DI BAVIERA. Gli incontri per la pace cambiano il mondo? “E qual’è l’alternativa?”, risponde con una domanda l’Arcivescovo di Monaco-Frisinga Cardinale Rehinard Marx al meeting promosso dalla Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con la diocesi bavarese. A Monaco intervengono anche i ministri Giulio Tremonti (“Un errore dei governi lasciar fare le regole ai banchieri”) e Franco Frattini (“La democrazia non si esporta”). Così, mentre Marx non si fa “illusioni sulla difficoltà dei processi di cambiamento” e invita a non essere “fatalisti, ma impegnati per la pace e la giustizia”, Tremonti interviene sulla crisi. “La politica -ha detto il ministro del tesoro- ha fatto due errori fondamentali nell’affrontare la crisi economica: ha ceduto alle banche come sistema, affidando ai banchieri la scrittura delle regole e ha pensato che si fosse di fronte ad un ciclo economico piuttosto che davanti a un cambiamento epocale”. [Leggi...]

L’insostenibile pesantezza del modello dominante

La copertina del Rapporto 2011

Per dirla con il sociologo Edgar Morin: «Salvarsi dalla catastrofe è improbabile, perciò ci spero» (“La Stampa”, 27 marzo 2011). È un po’ questo il senso dei colori della copertina del Rapporto sui diritti globali di quest’anno: un blu intenso e predominante ci dice delle difficoltà di un mondo alle prese con la crisi globale, con la disumanità delle guerre, dei terrorismi e delle violazioni dei diritti, con la devastazione ambientale che sembra conoscere ripensamenti troppo lenti e timidi; ma c’è anche un punto di verde che si affaccia e reclama un’incerta speranza, che allude a un orizzonte di futuro possibile, più degno e giusto per tutti. C’è il colore cupo del cimitero liquido che inghiotte a migliaia nel Mediterraneo e nel Canale di Sicilia uomini, donne e bambini in fuga e c’è il pallido verde del sogno di una vita desiderabile negli interstizi della Fortezza Europa. C’è lo scuro della privazione della libertà e del domani, della fame, della sete, della rapina delle risorse, del sottosviluppo e c’è il tenue ma tenace verde della liberazione e della rivolta che s’impongono al mondo e rovesciano i tiranni. [Leggi...]

Feriti di guerra all’ospedale di Emergency a Misurata

Emergency in Libia

Allo Zarrok Field Hospital di Misurata, i medici di Emergency prestano assistenza ai feriti che arrivano dai luoghi di combattimento fuori città. Tra i pazienti ricevuti ieri, Faraj, un uomo di 53 anni con un proiettile nel braccio destro; Faisal, 28 anni, con lesioni alla spalla sinistra, all’omero e al cranio; Dhafer, 18 anni, colpito da due schegge, una al volto e l’altra al gomito destro; Mustafa Ali, 27 anni, ferito al gomito sinistro da una scheggia. Il team di Emergency -composto da un chirurgo, un’anestesista, tre infermieri, di cui uno di sala operatoria, e un logista- lavora in un ospedale da campo, situato nella zona di Zarrok, dotato di pronto soccorso, una sala operatoria, una corsia da 50 posti letto, due letti in terapia intensiva, laboratori e sala radiologica. Emergency ha la gestione diretta dell’ospedale, dove lavorano anche medici e infermieri nazionali. Dal 26 maggio il team di Emergency garantisce assistenza alle vittime della guerra e si occupa della formazione del personale nazionale in collaborazione con le altre strutture sanitarie presenti a Misurata. La situazione a Misurata è in continua evoluzione ed Emergency sta valutando possibili sviluppi del suo intervento in base ai nuovi bisogni della popolazione. I medici di Emergency avevano dovuto lasciare la città lo scorso 25 aprile, quando l’ospedale presso cui lavoravano dal 10 aprile era diventato un bersaglio dei combattimenti e non potevano essere garantite le condizioni minime per la sicurezza dei pazienti e degli operatori umanitari. Per sostenere Emergency in Libia clicca qui.

Marguerite Barankitse, Gad Lerner e Francesca Paci premiati con la “Colomba d’Oro”

ROMA. La Giuria del Premio “Archivio Disarmo per la Pace Colombe d’Oro”, presieduta da Rita Levi-Montalcini, ha assegnato la Colomba d’Oro per la personalità internazionale a Marguerite Barankitse, coraggiosa donna burundese fondatrice della Maison Shalom, centro di accoglienza che riunifica le famiglie e reintegra gli orfani colpiti dai conflitti etnici in Burundi. Le Colombe d’Oro per il giornalismo andranno a Francesca Paci, inviata de La Stampa in Medio Oriente, autrice di un libro sulle persecuzioni alle minoranze cristiane e, per la televisione, a Gad Lerner de La7, per la sua attenzione costante e intelligente ai temi dei diritti umani violati e delle minoranze fatte oggetto di stigma nel discorso pubblico. Un Premio speciale della Giuria verrà assegnato al Coro Manos Blancas del Friuli, iniziativa sociale a artistica nata in Venezuela dodici anni fa e dal 2010 presente anche in Italia grazie all’impegno solidale della Famiglia Nonino, che ha come obiettivo l’inclusione, attraverso la musica, dei bambini e degli adolescenti portatori di disabilità. La premiazione si terrà l’8 giugno a Roma.