Via libera in Senato alla Riforma del terzo settore

ROMA. Nell’aprile 2014 il premier Matteo Renzi lanciò l’idea della riforma del terzo settore al Festival Italiano del Volontariato. Dopo un intenso lavoro di confronto in Parlamento e con la società civile durato due anni, finalmente mercoledì 30 marzo la riforma ha avuto l’ok del Senato e potrà terminare, qualora non ci siano modifiche, il suo iter alla Camera dei Deputati a maggio per poi aprire la fase dei decreti attuativi da parte del Governo. Soddisfatto il parlamentare e presidente del Centro Nazionale per il Volontariato Edoardo Patriarca. “Dopo un anno finalmente ci siamo. Ora il passaggio alla Camera sia veloce”. Positive le reazioni delle più importanti realtà del terzo settore italiano.

La soddisfazione di Pietro Barbieri
“Salutiamo con soddisfazione l’approvazione da parte del Senato del DDL di Riforma del Terzo Settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale. Il testo che l’Aula del Senato ha finalmente approvato risponde a molte delle istanze che abbiamo sollevato: la definizione di finalità e oggetto di ente di terzo settore e la questione della revisione fiscale, il riordino in materia di servizio civile nazionale con il riconoscimento della difesa non armata della patria e l’allargamento agli stranieri con regolare permesso di soggiorno.

Molto buono l’articolo cui infine si è giunti sull’impresa sociale ed il complesso lavoro di sistematizzazione e riordino di tutto il quadro normativo che ha caratterizzato per trent’anni il nostro mondo. Rendiamo inoltre atto che il Relatore Senatore Lepri e il Sottosegretario Bobba nei delicati, ma politicamente illuminati, momenti finali, tra l’altro, hanno anche inteso introdurre norme che rinviano ai Decreti Legislativi la disciplina dell’autofinanziamento e il tema dei rimborsi spese ai volontari. Dopo tante vicissitudini, si è finalmente chiuso anche il capitolo delle coperture per il DDL, che sembrerebbero certe e stabili.

In un testo complessivamente positivo, certamente rimangono alcune zone d’ombra e qualche dubbio, che però confidiamo di fugare durante la fase di redazione – auspicando tempi rapidi per il nuovo passaggio del DDL alla Camera dei Deputati – dei Decreti Legislativi, momento decisivo per delineare lo schema normativo effettivo in cui gli Enti di Terzo Settore dovranno operare, e nel cui iter chiediamo, come rappresentanti dei destinatari delle norme, di poter essere ancora coinvolti e ascoltati. Il Forum, come sempre in questi due lunghi e tormentati anni di gestazione della Riforma è pronto a fare la sua parte, con serietà e responsabilità, nell’interesse di tutto il Terzo Settore italiano.”

La Cnesc: un atto di fiducia verso i giovani
Il testo colloca finalmente il Servizio Civile Universale nell’alveo costituzionale del diritto dovere di promuovere la pace con modalità civili e non armate e a questo riconduce gli altri riferimenti alla Costituzione, che fissa il diritto dei giovani, italiani e stranieri residenti in Italia di vivere questa esperienza, che potenzia il servizio civile all’estero in direzione anche di un servizio civile europeo, che stabilisce una governance statale dopo i conflitti e le duplicazioni causate dal decreto legislativo 77 del 2002, che apre la strada ad una sburocratizzazione e semplificazione per le organizzazioni accreditate di partecipare al Servizio Civile Universale. Restano incognite sia sul finanziamento (a cominciare dal 2017) che sulle concrete modalità di salvaguardare la funzione educativa e formativa con i giovani e di costruzione di un partenariato con le organizzazioni accreditate, a cominciare da quelle del Terzo Settore.

Marzo si conferma dunque una stagione importante per il servizio civile in Italia. Il 6 marzo di 15 anni fa il Parlamento approvò a larga maggioranza il passaggio dal servizio civile degli obiettori di coscienza a quello su base volontaria, aperto anche alle ragazze. E le centinaia di migliaia di domande presentate hanno smentito le paure di insuccesso che allora c’erano in parte della classe politica e delle istituzioni.
Il 3 Marzo 2016 l’importante incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha permesso, proprio grazie al suo saluto, di collocare il servizio civile nella storia passata e futura del nostro Paese. Ci sentiamo arricchiti e anche ripagati degli sforzi fatti dalla sua affermazione che “sono stati gli obiettori di coscienza al servizio militare obbligatorio ad aprire la strada, talvolta con contrasti e incomprensioni, a ampliare il significato e le modalità di servizio alla Patria” in uno spirito di non delegittimazione di chi compie scelte diverse per la stessa finalità. Così come le analitiche indicazioni delle nuove sfide che attendono il servizio civile, richiamate nel saluto, colgono la costante volontà di capire le trasformazioni e di attualizzare i suoi valori costitutivi.

