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	<title>VolontariatOggi.info&#187; Regione Toscana</title>
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	<description>Il webmagazine del volontariato edito dal Cnv</description>
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		<title>I primi risultati del progetto toscano per l&#8217;autonomia dei giovani</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 14:45:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche giovanili]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[FIRENZE. Duemila i giovani toscani che hanno chiesto alla Regione un contributo sull’affitto di una abitazione per uscire dal nucleo familiare di origine. La notizia viene dal presidente Enrico Rossi che questa mattina ha firmato un protocollo d’intesa con molte realtà giovanili toscane (30 strutture giovanili di altrettante realtà produttive, sociali, di categoria, sindacali, del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6450" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/2012/02/10/i-primi-risultati-del-progetto-toscano-per-lautonomia-dei-giovani/enrico-rossi/" rel="attachment wp-att-6450"><img class="size-medium wp-image-6450" title="Enrico-Rossi" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/02/Enrico-Rossi-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi</p></div>
<p><strong>FIRENZE</strong>. Duemila i giovani toscani che hanno chiesto alla Regione un contributo sull’affitto di una abitazione per uscire dal nucleo familiare di origine. La notizia viene dal presidente <strong>Enrico Rossi</strong> che questa mattina ha firmato un protocollo d’intesa con molte realtà giovanili toscane (30 strutture giovanili di altrettante realtà produttive, sociali, di categoria, sindacali, del terzo settore, degli enti locali) per istituire il “<strong>tavolo Giovani Sì</strong>“, strumento di collegamento permanente fra Regione Toscana ed eterogeneo mondo, pubblico e privato, delle politiche giovanili.<span id="more-6449"></span></p>
<p>E’ stata l’occasione per fornire i primi dati su quel progetto (“Giovani Sì. Progetto per l’autonomia dei giovani“) che si pone l’obbiettivo di “garantire dinamismo e opportunità all’universo giovanile toscano in termini di sviluppo delle capacità individuali, emancipazione e partecipazione sociale”.</p>
<p>Fra i diversi “fronti” già aperti sul progetto regionale, è da pochi giorni scaduto il primo bando per i contributi sull’affitto di abitazioni per ragazze e ragazzi under 34: più di 1.300 le domande presentate (in termini numerici significano circa 2.000 giovani coinvolti) per concorrere ai contributi regionali (compresi fra i 150 e i 350 euro al mese fino a un massimo di tre anni). A marzo le graduatorie. E subito dopo un nuovo bando.</p>
<p>Da poche settimane sono inoltre aperti gli sportelli di Fidi Giovani nel contesto di un’altra linea progettuale (il “Fare Impresa“) che prevede l’erogazione di prestiti garantiti (250 mila euro) e abbattimento interessi, per quei giovani intenzionati a iniziare una attività imprenditoriale: sono già state presentate più di 60 richieste per un totale di oltre 6 milioni di euro. A questo si aggiungono 30 pratiche, già avviate, per nuovi insediamenti imprenditoriali in agricoltura.</p>
<p>C’è anche la linea dei tirocini (“<em>di qualità e retribuiti</em>”, precisa Rossi sottolineando i meccanismi inseriti nella legge per evitare usi distorti di questo sostegno al lavoro dei giovani): a oggi sono oltre mille i giovani che ne usufruiscono con un sempre crescente numero di aziende interessate a farsi coinvolgere (la Regione sostiene con 200 euro al mese e con una durata che può arrivare anche a 24 mesi, tirocini e stage retribuiti con borse di studio).</p>
<p>Altri 1.000 giovani stanno per essere avviati nel Servizio civile regionale aggiungendosi agli altrettanti già all’opera in tante esperienze (terzo settore, cultura, ambiente, enti pubblici) nell’intera Toscana. Sono infine aperti bandi per cofinanziare in accordo con le Università 200 assegni di ricerca.</p>
