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	<title>VolontariatOggi.info&#187; Ristretti Orizzonti</title>
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	<description>Il webmagazine del volontariato edito dal Cnv</description>
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		<title>Carcere, morti record: 100 detenuti in sei mesi</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 06:32:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Pena di morte]]></category>
		<category><![CDATA[Ristretti Orizzonti]]></category>

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		<description><![CDATA[PADOVA. Si chiamava Giuseppe La Piana e non aveva ancora 36 anni (li avrebbe compiuti il prossimo 10 agosto) il 100esimo detenuto che ha perso la vita nelle carceri italiane da inizio anno. “Stava mangiando -ha detto la vedova Claudia- quando, così ci è stato riferito, ha accusato un malore ed è morto”. Il fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4097" class="wp-caption alignleft" style="width: 209px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/07/carcere.jpg"><img class="size-medium wp-image-4097" title="carcere" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/07/carcere-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">ph. Funky64 (www.lucarossato.com) cc flickr</p></div>
<p><strong>PADOVA.</strong> Si chiamava <strong>Giuseppe La Piana</strong> e non aveva ancora 36 anni (li avrebbe compiuti il prossimo 10 agosto) il 100esimo detenuto che ha perso la vita nelle carceri italiane da inizio anno. <em>“Stava mangiando</em> -ha detto la vedova Claudia- <em>quando, così ci è stato riferito, ha accusato un malore ed è morto”</em>. Il fatto risale a domenica scorsa ed è avvenuto nel carcere dei “Pagliarelli” di Palermo. <span id="more-4096"></span></p>
<p>Lo stesso giorno, nell’Opg (Ospedale Psichiatrico Giudiziario) di Aversa, in provincia di Caserta, un internato di 45 anni originario dell’Umbria (V.P. sono le sue iniziali) si accascia a terra e muore. Il personale in servizio non ha nemmeno il tempo di chiamare il 118. Il referto medico parla di <em>“sospetto edema polmonare”</em>, ma il magistrato dispone comunque l’autopsia. <em>“Un malore improvviso</em> -spiega la direttrice penitenziaria dell’Opg, <strong>Carlotta Giaquinto</strong>- <em>non pare che ci fossero stati sintomi di una malattia pregressa”</em>.</p>
<p>La struttura che dirige “ospita” circa 250 internati e dall’inizio dell’anno sono morti in 7: tre si sono suicidati; uno, privo di denti, si è soffocato nel tentativo di inghiottire del pane; un altro è morto per problemi cardiaci; l’ultimo per una “sospetta setticemia”.</p>
<p><strong>Carmine Parmigiano</strong>, 32enne originario di Salerno, era detenuto a Rebibbia (Roma) per scontare una pena relativa a reati di furto e scippo. Mentre si trova nel cortile per “l’ora d’aria” si scazzotta con altri due detenuti e per questo viene punito con 15 giorni da trascorrere in una cella d’isolamento, dove il 30 giugno viene ritrovato senza vita. Il referto cadaverico è chiarissimo: <em>“strangolamento auto provocato”</em>.</p>
<p>Anche <strong>Abbedine Kemal</strong>, marocchino 24enne detenuto nella Casa di Reclusione di Opera, sembrava essere stato vittima di un malore lo scorso 15 giugno. <em>“Il fatto che registriamo è che il detenuto stava lavorando ed è caduto a terra, perdendo i sensi davanti a tutti”</em>: così dichiara il direttore del carcere di Opera, <strong>Giacinto Siciliano</strong> (Il Giorno, 24 giugno 2011). L’uomo, trasportato in ospedale in condizioni critiche, muore il 23 giugno. Il 3 luglio l’autopsia, eseguita dal medico legale Domenico Castaldo, dà un esito imprevisto: Abbedine è stato colpito con una mazza, o un corpo contundente rigido, avvolta in un panno per non lasciare tracce. Un colpo che gli ha devastato la scatola cranica e ne ha determinato la morte. Si tratta dunque di omicidio.</p>
