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	<title>VolontariatOggi.info &#187; Povertà</title>
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	<description>VolontariatOggi.info / Il webmagazine del volontariato / a cura del Centro Nazionale per il Volontariato</description>
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		<title>Incontro europeo delle persone in povertà</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 13:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[FIRENZE. Il 25 e 26 giugno convergeranno a Bruxelles tutte le delegazioni dei  27 Stati membri dell&#8217;Unione europea per partecipare ai lavori del nono incontro europeo delle persone in povertà. Si tratta di delegazioni composte da persone che hanno fatto e stanno facendo sulla propria pelle l’esperienza della povertà. La delegazione italiana ha preparato il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1202" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/06/povertà.jpg"><img class="size-medium wp-image-1202" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="povertà" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/06/povertà-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Stitch (cc flickr)</p></div>
<p><strong>FIRENZE.</strong> Il 25 e 26 giugno convergeranno a Bruxelles tutte le delegazioni dei  27 Stati membri dell&#8217;Unione europea per partecipare ai lavori del <strong>nono incontro europeo delle persone in povertà</strong>. Si tratta di delegazioni composte da persone che hanno fatto e stanno facendo sulla propria pelle l’esperienza della povertà. La delegazione italiana ha preparato il rapporto <em>“Verso un Piano di lotta contro la povertà e per l&#8217;inclusione sociale”</em>, a partire da una serie di seminari di approfondimento aperti in una serie di città italiane, che a Bruxelles troverà ulteriore esplicazione in un confronto diretto tra delegazioni nazionali, istituzioni europee e europarlamentari.<span id="more-1196"></span></p>
<p>Sono molti i vestiti che indossa la povertà nel nostro paese. Alcuni sono evidenti in modo stridente, altri sono sottesi o deliberatamente nascosti dalla nuova <strong>fabbrica dell’ignoranza</strong>. Tutti meritano di essere evidenziati con chiarezza perché la povertà e l’impoverimento sono diventati, negli ultimi anni in modo particolare, un fenomeno sociale decisamente inumano e degradante. Un fenomeno che non cade dal cielo, ma che attiene invece a una strategia politica miope che non sa  tenere conto degli interessi a lungo termine della società nel suo insieme.</p>
<p>Il <strong>rapporto</strong>, composto di vari capitoli, non è esaustivo ma si concentra &#8211; sforzandosi anche di dare alcuni suggerimenti sul “che fare” &#8211; sulle <strong>priorità scaturite dagli incontri nazionali delle persone in povertà</strong>: il problema dell&#8217;<strong>esclusione finanziaria</strong> e dei <strong>servizi di base</strong>; i tanti problemi delle popolazioni <strong>Rom e Sinti</strong> presenti nel nostro paese, degli <strong>immigrati</strong> e dei <strong>carcerati</strong> ed ex carcerati. E&#8217; un work-in-progress  sul quale continueremo a lavorare e, ci auguriamo, a misurarci con le altre organizzazioni e con i decisori politici.</p>
<p>Segnaliamo solo alcuni dei molti punti che caratterizzano il rapporto. Questi indicatori, anziché favorire la lotta alla povertà, sembra indichino la conduzione di una &#8220;guerra&#8221; ai poveri.</p>
<ul>
<li><strong>Il popolo migrante e Rom</strong></li>
</ul>
<p><em><strong>Straniero = clandestino</strong></em>. Se non troveremo un altro modo di parlare dell’immigrazione diverso dai discorsi sugli sbarchi e sull’irregolarità, resteremo incapaci di gestire responsabilmente l’Italia che si va costruendo, nella quale già adesso 1 ogni 14 abitanti è un cittadino straniero regolarmente soggiornante. Gli sbarchi, che ci ostiniamo a utilizzare come un bollino nero da apporre sul fenomeno migratorio, coinvolgono un numero di persone pari nemmeno all’1% delle presenze regolari, senza contare poi che oltre la metà delle persone sbarcate sono richiedenti asilo, quindi persone meritevoli di protezione secondo le Convenzioni internazionali e la Costituzione Italiana.<br />