<p>Il “tavolo” ha l’obiettivo di favorire l’attuazione di un progetto i cui contenuti e le cui novità sono inserite nel portale www.giovanisi.it con cinque obiettivi: promuovere l’emancipazione dei giovani dalla famiglia di origine, potenziare le opportunità legate allo studio/formazione, costruire percorsi per l’inserimento nel mondo del lavoro, facilitare l’avvio di imprese, accrescere le opportunità di esperienze formative e lavorative all’estero.</p>
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		<title>300 milioni per i giovani della Toscana. Andorlini: “Riportiamoli al centro della scena sociale”</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 10:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Barghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Andorlini]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5765" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-5765" title="giovanisi-enricorossi" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/11/giovanisi-enricorossi-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /><p class="wp-caption-text">Enrico Rossi e i giovani al Dire e Fare</p></div>
<p><strong>LUCCA.</strong> Con la partenza dell&#8217;iniziativa per facilitare il distacco dei giovani dal nucleo familiare di origine, entra veramente nel vivo il progetto <a href="http://www.giovanisi.it/" target="_blank">Giovanisì</a>, ideato dalla Regione Toscana per promuovere l&#8217;autonomia dei giovani toscani e partito operativamente a giugno coi tirocini lavorativi. Il responsabile di questo percorso, <strong>Carlo Andorlini</strong>, spiega com&#8217;è nata questa idea. <em>“L&#8217;intento del progetto, fortemente voluto dal Presidente della Regione Enrico Rossi</em> -raconta Andorlini- <em>è quello di intervenire nel momento più delicato della vita di un giovane oggi, momento che, purtroppo, ormai si ripete più di una volta nella vita delle persone: quello dell&#8217;uscita. Uscita dall&#8217;università, uscita da casa, uscita da una precedente esperienza lavorativa: sono tutte situazione di estrema esposizione della gioventù, che nel passaggio da un contesto noto ad uno completamente diverso rischia di andare a sbattere muri contro insormontabili”</em>.<span id="more-5764"></span></p>
<p>Il progetto Giovanisì nasce mettendo insieme trasversalmente le politiche regionali che hanno potenzialmente al centro gli under 35: dal lavoro, alla casa, alla formazione. Un contenitore, insomma, che muoverà 300 milioni di euro, provenienti in gran parte dal Fondo Sociale Europeo e per il resto da fondi regionali e, in minima parte, ministeriali. Tre gli obiettivi principali: dare una scossa per riportare i giovani al centro della scena sociale, rafforzare le politiche di integrazione e rimandare l&#8217;immagine di una Regione impegnata nell&#8217;affrontare i problemi.</p>
<p><em>“Non si tratta di una iniziativa in grado di rivoluzionare il futuro delle persone</em> -precisa Andorlini- <em>ma dà delle risposte precise a delle richieste impellenti”.</em> E poiché un altro tema che sta o dovrebbe stare a cuore dei giovani che lottano in un mercato del lavoro sempre più difficile è l&#8217;aiuto all&#8217;imprenditoria, a dicembre partirà l&#8217;ultima azione, quella dedicata proprio all&#8217;incentivo delle startup giovanili. Il tutto per riuscire a riportare una delle categorie oggi più colpite dalla crisi alla dimensione della cittadinanza, che sola le permette di esprimersi e realizzarsi nel confronto con le strutture sociali e amministrative.</p>
<p><em>“L&#8217;ufficio predisposto dalla Regione a questo fine conta una decina di persone</em> -conclude Andorlini-<em> il cui scopo principale, oltre all&#8217;attuazione delle azioni, è la mediazione coi cittadini e la ricezione delle istanze”.</em> Il funzionamento di Giovanisì infatti si caratterizza per il suo essere in progress: ad ogni azione viene associata la raccolta di schede di valutazione che permetteranno di capire, per ogni singola fase, fino a che punto l&#8217;azione è stata efficace e cosa eventualmente cambiare nella fase successiva.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.volontariatoggi.info/author/michele-barghini/"><strong>Michele Barghini</strong> </a></p>