<p>Queste le ultime vittime di una lista che giorno dopo giorno inesorabilmente si allunga: <strong>nei primi 183 giorni del 2011</strong> (esattamente metà dell’anno solare) <strong>nelle carceri italiane hanno perso la vita 100 detenuti</strong>: 32 si sono suicidati; dei rimanenti 68 (età media 35 anni) circa la metà è deceduta per “malori improvvisi” legati a disfunzioni cardiache, respiratorie, etc., mentre su 23 casi sono in corso inchieste giudiziarie miranti ad accertare le cause dei decessi.</p>
<p><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/07/dati-morte-carcere.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4099" title="dati-morte-carcere" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/07/dati-morte-carcere.jpg" alt="" width="366" height="319" /></a></p>
<p>Se l’andamento dovesse proseguire anche nella seconda metà dell’anno a fine 2011 si registrerebbe il numero più alto di decessi della storia penitenziaria italiana, superando alche il “record” del 2010, quando si registrarono 186 “morti di carcere”.</p>
<p>Nel 2006 e nel 2007, quando per effetto dell’indulto la popolazione detenuta era tornata nei limiti di capienza previsti per il sistema penitenziario, i detenuti morti furono rispettivamente 134 e 123 (minimo del decennio).</p>
<p>Dal <strong>2000 ad oggi il totale dei detenuti morti è di 1.847</strong> (658 i suicidi), mentre tra il personale penitenziario si sono registrati i suicidi di 88 poliziotti, di un direttore (Armida Miserere, nel 2002 a Sulmona) e del Provveditore Regionale della Calabria (Paolo Quattrone, nel 2010).</p>
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		<title>Padova: detenuto inala gas e muore. Dieci giorni fa il compagno di cella fece la stessa fine</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 13:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[Ristretti Orizzonti]]></category>

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		<description><![CDATA[PADOVA. Alessandro Giordano, 38 anni, è morto ieri pomeriggio nel carcere “Due Palazzi” di Padova. Era originario di Salerno e stava contando una condanna, che sarebbe terminata nel 2014, per reati legati alla sua condizione di tossicodipendente. Secondo quanto scrive Ristretti Orizzonti, a termini di legge avrebbe potuto essere in “affidamento terapeutico”, invece era in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>PADOVA.</strong> Alessandro Giordano, 38 anni, è morto ieri pomeriggio nel carcere “Due Palazzi” di Padova. Era originario di Salerno e stava contando una condanna, che sarebbe terminata nel 2014, per reati legati alla sua condizione di tossicodipendente. Secondo quanto scrive <a href="http://www.ristretti.org/" target="_blank">Ristretti Orizzonti</a>, a termini di legge avrebbe potuto essere in “affidamento terapeutico”, invece era in cella come altri 20mila tossicodipendenti. <em>&#8220;Nella Casa di Reclusione di Padova, pur considerata una delle &#8216;migliori&#8217; d’Italia</em> -si legge nella nota di Ristretti- <em>è il quarto decesso negli ultimi due mesi e tutte le vittime avevano meno di 40 anni. Un detenuto si è impiccato, gli altri 3 sono morti per avere inalato del gas e in questi casi è difficile capire se la loro intenzione era quella di uccidersi, oppure quella di ricercare lo &#8216;sballo&#8217; sniffando butano. Tuttavia nella morte di Alessandro c’è un elemento che fa riflettere: solo dieci giorni fa Giordano aveva visto morire uno dei due compagni di cella, anch’egli ucciso dal gas butano&#8221;.</em></p>
