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	<title>VolontariatOggi.info&#187; Sicurezza</title>
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	<description>Il webmagazine del volontariato edito dal Cnv</description>
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		<title>Che l&#8217;omicidio stradale diventi reato. Ecco una proposta di legge di iniziativa popolare</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 13:18:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LUCCA. Chi guida in stato alterazione da alcol o droga provocando un incidente mortale o lesioni gravi, non deve solo vedersi ritirata momentaneamente la patente, ma deve ricevere una condanna adeguata al danno che ha causato. E&#8217; questo lo spirito della proposta di legge di iniziativa popolare che vuole istituire il reato di omicidio stradale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5756" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.flickr.com/photos/halchtergang/2842722891"><img class="size-medium wp-image-5756" title="indicente" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/11/indicente-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" /></a><p class="wp-caption-text">ph. Hauke Sandhaus (cc flickr)</p></div>
<p><strong>LUCCA.</strong> Chi guida in stato alterazione da alcol o droga provocando un incidente mortale o lesioni gravi, non deve solo vedersi ritirata momentaneamente la patente, ma deve ricevere una condanna adeguata al danno che ha causato. E&#8217; questo lo spirito della proposta di legge di iniziativa popolare che vuole istituire il reato di omicidio stradale, attualmente non contemplato dal nostro codice penale, avanzata dalle associazioni dei familiari delle vittime della strada e sostenuta da Anci Toscana. <span id="more-5749"></span></p>
<p><strong>Sabrina Sergio Gori</strong>, vicepresidente dell&#8217;Associazione dei comuni della Toscana, ha presentato la proposta di legge a &#8220;Dire e Fare&#8221;, la rassegna dell&#8217;innovazione pubblica, cogliendo l&#8217;occasione per sottolineare che<em> &#8220;più sicurezza per tutti e più legalità non dovrebbe essere una pratica innovativa, ma solo una questione di maggiore responsabilità&#8221;. &#8220;Lavorare nell&#8217;ottica della diminuzione degli incidenti e della messa in sicurezza delle strade</em> &#8211; ha proseguito Sergio Gori &#8211; <em>deve essere un segnale forte: la drammaticità del problema colpisce soprattutto i giovani che sono le principali vittime degli incidenti. In tal senso la famiglia perde un familiare caro mentre la società perde una potenzialità e insieme a questa perde, quindi, il suo futuro&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Il Comune di Firenze è stato il primo</em>&#8221; ha dichiarato l&#8217;assessore <strong>Massimo Mattei</strong> – che ha seguito le proposte delle associazioni Lorenzo Guarnieri e Gabriele Borgogni impegnandosi per la diminuzione degli incidenti stradali. <em>&#8220;Con queste e altre associazioni drammaticamente colpite</em> – ha continuato l&#8217;assessore &#8211; <em>abbiamo impostato un lavoro che ha già portato ad una forte riduzione degli incidenti. Su sollecito delle associazioni abbiamo attuato accorgimenti, un monitoraggio della situazione nel nostro territorio e un sistema di sostegno psicologico per le famiglie che, in questi casi drammatici si trovano atterriti dal lutto ma anche dal sistema burocratico&#8221;.</em></p>
<p>Le firme raccolte finora sono già 47.000, ne mancano solo 3000 per raggiungere la quota che consente di presentare la legge in Parlamento. E le associazioni dei familiari delle vittime avvertono che <em>&#8220;questa battaglia non finisce con la raccolta di firme a sostegno della proposta di legge&#8221;</em>. <strong>Stefania Guarnieri</strong>, per l&#8217;Associazione Lorenzo Guarnieri, ha messo in luce la necessità da parte degli enti di sistematizzare l&#8217;analisi degli incidenti:<em> &#8220;Con la proposta viene presentato un piano strategico decennale sulla sicurezza realizzato in concertazione con i vigili, le amministrazioni, le università. Tale modello, realizzato per il comune di Firenze, rappresenterà un format che può esser adottato anche dalle altre amministrazioni comunali&#8221;.</em></p>
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		<title>Botta e risposta fra De Corato a Granelli sugli sgomberi di Milano: &#8220;Se vuole farci parlare il volontariato, buona fortuna&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 20:25:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CSVnet]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Granelli]]></category>