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		<title>&#8220;Chi dona sangue ha cuore&#8221;. L&#8217;unica campagna sociale della Regione Toscana è multietnica</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 21:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5738" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-5738" title="Campagna pubblicitaria autobus 011" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/11/Campagna-pubblicitaria-autobus-011-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">La nuova campagna per la donazione del sangue</p></div>
<p><strong>LUCCA.</strong> E&#8217; una campagna che punta diritta al cuore, quella promossa da Regione Toscana. In tempi di crisi, quando i finanziamenti scarseggiano e pure i servizi sono a rischio, il primo settore a &#8216;saltare&#8217; è quello della comunicazione. Ma stavolta è diverso. Perché la Toscana e il suo assessore alla salute <strong>Daniela Scaramuccia</strong> hanno rilanciato puntando tutto sul tema della donazione del sangue. Il titolo della campagna sociale è esplicito: <em>&#8220;Chi dona sangue ha cuore&#8221;</em>. E l&#8217;apertura alle donazioni multietniche è evidenziata anche dalla presenza di un ragazzo straniero nei manifesti che da oggi sono visibili in tutta la Toscana. Autobus compresi. <span id="more-5736"></span></p>
<p>Per la Scaramuccia, questa è una campagna coloratissima,<em> &#8220;con facce giovani e di diverse etnie&#8221;.</em> Eh sì, perché i destinatari del messaggio sono proprio loro: i ragazzi e le ragazze di questa Toscana segnata positivamente dall&#8217;intercultura. <em>&#8220;Abbiamo una popolazione che invecchia sempre di più</em> -prosegue l&#8217;assessore regionale alla salute-<em> e che quindi ha sempre più esigenza di sangue. E&#8217; quindi importante poter ringiovanire il parco donatori&#8221;.</em> E sull&#8217;apertura alle diverse etnie, la Scaramuccia precisa che <em>&#8220;ci sono molte persone che erano donatori nel loro paese e che però, una volta arrivati in Italia, incontrano un po&#8217; di difficoltà nel proseguire questa strada. Con questa campagna desideriamo rivolgerci anche a loro. Siamo consapevoli che la donazione del sangue può essere uno strumento di integrazione&#8221;.</em></p>
<p>E&#8217; bene sapere che In Toscana, nel 2010, sono state effettuate 241.233 donazioni di cui 175.696 di sangue intero, 52.833 plasmaferesi e 12.704 donazioni multicomponent. <em>&#8220;Nonostante tutto</em> -si legge sul sito della campagna- <em>non è possibile ancora far fronte a tutte le necessità dei malati&#8221;</em>.</p>
<div id="attachment_5739" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-5739" title="CampagnaSangue300x250-Generico" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/11/CampagnaSangue300x250-Generico-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">Il manifesto della campagna</p></div>
<p>Alla presentazione della campagna, all&#8217;interno della rassegna Dire e Fare, hanno partecipato fra gli altri anche <strong>Simona Carli</strong> (direttore del Centro Regionale Sangue), <strong>Oreste Tavanti</strong> (direttore generale dell&#8217;Asl 2 di Lucca), <strong>Gianna Cecchi</strong> (associazione Adee &#8211; Rassegna internazionali di pubblicità sociale), <strong>Marco Remaschi</strong> (presidente della Commissione sanità del Consiglio regionale) e molti rappresentanti delle associazioni di donatori. Tra cui Avis, Fratres, Anpas. Qualcuno ha lamentato l&#8217;assenza dei giovani. Che però in sala erano presenti: gli studenti del liceo scientifico Vallisneri di Lucca hanno infatti creato un&#8217;associazione per la donazione del sangue giusto un anno fa. <em>&#8220;Ora</em> -dicono- <em>vorremmo cambiare nome all&#8217;associazione e coinvolgere tutte le altre scuole della città&#8221;.</em></p>