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		<title>Carcere: nasce in Veneto il &#8220;Forum per il diritto alla salute&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 17:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Ristretti Orizzonti]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[PADOVA. Si è costituito a Padova nei giorni scorsi il &#8220;Forum per il diritto alla salute delle persone private della libertà personale&#8221; della regione Veneto. All’incontro hanno partecipato rappresentanti della Conferenza Volontariato Giustizia del Veneto, della redazione di Ristretti Orizzonti, delle associazioni La Fraternità di Verona, Il Granello di Senape di Venezia, Antigone Padova, Gruppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1919" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/01/H.jpg"><img class="size-medium wp-image-1919" title="H" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/01/H-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a><p class="wp-caption-text">ph. Arenamontanus (cc flickr)</p></div>
<p><strong>PADOVA.</strong> Si è costituito a Padova nei giorni scorsi il <strong>&#8220;Forum per il diritto alla salute delle persone private della libertà personale&#8221;</strong> della regione Veneto. All’incontro hanno partecipato rappresentanti della Conferenza Volontariato Giustizia del Veneto, della redazione di <em>Ristretti Orizzonti</em>, delle associazioni <em>La Fraternità di Verona</em>, <em>Il Granello di Senape</em> di Venezia, <em>Antigone</em> Padova, <em>Gruppo Operatori</em> carcerari volontari di Padova, <em>Granello di Senape Padova</em>, della CGIL Padova.<span id="more-1917"></span></p>
<p>Hanno inoltre partecipato all’iniziativa, arricchendo il dibattito con la loro esperienza, la dottoressa <strong>Antonella Vesentini</strong>, responsabile per la Ulss 20 di Verona del Sistema sanitario nel carcere di Montorio e la Garante dei diritti delle persone private della libertà personale per il Comune di Verona, <strong>Margherita Forestan</strong>.</p>
<p><em>&#8220;L’iniziativa nasce dalla volontà di dare vita, in analogia all’esperienza già avviata in altre Regioni, Piemonte, Toscana, Lazio, a un organismo aperto alla partecipazione di soggetti, associazioni, enti ed istituzioni già impegnati in ambito penitenziario, con una particolare attenzione alla difesa della qualità della vita e della dignità della pena quali condizioni indispensabili per un reale recupero sociale&#8221; </em>si legge in una nota.</p>
<p>I partecipanti alla costituzione del Forum hanno deciso di definire nel prossimo incontro una prima struttura organizzativa. Con l’occasione è stato ribadito l’impegno a raccogliere nuove adesioni di chiunque sia interessato a questi temi, anche nell&#8217;ambito dell&#8217;associazionismo a difesa dei malati, delle camere penali, di organizzazioni come Magistratura democratica e Giuristi democratici, da coinvolgere nel processo di monitoraggio dell’applicazione della legge di riforma della sanità penitenziaria negli istituti del Veneto.</p>
<p>Il Forum, considerata l’importanza di questa fase di attuazione della legge e l’incertezza che contraddistingue il passaggio della Sanità penitenziaria al Sistema sanitario nazionale, è comunque già attivo per raccogliere adesioni, suggerimenti e segnalazioni sulla situazione dei singoli istituti penitenziari della regione.</p>
<p>Per informazioni è possibile rivolgersi alla <em>Conferenza regionale Volontariato Giustizia</em> (<a href="mailto:maurizio.mazzi@libero.it">maurizio.mazzi@libero.it</a>).</p>
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		<title>&#8220;Spezzare la catena del male&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 20:22:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Ristretti Orizzonti]]></category>

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		<description><![CDATA[Un libro sulla mediazione penale e la giustizia riparativa. Il titolo è &#8220;Spezzare la catena del male&#8221; (Ristretti Orizzonti, 2010, pagine 206 pagine). Tutto quello che in questo libro è raccontato ha una caratteristica, che lo rende diverso da altri testi più tecnici, più documentati, più profondi sulla mediazione penale e sulla giustizia riparativa: arriva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1615" class="wp-caption alignleft" style="width: 226px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/11/spezzarelacatenadelmale.jpg"><img class="size-medium wp-image-1615" title="spezzarelacatenadelmale" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/11/spezzarelacatenadelmale-216x300.jpg" alt="" width="216" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Spezzare le catene del male</p></div>
