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	<title>VolontariatOggi.info&#187; Welfare</title>
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	<description>Il webmagazine del volontariato edito dal Cnv</description>
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		<title>Terzo settore: gli effetti dei tagli in un &#8220;dossier&#8221;. Dialogo aperto con il Governo</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 09:38:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA. I tagli non sono solo un concetto astratto. E i &#8220;sacrifici&#8221; richiesti, così come il ridimensionamento -o l&#8217;annullamento, in certi casi- delle risorse destinate ai servizi, be&#8217;, si stanno facendo sentire. Diminuiscono le risorse, aumentano povertà e vulnerabilità. E il sistema di welfare ha cominciato a vivere la sua peggiore crisi. In questo contesto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6307" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="www.flickr.com/photos/matthileo/4335602681/"><img class="size-medium wp-image-6307 " title="forbici" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/01/forbici-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">ph. matthileo (cc flickr)</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> I tagli non sono solo un concetto astratto. E i &#8220;sacrifici&#8221; richiesti, così come il ridimensionamento -o l&#8217;annullamento, in certi casi- delle risorse destinate ai servizi, be&#8217;, si stanno facendo sentire. Diminuiscono le risorse, aumentano povertà e vulnerabilità. E il sistema di welfare ha cominciato a vivere la sua peggiore crisi. In questo contesto di <em>&#8220;emergenza sociale&#8221;</em> il Forum del terzo settore -che ha avviato un dialogo col Governo per definire un percorso comune <em>&#8220;di strategie politiche sostenibili sia sotto il profilo economico che sociale&#8221;</em>- sta cercando di costruire un dossier nel quale raccogliere <em>&#8220;casi emblematici&#8221;</em> (e concreti) degli effetti dei tagli. <span id="more-6306"></span></p>
<p><em>&#8220;Apprezziamo il cambiamento di rotta che il nuovo governo sta manifestando in materia di politiche sociali&#8221;</em> ha commentato il portavoce <strong>Andrea Olivero</strong> a seguito dell&#8217;incontro tra una delegazione del coordinamento nazionale del Forum e il sottosegretario del Ministero del lavoro e delle politiche sociali <strong>Maria Cecilia Guerra</strong>. <em>&#8220;Contro la precedente prassi di tagli e solo tagli diventata insostenibile per il paese</em> -aggiunge Olivero- <em>è questo il momento di scelte strategiche che prevedono, accanto a innegabili sacrifici, anche una redistribuzione delle risorse destinate al welfare&#8221;</em>.</p>
<p>Fra i temi affrontati in questo primo incontro con Guerra -che per Olivero <em>&#8220;si è dimostrata disponibile ad ascoltare e accogliere le istanze del terzo settore&#8221;</em>- ci sono i tagli agli enti locali delle risorse destinate al welfare, la revisione dell’Isee, le modalità di accesso ai servizi, la non autosufficienza, i tagli all’assistenza e la strutturazione dei servizi. <em>&#8220;Le questioni poste al governo sono urgenti e richiedono misure tempestive. Ma anche il Sottosegretario</em> -prosegue Olivero- <em>ha ben presente la drammatica situazione che i tagli agli enti locali stanno provocando, per i territori e per i cittadini, e ha a cuore l’entità dei problemi derivanti dalla chiusura di molti servizi, come sta avvenendo nelle ultime settimane, per i quali ha sottolineato la necessità di trovare risorse affinché vengano ripristinati e non vengano lesi ulteriormente i diritti di moltissimi cittadini&#8221;</em>.</p>