<p>A questo appuntamento pubblico, moderato dal giornalista <strong>Giulio Sensi</strong> (direttore del quadrimestrale <em>Volontariato Oggi</em> e collaboratore di <em>Altreconomia</em>), è intervenuto anche <strong>Andrea Volterrani</strong>. Lui che è docente di sociologia dei processi culturali e comunicativi all&#8217;Università di Roma Tor Vergata, conosce bene non solo il mondo della comunicazione, ma anche e soprattutto quel grande universo che è il terzo settore.<em> &#8220;La campagna funzionerà?&#8221;</em>, si chiede Volterrani. <em>&#8220;Di fronte a questo tipo di comunicazione</em> -aggiunge-<em> occorre andare oltre queste valutazioni. Quando si comunica si ha a che fare con l&#8217;impalpabile. Quindi con l&#8217;immaginario. E non è detto che il messaggio sia sempre condiviso. Vedete, l&#8217;immaginario ragiona in termini semplici. La comunicazione? Non è trasmissione, bensì condivisione. Tanto più i messaggi sono semplici, tanto più la campagna è efficace&#8221;.</em></p>
<p>Difficile dargli torto. Soprattutto quando fa accenno al fatto che <em>&#8220;anche la comunicazione è un bene comune. E&#8217; assolutamente rilevante stare attenti a ciò che si fa a quel che si racconta. Investire sulla comunicazione sociale</em> -prosegue Volterrani- <em>è investire sul futuro. Quindi tagliare la comunicazione in tempi di crisi è un grave errore. Si fa un danno al sociale e si ostacola il suo futuro. Anche le associazioni di volontariato devono capire che la comunicazione sociale non è una spesa ma un investimento&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.volontariatoggi.info/author/admin/" target="_blank"><strong>Gianluca Testa</strong></a></p>
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		<title>Tratta e schiavitù, bilanci e prospettive in Toscana</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 10:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Convegni]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Schiavitù]]></category>
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		<description><![CDATA[LUCCA. Il Cesvot e la Fondazione Volontariato e Partecipazione, in collaborazione con Regione Toscana–Commissione Regionale Pari Opportunità e Centro Nazionale Volontariato, organizzano il convegno “Tratta, schiavitù e sfruttamento – Bilanci e nuove sfide in Toscana&#8221;. Il convegno si terrà giovedì 17 novembre alle dalle 15 alle 18 presso Dire e Fare al Polo fieristico di Sorbano a Lucca. I lavori inizieranno alle 15 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5581" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.flickr.com/photos/malingering/303791793"><img class="size-thumbnail wp-image-5581" title="tratta" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/11/tratta-150x205.jpg" alt="" width="150" height="205" /></a><p class="wp-caption-text">ph. Malingering (cc flickr)</p></div>
<p><strong>LUCCA.</strong> Il Cesvot e la Fondazione Volontariato e Partecipazione, in collaborazione con Regione Toscana–Commissione Regionale Pari Opportunità e Centro Nazionale Volontariato, organizzano il convegno<strong><em> “Tratta, schiavitù e sfruttamento – Bilanci e nuove sfide in Toscana&#8221;</em></strong>. Il convegno si terrà giovedì 17 novembre alle dalle 15 alle 18 presso Dire e Fare al Polo fieristico di Sorbano a Lucca. I lavori inizieranno alle 15 con la proiezione del video<em> “In confidenza. Ribellarsi alle nuove forme di schiavitù”</em> di <strong>Arianna Mencaroni</strong> vodeomaker e ricercatrice della Fondazione Volontariato e Partecipazione. Alle 15.15 i saluti del presidente del Cesvot <strong>Patrizio Petrucci</strong> e di <strong>Angela Notaro</strong> vicepresidente Commissione regionale Pari Opportunità della Toscana. <span id="more-5578"></span></p>
<p>A seguire “Atlante sociale sulla tratta”, presentazione del volume pubblicato da Cesvot con gli interventi di <strong>Marta Bonetti</strong> ricercatrice della Fondazione Volontariato e Partecipazione, <strong>Sonia Biagi</strong> referente per la tratta Settore Politiche per il contrasto al disagio sociale della Regione Toscana.</p>
<p>Alle 16 Tavola rotonda intitolata <em>“I soggetti della rete per il contrasto della tratta in Toscana: ruoli e competenze” </em>a cui daranno il loro contributo, coordinati dalla giornalista <strong>Pamela Cioni</strong>, responsabile Ufficio stampa Cospe, <strong>Giancarlo Galardi</strong> responsabile Settore Politiche per il contrasto al disagio sociale, <strong>Chiara Innocenti</strong> coordinatrice assessori alle Pari Opportunità di Upi Toscana, <strong>Alessandro Salvi</strong> dirigente Servizio Marginalità e Inclusione sociale del Comune di Firenze, <strong>Gabriella Mauri</strong> dell’associazione Trame onlus, <strong>Maria Pia Pelagatti</strong> comandante Vigili Urbani del Comune di Calenzano e Francesca Nicodemi referente nazionale per l’ambito “Tratta” dell’Asgi che rifletterà sugli aspetti giuridici. Le conclusioni saranno affidate al direttore della Fondazione Volontariato e Partecipazione <strong>Riccardo Guidi</strong>.</p>