<p>Un libro sulla mediazione penale e la giustizia riparativa. Il titolo è <em><strong>&#8220;Spezzare la catena del male&#8221;</strong></em> (Ristretti Orizzonti, 2010, pagine 206 pagine). Tutto quello che in questo libro è raccontato ha una caratteristica, che lo rende diverso da altri testi più tecnici, più documentati, più profondi sulla mediazione penale e sulla giustizia riparativa: arriva dal carcere.<span id="more-1614"></span></p>
<p>Perché nel carcere di Padova, nella redazione di Ristretti Orizzonti, si è deciso di affrontare un percorso faticoso, che però può portare davvero a una assunzione di responsabilità. <em>&#8220;Ascoltare le vittime</em> &#8211; dicono -<em> ascoltarle e basta. In un primo momento non ci può neppure essere dialogo, ci deve essere quasi un monologo, tanto è rara e preziosa l&#8217;opportunità di ascoltare vittime che hanno accettato di entrare in un carcere non per parlare di odio, ma di sofferenza, della loro sofferenza. E poi faticosamente può nascere il momento del dialogo, del confronto, del cammino fatto insieme per&#8230; spezzare la catena del male&#8221;.</em></p>
<p>Il libro può essere ritirato (donazione di 15 euro) presso la sede di Padova (via Citolo da Perugia 35) o per posta con <a href="http://shop.ristretti.it/ECOMM01/catalog_window.aspx">ordini on-line</a>.</p>
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		<title>Abolite le tariffe agevolate: duro colpo al volontariato</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 13:57:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[a cura di GIANLUCA TESTA] LUCCA. Spedire una rivista o una qualunque lettera ai propri soci, alle associazioni italiane di volontariato costerà cinque volte tanto. Le tariffe agevolate sono state abolite in tutta fretta con un decreto interministeriale del 30 marzo scorso. Il giorno dopo segue la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. L&#8217;entrata in vigore? Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_709" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/04/Olivettilettera22.jpg"><img class="size-medium wp-image-709" style="margin: 2px 4px;" title="Olivettilettera22" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/04/Olivettilettera22-300x225.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Tommy Ironic</p></div>
<p>[a cura di <strong>GIANLUCA TESTA</strong>] <strong>LUCCA.</strong> Spedire una rivista o una qualunque lettera ai propri soci, alle associazioni italiane di volontariato costerà cinque volte tanto. Le tariffe agevolate sono state <a href="http://www.uspi.it/Comunicazioni/singola/1/70/SOSPENSIONE_AGEVOLAZIONI_POSTALI_FATTO_DI_INAUDITA_GRAVITA%27%2C_SBAGLIATA_ANCHE_NEI_PRESUPPOSTI_NORMATIVI.html" target="_blank">abolite in tutta fretta con un decreto interministeriale del 30 marzo scorso</a>. Il giorno dopo segue la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. L&#8217;entrata in vigore? Il primo aprile. Purtroppo non si è trattato di uno scherzo. Ma di un provvedimento dagli effetti devastanti per la comunicazione (e i bilanci) di molte organizzazioni. Soprattutto perché questo periodo coincide con il lancio di molte campagne promozionali del <em>&#8217;5 per mille&#8217;</em>. Un&#8217;iniziativa lodevole che, dopo le sperimentazioni, avrebbe dovuto trovare la sua stabilità giuridica. Così non è stato. E i processi, ora, sono resi ancor più complicati da questi improvvisi rincari.<span id="more-710"></span></p>