<p>Di povertà, vulnerabilità e democrazia si era parlato nei giorni scorsi anche nel corso del convegno &#8220;Democrazia e cambiamenti sociali: ruolo del volontariato e del Terzo settore&#8221;, organizzato a Pisa da UniTS. Tutti d&#8217;accordo sul fatto che la povertà abbia cambiato la dimensione della crisi economica. E i fronte a questa nuova condizione sembra necessaria un&#8217;ulteriore presa di coscienza da parte del mondo del volontariato e di tutti il terzo settore. Per <strong>Francesco Marsico</strong> (Caritas) parlare di povertà <em>&#8220;è un fatto drammatico ma positivo, perché quando un paese riesce a discuterne fa il proprio mestiere&#8221;</em>, mentre <strong>Gregorio Arena</strong> (Università di Trento &#8211; Labsus) ritiene che il <em>&#8220;volontariato sia una risorse per la democrazia e per il paese&#8221;.</em> Qual è, quindi, il rapporto tra volontariato e nuovo welfare? <em>&#8220;Il volontariato è un soggetto strategico che deve assumere sempre di più un valore politico&#8221;</em> spiega <strong>Salvatore Allocca</strong>, assessore al sociale della Regione Toscana. <em>&#8220;In ballo non c&#8217;è solo la questione dei servizi. Il volontariato</em> -aggiunge- <em>è infatti un&#8217;enorme risorsa capace di intervenire sulla qualità della vita. Del resto dobbiamo fare i conti con la scarsezza delle risorse. Ma sia chiaro: non è che i soldi non ci sono, il problema è che non ce li danno. </em><em>Ci sarebbero anche soluzioni possibili. Un esempio? In Toscana ci sono 423mila abitazioni sfitte. Ecco, se potessimo mettere una tassa di 10 euro in media al mese -120 euro l&#8217;anno, cifra che non ritengo eccessiva per chi si permette di non mettere a frutto la casa- saremmo capaci di mettere insieme circa 50milioni di risorse ogni anno. Cioè più di quanto la Regione Toscana impiega per il sociale e per l&#8217;emergenza abitativa. Vedete, non esiste una politica redistributiva. Allora cosa fare? Prima di tutto non dobbiamo cadere nella &#8216;sindrome del treno&#8217;: se il convoglio è affollato, i passeggeri litigano fra loro anziché protestare per l&#8217;inefficienza del servizio. Manca quindi l&#8217;elemento della solidarietà, che va ridiscusso. Occorre puntare alla qualità, cercando di ristabilire nella società il principio dello &#8216;scambio solidale&#8217;. L&#8217;impegno del volontariato, in questo senso, può riempire quei vuoti lasciati dalla crisi occupando spazi destinati all&#8217;economia solidale&#8221;</em>.</p>
<p>Il confronto tra Governo e terzo settore proseguirà anche nelle prossime settimane. Nel frattempo il Forum sta cercando di redige un dossier sugli effetti concreti e tangibili dei tagli. <em>&#8220;E’ chiaro che gli enti locali sono chiamati in prima battuta a una razionalizzazione e riqualificazione della loro intera spesa</em> -scrive Olivero alle sigle che aderiscono al Forum del terzo settore- <em>ma questo azione virtuosa necessita di tempi medio lunghi, mentre i tagli sono stati repentini e con effetti immediati&#8221;.</em></p>
<p>Con questa premessa, per provare a denunciare questa <em>&#8220;sempre più difficile situazione&#8221;</em> e <em>&#8220;farla emergere come problema nazionale da inserire come &#8216;emergenza sociale&#8217; nell’azione di Governo&#8221;</em>, il Forum desidera <em>&#8220;provare a costruire un dossier&#8217; di casi emblematici degli effetti dei tagli a partire dai servizi ridotti o soppressi per eventualmente poter anche raccoglie testimonianze delle persone e delle famiglie colpite&#8221;</em>. A questo scopo è stato realizzato un apposito modulo che dovrà essere consegnato al Forum entro il prossimo 17 febbraio.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.volontariatoggi.info/author/admin/"><strong>Gianluca Testa</strong></a></p>
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		<title>Welfare e tagli: il Terzo settore incontra il sottosegretario Guerra</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 11:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6268" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/01/welfare.jpg"><img class="size-medium wp-image-6268" title="10104-SmithWinsGold" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/01/welfare-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" /></a><p class="wp-caption-text">ph. familymwr (cc flickr)</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> Mercoledì 25 gennaio, alle 13, una delegazione di componenti il coordinamento nazionale del Forum del Terzo Settore incontrerà il Sottosegretario del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, <strong>Maria Cecilia Guerra.</strong> Il tema all’attenzione del Governo è quello della drastica riduzione dei fondi statali destinati agli Enti Locali e al Welfare, prodotti dalle manovre finanziarie del 2011, e i cui effetti sono entrati in vigore dal primo gennaio 2012, accompagnato dalla forte preoccupazione per la considerevole riduzione dei servizi ai cittadini e le conseguenze drammatiche per il Paese che questi tagli producono.<span id="more-6267"></span></p>