Ora auspichiamo che, dopo lunghi mesi di stallo, l’iter parlamentare si concluda con la terza e definitiva lettura alla Camera e che già prima dell’estate possano iniziare i lavori per il decreti delegati. Lavori che chiediamo vedano coinvolti tutti i soggetti interessati e quindi anche le rappresentanze degli enti accreditati e dei rappresentanti dei giovani, che sul campo vivono i cambiamenti e l’impatto delle nuove normative e che saranno chiamati a realizzare il Servizio Civile Universale. Su questo aspetto il tempo delle attese e dei silenzi è finito.
Se il bando ordinario continua a dimostrare capacità di attrazione verso gli enti e i giovani, la stessa cosa non può dirsi sui molti, troppi bandi speciali che si succedono.
La sperimentazione e l’obiettivo di fare del servizio civile un’opportunità per tutti i giovani che vogliono farlo, fulcro della sua universalità, è rilevante se va a braccetto con la qualità delle esperienze e la sostenibilità per le organizzazioni.

Rilanciato il ruolo dei CSV, la posizione di CSVnet
“Con questa riforma i Centri di servizio diventano riferimento per il volontariato di tutto il Terzo settore”. Parte da questa constatazione il commento del presidente di CSVnet, Stefano Tabò, al ddl approvato ieri nell’aula del Senato.

Il testo, spiega Tabò, “non limita più le funzioni dei Centri di servizio alle sole organizzazioni di volontariato definite dalle legge 266 del 1991, ma afferma che i CSV sono finalizzati a fornire supporto tecnico, formativo e informativo per promuovere e rafforzare la presenza e il ruolo dei volontari nei diversi enti del Terzo settore”.

“È una evoluzione importante – sottolinea il presidente – alla quale il legislatore fa corrispondere l’altra grande novità, ovvero il ‘il principio della porta aperta’: tutte le organizzazioni del Terzo settore potranno concorrere alla conduzione dei CSV, la cui governance dovrà comunque rimanere in capo alle organizzazioni di volontariato, che devono rappresentarne la maggioranza, attraverso una gestione democratica partecipata e radicata territorialmente”.

I CSV potranno insomma rivolgere la propria azione al più ampio e complesso insieme dei volontari che operano nel nostro paese, senza perdere le proprie peculiarità ma sfruttandole in modo incisivo. “La riforma deve rappresentare un passaggio alla maturità della legislazione in materia – continua Stefano Tabò. – E siamo molto soddisfatti che nell’articolo 5 dedicato ai Centri di Servizio per il Volontariato i parlamentari abbiano accolto gran parte delle istanze presentate da CSVnet”.

Oltre agli aspetti sopra richiamati, infatti, sono ancora da ricordare l’accreditamento e il finanziamento stabile dei CSV, attraverso un programma triennale, con le risorse delle Fondazioni di origine bancaria in base alla stessa legge 266. Un finanziamento che prevede una perequazione territoriale, così da assicurare la promozione del volontariato in tutte le regioni del nostro paese. Un’esigenza che CSVnet, per primo, ha sottoposto all’attenzione del legislatore.

“Auspichiamo – afferma ancora Tabò – che con la redazione dei decreti legislativi che il Governo sarà delegato ad adottare dopo il passaggio alla Camera, possano essere soddisfatte altre due esigenze: il coordinamento nazionale delle funzioni dei CSV e la definizione di criteri e procedure uniformi per quanto riguarda il controllo degli stessi”.

“I decreti saranno determinanti nel definire i dettagli ma, finalmente, già si intravede un impianto giuridico capace di valorizzare il ruolo della nostra rete e l’esperienza maturata in 20 anni di attività. Tuttavia – conclude il presidente di CSVnet – è inevitabile rilevare che la riforma comporterà un forte aumento delle attività a carico dei CSV, che con difficoltà potranno essere adeguatamente garantite tramite le risorse attualmente a disposizione, da anni in progressiva diminuzione”.

Proprio in queste settimane è in corso una verifica dell’accordo Acri–Volontariato, il patto pluriennale privato che regola l’uso dei fondi delle Fondazioni di origine bancaria destinati a sostenere e qualificare le attività del volontariato, in scadenza proprio nel 2016.

Intanto CSVnet ha fissato per giovedì 7 aprile 2016 a Roma la presentazione dell’ultimo Report annuale delle attività dei Centri di Servizio presenti in tutte le regioni d’Italia. Seguirà in merito un comunicato stampa specifico.

