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	<title>VolontariatOggi.info&#187; Premio Nobel</title>
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	<description>Il webmagazine del volontariato edito dal Cnv</description>
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		<title>I 50 anni di Amnesty International</title>
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		<pubDate>Sat, 28 May 2011 13:24:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Amnesty International]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3372" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/05/amnestyinternationalbeating.jpg"><img class="size-medium wp-image-3372" title="amnestyinternationalbeating" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/05/amnestyinternationalbeating-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a><p class="wp-caption-text">Una campagna di Amnesty International</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> <em>&#8220;Aprite il vostro quotidiano un qualsiasi giorno della settimana e troverete la notizia di qualcuno, da qualche parte del mondo, che è stato imprigionato, torturato o ucciso poiché le sue opinioni e la sua religione sono inaccettabili per il suo governo. Ci sono milioni di persone in prigione in queste condizioni, sempre in aumento. Il lettore del quotidiano percepisce un fastidioso senso d’impotenza. Ma se questi sentimenti di disgusto ovunque nel mondo potessero essere uniti in un’azione comune qualcosa di efficace potrebbe essere fatto”</em>. E&#8217; quanto si legge su “The Observer” del 28 maggio 1961. A firmare la pagina del celebre quotidiano londinese era l’avvocato inglese <strong>Peter Benenson</strong>.<span id="more-3371"></span></p>
<p>Non era potuto rimanere in silenzio di fronte alla vicenda occorsa a due studenti portoghesi, condannati a sette anni di carcere perché colpevoli di aver brindato alla libertà delle colonie del loro paese. E così aveva deciso di dire tutto in un articolo, “I prigionieri dimenticati”. Fu quello l’atto costitutivo di <strong>Amnesty International</strong>, l’ong che da cinquant’anni si batte instancabilmente per difendere i diritti umani in tutto il mondo.</p>
<p>È una storia lunga mezzo secolo quella che Amnesty oggi festeggia. Lo fa rileggendo le parole del suo fondatore,  ripercorrendo le battaglie vinte, facendo il punto su quelle ancora da combattere. Oltre <strong>80mila soci</strong> solo in Italia, ben due milioni ottocentomila in più di 150 paesi: sono queste le dimensioni del movimento che ebbe origine cinquant’anni fa con la campagna per l&#8217;amnistia dei prigionieri di coscienza lanciata da Benson.</p>
<p>Da allora, la candela circondata dal filo spinato è diventata in tutto il mondo simbolo di speranza e di libertà, il distintivo di attivisti e attiviste che hanno fatto dei principi della solidarietà internazionale la loro arma contro le ingiustizie dei governi irrispettosi dei diritti dei loro cittadini.</p>
<p>Basta uno sguardo all’indietro per rendersi conto di quanti siano i traguardi raggiunti dall’associazione in tutti questi anni. Il suo operato si mostrò decisivo fin dall’inizio. A sancire il successo del suo impegno fu nel 1977 il Premio Nobel per la Pace, consegnato ad Amnesty per aver <em>&#8220;contribuito a rafforzare la libertà, la giustizia e conseguentemente anche la pace nel mondo&#8221;</em>.</p>
<p>Nel tempo, l’associazione ha adeguato la sua linea d’azione alle esigenze incontrate nei vari paesi. La sua attenzione si è infatti estesa ai rifugiati politici a partire dal 1985 e agli imprigionati a causa del proprio orientamento sessuale dal 1991. Dal 1999, Amnesty International ha deciso di intensificare le sue attività in favore dei difensori dei diritti umani e contro l&#8217;impunità.</p>
<p>Il 2000 è stato l’anno della svolta: l’ong ha infatti definito come propria mission quella di <em>&#8220;prevenire e porre fine a gravi abusi dei diritti all&#8217;integrità fisica e mentale, alla libertà di coscienza e di espressione e alla libertà dalla discriminazione, nell&#8217;ambito della propria opera di promozione di tutti i diritti umani&#8221;. </em></p>
<p>Ma la strada da compiere è ancora lunga: a confermarlo sono le parole di Peter Benson pronunciate in occasione del quarantesimo anniversario dell’associazione da lui fondata. “Solo quando l&#8217;ultimo prigioniero di coscienza sarà liberato, quando l&#8217;ultima camera di tortura verrà chiusa, quando la Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite sarà realtà per le persone di tutto il mondo, allora il nostro lavoro sarà finito&#8221;.</p>