<p>Altro argomento posto all’attenzione del Governo, le implicazioni legate alla revisione dell’ISEE prevista dall’art. 5 della Manovra Salva-Italia (legge 214/2011) con l’obbiettivo di rendere questo strumento, che consente di stabilire l’accesso ad alcune prestazioni sociali agevolate, maggiormente equo.</p>
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		<title>Welfare: arriva Martone, giovane viceministro &#8220;grafomane&#8221; che ama Jimy Hendrix. Sottosegretario è Cecilia Guerra</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 11:53:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA. La squadra di Governo è ora al completo. E al welfare arrivano Michael Martone (viceministro) e Cecilia Guerra (sottosegretario). Il nuovo vice di Elsa Fornero è il più giovane del team: nato a Nizza e cresciuto a Roma, ha 37 anni. &#8220;Da venti -scrive sul suo blog- mi appassiono di politica, da quindici studio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5873" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.flickr.com/photos/capitaledigitale/4117838658"><img class="size-medium wp-image-5873" title="michel-martone" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/11/michel-martone-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">ph. capitaledigitale (cc flickr)</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> La squadra di Governo è ora al completo. E al welfare arrivano <strong>Michael Martone</strong> (viceministro) e <strong>Cecilia Guerra</strong> (sottosegretario). Il nuovo vice di <strong>Elsa Fornero</strong> è il più giovane del team: nato a Nizza e cresciuto a Roma, ha 37 anni. <em>&#8220;Da venti</em> -scrive sul <a href="http://www.michelmartone.org/chi-sono" target="_blank">suo blog</a>- <em>mi appassiono di politica, da quindici studio il diritto e da cinque sono professore ordinario di Diritto del Lavoro&#8221;.</em> <span id="more-5872"></span></p>
<p>Ha scritto due libri: &#8220;Contratto di lavoro e beni immateriali, quando alla fine del secolo scorso esplodeva la new economy&#8221; e &#8220;Governo dell’economia e azione sindacale, per indagare la paralisi di questo paese bloccato nell’epoca globale&#8221;. Si è formato a La Sapienza, insegna all’Università di Teramo, alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione e alla Luiss di Roma.</p>
<p><em>&#8220;Sono un grafomane che sfoga le proprie inquietudini scrivendo sui giornali&#8221;</em>, dice. Da <em>Il Riformista</em> a <em>Il Sole 24 ore</em>, e sulle riviste, da <em>Zero</em> a <em>Formiche</em> e <em>Aspenia</em>. <em>&#8220;Mi interesso di musica, da Jimy Hendrix a Kenny Arkana, cinema, da Elio Petri a Sophia Coppola, e libri, da Il Rosso e il nero a Armi, acciaio e malattie di Jared Diamond. A tutti consiglio Le lezioni americane di Italo Calvino. Quando sono di buonumore gioco a pallacanestro, quando sono di cattivo, scrivo: di egoismo generazionale, veto player, outsider, mal di merito, labirinti, da quello fiscale a quello della precarietà, castelli, fatti di leggi e ipocrisie, ma anche, quando c’è il sole, di bene comune, riforme, impegno, futuro e speranza&#8221;.</em></p>
<p><strong>Cecilia Guerra</strong>, redattore di <a href="http://www.lavoce.info/" target="_blank">lavoce.info</a>, ha invece conseguito l&#8217;M.Phil in Economics alla Cambridge University. È dottore di ricerca in Economia Politica presso l&#8217;Università di Bologna e docente di Scienza delle Finanze e Direttore del Dipartimento di Economia Politica presso l&#8217;Università di Modena e Reggio Emilia.</p>