		<category><![CDATA[Redattore Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo De Corato]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[MILANO. Dopo le prime dichiarazioni del nuovo assessore di Milano, Marco Granelli -che è anche presidente di CSVnet- è intervenuto il predecessore in giunta, Riccardo De Corato. “Se secondo Granelli gli sgomberi sono l&#8217;ultimo strumento per far rispettare la sicurezza, di fronte a degli abusivi mi dica qual è il primo. Se prima pensa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3665" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/06/RiccardoDeCorato.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-3665" title="Riccardo De Corato" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/06/RiccardoDeCorato-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Riccardo De Corato</p></div>
<p><strong>MILANO.</strong> Dopo le prime dichiarazioni del nuovo assessore di Milano, <strong>Marco Granelli</strong> -che è anche presidente di CSVnet- è intervenuto il predecessore in giunta, <strong>Riccardo De Corato</strong>. <em>“Se secondo Granelli gli sgomberi sono l&#8217;ultimo strumento per far rispettare la sicurezza, di fronte a degli abusivi mi dica qual è il primo. Se prima pensa di andare a parlare agli abusivi con il volontariato, tanti auguri e buona fortuna&#8221;</em>. L&#8217;ex assessore alla sicurezza e vicesindaco uscente di Milano, Riccardo De Corato, rieletto in consiglio comunale tra le fila del Pdl, attraverso <em>Redattore Sociale</em> risponde così alle dichiarazioni del suo successore Granelli: <em>“Come si fa con degli abusivi che occupano aree pubbliche e private? Non resta che sgomberare. Io, tra l&#8217;altro, facevo gli sgomberi in base a un&#8217;ordinanza del 1986-87 di un altro sindaco di centrosinistra, Carlo Tognoli, poi rinnovata da Pillitteri, in base alla quale non si può sostare sulla pubblica via o in aree private. E Tognoli era un sindaco che garantiva la legge. Quindi auguri e buona fortuna con rom, clandestini, nomadi abusivi. L&#8217;avevamo detto che Milano sarebbe stata invasa: il tempo di far sapere queste notizie a Bucarest e ci troveremo qui un&#8217;altra volta pieni di rom, com&#8217; era capitato nel 2007&#8243;</em>.</p>
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		<title>Una nuova polizza per le disabilità</title>
		<link>http://www.volontariatoggi.info/2011/05/21/una-nuova-polizza-per-le-disabilita/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 11:47:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
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		<description><![CDATA[FIRENZE. “La mobilità incide in maniera decisiva sulla qualità della vita. Per questo la nostra nuova polizza per i mezzi di locomozione elettrica per disabili potrà rispondere alle loro esigenze in maniera soddisfacente”. Così Domenico Altieri, consulente dell’area no profit di Cattolica dell’Agenzia Parma Santa Brigida, ha annunciato a Terra Futura l’innovativa polizza all – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3177" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/05/262536412_59a36e3ea5.jpg"><img class="size-medium wp-image-3177" title="262536412_59a36e3ea5" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/05/262536412_59a36e3ea5-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Una polizza per i disabili (ph Grisha_21 cc flickr)</p></div>
<p><strong>FIRENZE</strong>. “<em>La mobilità incide in maniera decisiva sulla qualità della vita. Per questo la nostra nuova polizza per i mezzi di locomozione elettrica per disabili potrà rispondere alle loro esigenze in maniera soddisfacente</em>”. Così <strong>Domenico Altieri</strong>, consulente dell’area no profit di <strong>Cattolica</strong> dell’<strong>Agenzia Parma Santa Brigida</strong>, ha annunciato a <strong>Terra Futura</strong> l’innovativa polizza all – risks che <strong>Cattolica</strong>, in collaborazione con <strong>HandyTech</strong>, l’azienda leader nell’allestimento di sistemi guida e trasporto per persone disabili, lancerà a breve sul mercato. <span id="more-3176"></span>“<em>Per un’autonomia in ogni attività della vita quotidiana, dal lavoro alla gestione del tempo libero e dei rapporti interpersonali, la possibilità di muoversi in sicurezza ha un importanza fondamentale</em> –spiega Altieri-. <em>Il prodotto che abbiamo creato contribuirà a combattere il problema dell’esclusione sociale delle persone disabili con difficoltà di deambulazione e a creare una società più solidale</em>”.</p>