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		<title>Nobel per la pace ai giusti del Ruanda</title>
		<link>http://www.volontariatoggi.info/2010/12/30/nobel-per-la-pace-ai-giusti-del-ruanda/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 06:21:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Nobel]]></category>
		<category><![CDATA[Ruanda]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA. Il Presidente della Commissione per i Diritti Umani, Pietro Marcenaro, sostiene la campagna per la candidatura di Zura Karuhimbi, Yolande Mukagasana e Pierantonio Costa per il premio Nobel per la Pace 2011. &#8220;Durante e dopo la tragedia che nel 1994  ha sconvolto il Rwanda,  Zura Karuhimbi, Yolande Mukagasana e Pierantonio Costa, col la loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1751" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/12/ruanda.jpg"><img class="size-medium wp-image-1751" title="ruanda" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/12/ruanda-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">ph. kigaliwire (cc flickr)</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> Il Presidente della Commissione per i Diritti Umani, <strong>Pietro Marcenaro</strong>, sostiene la campagna per la candidatura di Zura Karuhimbi, Yolande Mukagasana e Pierantonio Costa per il premio <strong>Nobel per la Pace 2011</strong>.<span id="more-1749"></span></p>
<p><em>&#8220;Durante e dopo la tragedia che nel 1994  ha sconvolto il Rwanda,  Zura Karuhimbi, Yolande Mukagasana e Pierantonio Costa, col la loro azione e il loro comportamento, sono stati simbolo della lotta contro ogni genocidio e al tempo stesso attori di una importante esperienza di riconciliazione&#8221;,</em> ha spiegato il Senatore Pd.</p>
<p>La campagna è promossa dall&#8217;associazione BeneRwanda, insieme alla Provincia di Roma, alla fondazione Un Raggio di Luce Onlus, al Giardino dei Giusti del Mondo del Comune di Padova e al Comitato della Foresta dei Giusti di Milano.</p>
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		<title>Donne africane in prima pagina</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 11:06:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Terza pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Noppaw]]></category>
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		<description><![CDATA[ROMA. A pochi mesi dal lancio ufficiale, avvenuto ad Ancona lo scorso novembre, prosegue la lunga marcia della Campagna Noppaw, promossa da Solidarietà e Cooperazione &#8211; Cipsi (Coordinamento di 45 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale) e da ChiAma l’Africa per assegnare il Premio Nobel per la pace 2011 alle donne africane. Una Campagna che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_540" class="wp-caption alignleft" style="width: 208px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/03/Noppaw-Donne-Africane-Logo.jpg"><img class="size-medium wp-image-540" style="margin: 2px 5px;" title="Noppaw Donne Africane Logo" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/03/Noppaw-Donne-Africane-Logo-300x218.jpg" alt="" width="198" height="144" /></a><p class="wp-caption-text">Il manifesto</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> A pochi mesi dal lancio ufficiale, avvenuto ad Ancona lo scorso novembre, prosegue la lunga marcia della <a href="http://www.noppaw.org/" target="_self"><strong>Campagna Noppaw</strong></a>, promossa da <strong>Solidarietà e Cooperazione &#8211; Cipsi</strong> (Coordinamento di 45 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale) e da <strong>ChiAma l’Africa</strong> per assegnare il Pre<strong>mio Nobel per la pace 2011 alle donne africane</strong>.<span id="more-538"></span></p>
<p>Una Campagna che vuole assegnare un Nobel collettivo alle donne africane nel loro insieme, riconoscendone il protagonismo in tutti gli ambiti della società. In occasione della <strong>Festa della donna</strong>, La <strong>Campagna Noppaw</strong> vuole lanciare una proposta ai direttori dei quotidiani, dei telegiornali e dei radiogiornali nazionali e locali: <strong>l’8 marzo dedicate le prime pagine delle testate o le aperture dei telegiornali e radiogiornali alle donne africane.</strong></p>