<p>Prendiamo ad esempio la rivista cartacea edita dal <strong>Centro nazionale per il volontariato</strong>. Ebbene, <a href="http://www.volontariatoggi.info/volontariato-oggi/quadrimestrale/"><strong>Volontariato Oggi</strong></a> -oltre che ai propri soci e agli abbonati- è spedita gratuitamente a tutte le associazioni di volontariato italiane iscritte ai registri regionali. Complessivamente, quindi, il Cnv si fa carico della spedizione di circa 22mila &#8216;pezzi&#8217;. Il cui costo unitario, grazie alle agevolazioni, ammontava a 0,0615 centesimi. Ora che le agevolazioni sono state abolite, quella cifra si è quintuplicata raggiungendo lo 0,2830 centesimi. Tradotto? Anziché spendere circa 1.350 euro, la nuova spedizione costerà all&#8217;associazione ben 6.226 euro: 4.876 euro in più che saranno sottratti ad altri servizi e attività.</p>
<p>Così è per il Cnv e per tutte le associazioni italiane, che si troveranno a fare i conti con un bilancio penalizzato. Tutti denari sottratti ai servizi assistenziali (anziani, minori, immigrati), alla cooperazione e non solo. Il settimanale <strong>Vita</strong> ha subito lanciato un <a href="www.vita.it/news/view/102170" target="_blank">appello on-line</a>, che anche noi abbiamo legittimamente sottoscritto. Nel frattempo <strong>Uspi</strong> (Unione stampa periodica italiana) ha avviato tavoli tecnici con la Presidenza del Consiglio e Poste Italiane, i cui resoconti sono stati pubblicati anche sul sito <a href="http://www.uspi.it" target="_blank">www.uspi.it</a>.</p>
<p>Sono stati in molti a prendere posizione: dalla rivista <a href="http://www.ristretti.it/" target="_blank">Ristretti Orizzonti</a> a <a href="http://www.csvnet.it/" target="_blank">CSVnet</a> fino all&#8217;<a href="http://www.auser.it/" target="_blank">Auser nazionale</a>, che <em>&#8220;esprime profondo sdegno e grandissima preoccupazione per la cancellazione delle tariffe postali agevolate. I risparmi alla spesa vengono così fatti ricadere sul Terzo settore</em> -si legge in una nota-. <em>Una pugnalata alla schiena con effetto immediato, un vero e proprio subdolo colpo di mano. Un’operazione che di fatto mette il bavaglio alla società civile e taglia le gambe all’editoria del Terzo settore&#8221;.</em> In merito a questo decreto è intervenuta anche la <strong>Focsiv</strong>, che ha inviato al Presidente del Consiglio <strong>Silvio Berlusconi</strong> una lettera firmata dal segretario generale <strong>Sergio Marelli</strong> per chiedere<em> &#8220;impegni concreti&#8221;</em> e per <em>&#8220;cercare di trovare una soluzione giusta ed equa alla situazione&#8221;</em>. In particolare, nella lettera, Marelli ha sottolineato l’impegno della Federazione nella cooperazione con i popoli dei Sud del mondo e nella promozione di una cultura della mondialità anche attraverso le sue due riviste periodiche nazionali (<em>&#8220;Volontari e Terzo Mondo&#8221;</em> e <em>&#8220;Volontari per lo Sviluppo&#8221;</em>) cui si aggiungono le oltre 50 riviste degli organismi soci per un totale di circa 400.000 lettori raggiunti in Italia e all’estero. <em>&#8220;In questo momento storico, in cui si auspica anche la ripresa economica</em> -si legge nel testo- <em>a seguito del provvedimento citato, ci vediamo costretti a ridurre sensibilmente la spedizione di tutte le nostre riviste, nella prospettiva anche di una riduzione ai contratti in essere con grafici, fornitori, tipografie, in quanto la nostra realtà non può accollarsi l&#8217;aumento della spesa derivante dall’invio, a tariffe maggiorate, delle riviste presso i nostri lettori e sostenitori, in quanto diventerebbe troppo onerosa e assolutamente non sostenibile per i nostri bilanci&#8221;.<br />
</em><br />
E&#8217; critico anche il <a href="http://www.forumterzosettore.it/" target="_blank">Forum del Terzo Settore</a>. <em>&#8220;Auspichiamo</em> -aveva affermato in un primo momento <strong>Andrea Olivero</strong>, portavoce del Forum- <em>che venga immediatamente avviata la verifica di tali disponibilità finanziarie e che non venga quindi a decadere l’unico sostegno di cui gode l’editoria del Terzo settore, uno tra i segmenti più importanti della comunicazione sociale del nostro Paese&#8221;.</em><br />