<em><strong>Straniero = non cittadino</strong></em>. Se gli immigrati incidono per il 7% sulla popolazione residente e per il 10% sulla creazione della ricchezza nazionale, ciò significa che la loro presenza non costituisce una perdita per il sistema Italia, così come non lo è per gli immigrati stessi e per i Paesi di origine, ai quali i migranti inviano dall’Italia 6,4 miliardi di euro come rimesse, un aiuto molto concreto al loro sviluppo a fronte delle promesse non mantenute a livello di politica internazionale.<br />
<em><strong>Straniero = criminale</strong></em>. Non esiste in Italia un&#8217;emergenza criminalità, perché non ci distinguiamo in negativo in un confronto europeo e nel contesto italiano le denunce penali da alcuni anni sono in diminuzione e il livello attuale (poco più di 2 milioni e mezzo di denunce) è pari a quello dei primi anni ’90, quando iniziava l’immigrazione di massa.<br />
<em><strong>Lotta alle discriminazioni</strong></em>. L&#8217;opinione pubblica, fomentata dai media e da alcuni casi isolati di gravi crimini perpetrati da alcuni Rom ai danni di italiani/e,  è sempre più spaventata e portata a nutrire sentimenti discriminatori, quando non apertamente razzisti nei confronti di queste comunità. Questo sentimento può mettere  in serio pericolo la convivenza civile e portare a reazioni incontrollabili da una parte e dall&#8217;altra.<br />
Quando si parla di integrazione del popolo migrante e Rom, in verità si pensa all&#8217;annullamento di culture e civiltà sedimentate nella storia. E’ per questa via che passa il razzismo e la xenofobia, la discriminazione sociale, politica, economica e culturale. Noi riteniamo che è tempo di cominciare a parlare di convivenza attraverso la quale è possibile il lento processo di integrazione. Il popolo migrante e Rom non può, anche se lo volesse fortemente, separarsi dal proprio bagaglio culturale, torcendo la propria esistenza fino a farla coincidere totalmente con la nostra formazione culturale. E’ questo il pensiero assurdo che riposa dietro al concetto di integrazione. Un artificio sciocco ancorché presuntuoso che non porta bene né a loro, né a noi!</p>
<ul>
<li><strong>Il carcere</strong></li>
</ul>
<p>Nei 43.000 posti carcere sono stipate 67.000 persone. In quali condizioni logistiche, oltre che igienico-sanitarie, non è facile da immaginare! Al punto che crescono di giorno in giorno i ricorsi da parte delle persone detenute alla Corte Europea per la prevenzione della tortura. Mai, dal dopoguerra, la Repubblica Italiana aveva raggiunto queste cifre di detenzione. E di giorno in giorno il record supera se stesso aprendosi a scenari da terzo e quarto mondo.<br />
Il tradizionale e trasversale ricettacolo della povertà ha assunto e sempre più  va assumendo dimensioni paradigmatiche, capace peraltro di fotografare come la lotta alla povertà si trasforma in guerra ai poveri. Segnala altresì come questa strategia politica, economica, sociale e culturale, fondata sull’aggressione alla debolezza tout-court, non sia governabile. Solo alcuni accenni:</p>
<ul>
<li><strong>Morti di carcere</strong></li>
</ul>
<p>Nel corso del 2009 si sono registrati 175 casi di morte di persone detenute (di cui 72 per suicidio). Ossia, un morto ogni due giorni! A fronte delle politiche securitarie sbandierate dal governo italiano in modo propagandistico e in nome delle quali i poveri finiscono in carcere, lo stesso governo non è più in grado di garantire la sola e mera sopravvivenza dei detenuti. A fine marzo di quest&#8217;anno i morti di carcere sono già a quota 50 (di cui 15 per suicidio). E la strage continua con disinvoltura&#8230;</p>