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		<title>Il terzo settore partecipa alle Società della Salute</title>
		<link>http://www.volontariatoggi.info/2011/10/01/il-terzo-settore-partecipa-alle-societa-della-salute/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 12:53:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Guidi]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Società della Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[VIAREGGIO. In Toscana sono 728 le organizzazioni del Terzo Settore che partecipano alle Società della Salute, 361 di queste fanno parte dei Comitati di Partecipazione promossi sul territorio. I dati sono stati presentati oggi (sabato 1 ottobre) al Festival della Salute da Riccardo Guidi, direttore della Fondazione Volontariato e Partecipazione, la quale sta svolgendo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_5096" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/10/Festival-della-Salute.jpg"><img class="size-medium wp-image-5096" title="Festival-della-Salute" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/10/Festival-della-Salute-300x219.jpg" alt="" width="300" height="219" /></a><p class="wp-caption-text">Fino al 2 ottobre a Viareggio il Festival della Salute</p></div>
<p>VIAREGGIO</strong>. In Toscana sono 728 le organizzazioni del Terzo Settore che partecipano alle Società della Salute, 361 di queste fanno parte dei Comitati di Partecipazione promossi sul territorio. I dati sono stati presentati oggi (sabato 1 ottobre) al <strong>Festival della Salute</strong> da <strong>Riccardo Guidi</strong>, direttore della <strong>Fondazione Volontariato e Partecipazione</strong>, la quale sta svolgendo la prima ricerca regionale sulla partecipazione dei cittadini nelle Società della salute finanziata dalla Regione Toscana, nel corso della tavola rotonda &#8220;<em>La partecipazione dei cittadini nelle Società della salute</em>&#8220;.<span id="more-5095"></span> Un sistema che offre molte opportunità, ma che risente -secondi i primi risultati della ricerca- del loro attuale statuto incerto, delle difficoltà di sistema dopo la sperimentazione, la non scontata coerenza tra programmazione zonale e programmazione regionale e l’organico sotto-dimensionato delle Società stesse.</p>
<p>&#8220;<em>Un numero importante di realtà del terzo settore si sono attivate intorno alle Società della Salute</em> -ha commentato Guidi- <em>e questo è un primo dato importante di uno strumento che ha introdotto reali strumenti di partecipazione. Nella ricerca abbiamo rilevato che molti attori del terzo settore hanno opinioni critiche sulla qualità della partecipazione nelle Società, anche se abbiamo registrato una forte voglia di rilanciare con condizioni migliori</em>&#8220;.</p>
<p>La composizione delle Società della Salute è molto varia: si va da un minimo di 5 ad un massimo di 92 per le Consulte, da un minimo di 3 ad un massimo di 52 per i Comitati.</p>
<p>&#8220;<em>Numeri disomogenei</em> -ha detto Guidi- <em>che risentono anche di differenti strategie di coinvolgimento. Per affrontare questo problema pensiamo che occorra investire in strumenti di orientamento e in formazione di competenze. più che in strumenti di regolazione rigidi. Pur nella necessità di un quadro fondamentale di regole chiare, i processi partecipativi presi sul serio sembrano infatti avere bisogno di restare aperti. La loro “saturazione” con norme e standard rischia di rendere la partecipazione un adempimento formale e di frustrare i potenziali d’innovazione che tali processi possono esprimere</em>&#8220;.</p>
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		<title>Allocca al volontariato: &#8220;Non esistono solo i servizi. Costruiamo un welfare capace di anticipare i bisogni&#8221;</title>