Nel dire questo, Olivero chiedeva un un confronto immediato col Governo. L&#8217;insoddisfazione suscitata dalle interrogazioni parlamentari in merito alla cancellazione delle tariffe postali agevolate, arrivata in attesa di una convocazione da parte del Governo, ha portato il Forum a convocare una <strong>conferenza stampa</strong> (in programma domani -martedì 20 aprile- alle 12, presso la sede nazionale Acli in via Marcora 18/20, a Roma) nella quale saranno presentate le nuove posizioni in merito alla questione. <em>&#8220;Riteniamo inaccettabile</em> -spiega Olivero- <em>che il Governo  prima cancelli per decreto le tariffe postali agevolate per le pubblicazioni del terzo settore e poi si proponga solo come mediatore di una trattativa privata tra Poste ed editori senza assumersi la responsabilità istituzionale di sostenere un importante presidio dell’informazione democratica del paese. Non ci è stato concesso dal Governo l’incontro che abbiamo ripetutamente chiesto per esporre le nostre ragioni: lo faremo in conferenza stampa&#8221;. </em></p>
<p>E intanto, in attesa qualche risposta concreta, c&#8217;è chi si organizza. E&#8217; il caso di <a href="http://www.arche.it/" target="_blank">Arché</a>, che nella propria newsletter (ovviamente on-line) rivolge un appello ai propri iscritti: <em>&#8220;Se volete aiutarci a fare fronte all&#8217;aumento del 500% delle tariffe postali </em>-si legge- <em>vi chiediamo di fare un semplice gesto: inviateci il vostro indirizzo email e il vostro cellulare. Potremo così contattarvi senza spese postali&#8230;&#8221;. </em></p>
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		<title>Carcere: 67.178 detenuti. E&#8217; un record</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 15:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_669" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/03/carcere1.jpg"><img class="size-medium wp-image-669" style="margin: 2px 5px;" title="carcere" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/03/carcere1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Simone Ramella</p></div>
<p><strong>PADOVA.</strong> In poco più di 3 anni i detenuti sono aumentati di <strong>38.000 unità:</strong> 2.500 solo dal 31 dicembre a oggi. E&#8217; quanto si legge sulla newsletter di <em><strong>&#8216;Ristretti Orizzoni</strong></em>&#8216;. <em>&#8220;Con queste premesse</em> &#8211; prosegue la nota &#8211; <em>la costruzione di nuove carceri non può certamente essere una soluzione, rappresentata piuttosto da un maggiore utilizzo delle misure alternative, che sono più efficaci nel &#8216;recupero&#8217; delle persone condannate, che abbattono la recidiva, che costano di meno in termini economici&#8221;.</em><span id="more-667"></span></p>
<p>Su questo punto il consenso è quasi unanime: dai giuristi, agli operatori sociali, agli stessi operatori penitenziari (agenti penitenziari in testa). <em>&#8220;Tutti concordi nel chiedere che in carcere rimangano soltanto le persone effettivamente pericolose, mentre tutte le altre siano assegnate a pene diverse, a lavori risarcitori, eccetera. Perché allora la politica non procede in questa direzione?&#8221;.</em></p>
<p>Il ministro della giustizia <strong>Alfano</strong>, in un’intervista pubblicata a inizio anno sul Sole 24Ore, diceva che <em>&#8220;il bisogno di sicurezza del paese merita risposte opposte: una politica criminale severa e rigida…&#8221;</em> e che <em>&#8220;la risposta l’hanno già data i cittadini alle elezioni, ma se al Pd va bene continuare a perdere consensi sulla sicurezza, sostenendo che noi cavalchiamo questo tema, contenti loro, contenti noi&#8221;.</em></p>
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