<ul>
<li><strong>Cuccioli d&#8217;uomo crescono, dietro le sbarre</strong></li>
</ul>
<p>La media numerica dei bambini da zero a tre anni che con le loro mamme sono tenuti in carcere senza alcuna tutela, si mantiene mediamente sulle sessanta unità (considerato il turn-over). Si tratta prevalentemente di persone migranti e rom. La propaganda, di nuovo, della tutela dell’infanzia e dei nuclei familiari in stato di povertà non ha riscontri, lasciando di fatto nascere e crescere i cuccioli d’uomo dietro le sbarre.</p>
<ul>
<li><strong>C.I.E. (Centri per l&#8217;Identificazione ed Espulsione)</strong></li>
</ul>
<p>Un capitolo a parte meritano i CIE per i migranti. Si tratta di centri di detenzione a tutti gli effetti deputati allo <em>“straniero povero”</em>. Una detenzione che si può protrarre fino a sei mesi senza reato, se non quello di essere fuggiti da situazioni di fame e guerre. Rispetto al carcere il CIE è più impermeabile e perciò si ha notizia dei maltrattamenti solo quando le persone recluse si ribellano violentemente determinando con ciò il passaggio dal CIE al carcere.</p>
<ul>
<li><strong>Maltrattamenti generalizzati</strong></li>
</ul>
<p>A fronte del fenomeno migratorio, il nostro ministro degli interni in carica, che presiede il comando di tutti gli organi di polizia (quella penitenziaria compresa), ebbe a suggerire pubblicamente che bisognava “essere più cattivi”. Un suggerimento che ha trovato e trova riscontro nelle modalità operative di tutti i corpi di polizia  che quotidianamente si produce in maltrattamenti e violenze che talvolta sfociano nella morte della persona incarcerata. Il caso Cucchi – Uva –Lonzi – Bianzino – ecc., non sono altro che la punta di un iceberg di violenza che imperversa in tutti i luoghi di detenzione.</p>
<p>Il rapporto illustra i molti vestiti che indossa la povertà e da cui abbiamo estrapolato due aspetti  trasversali e paradigmatici che ben possono funzionare da indicatori generali. La delegazione italiana al nono incontro europeo delle persone in povertà si farà portavoce delle richieste e delle aspettative delle persone che sperimentano o hanno sperimentato sulla loro pelle la povertà e l&#8217;esclusione sociale.</p>
<p><em>&#8220;Ci auguriamo</em> &#8211; scrivono i rappresentanti delle siglie coinvolte &#8211; <em>che le nostre istituzioni, a tutti i livelli, sappiano prendere impegni precisi e assumersi le loro responsabilità nella lotta contro la povertà e l&#8217;esclusione sociale, non lasciando cadere nel vuoto le possibilità offerte dal 2010, Anno europeo contro la povertà e l&#8217;esclusione sociale&#8221;.</em></p>
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		<title>Zamberletti: &#8220;Il volontario è il più intelligente degli egoisti&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 12:15:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1146" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/zamberletti.jpg"><img class="size-medium wp-image-1146" style="margin: 2px 4px;" title="zamberletti" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/zamberletti-300x192.jpg" alt="" width="240" height="154" /></a><p class="wp-caption-text">Giuseppe Zamberletti al convegno sulla povertà</p></div>
<p><strong>CAPO RIZZUTO (Crotone).</strong> <em>&#8220;Il tema di oggi, quello della lotta alla povertà e all&#8217;esclusione, rappresenta per noi l&#8217;inizio di un percorso da approfondire&#8221;, </em>commenta <strong>Giuseppe Zamberletti</strong> (presidente del Centro nazionale per il volontariato), intervenuto al convegno &#8216;Più povertà, meno solidarietà&#8217;. Zamberletti ritiene che la povertà sia spesso <em>&#8220;il risultato dell&#8217;esclusione sociale. Ci sono politiche di respingemento speculative</em> &#8211; aggiunge -. <em>Ed esiste la necessità di avere un intermediario sociale in grado affrontare questo problema. Penso a tutti i problemi connessi. Penso al fatto che a un immigrato regolare, l&#8217;acquisto di una casa cosata il 40% in più di un italiano&#8230;&#8221;.</em> <span id="more-1145"></span></p>