<p>Ha collaborato e collabora con istituzioni pubbliche e centri di ricerca. In particolare, nel periodo 1989-1999 ha partecipato a gruppi di lavoro e commissioni istituite presso il Ministero delle Finanze e, nel 2006, ha presieduto la Commissione sulla tassazione dei redditi di capitale e finanziari diversi, istituita presso il Ministero dell&#8217;Economia. È membro fondatore del CAPP &#8211; Centro di Analisi delle Politiche Pubbliche presso il Dipartimento di Economia Politica dell&#8217;Università di Modena e Reggio Emilia. Dal dicembre 2006 al luglio 2008 ha fatto parte  del Comitato di gestione dell&#8217;Agenzia delle entrate.</p>
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		<title>Il futuro nasce dall’incontro</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 11:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembra proprio che a salvarci dalla deriva economica e sociale sarà l’incontro fra culture. Secondo l’ultimo rapporto sull’immigrazione presentato dal Ministero del Welfare, in Europa gli stranieri sono 32 milioni. Ben oltre i 4,5 milioni (pari al 7,5% della popolazione, con un incremento del 7,45% rispetto al 2010) sono quelli che -secondo dati Istat- si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5850" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-5850" title="colloquio-per-donazione" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/11/colloquio-per-donazione-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /><p class="wp-caption-text">A colloquio per la donazione</p></div>
<p>Sembra proprio che a salvarci dalla deriva economica e sociale sarà l’incontro fra culture. Secondo l’ultimo rapporto sull’immigrazione presentato dal Ministero del Welfare, in Europa gli stranieri sono 32 milioni. Ben oltre i 4,5 milioni (pari al 7,5% della popolazione, con un incremento del 7,45% rispetto al 2010) sono quelli che -secondo dati Istat- si trovano in Italia. Qua, nel 2009, da genitori stranieri sono nati 572.720 bambini. Ecco che si spiega così uno dei primi fattori che ci porterà alla <em>«salvezza»</em>. Sì, perché l’Italia rischia il <em>«suicidio demografico»</em>. Un grido d’allarme era stato lanciato anche dal presidente della Cei. <em>«Urge una politica che sia orientata ai figli, che voglia da subito farsi carico di un ricambio generazionale»,</em> aveva detto il cardinale <strong>Angelo Bagnasco</strong>. <em>«Nell’estate del 2007</em> -scrive il giornalista di Repubblica <strong>Riccardo Staglianò</strong>- <em>economisti e specialisti da tutto il mondo si sono incontrati al Munich Economic Summit e hanno ribadito che l’Europa è in riserva di giovani. O fa entrare più immigrati oppure la sua popolazione, che vive sempre più a lungo e si riproduce sempre meno, farà saltare i sistemi previdenziali e le finanze pubbliche al più tardi nel 2050. Tra tutti i paesi membri l’Italia era e resta quella messa peggio»</em>. <span id="more-5849"></span></p>
<p>C’è poi il tema delle pensioni. <em>«Se regolarizziamo i clandestini</em> -afferma ancora Staglianò- <em>ci guadagniamo in termini economici. Si aumenterebbero le casse dell’Inps, permettendo così il pagamento delle pensioni dei nostri sessantenni».</em> Così capita anche che anche in una città come Ravenna gli stranieri rappresentino l’11,1% della popolazione totale con una crescita del 7,2% rispetto al 2009. Secondo il rapporto 2010 dell’Osservatorio sull’immigrazione curato dal servizio politiche sociali e sanitarie della Provincia, in linea con i dati nazionali, la popolazione straniera risulta giovane (oltre il 77% ha meno di 44 anni; il 25% è nella fascia 25-29 anni). E tra le fasce di età in crescita c’è proprio quella tra 0 e 4 anni: un bambino su 5 infatti è di origine straniera.</p>
<p><strong>Amori possibili -</strong> <em>«Essere una coppia mista significa andare incontro a una reazione»</em>, spiega <strong>Gaia Peruzzi</strong>, ricercatrice in sociologia dei processi culturali e della comunicazione presso la facoltà di scienze della comunicazione dell’università la Sapienza di Roma. <em>«Perché uno dei primi esempi di integrazione è proprio quello delle coppie miste. Il problema, semmai, è presentare il proprio partner a parenti e amici. Tant’è che «il nuovo compagno straniero</em> -aggiunge la Peruzzi- <em>difficilmente viene accolto dalla vecchia compagnia»</em>. Gaia Peruzzi è l’autrice del libro «Amori possibili. Le coppie miste nella provincia