<p>“<em>La polizza che abbiamo ideato</em> –dichiara <strong>Gaetano Cavarretta</strong>, agente generale di <strong>Cattolica</strong>- <em>offre una tutela completa dei mezzi e degli apparecchi di locomozione dei disabili: garantiamo incendio, furto, rotture, guasti e assistenza. Si tratta insomma di un’assicurazione ad hoc che va incontro ai disabili e alle loro famiglie</em>”. La polizza verrà lanciata nei prossimi mesi dalla Cattolica.</p>
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		<title>Sicurezza e mafia: 200 giovani dicono la loro</title>
		<link>http://www.volontariatoggi.info/2010/01/05/sicurezza-e-mafia-200-giovani-dicono-la-loro/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 11:21:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[FIRENZE. Una città più sicura è soprattutto quella dove forze dell&#8217;ordine e telecamere permettono un maggior controllo e rispetto delle leggi. Ma una città più sicura è anche quella dove gli spazi pubblici sono vissuti, una città (o un quartiere) non abbandonata a se stessa ma di cui ci si riappropria e una città più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_268" class="wp-caption alignleft" style="width: 139px"><strong><strong><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/01/Festa-della-legalità.jpg"><img class="size-medium wp-image-268" style="margin: 2px 7px;" title="Festa della legalità" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/01/Festa-della-legalità-215x300.jpg" alt="Festa della legalità" width="129" height="180" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Festa della legalità</p></div>
<p><strong>FIRENZE.</strong> Una città più sicura è soprattutto quella dove forze dell&#8217;ordine e telecamere permettono un maggior controllo e rispetto delle leggi. Ma una città più sicura è anche quella dove gli spazi pubblici sono <strong>vissuti</strong>, una città (o un quartiere) non abbandonata a se stessa ma di cui ci si riappropria e una città più illuminata, pulita e in ordine. Così come il miglior contributo alla sicurezza, piuttosto che le ronde o la giustizia fai da te &#8211; che pure un ragazzo su dieci sceglie, o l&#8217;una o l&#8217;altra -, è la <strong>denuncia</strong>, la collaborazione con le forze dell&#8217;ordine e un miglior senso critico per non farsi suggestionare da quello che dicono giornali e televisioni. <span id="more-266"></span><br />
<strong>Così su sicurezza e legalità la pensano per lo più i giovani</strong>, almeno quelli – più di duecento studenti provenienti un po&#8217; da tutta la regione; che oggi hanno partecipato a Firenze e in collegamento sul web da altre quattro città toscane (Arezzo, Abbadia San Salvatore, Massa e Capannori) al primo town meeting elettronico che ha animato la <a href="http://www.regione.toscana.it/diritti/legalita/" target="_blank">Festa della legalità</a> promossa dalla Regione.</p>
<p><strong>Seduti attorno ad un tavolo, per sei ore</strong><br />
Il <em><strong>town meeting</strong></em> è un&#8217;espressione di partecipazione diretta che ha radici lontane, usato negli Stati Uniti nel Settecento quando le cittadine del New England ancora non avevano un sindaco. Con le nuove tecnologie, il town meeting elettronico diventa una grande assemblea &#8216;virtuale&#8217; dove, seduti in non più di dieci attorno a grandi tavoli rotondi prima si discute &#8211; con l&#8217;aiuto di un facilitatore, collegati con un computer ad una regia centrale che associa e rielabora le opinioni di tutti &#8211; e poi si vota, con un telecomando, le risposte che scorrono sul grande schermo. Ed è quello che è successo oggi al Palacongressi e sulla rete, sesto t own meeting organizzato in meno di quattro anni in Toscana.</p>
<p><strong>Le istituzioni devono saper ascoltare i ragazzi</strong></p>