<p><strong>Giuseppe Zamberletti</strong> prosegue dicendo che <em>&#8220;il volontariato è il più grande fenomeno di inclusione. Il volontariato organizzato</em> &#8211; prosegue il presidente del Cnv &#8211; <em>è una nostra specificità, e rappresenta la vera ricchezza di questo paese. Ora, come Centro nazionale per il volontariato, dobbiamo approfondire anche il suo valore economico. Dobbiamo fare una ricerca seria sul Pil, su quello che il volontariato è in grado di dare al paese. Perché è proprio grazie al volontariato che è possibile contenere la spese e far accellerare la politica di sviluppo&#8221;.<br />
</em><br />
<em>&#8220;Il volontariato ha voce flebile perché la società, fatta esclusione per i casi di emergenza, ha smesso di occuparsi di lui. Questo ruolo sfugge spesso alla istituzioni. Noi del Cnv</em> &#8211; dice Zamberletti &#8211; <em>vorremmo riuscire a creare una solidarietà nazionale del sistema facilitando la &#8216;diffusione&#8217; delle organizzazioni di volontariato. Come dico sempre, il volontariato è &#8216;sentinella&#8217; preziosa per le istituzioni. Che devono capire che il volontariato, che è un valore prezioso, va lasciato agire in libertà, in modo trasparente e nell&#8217;interesse dei cittadini. Le istituzioni devono saper ascoltare e far parlare. Perché il volontariato permette alle istituzioni di non sbagliare anche dove è facile commettere degli errori&#8221;.</em></p>
<p>Per Zamberletti è necessario riprendere la strada della cooperazione. <em>&#8220;Anche per difendere le iniziative con l&#8217;aggregazione dei cittadini, che possono agire in difesa di fronte ai fenomeni di criminalità organizzata. Perché nulla, più di un volontariato organizzato, può difendere anche le istituzioni&#8221;. </em>La propriotà, per Zamberletti, è rafforzare la capacità di &#8216;rappresentare&#8217; aprendo un dialogo forte con le istituzioni.</p>
<p><em>&#8220;Il volontario</em> &#8211; conclude Zamberletti &#8211; <em>è il più intellegente degli egoisti. Aiutando gli altri, aiuta anche se stesso. Sa che la sua solitudine ha un peso insopportabile. E aiutare gli altri lo arricchisce&#8221;.<br />
</em><br />
Quindi, in conclusione, Zamberletti ritiene che il volontariato debba partecipare a una strategia complessiva capace di <em>&#8220;mettere insieme le filiere delle organizzazioni di volontariato. Il tutto per migliorare il rapporto con le istituzioni. Raggiungeremmo così obiettivi colossali</em> &#8211; aggiunge Zamberletti -. Q<em>uesto è l&#8217;inpegno del Cnv: portare al fronte l&#8217;esercito dei volontari che se ne sta nelle retrovie&#8221;.</em></p>
<p>In conclusione, il presidente del Cnv ha ringraziato i <strong>446 iscritti</strong> a questo convegno nazionale: <em>&#8220;Possiamo dirlo: è stato un successo. Sia per il Cnv sia per la Misericordia di Isola Capo Rizzuto&#8221;.</em></p>
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		<title>Petrucci: &#8220;E&#8217; necessario definire un progetto collettivo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 12:07:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1143" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/Petrucci.jpg"><img class="size-medium wp-image-1143" style="margin: 2px 4px;" title="Petrucci" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/Petrucci-300x217.jpg" alt="" width="240" height="174" /></a><p class="wp-caption-text">Convegno sulla povertà</p></div>