italiana», edito da Franco Angeli. La sua ricerca, che ha preso in esame tre province della Toscana, analizza i matrimoni tra italiani e immigrati. Innanzitutto occorre sapere che in Italia i matrimoni misti riguardano circa 300mila coppie con un’incidenza del 9,8% sul totale delle unioni celebrate. Nelle province di Firenze, Prato e Pistoia, dei 2.238 matrimoni misti (su un totale di 142.593) il 70,4% riguarda casi in cui una donna straniera ha sposato un cittadino italiano. Gaia Peruzzi spiega così questo fenomeno: <em>«queste coppie portano forti elementi di novità, che però hanno un richiamo a certi elementi della tradizione italiana che qualche decennio fa erano ancora vivi. Ad esempio l’elevata differenza d’età fra i coniugi. Inoltre si aprono degli spazi per fasce più marginali, ad esempio gli uomini più in là con gli anni. Persone che normalmente avrebbero più difficoltà a trovare un compagno hanno maggiori possibilità di farlo»</em>. Nonostante che queste unioni rappresentino il primo esempio di integrazione, la realtà che i coniugi devono affrontare è tutt’altro che facile. Esiste infatti un problema culturale che porta alla discriminazione.</p>
<p><strong>Il colore del sangue -</strong> Ma è anche dalla manifestazione dei veri bisogni che si misurano le capacità di inserimento nel tessuto sociale. E nonostante ci siano esperienze d’eccellenza (come ad esempio l’Avis regionale della Toscana) esistono ancora molte resistenze culturali. Il 72% delle sedi toscane dell’Associazione volontari italiani sangue può vantare soci donatori migranti. Su un totale di 72.693 donatori, i soci immigrati rappresentano il 2,3 % del totale (il picco si raggiunge a Prato con il 5,2%). Questi risultati emergono dal censimento 2010 condotto dall’Avis Toscana, che ha iniziato a condurre indagini su questi aspetti a partire dal 2004. <em>«Ad anni alternati</em> -spiega il presidente regionale, <strong>Luciano Franchi</strong>- <em>effettuiamo rilevazioni sulla presenza femminile e sui donatori immigrati. Riconoscevamo fenomeni in movimento. Ed era per noi evidente la necessità di rilevare metodi e buone prassi».</em> Ma perché la partecipazione degli stranieri in Avis è così alta? <em>«La nostra</em> -risponde Franchi- <em>è un’associazione che nasce con la caratteristica dell’intercultura. Esistiamo per offrire risposte a un bisogno reale e concreto. La politica di integrazione, poi, è stata possibile grazie anche alle condizioni favorevoli che si vivono all’interno della società toscana»</em>. Anche perché gli stranieri arrivati in Toscana, per lo più hanno un progetto concreto di vita. Non si tratta quindi di presenze <em>«a tempo»</em> dettate dall’offerta di lavori stagionali. Inoltre, per Avis, il processo di integrazione, spesso favorito anche dalla costruzione ad hoc di campagne di comunicazione sociale (da cui nasce lo slogan <em>«Di che colore è il tuo sangue?»</em>), è passato anche da un servizio civile multietnico e multiculturale, alle cui selezioni hanno partecipato anche ragazze coperte dal velo. <em>«Abbiamo cercato di favorire la presenza delle diverse comunità presenti sul territorio»</em>, spiega il presidente di Avis Toscana. <em>«La sensazione è di una società fatta da pari, dove le persone straniere sono protagoniste e non oggetto. Del resto il nostro percorso è destinato alla conoscenza reciproca. Poco a poco si riescono a comprendere meglio le culture, il vissuto di ciascuno sul tema del sangue con letture di tipo antropologico&#8230; Questo ci permette di fare comunicazioni differenziate. Anche perché non possiamo trascurare il fatto che molti dei soci erano donatori anche nel loro paese»</em>. Dall’altra parte c’è l’esigenza di un confronto con gli operatori di settore e con il Centro regionale sangue. <em>«Occorre pensare a percorsi formativi anche per gli operatori sanitari. Perché ci sia la stessa consapevolezza e condivisione di metodi. Altrimenti si perde un’occasione unica d’incontro. La scuola e la salute, prima ancora dello sport, sono i primi luoghi dove si crea integrazione»</em>. La prossima sfida, per Franchi, è l’inserimento degli stranieri nei quadri dirigenti delle Avis toscane.</p>