<p><em>“L&#8217;insicurezza è un male dei nostri tempi</em> – commenta l&#8217;assessore alle riforme istituzionali, <strong>Agostino Fragai</strong> -. <em>Spesso si tratta più di una manifestazione di disagio sociale che di un pericolo oggettivo. E che questa sia presente nella popolazione anziana è abbastanza naturale: si può contare meno sulle proprie forze e il mondo non è più, per tante ragioni, quello di un tempo”</em>. <em>“Deve stupire e preoccupare di più</em> – aggiunge &#8211; <em>quando anche fra i giovani si manifestano sintomi di scarsa fiducia nel futuro e di chiusura verso il diverso. Non è così per la maggioranza dei ragazzi. Bisogna saper ascoltare, però. E questo town meeting può essere di grande aiuto.&#8221;</em><em> “L&#8217;esperienza di oggi</em> &#8211; aggiunge il vice presidente della giunta regionale, <strong>Federico Gelli</strong> &#8211; <em>dimostra che è possibile aprire una strada nuova capace di far crescere insieme due diritti fondamentali, quello alla legalità e alla sicurezza e quello alla partecipazione: attraverso un percorso in cui ogni cittadino può diventare protagonista”.</em></p>
<p><strong>Ragazzi in cerca di protezione<br />
</strong>Dalla mattina fino alle quattro del pomeriggio gli duecento ragazzi del town meeting si sono confrontati su tre grandi temi: la sicurezza urbana, i diritti (e la violenza) sulle donne e le infiltrazioni mafiose. Ci sono risposte che ti aspetti ed altre che sparigliano invece il campo. Il <strong>45% di loro dice che i cittadini dovrebbero collaborare con le forze dell&#8217;ordine</strong> e denunciare le illegalità e che questo è il miglior contributo per far crescere la sicurezza. Senza farsi suggestionare da giornali e televisioni (29%). <strong>I giovani chiedono più protezione:</strong> il 47% pensa che una città più sicura sia quella con più polizia a giro e più telecamere per strada. Ma sono in fondo ottimisti: pochi, solo il 2%, pensa che non si possa far niente. Chiedono anche più educazione alla legalità: a scuola con programmi che partano fin dalle elementari (32%), nella società con l&#8217;esempio degli adulti (29%) ma anche aiutando le famiglie nel loro importante ruolo educativo (16%) o utilizzando gli stessi mezzi di comunicazione di massa, spesso sul banco degli imputati. Ed è in parte quello che il Comune di Pisa sta cercando di fare, come ha spiegato l&#8217;assessore alla scuola e alla cultura della legalità Maria Luisa Chiofalo, attraverso un progetto di educazione nelle scuole con la partecipazione di professionalità specifiche, come quelle degli avvocati.</p>
<p><strong>Più educazione sui diritti delle donne</strong><br />
Anche sul rispetto dei diritti delle donne molto si può fare, secondo i giovani, con l&#8217;educazione: intervenendo sui massi media che sono i responsabili della mercificazione delle donne (36%), aiutando la donna a promuovere un&#8217;immagine più forte di se stessa (28%) o incentivando la sua autodeterminazione (19%). Per far crescere il rispetto tra uomini e donne pensano che occorra educare i futuri adulti fin dall&#8217;asilo (27%), ma può aiutare anche una maggiore interazione tra i sessi (39%). L&#8217;importante, almeno per il 15% di ragazzi e ragazze, è che la donna non “lasci passare” comportamenti prevaricanti considerandoli “naturali”. CI sono però anche donne fragili. E in questo caso la miglior risposta è l&#8217;assistenza e una giustizia che funziona (38%), maggiori tutele e controlli sui luoghi di lavoro (21%) e centri di ascolto più numerosi e diffusi (15%). Inoltre serve più informazione.</p>
<p><strong>Quote rosa: per i ragazzi sono inutili</strong><br />
Quanto alle quote rosa solo per un terzo (32%) sono utili per difendere il diritto delle donne ad un pari trattamento. Per il 12% sono inutili e per quasi un quarto (24%) addirittura fonte di discriminazione. Ancora più sorprendente è la risposta alla domanda se una donna può essere libera di gestire il proprio aspetto fisico senza per questo essere considerata una provocatrice. Solo il 63% degli oltre duecento giovani del town meeting (tra cui le ragazze sono il 51%) risponde sì. Per un terzo questo diritto non esiste.</p>
<p><strong>Mafia, troppa collusione con la politica</strong><br />
L&#8217;ultimo tema è stato la mafia, con l&#8217;ex magistrato Pierluigi Vigna che ha commentato in diretta i risultati. E sulla mafia i ragazzi sembrano avere un&#8217;idea ben precisa. Il problema è il collegamento con la politica (96%): per il 91% è addirittura il problema principale. E i cittadini si rivolgono alla mafia, dicono sempre i ragazzi, “perché è più accessibile dello Stato&amp;rd quo; (59%) e non tanto per paura (11%) o soldi (10%). Un giudizio negativo, sulla classe politica italiana, che torna anche sui modi per promuovere l&#8217;educazione alla legalità: il 39% risponde “rinnovando la classe politica, perché l&#8217;attuale non dà buon esempio di legalità”.</p>
<p>c.s.</p>