<p><strong>CAPO RIZZUTO (Crotone).</strong> <em>&#8220;Se non raccogliamo gli stimoli, che si inseriscono in un dibattito già aperto, rischiamo di perdere l&#8217;occasione che si presenta al mondo del volontariato in un momento chiave come questo&#8221;.</em> A dirlo è <strong>Patrizio Petrucci</strong>, vicepresidente del Centro nazionale per il volontariato e presidente Cesvot. <em>&#8220;Quello che non emerge con forza &#8211; aggiunge &#8211; è che i cambiamenti della società, in questi anni, hanno cambiato anche il mondo del volontariato. Il volontariato è in crisi perché non individua più l&#8217;obiettivo della propria azione. Non c&#8217;è un disegno progettuale collettivo. Se non recuperiamo questo aspetto ci frammenteremo&#8221;.</em><span id="more-1139"></span></p>
<p>Petrucci ha chiuso la tavola rotonda del convegno nazionale<strong> “Più solidarietà, meno povertà” </strong>(dal 27 al 29 maggio 2010), che sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica è organizzato dal Centro nazionale per il volontariato in collaborazione con la Misericordia di Isola Capo Rizzuto nell’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale.</p>
<p><em>&#8220;Non manca la potenzialità. Mancano le idee&#8221;,</em> aggiunge Petrucci. <em>&#8220;E prevale l&#8217;individualismo. Quindi come possiamo pensare di coinvolgere i più giovani?&#8221;.</em> Sul fatto che sia possibile cambiare direzione,<em> &#8220;si avverte la difficoltà di assumere un ruolo nonostante esista con forza la voglia di cambiamento. La fiducia nel volontariato e la voglia di cambiamento penso possa permettere di ridefinire un nuovo progetto comune. In questi giorni abbiamo parlato della povertà così com&#8217;è oggi. Ma non c&#8217;è nessuno che si domanda cosa accadrà domani&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Se il volontariato non si presenterà con un progetto forte, sarà schiacciato dal Terzo settore&#8221;</em>, aggiunge Petrucci. <em>&#8220;Nel mondo del volontariato abbiamo reti, ma anche contenitori. Dobbiamo riflettere e andare a sintesi velocemente. Dobbiamo riunirci, riflettere e scegliere in fretta la strada migliore. Il contenitore in cui discutere è proprio il Centro nazionale per il volontariato. Capace di fare sintesi di questa progettualità di cui abbiamo un grande bisogno. Lavoriamo quindi per migliorare questa società che sembra andare alla deriva&#8230;&#8221;.</em></p>
<p>Alla tavola rotonda hanno partecipato <strong>Antonella Stasi</strong> (vicepresidente Regione Calabria), <strong>Giovanni Lattarulo</strong> (Regione Toscana), <strong>Marco Granelli</strong> (presidente CSVnet), <strong>Renzo Razzano</strong> (vicepresidente Cev), <strong>Angela Napoli</strong> (Commissione Antimafia), <strong>Gianfranco Belcaro</strong> (Anima), <strong>Carlo Borgomeo</strong> (presidente Fondazione per il Sud), <strong>Stanislao Zurlo</strong> (presidente della Provincia di Crotone) e <strong>Carolina Girasole</strong> (sindaco Isola Capo Rizzuto).</p>
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		<title>Povertà: la ricerca di un obiettivo comune</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 11:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CAPO RIZZUTO (Crotone). Nel gruppo di lavoro dal titolo &#8220;Possibili sviluppi di reti: volontariato, terzo settore, centri di servizi e istituzioni al sud&#8221;, si è parlato delle reti come elemento &#8220;positivo, ma con con giudizio&#8221;. Perché, come racconta dal palco Riccardo Guidi (direttore della Fondazione Volontariato e Partecipazione), &#8220;rappresentano anche dei pericoli&#8221;. Parlando del rapporto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1133" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/riccardoguidi.jpg"><img class="size-medium wp-image-1133" style="margin: 2px 4px;" title="riccardoguidi" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/riccardoguidi-300x195.jpg" alt="" width="210" height="137" /></a><p class="wp-caption-text">Riccardo Guidi al convegno sull apovertà</p></div>