		<link>http://www.volontariatoggi.info/2011/09/24/allocca-al-volontariato-non-esistono-solo-servizi-costruiamo-un-welfare-capace-di-anticipare-i-bisogni/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 10:13:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Welfare]]></category>
		<category><![CDATA[Cesvot]]></category>
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		<category><![CDATA[Regione Toscana]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4996" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/09/salvatore-allocca.jpg"><img class="size-medium wp-image-4996" title="salvatore-allocca" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/09/salvatore-allocca-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a><p class="wp-caption-text">Salvatore Allocca a Montecatini</p></div>
<p><strong>MONTECATINI TERME.</strong> <em>&#8220;Abbiamo di fronte un panorama drammatico&#8221;</em>. Si sfoga così l&#8217;assessore alle politiche sociali della Regione Toscana <strong>Salvatore Allocca</strong> intervenendo a conclusione del seminario &#8220;Volontariato e politiche di welfare in Toscana&#8221; promosso da Cesvot. I numeri, infatti, sono drammatici: se la Regione Toscana nel 2008 poteva contare su 66 milioni di euro, ora ci sono appena 11 milioni. Mentre nel 2012 questa cifra toccherà i 3 milioni. In questo contesto cosa fa la politica territoriale? <em>&#8220;Scompare </em>-risponde Allocca- <em>perché condizionata a scelte sovranazionali che rendono le azioni regionali condizionali e obbligate, riducendo di fatto lo spazio per le iniziative&#8221;</em>.  <span id="more-4993"></span></p>
<p>Questo condizione mette in crisi un welfare già debole. <em>&#8220;Una caduta di questo tipo</em> -prosegue Allocca- <em>rischia di far collassare il sistema. Il problema, poi, riguarda anche questioni politiche. Penso soprattutto alla legge di riforma del welfare, dove si fa leva sull&#8217;etica della gratuità e sugli enti caritatevoli. Sia chiaro: il volontariato ha un grande ruolo, ma bisogna stare attenti agli &#8216;scivoloni&#8217;. Il Governo ha degli impegno e li deve rispettare evitando &#8216;cortocircuiti&#8217;. Non si può scaricare l&#8217;intero sistema di welfare sul volontariato&#8221;.</em></p>
<p>Per Allocca <em>&#8220;investire nel sociale significa investire nella salute&#8221;</em>. L&#8217;assessore ritiene prioritario <em>&#8220;attingere alla compartecipazione, facendo attenzione all&#8217;equità&#8221;.</em> La Regione Toscana sta cercando di favorire il processo di integrazione fra sanitario e sociale integrando in questo percorso le politiche abitative. Ma i problemi non si esauriscono qui. <em>&#8220;Perché si scrive la parola &#8216;fine&#8217; sull&#8217;assegno di accompagnamento, che ora diventa &#8216;assegno di sussistenza&#8217;. Non è solo un cambio di definizione. Su questo fondo l&#8217;anno prossimo ci saranno 4mila miliardi in meno. Nel 2013 il taglio sarà di ulteriori 15mila miliardi&#8221;.</em></p>
<p>Cifre che spaventano. Ma allocca assicura che la Regione investirà sul sociale 17,5 milioni di euro <em>&#8220;che dovranno essere stabilizzati. Per questo</em> -precisa l&#8217;assessore- <em>stiamo cercando di distribuire in modo omogeneo le risorse. E attiveremo fondi straordinari per i nuovi bisogni&#8221;.</em></p>
<p>In questo contesto, qual è il compito del volontariato? <em>&#8220;Innanzitutto </em>-risponde Allocca- <em>il volontariato non deve abbandonare il ruolo di sussidiarietà. Occorre costruire insieme un welfare che non è solo centrato sui servizi. Pensiamo piuttosto a un welfare di &#8216;iniziativa&#8217; anticipando i bisogni per prevenire l&#8217;esclusione&#8221;</em>. Tutto questo passa anche attraverso la ri-definizione del ruolo del pubblico. <em>&#8220;Bisogna andare verso i beni comuni costruendo un nuovo patto di comunità&#8221;,</em> sottolinea Allocca.<em> &#8220;C&#8217;è un bisogno di comunità che lo Stato non garantisce più. Fondamentale è il livello di partecipazione, che dobbiamo interpretare come un processo che si rinnova continuamente&#8221;.</em></p>
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