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		<title>Carcere: proposta di legge per ridurre il sovraffollamento</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 15:05:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
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		<category><![CDATA[Alessandro Margara]]></category>
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		<description><![CDATA[PADOVA. &#8220;Ristretti Orizzonti&#8221; e &#8220;Radicali Italiani&#8221; hanno elaborato una proposta di legge con il duplice obiettivo di ridurre il grave sovraffollamento delle carceri italiane e di garantire una maggiore sicurezza alla società e che prevede l’introduzione di una nuova “misura alternativa”, chiamata “Patto per il reinserimento e la sicurezza sociale”. Le premesse della proposta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_239" class="wp-caption alignleft" style="width: 178px"><strong><strong><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2009/12/Carcere.jpg"><img class="size-medium wp-image-239" style="margin: 2px 7px;" title="Carcere" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2009/12/Carcere-300x228.jpg" alt="(foto di Daniel Zanini)" width="168" height="128" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">(foto di Daniel Zanini)</p></div>
<p><strong>PADOVA.</strong> <a href="http://www.ristretti.it/" target="_blank">&#8220;Ristretti Orizzonti&#8221;</a> e &#8220;Radicali Italiani&#8221; hanno elaborato una proposta di legge con il duplice obiettivo di <strong>ridurre il grave sovraffollamento</strong> delle carceri italiane e di <strong>garantire una maggiore sicurezza</strong> alla società e che prevede l’introduzione di una nuova “misura alternativa”, chiamata “Patto per il reinserimento e la sicurezza sociale”. <span id="more-237"></span></p>
<p>Le premesse della proposta di legge sono queste: nelle carceri, a fronte di <strong>43.000 posti disponibili</strong>, sono rinchiusi circa <strong>66.000 detenuti</strong> (in condizioni di attestata incostituzionalità). Di questi, oltre <strong>20.000 stanno</strong> scontando pene inferiori ai 3 anni; il <em><strong>“Piano carceri”</strong></em>, più volte annunciato come di imminente approvazione, in realtà non è ancora stato presentato in Consiglio dei Ministri e, comunque, non può certo garantire in tempi brevi la creazione dei 20.000 posti mancanti; la recidiva criminale (cioè la commissione di nuovi reati dopo l’espiazione di una pena) è molto più elevata tra i detenuti che scontano l’intera condanna in carcere (si verifica nel 69% dei casi), rispetto a quelli che scontano la parte finale della pena in affidamento ai Servizi Sociali (19% dei casi).</p>
<p>La proposta, alla cui stesura ha collaborato <strong>Alessandro Margara</strong>, già Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Giudice di Sorveglianza di Firenze, prevede che i detenuti possano stipulare un “Patto” con le istituzioni, nel quale si impegnano a rispettare tutte le prescrizioni che gli saranno imposte, compresa quella di svolgere gratuitamente una attività risarcitoria (sull’esempio dei <em>“lavori socialmente utili”</em> già previsti dalla legge) e ottenendo <em>“in cambio”</em> di scontare la parte finale della condanna fuori dal carcere, sotto la supervisione del Servizio Sociale. Chi non rispetta le regole, così sottoscritte, <strong>torna in carcere</strong>.</p>
<p>Potranno accedere a questa <em><strong>“misura alternativa”</strong></em> i detenuti con pena residua fino a 3 anni (2 per i recidivi), purché abbiano già scontato in carcere almeno metà della condanna, e che abbiano un domicilio certo e un lavoro.</p>
<p>I <strong>detenuti stranieri</strong>, con pena residua fino a 3 anni (2 per i recidivi) invece, potranno chiedere di essere rimpatriati, sottoscrivendo l’impegno a lasciare l’Italia e a non rientrarvi per almeno 5 anni; in caso contrario tornerebbero in carcere a scontare la condanna “sostituita” dall’espulsione.</p>
<p>La proposta prevede anche il <strong>coinvolgimento degli enti locali</strong>, che dovranno collaborare con i Servizi Sociali della Giustizia, soprattutto per quanto riguarda l’inserimento lavorativo dei detenuti, utilizzando anche 20.000.000 di euro attinti dalla Cassa delle ammende.</p>
<p><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2009/12/patto_reinserimento.pdf" target="_blank">Scarica la proposta di legge (pdf) &gt;&gt;&gt;</a></p>
<p>(c.s.)</p>
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