<p><strong>CAPO RIZZUTO (Crotone).</strong> Nel gruppo di lavoro dal titolo &#8220;Possibili sviluppi di reti: volontariato, terzo settore, centri di servizi e istituzioni al sud&#8221;, si è parlato delle reti come elemento <em>&#8220;positivo, ma con con giudizio&#8221;.</em> Perché, come racconta dal palco <strong>Riccardo Guidi</strong> (direttore della Fondazione Volontariato e Partecipazione), <em>&#8220;rappresentano anche dei pericoli&#8221;</em>. Parlando del rapporto tra reti e istituzioni si è detto che è <em>&#8220;difficile, secondo l&#8217;esperienza, non uscire sconfortati da questo rapporto&#8221;. <span id="more-1121"></span><br />
</em></p>
<p>Gli elementi emersi dalla discussione svolta all&#8217;interno del gruppo di lavoro evidenziano come <em>&#8220;nelle reti sia importante una strategia, una bussola, un obiettivo per non perdersi. Per non andare alla deriva, per non dimenticare la peculiarità del volontariato&#8221;</em>, racconta Guidi. <em>&#8220;Se con gli altri attori della rete ci intendiamo sull’obiettivo</em> &#8211; aggiunge &#8211; <em>allora possiamo anche perdere un pezzo d’identità particolare, possiamo addirittura &#8216;sfruttarci&#8217;. Ma prima va trovato insieme agli attori della rete l’obiettivo comune&#8221;.</em></p>
<p>Quindi la domanda è: qual è la bussola per il volontariato nelle reti? <em>&#8220;Il volontariato dev&#8217;essere interpretato come presidio di cittadinanza, quando la cittadinanza rischia il paradosso dell’esclusione (immigrati) o dell&#8217;irresponsabilità (disabili)&#8221;.</em> E alla domanda su come è possibile stare all&#8217;interno delle reti, in rapporto con le istituzioni, si è parlato di<em> &#8220;una funzione critica&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Cercando l’aggregazione con altre forze del volontariato per pesare di più</em> &#8211; conclude Guidi -. <em>Con questa funzione critica il volontariato nelle reti e con le istituzioni alimenta l’estensione e la pratica dei diritti. In questo caso il volontariato è la benzina per le istituzioni della cittadinanza&#8221;.</em></p>
<p>La relazione è avvenuta nell&#8217;ambito del convegno nazionale<strong> “Più solidarietà, meno povertà”</strong> (dal 27 al 29 maggio 2010) che sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica è organizzato dal Centro nazionale per il volontariato in collaborazione con la Misericordia di Isola Capo Rizzuto nell’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale.</p>
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		<title>Povertà: il volontariato che genera giustizia sociale</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 10:58:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Capo Rizzuto]]></category>
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		<description><![CDATA[CAPO RIZZUTO (Crotone). Si parla ancora delle &#8216;povertà&#8217;. E nel gruppo di lavoro sulle &#8216;buone prassi del volontariato&#8217; è emerso chiaramente che le persone marginali &#8220;lo sono o lo diventano per povertà economica, culturale, per malattia e per mancanza di opportunità&#8221;. In questo contesto si è parlato di un volontariato &#8220;supllente&#8221; delle istituzioni. &#8220;La povertà, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1130" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/unitalsi.jpg"><img class="size-medium wp-image-1130" style="margin: 2px 4px;" title="unitalsi" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/unitalsi-300x238.jpg" alt="" width="210" height="167" /></a><p class="wp-caption-text">Marzia Tanini (Unitalsi)</p></div>
<p><strong>CAPO RIZZUTO (Crotone).</strong> Si parla ancora delle &#8216;povertà&#8217;. E nel gruppo di lavoro sulle &#8216;buone prassi del volontariato&#8217; è emerso chiaramente che le persone marginali <em>&#8220;lo sono o lo diventano per povertà economica, culturale, per malattia e per mancanza di opportunità&#8221;.</em> In questo contesto si è parlato di un volontariato &#8220;supllente&#8221; delle istituzioni. <span id="more-1119"></span></p>