<p><strong>L’altra faccia della medaglia -</strong> Mentre per la donazione di sangue si registra una forte presenza di stranieri, lo stesso non si può dire per altri ambiti della donazione, come il midollo osseo. In Toscana l’esperienza di Avis è un caso d’eccellenza significativo anche per altre regioni e territori. Anche in Puglia c’è chi prova a percorrere la via dell’integrazione. E’ il caso dell’Admo regionale, che ha già avviato un percorso per l’integrazione della comunità straniere e che sta già pensando all’organizzazione di un convegno dedicato a questo tema per l’inizio di ottobre. <em>«Mentre per gli stranieri dell’Europa dell’est esistono già delle banche dati dei donatori</em> -spiega il presidente dell’Admo Puglia, <strong>Roberto Masciopinto</strong>- <em>per gli africani si pone un serio problema. Infatti esiste solo una banca dati in Sudafrica. Poi nient’altro. Men che meno in Italia, dove non ci sono donatori. Il problema riguarda il presente e il futuro di queste etnie, soprattutto in merito alle patologie pediatriche. In caso di leucemia, per i figli nati qui da genitori africani non esiste la possibilità del trapianto»</em>. Così l’Admo, grazie anche all’aiuto di un medico di origini ruandesi che lavora all’ospedale di Bari, sta lavorando per un’integrazione delle comunità africane. <em>«La vera difficoltà è avvicinare le persone straniere. Sono comunità chiuse, che non interagiscono»</em>, conclude Masciopinto. <em>«Proveremo a spiegare l’importanza della loro partecipazione invitando anche un rappresentante della comunità africana a far parte del consiglio regionale di Admo. Un altro sogno? Quello di realizzare la banca dati proprio a Bari»</em>.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="../author/admin/"><strong>Gianluca Testa</strong></a></p>
<p style="text-align: right;"><em>Articolo pubblicato su <strong>Volontariato Oggi n. 2 – 2011</strong>. Te l’eri perso? Allora <a href="../2011/10/26/2011/10/11/2011/10/01/volontariato-oggi/archivio-arretrati"><strong>scaricalo</strong></a> o <strong><a href="../2011/10/26/2011/10/11/2011/10/01/volontariato-oggi/abbonamenti">abbonati</a></strong>.</em></p>
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		<title>Il Forum del terzo settore bussa alla porta di Mario Monti</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 17:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Olivero]]></category>
		<category><![CDATA[Forum Terzo Settore]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Servizio civile]]></category>
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		<description><![CDATA[ROMA. Apprezzamento del Forum del Terzo Settore per l’attenzione con la quale sono state ascoltate le proprie istanze. Il Portavoce del Forum del Terzo Settore, ricevuto oggi dal Presidente incaricato Mario Monti insieme alle parti sociali, ha chiesto che sia data nuova attenzione al sociale e che venga accolta la proposta di una riforma del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5696" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-5696" title="Mario_Monti" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/11/Mario_Monti-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Mario Monti</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> Apprezzamento del Forum del Terzo Settore per l’attenzione con la quale sono state ascoltate le proprie istanze. Il Portavoce del Forum del Terzo Settore, ricevuto oggi dal Presidente incaricato <strong>Mario Monti</strong> insieme alle parti sociali, ha chiesto che sia data nuova attenzione al sociale e che venga accolta la proposta di una riforma del sistema del welfare italiano. <span id="more-5695"></span></p>
<p>Il Portavoce del Forum <strong>Andrea Olivero</strong> ha espresso la <em>“necessità di riforme condivise che tengano stretto il rapporto con i cittadini ai quali va spiegato con la massima trasparenza perché sono richiesti loro i sacrifici e che ci sia quindi una compartecipazione del Governo e di tutte le parti sociali a queste responsabilità. Siamo molto preoccupati</em> -ha dichiarato il Portavoce- <em>per il disegno di legge delega sulla riforma fiscale ed assistenziale assunto dal  Governo lo scorso luglio, e attualmente in discussione in Parlamento, che è assolutamente inefficace e ingiusta”.  </em></p>
