Trump imita e deride un giornalista disabile (premio Pulitzer)

ROMA. “Era un buon giornalista, eppure ora non fa che inanellare scuse tipo: uh, ma non so se davvero ho scritto una cosa del genere… uhh, non ricordo…”. E poi, mimando la sua disabilità, ha aggiunto: “Del resto potete vederlo, povero ragazzo”. Parole prive di ironia, gesti che niente hanno a che fare con la compassione. E’ così che Donald Trump è andando incontro, quasi con incoscienza, alla nuova (ennesima) gaffe.

Il miliardario newyorchese, candidato alla primarie repubblicane in vista della corsa alla Casa Bianca, stavolta ha preso di mira, deridendolo, un giornalista affetto da artrogriposi. Si tratta di Serge Kovaleski, vincitore del premio Pulitzer nel 2009 che oggi scrive per il New York Times.

Tutto ha inizio con una citazione. Nel corso di un comizio in South Carolina, Trump aveva citato un articolo scritto da Kovaleski nel 2001 per sostenere la tesi secondo la quale migliaia e migliaia di musulmani del New Jersey avevavano esultato dopo gli attacchi dell’11 settembre. Un fatto che, secondo la polizia, non si sarebbe mai verificato.

Kovaleski l’ha pubblicaziome smentito e Trump ha reagito così, deridendo il giornalista e mimando gestualmente la disabilità di Kovaleski, affetto dalla nascita da questa sindrome rara – colpisce una persone su 3 mila – che porta alla contrazione di alcune parti del corpo, in particolare gli arti.

Le immagini di quell’imitazione offensiva, irrispettosa e fuori luogo, hanno fatto il giro del mondo. E immancabile, sui social network, è arrivata la reazione degli utenti. “E quest’individuo potrebbe diventare presidente degli Stati Uniti?” si chiede qualcuno. Già, potrebbe.

@gitesta

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