Tagli al fondo per infanzia e adolescenza. Auser: “Pessimo modo per celebrare la giornata internazionale per i diritti”

ph. JAMALadi (cc flickr)

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ROMA. Il 20 novembre 2013 è la Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. L’Italia l’ha ratificata con la Legge n. 176 del 27 maggio 1991, ma oggi sembra essersene dimenticata. Siamo al ventiduesimo posto su 29 nella classifica Unicef del benessere dei bambini e degli adolescenti nei paesi ricchi., al diciottesimo posto in Europa per spese destinate alla protezione della famiglia e dei minori (1,1 per cento del Pil). Il 17,6% dei bambini e degli adolescenti italiani vive in condizioni di povertà relativa e il 7% in condizioni di povertà assoluta, mentre sono a rischio di povertà ed esclusione sociale quasi la metà dei bambini che vivono in famiglie con tre o più minorenni. In Italia l’11% dei giovani tra 15 e 18 anni sono ‘neet’ (Not in education, employment or training), il tasso più elevato tra tutti paesi industrializzati.

Il disegno di legge di stabilità varato dal Governo ed all’esame del Parlamento propone un taglio di circa  il 30% al Fondo Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza: da 40 a 28 milioni destinati alle 15 maggiori città italiane, secondo la legge n. 285 del 1997. La Legge di Stabilità sposta questi pochi milioni così importanti per le famiglie per finanziare i progetti di contrasto alla violenza contro le donne, a seguito della Legge recentemente approvata, proponendo un’inaccettabile “conflitto fra soggetti deboli”.

“E’  auspicabile che il governo riveda una scelta in palese contraddizione con i suoi stessi obiettivi programmatici e con la promessa di prestare particolare attenzione alla famiglia e alla condizione dei giovanissimi, senza che vi siano tagli sulle risorse per la legge contro la violenza di genere”, commenta Auser, da tempo impegnata a diffondere una cultura basata sul rapporto intergenerazionale. “Ci occupiamo prevalentemente di persone anziane, ma siamo impegnati a tutelare la qualità della vita per chi è bambino o adolescente, per chi studia e per chi lavora, attraverso il sostegno reciproco. Un’Auser aperta alla partecipazione, all’ascolto dei bisogni dei cittadini di tutte le età e culture, come emerso dai lavori delle recente Assemblea Nazionale, che ha dato l’avvio ufficiale al Progetto Sociale per tutte le età”.

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