ROMA. “Aprite il vostro quotidiano un qualsiasi giorno della settimana e troverete la notizia di qualcuno, da qualche parte del mondo, che è stato imprigionato, torturato o ucciso poiché le sue opinioni e la sua religione sono inaccettabili per il suo governo. Ci sono milioni di persone in prigione in queste condizioni, sempre in aumento. Il lettore del quotidiano percepisce un fastidioso senso d’impotenza. Ma se questi sentimenti di disgusto ovunque nel mondo potessero essere uniti in un’azione comune qualcosa di efficace potrebbe essere fatto”. E’ quanto si legge su “The Observer” del 28 maggio 1961. A firmare la pagina del celebre quotidiano londinese era l’avvocato inglese Peter Benenson. [Leggi...]
Nobel per la pace ai giusti del Ruanda
ROMA. Il Presidente della Commissione per i Diritti Umani, Pietro Marcenaro, sostiene la campagna per la candidatura di Zura Karuhimbi, Yolande Mukagasana e Pierantonio Costa per il premio Nobel per la Pace 2011. [Leggi...]
Donne africane in prima pagina
ROMA. A pochi mesi dal lancio ufficiale, avvenuto ad Ancona lo scorso novembre, prosegue la lunga marcia della Campagna Noppaw, promossa da Solidarietà e Cooperazione – Cipsi (Coordinamento di 45 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale) e da ChiAma l’Africa per assegnare il Premio Nobel per la pace 2011 alle donne africane. [Leggi...]
Mangano (Auser) sulla Shoah: “Teniamo viva la memoria”
[di MICHELE MANGANO*] ROMA. L’orrore della Shoah ci impone di tenerne viva e coltivarne la memoria e di raccoglierne costantemente il monito. Quello che è stato potrebbe ripetersi se non si assume la persona e i suoi diritti come priorità assoluta ed inviolabile, come vincolo ad ogni diversa opzione di carattere religioso, ideologico o politico.
Ma la vergogna della Shoah sta anche nell’indifferenza, come bene ha detto il premio Nobel Eli Wiesel “il contrario della vita non è la morte, ma l’indifferenza”. E’ l’indifferenza che permette ancora negli striscioni degli stadi l’uso della parola ebreo come insulto. E’ l’indifferenza che permette la negazione della Shoah o l’irrisione di quanto avvenuto. Per questo, il rispetto dei diritti fondamentali della persona è un impegno assoluto di tutti gli uomini di buona volontà. Dovunque questi diritti vengono violati, occorre mantenere viva la denuncia e la condanna.
* Presidente nazionale Auser








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