<p>Il testo <em>&#8220;si prefigge di ottenere dalla sola materia assistenziale risparmi di spesa per 4 miliardi di Euro nell’anno 2012 (prevedendo che la riforma entri in vigore nell’ultimo trimestre) e</em> -prosegue Olivero- <em>per 20 miliardi di Euro a partire dal 2013. Ma facendo bene i conti si andrebbe a togliere risorse ad un settore già fortemente sotto-finanziato per ricavare risparmi che non arriverebbero a superare i 1.440 milioni di euro, pari al 7% del totale previsto. Siamo fiduciosi che venga realizzata al più presto un’ampia riforma del sistema di welfare, che non si riduca a meri tagli e ad una logica allarmistica ed emergenziale, ma che fondi le sue basi su criteri di equità sociale fondamentali per la ricostruzione del nostro Paese&#8221;</em>.</p>
<p>Il Forum ha poi posto all’attenzione il tema del servizio civile chiedendo un cambiamento di rotta nei confronti di politiche che hanno praticamente azzerato i fondi stanziati, riducendoli del 400% in soli 4 anni, dal 2008 al 2011 e privando i nostri giovani di una importante esperienza formativa.</p>
<p>Il Portavoce ha ribadito la piena disponibilità del Forum e di tutte le realtà del terzo settore a <em>“intervenire con responsabilità ad ogni percorso volto a garantire crescita ed equità sociale per il nostro Paese&#8221;.</em></p>
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		<title>Un patto valoriale tra volontariato e istituzioni. Diretta Twitter e instan report per l&#8217;evento del Cnv al &#8220;Dire e Fare&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 16:34:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Welfare]]></category>
		<category><![CDATA[Centro nazionale per il volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Cnv]]></category>
		<category><![CDATA[Dire e Fare]]></category>
		<category><![CDATA[Istitu]]></category>
		<category><![CDATA[Volontariato]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5687" class="wp-caption alignleft" style="width: 273px"><img class="size-medium wp-image-5687" title="AgoraSocialeBanner" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/11/AgoraSocialeBanner1-263x300.jpg" alt="" width="263" height="300" /><p class="wp-caption-text">Agorà sociale al Dire e Fare 2011</p></div>
<p><strong>LUCCA.</strong> La situazione che vive oggi il volontariato nel rapporto con gli enti locali richiede un slancio di riflessione per comprendere le tendenze, i rischi e le potenzialità che la crisi del welfare porta al nostro mondo e all’intero terzo settore. Il Centro Nazionale per il Volontariato è da sempre attivo per il collegamento e il dibattito culturale sulle evoluzioni del volontariato stesso propone, in collaborazione con il Cesvot e la Fondazione Volontariato e Parteciazione, un dialogo costruttivo che possa dare nuovi strumenti di lettura, azione e interlocuzione con gli enti locali. <span id="more-5686"></span></p>
<p>Al laboratorio <em>“Agorà sociale – Volontariato e istituzioni, verso un nuovo patto valoriale”</em> (l’open space è in programma il 16 novembre, dalle 15 alle 18, nella Sala Arancio del centro espositivo Lucca Fiere all’interno del “Dire e fare”) sono state invitate a partecipare le associazioni di volontariato della Toscana e dalla discussione verrà prodotto un documento da sottoporre agli enti locali della Toscana. Fra coloro le realtà della Toscana che hanno aderito ci sono Aido, Auser, Misericordie, Anpas, Avis, Fratres, Unitalsi, Anffas, Associazione Archeologica Volontariato Mediovaldarno, Avo Lucca, Gvai Lucca.</p>
<p>Sarà possibile seguire la diretta dell’evento sul canale twitter del Cnv (<a href="http://twitter.com/VolontariatOggi" target="_blank">twitter.com/VolontariatOggi</a>), mentre sul sito <a href="http://www.centrovolontariato.net/2011/11/%E2%80%9Cagora-sociale-volontariato-e-istituzioni-verso-un-nuovo-patto-valoriale%E2%80%9D-dire-e-fare-lucca-16-novembre-2011/" target="_blank">centrovolontariato.net</a> verrà pubblicato un “instant report” scaricabile gratuitamente. L’appuntamento è aperto a tutti.</p>
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