<p><em>&#8220;La povertà, se non viene affrontata con politiche complesse</em> &#8211; dice Marzia Tanini dell&#8217;Unitalsi &#8211; <em>può essere alleggerita dal volontariato. Che però non può intervenire sul cambiamento del sistema&#8221;. Il volontariato, secondo quanto è emerso dal gruppo di lavoro, &#8220;può generare giustizia sociale laddove le associazioni riescono ad assumere il ruolo di &#8216;sentinella&#8217; del territorio&#8221;</em>. Si è inoltre parlato del ruolo fondamentale della formazione dei volontari e dei percorsi culturali sulle diverse abilità.</p>
<p>La relazione è avvenuta nell&#8217;ambito del convegno nazionale <strong>“Più solidarietà, meno povertà” </strong>(dal 27 al 29 maggio 2010) che sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica è organizzato dal Centro nazionale per il volontariato in collaborazione con la Misericordia di Isola Capo Rizzuto nell’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale.</p>
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		<title>In 450 al convegno sulla povertà</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 09:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CAPO RIZZUTO (Crotone). Sono 446 gli iscritti al convegno convegno nazionale “Più solidarietà, meno povertà” (dal 27 al 29 maggio 2010), che sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica è organizzato dal Centro nazionale per il volontariato in collaborazione con la Misericordia di Isola Capo Rizzuto nell’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1128" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/convegno-3-003.jpg"><img class="size-medium wp-image-1128" style="margin: 2px 4px;" title="convegno 3 003" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/convegno-3-003-300x238.jpg" alt="" width="240" height="190" /></a><p class="wp-caption-text">Convegno sulla povertà</p></div>
<p><strong>CAPO RIZZUTO (Crotone).</strong> Sono <strong>446</strong> gli iscritti al convegno convegno nazionale <em>“Più solidarietà, meno povertà”</em> (dal 27 al 29 maggio 2010), che sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica è organizzato dal Centro nazionale per il volontariato in collaborazione con la Misericordia di Isola Capo Rizzuto nell’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Dalla Calabria sono arrivati 237. Poi si sono registrate presenze dalla Puglia (35), Sicilia (47), Campania (35), Basilicata (23), Abruzzo (5), Lombardia (7), Toscana (27), Lazio (28) ed Emilia Romagna (2).<span id="more-1124"></span></p>
<p>Fra le altre <strong>associazioni</strong> presenti ci sono: Cnv, Comunità S. Egidio, Fondazione Zancan, Fondazione per il Sud, Fondazione Volontariato e Partecipazione, Caritas, Misericordia Isola Capo Rizzuto, Misericordia Nazionale e realtà locali, Pubbliche Assistenze, Unitalsi nazionale e realtà locali, Associazioni Disabilità, Associazioni Famiglie, Auser, Mo.V.I. (nazionale e realtà locali), Fratres, Prociv, Libera, Federazione Consortile don Mottola.</p>
<p>Fra i <strong>Centri di Servizi per il Volontariato</strong> c&#8217;erano quelli della Toscana, di Roma, Catanzaro, Puglia (San Nicola di Bari) e, ovviamente, CSVnet.</p>
<p>Molti gli <strong>enti</strong> e le <strong>università</strong> presenti: Regione Calabria, Regione Toscana, Regione Puglia, Regione Emilia Romagna, CINSEDO, ANCI, UPI, Provincia di Lucca, Provincia di Crotone, Comune di Isola Capo Rizzato, Commissione Antimafia, Osservatorio regionale sulle povertà – Regione Campania, CILAP, Rappresentanza Italiana Commissione Europea, Osservatorio Nazionale per il Volontariato, Istituto degli Innocenti, Università del Salento, Università di Roma 3, Università della Calabria.</p>
<p>I <strong>giornaisti</strong> invitati a partecipare rappresentavano Vita, Volontari per lo Sviluppo, la Repubblica, Volontariato Oggi, Comunicare il Sociale, Famiglia Cristiana, Rai, Comunicazione Misericordia Isola Capo Rizzuto.</p>
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