<p><em>&#8220;Parlate di loro</em> -si legge nel comunicato- <em>raccontate le loro storie, le esperienze di vita, di lavoro, di integrazione e di riscatto. Le donne africane sono protagoniste trainanti sia nei settori della vita quotidiana che nell&#8217;attività politica e sociale. Donne imprenditrici, impegnate in politica, donne che si assumono il ruolo di promotrici dei diritti, della salute, della pace. Non è possibile immaginare il futuro dell’Africa senza avere davanti agli occhi le tante donne comuni che quotidianamente portano il peso di questo pezzo di terra. Ne assumono i drammi e ne vivono le speranze. Donne feraili fondamentali per la vita del continente. Ed è a loro che vorremmo venisse data voce in un giorno storicamente dedicato alle donne, alla rivendicazione dei loro diritti e alla lotta contro ogni forma di violenza perpetrata nei loro confronti&#8221;.</em></p>
<p>La Campagna sta ottenendo sempre più riscontri: solo in questi ultimi giorni l’appello da inviare al comitato che attribuisce il Nobel è stato firmato dal presidente della Camera <strong>Gianfranco Fini</strong> e dall’ex presidente della Camera <strong>Fausto Bertinotti</strong>, che si è impegnato in prima persona per far firmare anche tutti gli altri ex presidenti della Camera. Istituzioni politiche, ex premi Nobel come Richard Odingo, personalità del mondo della cultura e dello spettacolo si stanno mobilitando per appoggiare la candidatura.</p>
<p>Numerose iniziative ed eventi sono in corso di programmazione per tutto il 2010. Anche gli Enti locali possono fare la loro parte: sul sito internet <a href="http://www.noppaw.org/" target="_self">www.noppaw.org</a> è presente una mozione da presentare ai Consigli comunali.</p>
<p><em>&#8220;È fondamentale l’appoggio di tutti</em> -dicono i promotori- <em>per fare in modo che questa lunga e difficile marcia raggiunga l’obiettivo che si è prefissa. Chiediamo all’informazione italiana di fare la sua parte in una giornata simbolica come quella dell’8 marzo, per testimoniare il protagonismo delle donne africane e il loro ruolo nella società e per veicolare un’immagine positiva del continente africano&#8221;.</em></p>
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		<title>Mangano (Auser) sulla Shoah: &#8220;Teniamo viva la memoria&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 10:44:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Auser]]></category>
		<category><![CDATA[Eli Wiesel]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno della memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Mangano]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Nobel]]></category>
		<category><![CDATA[Shoah]]></category>

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		<description><![CDATA[[di MICHELE MANGANO*] ROMA. L’orrore della Shoah ci impone di tenerne viva e coltivarne la memoria  e di raccoglierne costantemente il monito. Quello che è stato potrebbe ripetersi se non si assume la persona e i suoi diritti come priorità assoluta ed inviolabile, come vincolo ad ogni diversa opzione di carattere religioso, ideologico o politico. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_369" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/01/memoria.jpg"><img class="size-medium wp-image-369" style="margin: 2px 5px;" title="memoria" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/01/memoria-300x199.jpg" alt="" width="210" height="139" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Candido33</p></div>
<p>[di <strong>MICHELE MANGANO*</strong>] <strong>ROMA.</strong> L’orrore della Shoah ci impone di tenerne viva e coltivarne la memoria  e di raccoglierne costantemente il monito. Quello che è stato potrebbe ripetersi se non si assume la persona e i suoi diritti come priorità assoluta ed inviolabile, come vincolo ad ogni diversa opzione di carattere religioso, ideologico o politico.</p>
<p>Ma la vergogna della Shoah sta anche nell’indifferenza, come bene ha detto il premio Nobel <strong>Eli Wiesel</strong> <em>“il contrario della vita non è la morte, ma l’indifferenza”</em>. E’ l’indifferenza che permette  ancora negli striscioni degli stadi l’uso della parola ebreo come insulto. E’ l’indifferenza che permette la negazione della Shoah o l’irrisione di quanto avvenuto. Per questo, il rispetto dei diritti fondamentali della persona è un impegno assoluto di tutti gli uomini di buona volontà. Dovunque questi diritti vengono violati, occorre mantenere viva la denuncia e la condanna.</p>
<p><em><strong>* Presidente nazionale Auser</strong></em></p>
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