Anpas: “un passo avanti”
Dichiarazione del presidente nazionale Anpas, Fabrizio Pregliasco. “Plaudiamo a questo risultato che arriva dopo due anni di lavoro che abbiamo condiviso con i deputati, con i senatori e, in particolare, con un ottimo rapporto di interlocuzione col sottosegretario al Ministero del lavoro e delle politiche sociali Luigi Bobba. Un testo che dobbiamo analizzare con cura soprattutto nelle sue pieghe ma che riteniamo un elemento fondamentale per tutto il terzo settore. Crediamo anche che gli elementi inseriti dal Senatore Stefano Lepri, e dal lavoro svolto dai deputati, come Donata Lenzi, abbiano posto una particolare attenzione al volontariato. Dobbiamo infatti ricordare che il volontariato è il motore del Terzo Settore e, nello specifico delle attività dei volontari delle pubbliche assistenze Anpas, è soggetto attivo nei servizi essenziali di emergenza, nei servizi sociali e nella protezione civile. Auspichiamo ora un rapido passaggio alla Camera e poi attenderemo quelli che saranno i decreti attuativi affinché i princìpi della legge vengano attivati. Speriamo di poter avere anche occasione per continuare questa interlocuzione e ribadire le peculiarità nostre e di realtà simili alla nostra, come fatto con Misericordie d’Italia e Croce Rossa Italiana. Speriamo di riuscire a trasformare tutto questo in una opportunità per quella che è una peculiarità tutta italiana che storicamente si occupa di servizi anche complessi e di bisogni concreti delle comunità”.

Avis: continuiamo il confronto sui decreti attuativi
“Attendevamo da tempo l’approvazione della norma al Senato e ci auguriamo ora che i tempi per l’approvazione alla Camera siano rapidi.
In generale, la riforma ha il merito di dare centralità – non solo dal punto di vista legislativo – al terzo settore quale strumento di crescita e coesione per il Paese.
Vorrei sottolineare lo sforzo che è stato compiuto per ascoltare in audizione moltissime realtà – è accaduto così anche per AVIS – e auspichiamo che questa interlocuzione non manchi nemmeno in futuro, a partire dall’approvazione dei decreti attuativi, per i quali ci aspettiamo la dovuta attenzione al mondo del volontariato più propriamente inteso.
Entrando nel merito della legge, guardiamo con favore al ruolo che è stato conferito al Servizio civile universale come diritto/dovere per promuovere la pace e la solidarietà e come occasione di crescita per tantissimi giovani. Come ha giustamente ricordato la CNESC, è importante che alle dichiarazioni di principio seguano anche adeguati finanziamenti, visto che sul 2017 vi sono ancora alcune incognite”.

L’ok del mondo delle Fondazioni Bancarie
“L’approvazione del testo da parte del Senato – dichiara il presidente Acri Guzzetti – è un passaggio fondamentale della riforma, che valorizza e incoraggia il ruolo prezioso e insostituibile che il Terzo settore, operando in un’ottica di sussidiarietà, svolge nel nostro Paese. Un plauso particolare – conclude Guzzetti – va al senatore Stefano Lepri, relatore del provvedimento in Senato, e all’onorevole Luigi Bobba, Sottosegretario al Lavoro e alle politiche sociali, per il loro lavoro e per la capacità di ascolto delle istanze del mondo del Terzo settore”.

La polemica sulla Fondazione Italia Sociale
“Salutiamo con favore l’approvazione in Senato del ddl n.1870 di delega al Governo per la Riforma del Terzo Settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del Servizio Civile universale. Al contempo, però, restiamo basiti per quanto inaspettatamente previsto all’articolo 9bis del ddl in merito all’istituzione della “Fondazione Italia Sociale”, per la quale è già stato previsto uno stanziamento pubblico di un milione di euro per l’anno 2016. A lasciarci perplessi è la natura giuridica di questo Ente, che sembra avere caratteristiche private nonostante riceverà finanziamenti pubblici, e il modo in cui intenderà sostenere progetti del mondo del Terzo Settore, visto che la norma che lo istituisce non parla di bandi pubblici e non chiarisce quali saranno i sistemi di gestione e monitoraggio connessi alla sua attività. Il Modavi Onlus, piuttosto, come più volte ribadito, auspicava l’istituzione di un’Authority Nazionale che assolvesse funzioni di controllo sulle attività delle realtà del Terzo Settore, al fine di garantire una maggiore trasparenza ed etica di comportamento da parte delle organizzazioni senza scopo di lucro, con particolare rilevanza circa l’aspetto economico-finanziario della gestione. Sarebbe stato il giusto segnale dopo le recenti inchieste giudiziarie, anche per tutelare migliaia di volontari ed operatori del sociale che si impegnano costantemente in favore del bene comune. Il Terzo Settore è un immenso patrimonio per la nostra Nazione, non possiamo rischiare che la poca trasparenza o l’eventuale cupidigia di pochi possa infangare il lavoro e l’onestà di molti”. Lo dichiara Maria Teresa Bellucci, Presidente Nazionale del Modavi Onlus – Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano.

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