ROMA. Dopo la visita del Papa a Rebibbia, tramite una lettera condivisa con la Comunità Papa Giovanni XXIII, i circa 1.500 ergastolani rinnovano l’appello a Benedetto XVI. “Santo Padre, siamo degli ergastolani, dei condannati a essere colpevoli e prigionieri per sempre, ergastolani con l’ergastolo ostativo ad ogni beneficio” attacca la lettera firmata, per l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII -fondata da Don Oreste Benzi- dal responsabile generale Giovanni Paolo Ramonda e dagli animatori del servizio generale carcere Mauro Cavicchioli e Giuseppe Angelini. [Leggi...]
Gli ergastolani scrivono al Papa: “Santo Padre, a cosa serve e a chi serve il carcere a vita?”
Corno d’Africa, la siccità colpisce 12 milioni di persone. Bertin: “Situazione disperata”
ROMA. Un pressante invito «a dividere il pane con i bisognosi». Così Benedetto XVI, commentando il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, ha richiamato di nuovo l’attenzione sui «tanti fratelli e sorelle che in questi giorni, nel Corno d’Africa, patiscono le drammatiche conseguenze della carestia, aggravate dalla guerra e dalla mancanza di solide istituzioni». Un appello che fa eco alla richiesta di Ban ki-Moon del 25 luglio scorso di 1,6 miliardi di dollari entro la fine dell’anno «per salvare la vita di quanti sono a rischio, in gran parte donne e bambini». [Leggi...]
Benedetto XVI: il cibo non sia oggetto di speculazione
ROMA. “Bisogna fare di più per sconfiggere la fame. Non possiamo tacere il fatto che anche il cibo è diventato oggetto di speculazione“.Lo ha affermato il Papa questa mattina nel suo discorso alla Conferenza della Fao. Il Papa ha ricordato che l’alimentazione» “tocca il fondamentale diritto alla vita. Garantirla richiede agire direttamente e senza indugio su quei fattori che gravano su lavorazione e meccanismi di distribuzione e sul mercato internazionale“. Benedetto XVI ha anche denunciato che milioni di bambini non hanno cibo, sono condannati a morte precoce, a un ritardo nel loro sviluppo fisico e psichico o costretti a forme di sfruttamento pur di ricevere un minimo di nutrimento e ha esortato gli Stati a fare di più.
I Rom dell’Unirsi scrivono al Papa: “La nostra situazione è gravissima”
ROMA. Hanno scritto al Papa ma non sono riusciti a consegnare la lettera. L’Unirsi (Unione nazionale internazionale Rom Sinti in Italia), federazione delle associazioni e gruppi autonomi dei Rom e Sinti in Italia, ha reso pubblica la missiva scritta in occasione dell’incontro dell’11 giugno scorso con Papa Benedetto XVI. “Ti chiediamo umilmente di far conoscere la nostra sempre più difficile situazione. Nel mondo cresce la xenofobia e abbiamo paura, siamo sempre più discriminati sia dalle popolazioni locali che dalle autorità competenti dei vari governi”, scrive Kasim Cizmic (presidente Unirsi, delegato Ertf per l’Italia) insieme a Rudko Kawcinski (presidente Ertf, European Roma and Travellers forum) e ai delegati Rustem Robert, Elezovski Asmet e Raducanu George. [Leggi...]
Rom, in 2.000 dal Papa. Impagliazzo (Sant’Egidio): “Evento storico”
ROMA. “L’udienza del Papa con i rappresentanti del popolo Rom è stato un evento storico profondamente gioioso, commovente e sereno. Un evento che non ha eluso le sofferenze e le persecuzioni vissute dai Rom nel XX secolo”, ha dichiarato subito dopo l’udienza di Papa Benedetto XVI Marco Impagliazzo, presidente della comunità di Sant’Egidio. I rom europei non erano 1.500 come annunciato, bensì 2mila. E grazie alla Sant’Egidio vi proponiamo quttro delle testimonianze di oggi. “Il Papa ha chiesto all’Europa di non dimenticare tanto dolore. Dal dolore di una storia di sofferenza, nasce dopo questa udienza la speranza che le popolazioni Rom possano vivere insieme in pace e sicurezza con tutti i popoli europei”, prosegue Impagliazzo. [Leggi...]
1.500 Rom in udienza dal Papa
ROMA. Sabato 11 giugno Papa Benedetto XVI riceverà in udienza più di 1500 Rom Sinti, Manuches, Kale, Yenish e Travellers da 20 paesi d’Europa, dall’Italia e da molti “campi” di Roma, nella ricorrenza del 75° anniversario del martirio e dei 150 anni dalla nascita del beato Zeffirino (Ceferino) Giménez Malla (1861-1936), gitano martire della fede di origine spagnola. L’evento è stato realizzato dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, dalla Comunità di Sant’Egidio, dalla Fondazione “Migrantes” della Conferenza Episcopale Italiana, e dalla Diocesi di Roma. Questi i precedenti: Paolo VI incontrò i Rom a Pomezia nel 1965 e li accolse nel 1975 a Castel Gandolfo; Giovanni Paolo II incontrò più volte varie delegazioni e proclamò Beato il gitano Zeffirino nel 1997. Durante il Grande Giubileo del 2000, poi, il Papa chiese perdono al Signore anche per i peccati commessi nei confronti degli Zingari dai figli della Chiesa. Tra le testimonianze vi sarà quella di Ceija Stojka, romnì austriaca deportata a 9 anni prima ad Auschwitz, poi a Ravensbrück e a Bergen-Belsen. La sua famiglia contava più di 200 persone e solo 6 sopravvissero alla guerra e allo sterminio.
Un anno con Sant’Egidio
[a cura di Sant'Egidio *] ROMA. Le parole di papa Benedetto XVI alla Comunità e alla mensa di via Dandolo, a Roma, il 27 dicembre, rappresentano anche una sintesi di quello che la Comunità di Sant’Egidio cerca di essere ogni giorno. [Leggi...]









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